mercoledì 20 maggio 2026

Suoni magici. Il flauto, "voce" dell'Aldilà.

I flauti, e gli strumenti a fiato in genere, producono suoni a partire dal soffio (datore di Vita).
Secondo le credenze magiche primitive, dal tubo usciva la voce dei Defunti che attraverso lo strumento contattavano gli uomini.

La studiosa pakistana Shahrukh Husain spiegava come alle donne, in origine, fosse affidata la comunicazione con l'Oltretomba, e il possesso stesso di questi strumenti...

« Di oggetti sacri oggi utilizzati esclusivamente da uomini -come i flauti degli Xinguano amazzonici o i digeridoo (tubi lignei che riprodurrebbero le voci di antenati e demoni degli Aborigeni australiani) si racconta, ad esempio, che erano stati affidati in custodia alle donne, fino a che non vennero loro sottratti con la forza o l'inganno. » [1]

Il flauto era così prossimo alle entità Infere che il mito ne suggeriva i poteri evocativi...

« [...] il flauto è strumento evocante la morte ». [2]

Proprio il flauto, nel mito greco, legava la Dea al mondo Infero...

« Atena inventa il primo flauto costruendolo con ossa forate di cervo e si esibisce al banchetto degli dèi

[...] si apparta in un bosco a meditare e, suonando il flauto davanti a una polla d'acqua, le avviene di specchiarsi:
allora si accorge con raccapriccio che il suono dello strumento le deforma turpemente il viso
. » [2]

Alla base di questa credenza c'è l'animismo dei popoli primitivi.
La Natura, nei suoi elementi -animali, vegetali o 'fisici'- è permeata dagli Spiriti che possono essere richiamati dall'esecuzione dello Strumento stesso mediante i suoni -a fiato e vocali- che allo Spirito sono familiari...

« [...] lo spirito di un particolare Antenato viene attirato là dall'esecuzione di canzoni da esso originalmente create e custodite preziosamente sin da allora; queste canzoni sono formate da una serie di brevi strofe ognuna delle quali [...] descrive un particolare luogo associato all'Antenato Totemico. » [3]

La credenza negli Spiriti presenti negli strumenti a fiato, da cui deriva l'alito Vitale, era così forte da ritrovarsi nell'immaginario antico come nei racconti dei popoli aborigeni che tramandavano l'uso dello Strumento (il Didgeridoo, tra gli aborigeni) per attrarre l'Entità...

« L'esecuzione delle canzoni è anche accompagnata da un giovane maschio adulto che suona appunto il didgeridoo. »

« Vari spiriti di Esseri Ancestrali collegati con una data tribù rappresentano l'argomento esplicito di tali canzoni; le parole di ciascuna strofa fanno riferimento a qualche impresa o qualità degli Esseri Ancestrali. »

« Così, per esempio, un didgeridoo dal timbro acuto può essere chiamato col nome di uno spirito, perché il suo suono ricorda quello del richiamo dello spirito nella foresta. » [3]


Spiriti del bosco e sciamani che lo abitano:

Lo sciamano e i selvaggi: 'folli' che abitano il bosco.


Donne custodi dell'Oltretomba e dominio sulla Terra ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Signora che si manifesta in forma animale ---

Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Animale di potere delle sacerdotesse e Suo regno Infero ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


Note al testo ---

[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza la sovranità della donna miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 22.

[2] Cfr. La maschera, il doppio e il ritratto, a cura di Maurizio Bettini, Laterza, Roma-Bari, 1991, pp. 38 e 69.

[3] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, pp. 14, 16 e 21.

giovedì 14 maggio 2026

La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.

Una cartolina del primo '900 ci mostra una devota al culto di san Domenico da Cocullo portare al collo uno dei serpenti che animano la processione del Santo.

È un'immagine più arcaica del mito medievale.

L'identificazione del Serpente con le sacerdotesse che ne officiavano il culto è (molto) lontana:
lo storico delle Religioni Mircea Eliade ci racconta che, presso alcune tribù aborigene, l'animale avesse (perfino) identità femminile...

« Nel bacino dell'Alligator a ovest della Terra di Arnhem, "la nostra madre delle origini" fa tutt'uno con il Serpente Arcobaleno femmina. » [1]

Il serpente era l'oggetto di potere delle sacerdotesse:
al punto che queste lo portavano indosso...

« Ancor più sorprendenti sono le tradizioni secondo cui all'origine gli oggetti rituali vennero scoperti e posseduti dalle donne.
In un mito Wiknatara, il primo bull-roarer venne fatto roteare da due ragazze, le quali dissero:
"È a noi donne che appartiene, in verità siamo noi ad averlo trovato!
Ma che importa: lo lasceremo agli uomini!
Saranno loro ad usarlo sempre!"

In certe tribù, il prepuzio del nuovo iniziato viene dato a sua sorella che lo fa seccare, lo tinge di ocra e lo porta al collo come pendaglio. » [1]

Il potere fecondatore del Serpente, in origine, era dominio Matriarcale (non maschile!), e come tale veniva ostentato non solo tra gli aborigeni, ma (anche) nella cultura greca arcaica.

Robert Graves, citando il mito pelasgico della Creazione opera del serpente Ofione, scrive...

« In questo complesso religioso arcaico non vi erano né dei né sacerdoti, ma soltanto una dea universale e le sue sacerdotesse; la donna infatti dominava l'uomo, sua vittima sgomenta.
[...] la successione era matrilineare e si credeva che i serpenti fossero incarnazioni dei morti. » [2]

La Grande Madre, ed il suo paredro serpentino, sono alla base del culto: senza mediazione maschile.
A ciò si deve l'archetipo delle Madri-Vergini capaci di rimanere incinte senza rapporto:
dalle dee antiche al mito della Vergine Maria...

« [...] quasi tutte le dee pregreche erano cosiderate madri generatrici e vergini allo stesso tempo, figure partenogeniche capaci di generare il cosmo e tutte le creature della Terra, inclusi gli esseri umani, dalla loro stessa essenza, senza bisogno di un compagno. » [3]

L'orrore del sesso era tale, nelle società antiche, che si sceglievano (solo) sacerdotesse avanti con gli anni, o fanciulle innocenti:
per non contaminare il rito.

Uberto Pestalozza dedicava al tema un lungo articolo, sulle Sacerdotesse impuberi...

« [...] donne non più atte alla funzione sessuale, in quanto intesa alla riproduzione della specie, poiché non più mestruate, la scelta, dico, di tali donne a funzioni sacerdotali, spiegherebbe anche la scelta, alle funzioni medesime, di fanciulle impuberi. » [4]


➔ Sul Rombo, strumento rituale detto, in inglese, "bull-roarer":
vedi la relativa pagina su Wikipedia.


◉ Culto (Matriarcale) del Serpente nella devozione cristiana:

Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.


◉ Il drago: da paredro della Dèa a nemico da abbattere ---

Il drago a difesa della Madre: la falsificazione di un mito pagano.

La Dèa nel drago: rovesciamento del Femminino.


➔ Legame del drago all'acqua e al potere femminile nella lingua parlata ---

La strega e lo sdrago delle acque. Origine magica di una parola.


➔ Epifanie Animali della Dèa e sopravvivenza nel mito cristiano:

Serpe-strega? Guai a chi la uccide.


Drago associato alle acque e processioni per chiederne ---

Le processioni del Drago: un rito medievale per ottenere fertilità.


➔ Fata-drago e arcaica figura totemica Matriarcale ---

Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...


Sessualità e streghe che ne hanno il potere ---

Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.

Uccelli stregati: divinare con le poppe...


◉ Spiriti reincarnati in animali ---

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?

Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.


➔ Animali vaganti: credenze (animistiche) popolari ---

Stormo in lontananza: Anime dannate...

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.


Nota all'mmagine ---

_In apertura, litografia del pittore Basilio Cascella dalla serie di cartoline abruzzesi (1904) che si riferisce alla Festa dei serpari che seguono la processione di san Domenico folignate a Cocullo.


Note al testo ---

[1] Cfr. Mircea Eliade, La creatività dello Spirito. Un'introduzione alle religioni australiane, Jaca Book, Milano, 1972, pp. 102, 110 e 112.

[2] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1983, nota 2 a p. 22.

[3] Cfr. Marguerite Rigoglioso, Partenogenesi: il culto della nascita divina nell'antica Grecia, Psiche2, Torino, 2012, p. 16.

[4] Cfr. Uberto Pestalozza, Sacerdoti e sacerdotesse impuberi nel culto di Athena e di Artemide, estratto da "Studi e materiali di Storia delle Religioni", vol. IX, Università di Roma, 1933, pp. 178-179.

venerdì 8 maggio 2026

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.

Il sopraggiungere della luce, ai primi raggi del mattino, cancellava i dèmoni e le streghe che avevano imperversato nella notte...

« La prima luce, inoltre, libera il mondo dai mostri notturni che l'infestano: le streghe, se vengono colte dalla luce novella dell'aurora, perdono il sembiante assunto nella metamorfosi magica e restano nude e indifese; i fantasmi notturni dei morti svaniscono prima dell'alba. » [1]

Guai, però, a sbagliare le parole che dovevano tenere lontano gli Spiriti:
commettere un errore nella recitazione delle formule protettive poteva costare caro.
Tra gli aborigeni si raccontava...

« È di vitale importanza che le canzoni che devono rispedire l'anima del defunto siano eseguite correttamente; se si sbagliano le parole, se la canzone è eseguita svogliatamente o in modo impreciso, come minimo risulterà inefficace, e nel peggiore farà adirare lo spirito mokuy del defunto, che perseguiterã i parenti con malattie e sventure. » [2]

La forza (magica) delle parole serviva a confortare i Morti, evitando che si trasformassero in streghe.

Se le formule non erano efficaci, ci si doveva rivolgere a chi la Magia la praticava di professione, e conosceva (bene) quali parole usare per stornare gli Spiriti.
James Frazer scriveva...

« Il rito funebre è l'ultimo saluto, l'ultima testimonianza di affetto verso l'anima del trapassato
[...]. In seguito, ognuno cerca di tenere lontano da sé più che sia possibile lo spirito del defunto e non si fa scrupolo di ricorrere alle arti magiche per salvaguardarsi da lui. » [3]


◉ Forza evocativa (ed attrativa) delle parole ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.

Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.

Stregoni letterati. Magia della Scrittura.


➔ Maschere funebri. Incarnazione dei Morti negli Animali ---

Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.


Animali in cui si celano le Streghe: vite parallele ---

Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.


➔ Paura dei Morti: usanze per inibirli ---

Spettro, vai via! Il rogo del paglione.

Dio è colpevole: punire la divinità.


Streghe o Morti? Credenze sul ritorno degli Spiriti ---

Le streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve.

Risvegliato o Revenant: zombie (e Streghe) che tornano.

Carnevale si avvicina: attenti alle Streghe che si celano sotto la Maschera.


➔ Noce mortifero: potere attrattivo della pianta ---

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.


Nota all'immagine ---

_In apertura, allegoria "Nuda Veritas" dipinta da Gustav Klimt (1899) di cui esiste anche una versione grafica, in bianco e nero, al Belvedere di Vienna.

➔ Il disegno apparve la prima volta in Ver Sacrum, la rivista della Secessione Viennese, nel marzo 1898.

Cfr. Marina Bressan, Marino De Grassi, Nel segno di Klimt: Ver Sacrum: la rivista d'arte della secessione viennese, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli, 2007, pp. 18 e 39.


Note al testo ---

[1] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse : tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 227.

[2] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, p. 23.

[3] Cfr. James George Frazer, La paura dei morti nelle religioni primitive, Mondadori, Milano, 1985, p. 36.

sabato 2 maggio 2026

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.

Nel cartoon Biancaneve la strega Grimilde confeziona una mela avvelenata che offrirà, poi, sotto mentite spoglie, alla protagonista.

La favola germanica sottende la demonizzazione di un mito classico: la Mela era, infatti, l'attributo principale della dea dell'Amore Afrodite...

« I frutti salvifici erano stati donati a Era dalla Madre Terra alla quale era sacro il melo: una delle epifanie della Grande Madre che arcaicamente offriva il dono della conoscenza e dell'immortalità.

[...] Il suo frutto, la mela cotogna, chrysòmelon ovvero "pomo d'oro", ispirò la credenza leggendaria che i pomi d'oro di Ercole fossero cotogne.
D'altronde le mele d'oro delle Esperidi raffigurate negli altorilievi del tempio di Zeus, a Olimpia, assomigliano molto alle cydoniae; e al Museo Archeologico di Napoli, nella collezione Farnese, Ercole ne stringe tre in mano [sul retro!] ». [1]
La mela, sacra ad Afrodite e alla Grande Madre, era (pure!) la mela di Eva che avrebbe dannato Adamo:
ciò che aveva forma sferica, dalla mela ai pomi, era dominio della Madre...

« La faccia della Luna che, nel corso del mese, combina oscurità e luce, è simbolo universale della dea.

Anche la mela è comunemente associata alla Grande Madre: secondo la tradizione, è il frutto che Eva (il cui nome significa forse "Madre di tutti") prese dall'albero della conoscenza, anche se la Bibbia non lo dice.
La mela è inoltre uno degli attributi di Venere e delle Grazie
». [2]

Nel mito greco, Paride sceglieva -attraverso la Mela- quale fosse la più bella tra le dèe.

La dèa dell'Amore, nell'immaginario popolare fiabesco, si mutò in strega cattiva che avvelena Biancaneve attraverso la Mela:
simbolo (antico) del potere Matriarcale così forte che Robert Graves, ne La Dea bianca, scriveva...

« È chiaro che l'antica icona delle Tre Dee, della mela [...] (che Paride assegnò alla dea dell'amore) aveva in origine un significato diverso.

Donare una mela alla dea dell'amore sarebbe stato un'impertinenza bella e buona da parte del pastore, perché alla Dea le mele appartenevano di diritto ». [3]


◉ Demonizzazione della Dèa Madre e dell'animale a Lei sacro ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


Simboli (al rovescio!) dal Paganesimo al Cristianesimo ---

Castità o seduzione? La cintura: un simbolo (rovesciato) della Dea.


◉ Culti Matriarcali coperti dalla devozione mariana ---

Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.

Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.


Antenati negli alberi e predicazione nella foresta ---

Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?

Donna-Albero e alberi stregati.


Dèmoni della Luce passati alle tenebre ---

Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.


◉ Tracce di pratiche magiche nei Cartoon ---

Disney stregato. Magia popolare nei Cartoon.

Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...


Magia e Stregoneria popolare nelle fiabe ---

Il maleficio degli arcolai: le antiche superstizioni sul filare nel racconto della Bella Addormentata.

Quando si adoravano le Fate: all'origine dei culti mariani...

La Bella Addormentata e i divieti della Stregoneria contadina.


Note al testo ---

[1] Cfr. Alfredo Cattabiani, Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Mondadori, Milano, 1998, pp. 337-338 e p. 345.

[2] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza; la sovranità della donna; miti e archetipi, EDT, Torino, 1999, p. 19.

[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca. Grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 298.

venerdì 24 aprile 2026

Stregoni letterati. Magia della Scrittura.

I maghi, spesso, avevano da fare con i libri.
La differenza tra maghi e preti era sfuggente:
chi faceva studi in seminario poteva subire il 'fascino' delle tecniche negromantiche...

« Un chierico indovino era un potenziale negromante. »

« A Siena, alla fine del Cinquecento, l'arcivescovo e cardinale Francesco Maria Tarugi aveva intimato al parroco di San Pietro a Marciano di "butt[ar] via tutti i libri alchimistici [e] tra quindici giorni consegni libri, bocce e qualsiasi altra sorte di strumenti alchimistici". » [1]

Perfino gli alti prelati, nelle perquisizioni, venivano scoperti in possesso di libri 'proibiti'...

« Un teologo francescano, Gilles Vanalatte, fu incaricato di procurarsi dai musulmani un libro di magia.
Lo stesso Benedetto
[papa francese, 1334-1342] era accusato di farsi istruire nell'arte negromantica, e di usare un famigerato libro di magia intitolato La morte dell'anima;
una volta, a quanto si racconta, fu trovato un libro di negromanzia nascosto nel suo letto
. » [2]

I francescani, così abituati -in origine- alle pratiche magiche, erano (pure) i primi ad incaricarsi della loro repressione.
Bernardino da Siena promosse, tra Perugia e Assisi, diversi roghi: l'autore della Franceschina ne descriveva uno del 1425...

« Anche ve foro portati grande quantità de brevi, malìe, facture, sorte, et altre superstitione maledecte ». [3]

Se trovati in possesso di libri, la posizione degli inquisiti si aggravava.

In un interrogatorio, Giovanbattista di professione bombardiere per il granduca, a Siena nel 1587, tende prima a negare, poi a minimizzare -in modo maldestro!- l'uso dei libri incriminati...

« [...] et un altro libro de segreti scritto a mano latino credo io perché non intendo
[...] Io non l'ho mai esercitato questo libro per il corpo, perché non lo intendo. Anzi, lo intendo ma non l'ho esercitato ». [1]

Nota. Bruciare i libri di Magia, e punire chi li possedeva, era già per i legislatori (cristiani) del tardo Impero abituale...

« [...] i testi in cui era depositata quest'arte antica, come i libri fatales ed i libri Vegoici, depositati nel tempio di Apollo dall'epoca di Augusto, forse vengono distrutti solo da Stilicone nel 407, assieme ai Libri Sibillini. » [4]

« Alla fine del III secolo le Sententiae Pauli lasciano intravvedere, in relazione sempre alla Lex Cornelia, un quadro repressivo molto ampio e severo nei confronti della magia:
i filtri amatori son puniti con la condanna ad metallum (a meno che non portino alla morte)

[...] addirittura il possesso di libri di magia è punito negli humiliores con la morte. » [4]


Stregoni nell'ombra: la Terra che ne porta il nome ---

Umbria e Ombre. L'identità di una Terra.


◉ Condanna dei libri e dell'erudizione ---

Pentiti: sai troppo. La Cultura come colpa.


Sapienza attribuita alle streghe e loro condanna:

Ne sai come una strega. La 'saga' romana e la donna sapiente.

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Uso (abituale) della magia nella Chiesa:

Magia cristiana. Stregoni in incognito.

Santi o Vampiri? Il ponte (magico) tra i due mondi.


Persecuzione della magia nel Clero:

Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?

L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.

Preti maghi: lezioni di Superstizione...


➔ Sui frati che condannano maghi e indovini:

Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Nota all'immagine ---

_In apertura, astrologo che divina sugli astri: il diavolo, in un angolo, lo guida. Miniatura da un manoscritto della British Library:
Royal MS 6 E VI/2, folio 396 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Oscar Di Simplicio, Autunno della stregoneria. Maleficio e magia nell'Italia moderna, Il Mulino, Bologna, 2005, pp. 198 e 200.

[2] Cfr. Richard Kieckhefer, La magia nel Medioevo, Laterza, Roma-Bari, 2004, p. 201.

[3] Cfr. Padre Dionisio Pacetti, La predicazione di s. Bernardino a Perugia e ad Assisi in Analecta Franciscana, Annus IX - Fasciculus IV, ottobre 1939, p. 504.

[4] Cfr. Valerio Neri, I marginali nell'Occidente tardoantico. Poveri, 'infames' e criminali nella nascente società cristiana, Edipuglia, Bari, 1998, p. 261 e pp. 263-264.

venerdì 17 aprile 2026

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.

Alcune parole hanno potere evocativo: chiamano le Anime perché cosentono loro il viaggio verso i luoghi a cui sono associate...

« [...] sono il potere delle parole e la loro capacità di evocare immagini impressionanti a trasportare l'anima del trapassato fino al suo luogo di eterno riposo, ma per essere efficaci tali parole devono essere animate da un adeguato accompagnamento ritmico, ed è appunto qui che entra in gioco il didgeridoo. » [1]

Nelle culture arcaiche si credeva che l'anima del defunto viaggiasse.
I Vivi entravano in contatto coi Morti che (non) passavano inosservati. Dalle nostre parti, si raccontava...

« In Abruzzo certi venti vorticosi chiamati vutarilli racchiudono l'anima di un assassinato.
[...] chi è preso nel vortice di un mulinello corre il pericolo che le anime dei morti si impossessino di lui e gli provochino delle chiazze rosse per tutto il corpo.
Il fuoco di sant'Antonio era difatti ritenuto la conseguenza di un contatto con un'anima volante del purgatorio
. » [2]

Il contatto coi Morti, e (peggio!) con le donne mestruate, poteva portare disgrazie.

Sui monti dell'Appennino giravano moniti cupi sul versamento del sangue. Mario Polia racconta...

« La mestruante influiva sulla lievitatura del pane, sul formaggio e sul latte, per questo doveva evitare di toccarli
[...]. Quando si accendeva il fuoco per la fornace da calce (cargara) l'incaricato della delicata operazione chiedeva alle ragazze che trattavano le fascine se qualcuna avesse il ciclo.

Se, in mezzo a mille reticenze, una di esse finiva per confessare, era allontanata altrimenti il fuoco non si sarebbe acceso, e il calore non sarebbe stato sufficiente a cuocere le pietre. » [3]

Gli animali, creduti nell'immaginario popolare incarnazioni di Morti, avevano con la donna -abituata a contattare le Anime- un rapporto privilegiato...

« Signora dei passeri, come in questo caso, o signora dei cervi, o dei serpenti, o dei cinghiali, la fata ha comunque a che fare con il mondo animale: e appunto per questo un animale conduce a lei. » [4]


Donne e comunicazione con l'altro Mondo ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


Uso (pericoloso) dei Nomi:

Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.


➔ Signora dominatrice della selva ---

Donna-belva: lo Spirito femminile del bosco.

Donna-Albero e alberi stregati.

La dèa Belva mutante: da Signora a strega.


Morti che assumono forma Animale e travestimenti ---

Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?


➔ Equivalenza streghe-Morti: periodo in cui si manifesta ---

Carnevale si avvicina: attenti alle streghe sotto la maschera.


Animismo sopravvissuto nelle credenze popolari ---

Stormo in lontananza: Anime dannate...

Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.

Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.


Note al testo ----

[1] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, p. 23.

[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 197.

[3] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 259.

[4] Cfr. Carlo Donà, Per le vie dell'altro mondo. L'animale guida e i misteri del viaggio, Cooperativa Libraria Editrice, Padova, 2001, p. 431.

mercoledì 8 aprile 2026

Sangue fecondo. La Dèa assetata delle origini.

Alla base delle società umane c'è il vincolo di sangue che lega -tra loro- le persone.

La Madre che generava era, pure, Colei che zampillava sangue dal proprio corpo:
le mestruazioni erano l'indizio che la donna, rispetto all'uomo, detenesse poteri (fecondativi) divini...

« Il sangue è il fondamento del clan, della dignità regale e del diritto di eredità.
Si è pensato che le donne godessero di grande considerazione nelle società antiche perché, con la procreazione, custodivano e trasmettevano il sangue del clan
.

Un tempo il sangue mestruale era considerato benefico in molti sensi, veniva versato sui campi per fertilizzarli e usato per curare ». [1]

L'osservazione dei fenomeni naturali, nel mondo primitivo, portava alla creazione dei miti.

La donna, nel periodo mestruale, diventa collerica:
il versamento del sangue, più che all'irruenza dei cacciatori, doveva corrispodere ad una dèa irata.

Così presero forma le cacciatrici selvagge, e la Dèa greca che le comandava: Artemide...

« Quando il cacciatore Atteone la sorprese nuda nel bagno, Artemide lo trasformò in cervo e lo fece sbranare dai cani.
Burkert riferisce che era insaziabile nelle sue richieste di "sacrifici crudeli e cruenti"
». [1]

Le divinità femminili, in origine, avevano epifanie violente...

« La dea primordiale, cacciatrice di belve e assetata di sangue dovette essere resa più benevola, come seduttrice (Afrodite) o come figura materna (Demetra o Cerere).

Nella tradizione filosofica tantrica, Kalì subì un'analoga trasformazione cosmetica in signora benevola [...].
"Due delle sue mani reggono ancora la testa mozzata e la mannaia insanguinata, ma le altre due sono atteggiate nel gesto della benedizione, che cancella la paura e dispensa doni." » [2]

Nel mito greco arcaico, si conservano tracce di queste dèe sanguinarie.
Robert Graves nota, a proposito di Dafne...

« Dafne non era affatto una vergine sgomenta.
Il suo nome è una forma contratta di Daphoene "la sanguinaria", cioè la dea in preda al furore orgiastico le cui sacerdotesse, le Menadi, si inebriavano masticando foglie di alloro
» [3]

Ma chi versava il sangue?

Se la Dea esigeva un sacrificio, il cacciatore -un mero esecutore materiale- lo avrebbe soddisfatto.
Lo storico delle religioni Walter Burkert spiega...

« [...] in queste dee è sempre presente il carattere del selvaggio, del pericoloso:
sono loro che ammazzano, pretendono e giustificano il sacrificio. Compito del cacciatore è garantire il sostentamento della famiglia.

La volontà della donna e della madre sta al di sopra della sua azione
. » [4]


◉ Donne mestruate e poteri attribuiti al loro sangue ---

Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il Futuro.


➔ Pratiche funebri attribuite alle donne ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Potere sulla Vita: donne accusate di provocare la Morte ---

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.

Le streghe e gli aborti: il Noce che rende libere.


◉ Liquido taumaturgico della Madre: evoluzione cristiana ---

Le acque uterine della Dea: all'eremo di Santa Maria Giacobbe.

Erylo, il mostro invincibile, e i sette martiri della Scarzuola.


➔ Dèa feroce e rituale di trasformazione ---

La danza delle Orse di Artemide: un rito violento.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Divinità presenti nella terra che dà i frutti ---

Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.

Terra Madre: violenza e Tabù.


➔ Bere il sangue del dio: sopravvivenze rituali ---

Orge Sacre: il vino di Bacco e il sangue di Osiride.

Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.


Sangue che nutre i Morti: poteri terapeutici e predittivi ---

Sangue profetico: i Morti che succhiano.

Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.


Nota all'immagine ---

_In apertura, acquerello dalla collezione del Brooklyn Museum di New York stimabile al XIX secolo con la dèa Kalì: da Wikipedia.


Note al testo ---

[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 139.

[2] Cfr. Barbara Ehrenreich, Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, traduzione di Adriana Bottini, Feltrinelli, 1997, pp. 96-97.

[3] Cfr. Robert Graves, Introduzione a I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, p. 9.

[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 71.

giovedì 2 aprile 2026

Mercanti Maghi: il Santo che divina.

Come fece Francesco d'Assisi ad introdursi nella chiesa di San Niccolò, sulla piazza grande -chiesa non più esistente-, per compiere sul Messale una divinazione: rito proibito dalla Chiesa?

Le Fonti narrano il rito e, in controluce, ci forniscono un indizio per decifrare l'intero episodio.
Il primo a narrarlo è Tommaso da Celano nella Vita Seconda...

« Venuto il mattino, entrano in una chiesa e, dopo aver pregato devotamente, aprono il libro del Vangelo disposti ad attuare il primo consiglio che si offra loro. » [1]

Padre Giuseppe Abate notava che il Santo avesse scelto una chiesa così centrale, e non la chiesa di san Giorgio -Sua parrocchia e primo luogo di sepoltura:
se ne deduce che la scelta era caduta su San Niccolò perché, essendo il patrono dei naviganti e (in genere) dei viaggiatori, il figlio del più ricco mercante di Assisi ne conosceva (bene) il custode...

« Quivi i mercanti avevano le loro case e i loro fondachi; qui essi avevano alzato la chiesa di San Nicolò, protettore dei mercanti. » [2]

Trarre responsi dalla (casuale!) consultazione delle Scritture, era una pratica divinatoria popolare diffusa; insieme ad altri riti pronosticatori come lo stacco dei fiori, e dei loro petali.
Il linguista Beccaria ci racconta una divinazione che si faceva con la Piantaggine...

« [...] ogni filamento sporgente raffigura un "peccato veniale o mortale" a seconda della lunghezza; si giocava a dedurre, sempre dai filamenti, i peccati commessi, le bugie dette in un giorno, la fortuna della vita, il numero dei futuri figli e dei futuri amori. » [3]


Uso (abituale) della magia nella Chiesa ---

Magia cristiana. Stregoni in incognito.


◉ Sopravvivenze magiche nell'immaginario infantile ---

M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.


Divinazioni nelle Fonti ---

L'Oracolo del cerchio: una divinazione ballata nei Fioretti di san Francesco.


◉ Tecniche divinatorie cristiane per conoscere il futuro ---

Magia della Croce: le Sorti dell'Anno.


➔ Voce profetica degli Uccelli ---

Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!

Lo stregone che fece paura al Papa: la predica agli Uccelli secondo il monaco Ruggero.

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Persecuzione della magia nel Clero ---

Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?

L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.

Preti maghi: lezioni di Superstizione...


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un borghese che sfoglia un libro: le stesse Decretali da cui è tratta la miniatura?
Sono le Decretali Smithfield, parte del Fondo Reale della British Library, metà del XIV secolo: folio 6 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Vita Seconda di Tommaso da Celano, in Fonti Francescane, Editrici Feancescane, Padova, 2004, p. 372 -ff 601.

➔ Lo stesso aneddoto si ritrova nell'Anonimo Perugino [ff 1497] e nei Fioretti [ff 1827] che aggiungono un dettaglio:
a sfogliare il Vangelo è, infatti, un prete che rende l'episodio (meno) sospetto; la Leggenda dei Tre Compagni [ff ] attribuisce, invece, il rito divinatorio (proprio) a Francesco.

➔ Il vescovo folignate Michele Faloci Pulignani, a proposito del messale 'divinatorio', scriveva:

« Vediamo ora di indagare a quale Chiesa appartenne. Ciò è facile riconoscere dalla seguente nota, scritta in carattere rosso da quella stessa mano che scrisse il volume
[...] "quae in hac ecclesia beati Nicolai [...] fuerint celebrata".
Dunque il codice appartenne ad una Chiesa dedicata a S. Nicolò. »

Cfr. Pulignani, Il Messale consultato da S. Francesco quando si convertì in Miscellanea Francescana, Anno XV, Fascicolo II, 1914, p. 37.


[2] ➔ Abate sottolineava come la parrocchia di san Francesco fosse (proprio) quella chiesa di San Giorgio dove, poi, sarà sepolto il Santo e non San Niccolò, la chiesa teatro della divinazione...

« [...] risulta in modo certissimo che la Parrocchia della famiglia di San Francesco fu quella di S. Giorgio. »

Cfr. Giuseppe Abate, La casa natale di s. Francesco e la topografia di Assisi, presso "Miscellanea Francescana", Volume LXIII -Fascicolo I, Città di Castello, 1966, pp. 15 e 23.


[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 69.

giovedì 26 marzo 2026

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.

Gli animali che avevano familiarità con la terra e l'ombra, si pensi ai gatti e ai serpenti, erano -nelle credenze arcaiche- ammantati di Sacralità: si scongiurava il Nume se a Loro veniva fatto, volontariamente o meno, del male...

« [...] si poteva chiedere perdono per l'atto compiuto, piangere la morte dell'animale come se fosse un parente, supplicare gli altri membri della specie a cui apparteneva la vittima di non cercare vendetta ». [1]

Robert Graves narrava l'esistenza, nelle isole Britanniche, di più Oracoli felini: il gatto associato all'Ombra era un (vero) veggente...

« Anche in Irlanda c'è un culto felino.
Una "snella gatta nera sdraiata su una sedia d'argento antico" aveva una caverna-santuario oracolare nel Connaught a Clogh-magh-righ-cat, ora Clough, prima dell'avvento di san Patrizio
.

Questa gatta, che dava risposte assai ingiuriose ai postulanti, assomigliava molto alla dea gatta egiziana Paŝt. » [2]

Guai pure, in Friuli (e non solo!), a toccare i serpenti: credenza atavica che proteggessero la casa con la loro presenza.

Il linguista Gian Luigi Beccaria scriveva...

« È una concezione antichissima che ancora le tradizioni popolari più recenti permettono di intravedere.
Si pensi ai serpenti considerati protettori della casa.
In Friuli quelle serpi di casa nutrite col latte sono appunto traccia del serpente nume tutelare
». [3]


◉ Potere degli Animali: sopravvivenza nelle agiografie ---

Animali Incantati: dal mito di Orfeo all'Incanto dei Santi.

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.


Animali divini che abitano la selva: credenze magiche ---

Cacciatori: attenti allo Spirito del bosco.

Donna-belva: lo Spirito femminile del bosco.


Serpente sacralizzato e immaginario popolare ---

Serpe-strega: guai a chi la uccide.


➔ Identità femminile del Serpente:

La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.


➔ Potere predittivo nelle stalle ---

Stalla profetica: cosa dicono gli Animali?


➔ Divinazione con le ossa degli Animali ---

Animali resuscitati: gli Indovini-macellai.


◉ Potere Matriarcale associato alle Belve ---

La Bella e la Bestia. Tracce medievali di un mito Matriarcale.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.

I cervi della Dea: non spezzare il Triangolo.


➔ Culto della Madre e legame coi Serpenti nell'iconografia cristiana ---

Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.


➔ Attrazione tra Belve e Spiriti femminili nel mondo popolare ---

Amore per la Bestia: il potere dell'Animale e lo Spirito dominatore del Bosco.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un sacerdote-scimma che consacra l'Ostia sull'altare, con alle spalle un gatto-diacono.
Dal manoscritto B.11.22 della Parker Library di Cambridge: folio 4 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Barbara Ehrenreich, Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, traduzione di Adriana Bottini, Feltrinelli, 1997, p. 38.

[2] Cfr. Robert Graves, La dea bianca: grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 258.

[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo: santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 99.

sabato 21 marzo 2026

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.

Nelle credenze popolari, il Noce era sinonimo di Morte a causa delle sue radici velenose che impediscono alle altre piante di crescere intorno...

« [...] si crede che, se le radici dell'albero penetrano nelle stalle, fanno deperire il bestiame.
Effettivamente le sue radici, come le foglie, contengono una sostenza tossica, la juglandina, capace di provocare la morte di molte piante che crescono nelle vicinanze
. » [1]

Il potere delle streghe era racchiuso nelle radici dell'albero a cui erano assimilate.
Il linguista Gian Luigi Beccaria nota...

« La vegetazione influenzava l'uomo
[...]. Una delle esemplificazoni più vistose della dottrina delle segnature è la connessione radice-sesso. » [2]

Il noce portava alla strega: fino a causare l'impotenza (e la Morte) delle Sue 'vittime'.
Al punto che per riconoscere una strega, la tradizione insegnava ad usare (proprio) l'albero.
Alfredo Cattabiani riportava una credenza popolare...

« [...] nella campagna bolognese si diceva che, ponendo una noce divisa in tre setti sotto la seggiola di una strega, questa non avrebbe più potuto staccarsene:
metodo infallibile per scoprirne una.
Ma si rischiava molto perché costei, quando veniva scoperta, spesso si vendicava gettando il malocchio sull'autore di questo gioco pericoloso, provocandone la morte
. » [1]

Si associava al Noce la Morte, in genere:
sia quella 'magica', indotta dalle streghe, sia quella 'divina' del Cristo.

Giovanni Crocioni, citando il frate parmigiano Salimbene de Adam, raccontava di una coppa in noce su cui erano scolpite -come un prisma- le immagini di un crocifisso...

« [...] come induceva a credere un noce che recava l'immagine di Cristo crocefisso, per essere nato e cresciuto in un luogo, dove, tempo innanzi s'ergeva un altare su cui s'era celebrato, forse per secoli, il Mistero della Passione. » [3]


◉ Cristianizzazione dei culti arborei ---

Francesco, lo stregone che piantava gli alberi.


➔ Culto arboreo e potere (ambiguo) femminile ---

Donna-Albero e alberi stregati.


➔ Albero mortifero e pratica degli aborti ---

Le streghe e gli aborti: il Noce che rende libere.


Sterilità associata alla Donna ---

Ecate: la dèa (censurata) dell'Abbondanza.


◉ Streghe e contatto con l'Aldilà ---

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Pianta magica scatena tempeste ---

Mandragora: la 'bambolina' da onorare.


➔ Culto della Natura e predicazione francescana ---

Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Sessualità e streghe che ne hanno il potere ---

Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.

Uccelli stregati: divinare con le poppe...


➔ Come si getta il malocchio ---

Invidia degli Dèi: l'occhio magico che getta il 'Malocchio'.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con una radice 'umanizzata' tratta da un Erbario italiano, composto (probabilmente) nel Quattrocento e conservato all'University of Pennsylvania.
È visibile on-line: folio 42 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Alfredo Cattabiani, Florario. Mite, leggende e simboli di fiori e piante, Mondadori, Milano, 1996, p. 393.

[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 314.

[3] Cfr. Giovanni Crocioni, Le tradizioni popolari nella letteratura italiana, Leo S. Olshki Editore, Firenze, 1970, p. 111.

venerdì 13 marzo 2026

Stormo in lontananza: Anime dannate...

Gli uccelli sono note incarnazioni dei defunti:
credenza ancestrale sopravvissuta nel mondo rurale...

« Lo stormo gira così rumorosamente nel cielo tenebroso e i contadini che odono quello strano baccano dicono che si tratta delle anime in pena perseguitate incessantemente dal maledetto. » [1]

I Morti apparivano nell'aria come animaletti fluttuanti:
era uso tenere aperte le finestre affinché entrassero in casa...

« Secondo tradizione popolare le farfalle notturne sono anime "inquiete", anime del purgatorio che tornano alle loro antiche case.

[...] In Calabria le farfalline che entrano in casa si crede rappresentino le anime dei defunti che vengono a visitare i loro cari:
la bianca è un'anima del purgatorio, la nera un'anima pagana
. » [1]

« Se dice che le farfalline che d'estate girono ntorno a la luce so' l'anime de pori morti...
allora nun s'amazzano
. » [2]

Lo spiritismo dominava le credenze contadine.

Interpretare la voce degli animali -specie se Uccelli!- era una pratica divinatoria frequente, che persistette in età Moderna.
Nei sinodi diocesani se ne trovano tracce...

« Un concilio bolognese del 1634 parla di auspici tratti ex quadrupedum vocibus, aviumque garritu, ac volatu ». [3]

Nelle zone rurali, dietro al volto di una persona si celava (sempre) un animale...

« Di quest'antica fase mitica è rimasta traccia nella doppia natura, umana e animale, che i contadini dell'Italia del Sud attribuiscono a se stessi e agli esseri della natura.
La rilevò Levi in Lucania, dove: "La donna-vacca, l'uomo-lupo, [...] ogni persona, ogni albero, ogni animale, ogni oggetto, ogni parola partecipa di questa ambiguità. » [4]


Ornitomanzia: indovini che interpretano la lingua degli uccelli ---

Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!


➔ Potere profetico degli Animali legati alla terra ---

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.


➔ Pratiche magiche nel mondo rurale ---

Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?


◉ Pensiero Magico: possessione degli Animali ---

Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.


Incarnazione degli Avi negli Animali ---

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?

Animali parlanti: gli Antenati che tornano.

Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.


Stagno e acqua: principio vitale che chiama i Morti ---

La voce degli Antenati: i Rospi indovini.


◉ Evoluzione delle superstizioni nei Cartoon ---

Un teschio nei sacrifici: gli dèi precipitati all'Inferno.

Funghi Matti: la danza estatica nel Bosco degli Antenati.

Disney stregato. Magia popolare nei Cartoon.

Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...


Note al testo ---

[1] Cfr. Alfredo Cattabiani, Volario. Simboli, miti e misteri degli esseri alati: uccelli, insetti, creature fantastiche, Mondadori, Milano, 2001, pp. 44-45.

[2] Cfr. Giancarlo Baronti, Margini di sicurezza: l'ideologia folclorica della morte in Umbria, Morlacchi, Perugia, 2016, Tomo III, p. 1233.

[3] Cfr. Cleto Corrain e Pierluigi Zampini, Riti e credenze popolari nei sinodi diocesani dell'Alta Italia in La religiosità popolare nella valle padana, Atti del convegno sul folklore padano, Modena, 1966, p. 180.

[4] Cfr. Giovanni Battista Bronzini, Il lupo mannaro e le streghe di Petronio in Lares. Rivista trimestrale di studi demo-etno-antropologici, Leo Olschki Editore, Anno LIV n. 2, Firenze, 1988, p. 148.

venerdì 6 marzo 2026

Finzione e Inversione: tecniche magiche per ingannare gli Spiriti.


Per ingannare gli Spiriti, era (molto) importante cambiare nomeschermando la persona dalla Loro vendetta...

« L'uomo primitivo credeva nella forza magica della parola.
Tra i popoli dell'Eurasia c'era l'uso di cambiare il nome al malato per ingannare gli spiriti della malattia e gli altri spiriti maligni. » [1]

Al passaggio di un morto, quando gli Spiriti aleggiano e si faceva (molta) attenzione ad evitarli, la pratica dell'inversione era frequente...

« In Tirolo si ritiene che quando un cadavere passa nei pressi di una casa, bisogna capovolgere le arnie per evitare malefici contro di esse. » [2]

« Lo stesso Arnold van Gennep [...] per Beauquesne (Somme) registra il singolare caso di fare il giro della fossa all'indietro (contraria facere). » [2]

La finzione come pratica magica, di cui una forma è sopravvissuta nella liturgia cristiana (vedi il ➔ dogma della Transustanziazione), deriva dal mondo antico che ne lasciò traccia nelle superstizioni popolari.

Mario Polia cita (preziosi) indizi...

« Anche tra i comuni mortali -nell'antichità e nei nostri giorni, in Europa e altrove- da molti è considerato irriverente e persino pericoloso rivolgersi al bimbo elogiandone la bellezza e la salute. » [3]

Da dove viene l'usanza?

« Plinio riporta la leggenda concernente alcuni gruppi etnici (famiiae) dell'Africa i membri del quale possono ➔"fascinare per mezzo della voce e della lingua", di modo che , "se lodassero gli alberi per la loro bellezza, le messi per la loro abbondanza e i bimbi per la loro buona salute [...], tutti costoro morirebbero in breve tempo senza nessun altro motivo." » [3]


➔ Sugli Dèi che risiedono nei frutti, da cui il rito eucaristico cristiano deriva, già Cicerone ne scriveva come una finzione convenzionale:

« Quando diciamo che le messi sono Cerere, il vino Libero, ci serviamo di un modo di dire usuale, ma pensi che esista qualcuno così pazzo da credere che il cibo di cui si nutre sia Dio? »

Cfr. Cicerone, La Natura divina (De Natura deorum, 41), traduzione di Cesare Marco Calcante, Rizzoli, Milano, 1992, p. 337.


◉ Sulla sopravvivenza, nel banchetto cristano, di un rito pagano:

Orge Sacre: il vino di Bacco e il sangue di Osiride.


➔ Inveire contro le Entità (Anime o Santi) per richiamarLe ---

Dio è colpevole: punire la divinità.


➔ Sull'inversione come pratica magica nella lingua parlata ---

Magia al rovescio. Maledizioni che portano fortuna.


➔ Tenere lontano gli Spiriti: sculture a difesa del Tempio ---

Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.


Violenza rituale e finzione eucaristica nel rito cristiano ---

Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.


Rosso: il colore apotropaico da non rimuovere ---

Non sciogliere il nodo. Un fiocco Rosso contro i dèmoni.


Direzioni di marcia: fausta e infausta...

Attento agli Spiriti: non andare a Sinistra.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un mostro che osserva la sua coda 'parlante':
dal manoscritto Add ms 62925 della British Library: folio 75 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, pp. 109-110.

[2] Cfr. Alfonso di Nola, La morte trionfata. Antropologia del lutto, Newton & Compton Editori, Roma, 1995, p. 61 e nota 52 a pp. 313-314.

[3] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero religioso e magico in Tra cielo e terra: religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, Edicit, Foligno, 2009, pp. 538-539 e p. 541.
Polia si riferisce alla Naturalis Historia: 7, 2.

giovedì 26 febbraio 2026

Medium e potere delle Voci. Chi sta parlando in Prima persona?

Le pratiche sciamaniche si sono conservate nell'epica classica:
tanto che l'Entità si manifesta in prima persona.

« [...] Nel caso dell'Odissea questa parentela è resa ancora più evidente dall'uso della prima persona singolare, uno dei tratti distintivi della narrazione sciamanica. » [1]

Mircea Eliade, iniziando il lettore alla religiosità primitiva nei popoli australiani, notava la stessa costante...

« L'individuo più anziano è considerato la vera e propria incarnazione del Wondjina.
Parlando del suo Wondjina questo vecchio parla in prima persona
:
"Quando venni sulla terra nel Tempo del Sogno e lasciai le mie impressioni sulla roccia..." » [2]

Nello sciamanesimo asiatico vige una pratica:
il medium presta la sua Voce affinché l'Entità si materializzi...

« [...] lo sciamano centroasiatico mantiene sempre il controllo di sé:
entra consapevolmente in uno stato di estasi e, una volta raggiuntolo, racconta in prima persona dei pericoli superati e degli spiriti incontrati, ad essi anzi presta la propria voce come una sorta di ventriloquo
». [1]

Ma chi sta parlando?

Conoscere il nome dell'Entità che parla in prima persona significa detenere un (grande) potere su di Lei...

« Chiamare le cose col nome era un sapere magico, permetteva di dominarle.
Sapere il nome voleva dire tenere l'entità maligna o benefica nelle proprie mani
.

[...] Nella mentalità primitiva conoscere il nome, pronunciarlo in modo giusto equivale a esercitare un potere sull'essere ». [3]

Da ciò deriva l'uso popolare di chiedere il nome all'Entità che si manifesta, come le leggende tramandano; se lo Spirito rispondeva, c'era da preoccuparsi...

« [...] in caso di apparizione improvvisa di un defunto -uno di quei 'morti subitanti' nei confronti dei quali le preghiere serali sollecitano la protezione divina -o di un fenomeno notturno ricollegabile alla presenza di un defunto, chi aveva coraggio usava dire ad alta voce:
"Dimmi chi sei, che cosa voi, di che hai bisogno".

L'eventuale risposta del defunto, o del fantasma, era comunque assai temuta.
In Abruzzo, quando si voleva conoscere l'identità di uno spirito e cosa volesse dai vivi, si piantava il coltello in terra dicendo allo stesso tempo: "In nome di Dio, dimmi chi sei"
». [4]


➔ La parte (oscura) in cui abitano le Entità ---

Attento agli Spiriti: non andare a Sinistra.


➔ Voce degli animali: dietro c'è l'anima di un defunto ---

Animali parlanti: gli Antenati che tornano.

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?

Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.


➔ Pratiche sacrificali e imbroglio rituale: sopravvivenze nella liturgia cristiana ---

Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.


➔ Sacrificare 'ad Arte': disporre le ossa nel rito ---

Arte Sciamanica: disponi le Ossa per il sacrificio gradito agli Spiriti.


Nota all'immagine ---

_In apertura, Bocca della Verità dalla Chiesa di Santa Maria in Cosmedin:
scultura a cui si attribuivano poteri profetici Oracolari.
➔ Vedi la relativa pagina su Wikipedia.


Note al testo ---

[1] Cfr. Carlo Ferrari, La renna di Ercole. Filologia e antropologia nell'opera di Karl Meuli, Officina Libraria, Romaa, 2025, pp. 73 e 75.

[2] Cfr. Mircea Eliade, La creatività dello spirito. Un'introduzione alle religioni australiane, Jaca Book, Milano, 1979, pp. 69-70.

[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 111.

[4] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chavez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, pp. 217-218.

venerdì 20 febbraio 2026

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.

Non c'è animale, associato alla Dea, che abbia subìto la censura e il vilipendio -ridotta a simbolo di Lussuria- dai predicatori, trasmessosi poi nell'immaginario popolare, più della scrofa:
troppo legata alla terra, Suo regno...

L'animale era così sacro a Giunone, la Dea dei parti e della concordia familiare che Enea, giunto in Italia, sente il dovere di sacrificarne una sull'altare.
Virgilio, nell'Eneide, scrive...

« [...] giace e spicca sulla verde riva una scrofa:
che il pio Enea a te, o somma Giunone, immola,
facendo sacrifici, e trae con il branco all'ara
. » [1]

Nell'Antico Egitto la dèa Madre del cielo era personificata, addirittura, da una Scrofa: simbolo di Abbondanza...

« In un mito astrale, Nut la dea-cielo, madre delle stelle, è raffigurata come scrofa ed i maialini che ha partorito sono naturalmente delle stelle. » [2]

Tutto ciò che apparteneva alla dèa aveva un volto ambiguo.
La Dèa non solo dava la Vita, ma accoglieva (pure) i Morti nel Suo grembo: la Terra.

Così Robert Graves ipotizzava l'origine di 'Orco', il Signore degli Inferi, dal 'porco' a Lei sacro...

« Forco, o Orco, divenne sinonimo di oltretomba;
è lo steso termine che in latino dà porcus, "maiale", l'animale sacro alla dea della morte
. » [3]

Proprio un maiale si sacrificava, ad Eleusi, alla madre Infera per propiziare la rinascita vegetale che Demetra, in comunione con le Sue sacerdotesse, assicurava...

« [...] il sacrificio di maiale appartiene soprattutto alla festa di Demetra ovunque diffusa, le Tesmoforie, nella quale le donne festeggiano da sole, in rigida segregazione. » [4]


➔ Simboli 'rovesciati', dal Paganesimo al Cristianesimo:

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.


Animali associati alla Grande Madre ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.

Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina.

La femmina che uccide il maschio: la Mantide, simbolo del potere Matriarcale.


➔ Mito della Nutrice e Suo lascito nell'iconografia ---

Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.


➔ Sopravvivenza della Madre Infera nel mito mariano ---

Madre Luna: il simbolo della Dea nella chiesa di un cimitero.


Donne custodi dell'Oltretomba ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


Minaccia delle streghe e Dea protettrice ---

Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.

Madonna o Dea Cumina? Il folletto che insidia le culle...


➔ A poposito di Orco, Re degli Inferi:

Orco, il Signore degli Inferi. Il mito (Matriarcale) della Morte.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura dal manoscritto (metà '400) MS Richardson 31, digitalizzato nel sito della Houghton Library di Harvard (U.S.A.).
Si trova al → folio 9 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Virgilio, Eneide, Libro VIII, traduzione di Luca Canali, Fabbri Centauria, Milano, 2015, p. 291.

[2] Cfr. Mario Tosti, Il culto delle divinità zoomorfe nel villaggio operaio di Deir el-Medina in Aegyptica Animalia. Il bestiario del Nilo, Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino, Torino, 2001, p. 32.

[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca: grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 268.

[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 184.