lunedì 25 ottobre 2021

La Bella e la Bestia. Tracce medievali di un mito Matriarcale.


Alcune miniature da un manoscritto nel sito della British Library ci mostrano l'antica iconografia della Signora delle belve, rivisitata in chiave medievale.

Una donna stringe a sè due leoni che sono da Lei addomesticati.

Nelle Pagine di religione mediterranea, Uberto Pestalozza spiegava molto bene un mito Matriarcale: la sottomissione fisica delle belve alla Pòtnia.
Di questa sudditanza magica resta una traccia preziosa nella fiaba europea La Bella e la Bestia.

Il coito tra le Belve e la Signora, chiamata dai Greci Pòtnia theròn, era un rapporto di dipendenza tra la Madre e le bestie dominate...

« A che cosa alludevano le gigantesche leonesse, ritte sulle zampe anteriori, fiancheggianti la sacra via, che dal porto più settentrionale conduceva al Λητώον, se non al dominio esercitato dalla dea pur sulla famiglia delle belve? » [1]

« Accanto alle raffigurazioni in cui gli animali la affiancano e la dea ne sfiora con le mani le teste od i musi, o distende sopra di loro le braccia, spiccano quelle in cui essa con piglio violento afferra per una zampa quadrupedi e bipedi capovolti, i quali volgono in su la testa ostilmente, quasi mal sopportassero la brutalità della loro signora. » [1]

La Signora delle belve era diffusa anche fuori dal mondo greco!

Mircea Eliade, ne Lo Sciamanismo e le tecniche dell'estasi, spiegava come la Sua presenza tra gli sciamani asiatici fosse la spia di arcaiche credenze Matriarcali...

« [...] la protezione accordata allo sciamano siberiano dalla sua àyami ricorda la parte che fate e semi-dee hanno nell'istruzione e nell'iniziazione degli eroi.

Cotesta 'protezione' riflette indubbiamente delle concezioni 'matriarcali'.
La 'Grande Madre degli Animali' - con la quale lo sciamano siberiano sta in ottimi rapporti - è una immagine ancor più netta del matriarcato arcaico
.

[...] come la Gran Madre degli Animali accorda agli uomini -specie agli sciamani - il diritto di cacciare e di nutrirsi della carne degli animali, del pari gli "spiriti protettori donne" danno agli sciamani gli spiriti ausiliari che, in un certo modo, sono ad essi indispensabili per i loro viaggi estatici. » [2]

Post sulle 'bestie' della Dea ---

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.

Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.

I cervi della Dea: non spezzare il Triangolo.


Nota alle immagini ---

Il manoscritto citato fa parte del fondo Yates Thompson [Ms 13],
ed è visibile nel sito della British Library.
I folii sono: 8v, 9v, 10v.


Note al testo ---

[1] Cfr. Uberto Pestalozza, Pagine di religione mediterranea, Principato, Milano, 1942:
Volume I, p. 17; Volume II, p. 284.

Il Λητώον, a cui si riferisce Pestalozza, era il santuario di Latona (madre di Apollo e Artemide) in Licia:
le leonesse scolpite testimoniavano i poteri di Maternità attribuiti alla Dèa.

[2] Cfr. Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi, Edizioni Mediterranee, Roma 1974, pp. 102-103.

martedì 12 ottobre 2021

La strega e gli Astri. L'origine delle filastrocche...

Nella lingua parlata, e specie nel dialetto, c'è un filo semantico che ci consente di ricostruire il significato antico delle parole.

Da cosa deriva la parola strega?

Nei Frammenti di lingua perugina [1], Sandro Allegrini ci spiega come la Strega fosse colei che, in origine, leggeva gli Astri.

Per aferesi, un fenomeno fonetico abbastanza comune, la A all'inizio della parola cadeva.
E così la nostra Astrologa diventava, con inversione dei due gruppi consonantici, una Strogula...

« STRÒGU(E)LA = Astrologa / indovina / fattucchiera
STRÒLL(E)CA = Indovina nomade
STRÒLL(E)CHE = 1. Andara in giro elemosinando; 2. Fare sortilegi »

Cosa c'entra il filo?

Nel lessico dialettale, si trova sedimentato il sapere magico popolare.

Filare fu la più antica attività femminile intorno al focolare:
l'espressione « Ai tempi che Berta filava » si riferisce proprio a un'attività arcaica: il primo lavoro delle donne.

nascevano i racconti del focolare: le stroccole.

Delle storielle fantastiche [2] narrate davanti all'arcolaio:
a queste filastroccole si riferisce, nel Cinquecento, lo scrittore Matteo Bandello nelle sue Novelle...

« ...a me pare egli che tutte siano baje e filastroccole da narrar la sera al fuoco [...]

Oh oh , disse il marchese, io dico bene che queste sono delle tue filastroccole e baie che non vagliono nulla.
Dimmi, ove hai tu apparato l'astrologia? »
[3]

Le filastroccole furono la prima forma, magica, di conoscenza appresa dai bambini mentre le donne filavano.


Un post nel blog sulle maledizioni del filare ---

Il maleficio degli arcolai: le antiche superstizioni sul filare nel racconto della Bella Addormentata.


Nota alle immagini ---

Le miniature al margine dei folii con la scimmietta, intenta a filare sull'arcolaio o che stringe una conocchia, sono tratte dal prezioso manoscritto Stowe MS 17.

Il documento è visibile integralmente nel sito della British Library.
Le pagine sono: 5r, 30v, 92r, 216r, 242v.


Note al testo ---

[1] Cfr. Lemmario dei termini perugini in
Sandro Allegrini, Nuovi frammenti di lingua perugina:
(Quasi) un dizionario da leggere
, Morlacchi Editore, Perugia, 2009, p. 324.

[2] Il linguista toscano Mario Alinei osservava:
« La prima parte della parola deriva da fila, cioè 'sequenza', 'serie concatenata', collegabile al plurale del latino filum (come in italiano le fila), la seconda continua il greco-latino historicus, 'abile nel racconto', 'bene informato', 'istruttivo'. »

Cfr. Alinei-Benozzo, DESLI -Dizionario Etimologico Semantico della Lingua Italiana. Come nascono le parole, Edizioni Pendragon, Bologna 2015, p. 96.

[3] Cfr. Matteo Bandello, Novelle, Volume Nono, Milano, 1814,
pp. 344-345.