giovedì 9 gennaio 2020

Edilizia francescana: sotto il Sacro Convento, le forche del boia...


I francescani sono sempre stati dei maestri nelle riconversioni immobiliari!

San Francesco era abituato a prendere possesso di vecchi santuari pagani caduti nell'abbandono, luogo di ricovero per ladri e pastori.
Il suo spirito 'imprenditoriale' consisteva spesso nel recupero di posti malfamati.

Un ottimo esempio di questa politica è la Basilica Inferiore di Assisi, il sacrario di Francesco inaugurato nel 1228, appena due anni dopo la Sua morte per accoglierne le spoglie.




Cos'era in origine il luogo?

Giuseppe Fratini, francescano sapiente, in una pubblicazione del lontano 1882 narrava la fama sinistra del posto, un sito malfamato prima dell'impresa francescana, teatro delle esecuzioni del boia...

« La leggenda applicatavi di poi fece universale la credenza che l'umile santo, sentendosi vicino alla morte, pregò perché il suo corpo fosse sepolto in un luogo infame, destinato all'ultimo supplizio degli scellerati: che questa suprema volontà fu da frate Elia rapportata al pontefice, e che questi ammirando tanta virtù, facendovi costruire una sontuosa basilica e cangiando il nome di colle dell'inferno che avea quel luogo in colle del paradiso.

Nel secolo XVI era questa novella sì fermamente creduta, che il nostro Doni nell'istoriare a fresco i due chiostri del sacro convento, avendo più volte da figurarvi il prospetto della città, nel luogo dove ora sorge la Basilica francescana, effiggiò le forche*. »




Immaginare dei cappi pendenti proprio dove sorgerà uno dei massimi templi della cristianità, può essere una suggestione da poveri miscredenti.

E peccato non potersi più godere la scena delle forche dipinte a metà del Cinquecento da Dono Doni: gli affreschi del chiostro di Sisto IV oggi sono pressocché illegibili!




Nota al testo ---

* Cfr. Giuseppe Fratini, Storia della basilica e del convento di S. Francesco in Assisi, Prato, 1882, p. 11.