martedì 19 marzo 2013

Da Imbolc all'Annunciazione di Maria: le feste per la nuova nascita del Sole.




Tutta la vita medievale trasuda devozione.

Dagli scranni più alti del potere civile fino alle bassezze della vita contadina, il MedioEvo cristiano è infarcito di processioni propiziatorie.

Una miniatura della Matricola del collegio dei Notai di Perugia ci racconta una di queste processioni nei dettagli: tamburello e trombettieri inclusi!
La scena si svolge in uno spazio immaginario.
Nel verso del foglio campeggia miniata la scenetta dell'Annunciazione di Maria [sotto].

Si tratta, senza troppi dubbi, della processione che si teneva alla vigilia del 25 marzo, festa appunto dell'Annunciazione di Maria, ma anche di qualcos'altro che il MedioEvo idolatra ha sostituito.



Di sicuro, l'uso delle luminarie era molto più antico.

Il rito della benedizione delle candele a Candelora (2 febbraio) per accogliere il Cristo nascente riecheggiava la festa celtica di Imbolc (1 febbraio) in cui si accendevano candele e lumini per evocare l'allungarsi delle giornate, nell'attesa dell'Equinozio di Primavera.

La festa equinoziale che cadeva il 21 marzo doveva essere celebrata in modo analogo visto che la Chiesa medievale sovrappose alle celebrazioni di Imbolc la festa della Purificazione della Vergine (altrimenti detta Candelora), e al 21 marzo fece seguire le processioni per l'Annunciazione di Maria.

Tutto questo rompicapo di date e processioni a lume di candela non deve confonderci le idee!

Le candele brandite dai notai perugini di sicuro erano consacrate alla Vergine Maria, cioè al nuovo Sole che di lì a poco sarebbe rinato.


--- Bibliografia ---

Le due miniature dell'Invocatio a Maria sono probabile opera di Vanni di Baldolo e si trovano custodite presso la Biblioteca Augusta di Perugia.

Cfr. Marina Subbioni, La miniatura perugina del Trecento, Perugia, Guerra Edizioni, 2003, p. 157.
Cfr. Il notariato a Perugia, a cura di Roberto Abbondanza, Roma 1973, pp. 87-88.