venerdì 10 gennaio 2025

Trasformarsi in Lupo: un residuo di paganesimo da debellare.

Nella caccia alle pratiche stregonesche, in Età Moderna, sopravvivevano rituali d'iniziazione sciamanica che la Curia, sovente, reprimeva...

« Un caso molto singolare narrato dal giudice è quello di Jean Grenier, un ragazzo di 13-14 anni, processato a Bordeaux una decina d'anni prima.

Egli aveva confessato che circa tre anni prima del processo [9 maggio 1603] aveva incontrato nella foresta un signore vestito di nero che gli aveva regalato una pelle di lupo:
indossandola egli diventava un lupo, togliendola ritornava alle sue sembianze umane
.

[...] viene condannato ad essere confinato a vita in un convento, sotto pena di impiccagione se l'avesse lasciato. » [1]

La trasformazione dell'uomo in lupo era un antico retaggio di paganesimo percepito dai religiosi come un lascito della superstizione...

« È senz'altro significativo che parecchi testi anche di molto successivi, a partire dalle saghe islandesi del XIII secolo, insistano sul ruolo delle pelliccia rituale nella metamorfosi da uomini a ➔ lupi.

[...] In ogni modo, già agli occhi dei primi ecclesiastici che ne parlano, nel X secolo, come Regino di Prüm, non era nient'altro che una superstizione, un residuo di paganesimo da debellare. » [2]

La conversione in animale, mediante la sua pelle, era vista dalla Curia come una pratica delirante che celava, solo nel profondo, origini rituali...

« [...] la pelle dell'animale sarebbe una sorta di "gabbia magica".
Ai berserkir vestiti di pelle d'orso, o meglio guerrieri-orso, si affiancano gli úlfhedhnar vestiti di pelle di lupo, o meglio guerrieri-lupo
. » [3]


Lupo che consente l'accesso all'Oltretomba ---

Lupo Mannaro: la Trasformazione che guida l'uomo agli Inferi.


➔ Potere anti-stregonico della Sua pelliccia ---

Pelle di lupo: metti al bimbo le scarpette contro le Malefiche...


Maschere evocative e Antenati che si reincarnano in animali ---

Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.


Animali-Antenati: alla base della stirpe ---

Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.


Post sul Lupo e sul suo potere scaramantico ---

Animali Totem: il culto apotropaico di san Lupo.

Da san Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.


Nota all'immagine ---

_In apertura, lupi (o uomini vestiti da lupo?) cingono d'assedio un castello.
Miniatura dal manoscritto Stowe 17, conservato alla British Library: folio 244 recto.

Note al testo ---

[1] Pinuccia Di Gesaro, Streghe: l'ossessione del diavolo. Il repertorio dei malefizî. La repressione, Praxis 3, Bolzano, 1988, pp. 473-474.

[2] Cfr. Riccardo Rao, Il tempo dei lupi: storia e luoghi di un animale favoloso, Utet, Milano, 2018, p. 177.

[3] Cfr. Franco Cardini, Il lupo di Gubbio. Dimensione storica e dimensione antropologica di una 'leggenda', Studi Francescani, 1976-1977, p. 329.

venerdì 3 gennaio 2025

Streghe nel fuso: il giorno di Santa Conocchia.

La magia del filare è (strettamente) connessa alle streghe:
tanto che la conocchia si credeva il loro nascondiglio...

« Le streghe si aggiravano numerose in quel giorno, se dovevano cercar posto nella lana rimasta sul fuso

[...]. Era infatti interdetto alle donne di filare entro un certo periodo di giorni intorno all'Epifania. » [1]

Da Natale all'Epifania, il 'rischio' che le streghe si nascondessero nel fuso era alto:
nel loro giorno prediletto, l'Epifania o (popolarmente) il giorno della Befana, era vietato far girare gli arcolai...

« Un divieto di questo genere è certamente esistito in Inghilterra.

Se s'incontrava una ragazza che filava il giorno dell'Epifania, il suo lino e la sua filaccia venivano bruciati.
Questo giorno era conosciuto come Saint Distaff Day
:
giorno di santa Conocchia. » [2]

La cultura medievale riprese dal mondo classico l'idea che il ricamo potesse essere fatale e portare agli Inferi.
Claudiano, nel Rapimento di Proserpina, scriveva...

« All'arrivo di Venere Proserpina sta ricamando, nel chiuso del palazzo, un dono per la madre lontana.

[...] interrompe il lavoro proprio nel punto in cui sta ricamando il regno di Plutone.
Proprio la vista del ricamo incompiuto sarà per Cerere, appena ritornata a palazzo, chiaro indizio del disastro. » [3]


Post sul potere magico del filare ---

Il maleficio degli arcolai:
le antiche superstizioni sul filare nel racconto della Bella Addormentata
.

La strega e gli Astri. L'origine delle filastrocche...


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura da un Libro d'Ore inglese della British Library: Stowe Ms 17, folio 34r.

➔ Da notare il gatto che afferra il fuso: animale in cui si credeva, nella cultura medievale, che le streghe s'incarnassero.
Vedi: Teschio di cane: un'arma contro i malefici delle 'gatte'.


Note al testo ---

[1] Cfr. Cleto Corrain e Pierluigi Zampini, Documenti etnografici e folkloristici nei Sinodi Diocesani dell'Emilia-Romagna, estratto da "Palestra del Clero", Agosto-Settembre 1964, Rovigo, p. 10.

[2] Cfr. Pierre Saintyves, La Bella Addormentata nel Bosco o il sonno del nuovo Anno in La Bella Addormentata e le sue Sorelle, a cura di Andrea Armati e Michela Pazzaglia, Eleusi Edizioni, Perugia, 2013, p. 67.

[3] Cfr. Laura Micozzi, Note in Claudiano, Il rapimento di Proserpina, Fabbri Centauria, Milano, 2015, pp. 103-105 e 106.

venerdì 20 dicembre 2024

Nella selva oscura: gli uomini del Bosco.

Una delle Fonti Francescane più antiche, l'Anonimo perugino, ci racconta l'impressione che destavano i frati a chi li vedeva per la prima volta...

« Mai abbiamo visto religiosi così vestiti
[...] Parevano uomini dei boschi. » [1]

I francescani, specie nei primi anni della predicazione, organizzavano processioni nel bosco:
famosa quella promossa vicino Greccio, la notte della Vigilia di Natale, nel 1223.
Se ne trova un indizio nelle Fonti...

« La selva risuona di voci e le rupi echeggiano di cori festosi. » [2]

Nel MedioEvo sopravviveva l'idea della Natura come Tempio...

« I primi templi erano costituiti da boschi sacri.
[...] si credeva che gli spiriti arborei avessero dei poteri benefici straordinari, come, ad esempio, procurare la pioggia, far crescere il raccolto, moltiplicare il bestiame. » [3]

Nel bosco risiedevano, fin dall'età antica, divinità arcaiche che regnavano sulla selva e sulle acque:
per il mondo pagano era (molto) importante venerarle...

« La processione che portava l'alloro da Tempe a Delfi univa la sede del culto di Apollo con un luogo lussureggiante e inabitato, sede delle divinità degli alberi. » [4]

Seneca, nella tragedia Edipo, descrive il rito di evocazione degli Antenati che l'indovino Tiresia compie in un bosco Sacro...

« L'oracolo dei morti si trova nel folto di un bosco sacro.
[...] Qui Tiresia compie i sacrifici prescritti e chiama le anime dei defunti.

Allora tutti gli alberi del bosco si scuotono per l'orrore e si spalanca nella terra una voragine sino al fondo del Tartaro, portando alla luce i morti e i mostri infernali
. » [5]

Guai a tralasciare le divinità degli alberi:
i boschi sacri, infatti, mettevano in → comunicazione gli uomini con il regno Infero degli Antenati...

« A proposito della relazione tra morte e fertilità, la dea Feronia, venerata ai piedi del monte Soratte, in un bosco sacro (Lucus Feroniae) situato nei pressi di Capena, era detta "dea agrorum sive inferorum":
dea dei campi coltivati e delle regioni dei morti
. » [6]

I frati sapevano fosse strategico, fin dagli inizi, prendere possesso di un bosco.
Per erigere un eremo nel bosco sacro alla dèa Laverna, a Chiusi in Casentino, le Fonti Francescane narrano che si organizzò una (vera) spedizione militare...

« E accompagnati con quasi cinquanta soldati, forse a causa delle bestie selvatiche, furono condotti al detto monte della Verna.

[...] Quei secolari che condussero i frati, tagliando con le spade i rami degli alberi, costruirono con quei rami una sorta di tugurio. » [7]

Testimonianza vivida della predicazione francescana, fondata sulla Natura, è una benedizione a frate Leone conservata presso la Cappella delle Reliquie di Assisi:
la Tau-Albero è infissa su un monticello alla cui base è una foglia (di quercia?).

➔ Del prezioso Autografo francescano scrivevo, già anni fa:

« In questa pergamena piccola e consunta, conservata nella cappella delle Reliquie di Assisi, Francesco non si è limitato a firmarsi con la tau come era solito, ma ha sovrapposto a essa un disegno molto eloquente. [...] Con questo semplice schizzo il santo ci ha trasmesso il segreto delle sue predicazioni. »

Cfr. Lo stregone di Assisi. Il volto negato di san Francesco, Eleusi Edizioni, Perugia, 2009, p. 52.


Antenati che risiedono nel Bosco ---

Le porte di Ade: il sacro Bosco inviolabile.


◉ Sui funghi allucinogeni che crescono nel Bosco dei defunti ---

Funghi Matti: la danza estatica nel Bosco degli Antenati.


➔ Sulle processioni francescane nel Bosco e le divinità femminili in (in)cognita:

Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.


◉ La Natura come simbolo della predicazione francescana:

Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Alberi abbattutti e alberi sacralizzati:

Francesco, lo stregone che piantava gli alberi.

◉ Una pratica (erbaria) magica natalizia:

Ghirlande appese: l'esorcismo di Natale.


Note alle immagini ---

→ Intorno alla Tau, si legge la benedizione abbreviata:
"Fra Leo te dominus benedicat".

_In apertura, dettaglio con il bosco della Signora di Malesherbes da una miniatura tratta da un manoscritto francese con il racconto della contesa amorosa tra Palemone e Arcita, tratta dal → Teseida di Giovanni Boccaccio.

◉ Il documento è conservato alla → Bibliothèque de l’Arsenal di Parigi, ed è visibile su Gallica.
Per segnatura: Ms 5116, folio 56 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Jacques Dalarun, La malavventura di Francesco d'Assisi, Edizioni Biblioteca francescana, Milano, 1996, p. 125
→ Il brano è tratto dall'Anonimo Perugino, versetto 19 -ff 1509.

[2] Cfr. Tommaso da Celano, Vita Prima in Fonti Francescane, Editrici Francescane, Padova, 2004 -ff 469.

[3] Cfr. Paolo Toschi, Tradizioni popolari italiane, Edizioni Eri - Rai Radiotelevisione Italiana, Torino, 1959, p. 199.

[4] Cfr. Enrico Comba e Margherita Amateis, Le porte dell'anno: cerimonie stagionali e mascherate animali, Accademia University Press, Torino, 2019, p. 200.

[5] Cfr. Giulio Guidorizzi, La trama segreta del mondo. La magia nell'antichità, Il Mulino, Bologna, 2022, p. 224.

[6] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero religioso e magico in Tra cielo e terra: religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, volume II, Edicit, Foigno, 2009, p. 447.

[7] Cfr. Atti del beato Francesco e dei suoi compagni in Fonti agiografiche dell'Ordine francescano, a cura di Maria Teresa Dolso, Editrici Francescane, Padova, 2014, versetto 1474.

venerdì 13 dicembre 2024

Uccelli stregati: divinare con le poppe...

Per avere accesso ai segreti di una donna, la superstizione popolare comandava di chiedere agli uccelli: Suoi intermediari...

« In Sardegna si diceva che mettendo il cuore del barbagianni sulla mammella sinistra di una donna addormentata, questa avrebbe confessato i suoi segreti, credenza già attestata in Alberto Magno ». [1]

L'idea era così radicata che l'attributo principale della donna, quello che la connotava come Nutrice e come (potenziale!) strega, era usato sia per dare il latte sia il veleno.

Nel '500, il libro "Strega o delle illusioni del Demonio" dava la parola sul tema a due personaggi...

« Apistio: "L'uccello strega, il timido assiulo che di notte canta mestamente.
Plinio pensa che sia favoloso quel che si trova scritto delle streghe, che mettono le loro poppe in bocca ai bambini
.

[...] Fronimo: "Le streghe d'oggi, quando si dice che sono portate al gioco di Diana e guastano i fanciulli nati da poco che piangono nelle culle, in realtà premono loro in bocca il veleno ». [2]

Gli uccelli erano così legati al potere femminile che a loro le ragazze chiedevano quando sarebbero 'maturate': usanza sopravvissuta, dalla magia antica, nella cultura popolare...

« Le adolescenti, invece, chiedevano al cuculo quando si sarebbe sviluppato il loro seno [...].

La formula recitava:

"Cuccù, cuccù de le penne ròsce
quando staco a mette' le pocce
? » [3]


➔ Condanna delle donne come streghe per i poteri necromantici:

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


➔ Sugli uccelli 'succhiatori' di mammelle, vedi:

Stregoneria Animale: il gufo succhiatore che si trasforma in capro.


➔ Sul legame tra uccelli e sesso femminile:

Madre-uccello: donne che diventano streghe.

Nicandra: la profetessa "vittoriosa sugli uomini". Quercia e potere oracolare Matriarcale.


Streghe che controllano la sessualità attraverso gli uccelli:

Al tempo in cui Mamma Oca era una strega, ovvero la Signora che possiede gli uccelli...


➔ Sugli uccelli, indizio di stregoneria, nella Magia medievale:

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Nota all'immagine ---

_In apertura, capolettera miniato tratto dal Salterio Unterian dell'University of Glasgosw: folio 94 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 223.
Beccaria, nel libro, cita il testo in latino:
"Si cor eius cum dextro pede super dormientem ponatur..."

[2] Cfr. Giovan Francesco II Pico della Mirandola, Della "Strix" in
Pinuccia di Gesaro, Streghe. L'ossessione del diavolo, Praxis 3, Bolzano, 1988, pp. 194-195.

➔ Vedi anche Giovan Francesco Pico della Mirandola, Strega o delle illusioni del demonio, a cura di Albano Biondi, Marsilio, Venezia, 1989, pp. 59 e 61.

➔ Il testo originale, in volgare, per dire "veleno" usava una (curiosa) perifrasi:
« Le streghe d'oggi [...] dano li giovevoli rimedi. »

[3] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero religioso e magico in Tra cielo e terra. Religione e magia nel mondo rurale della Val Nerina, Volume II, Edicit, Foligno, 2009, p. 389.

venerdì 6 dicembre 2024

Campane apotropaiche: amuleti per combattere i demoni.

Il suono delle campane, nel mondo contadino, non serviva tanto ad annunciare la parola del Signore, ma a scacciare i dèmoni e i cataclismi che essi portavano:
per rafforzarlo, era uso inciderle con delle Invocazioni...

« L'epigrafe del celeste messaggero veniva spesso ripetuta sulle campane.
Il 'breve' era stato inciso, tanto per fare qualche esempio, sulla campana del 1239 del campanile della Basilica Superiore di Assisi così come su quella del 1438 di Foligno.

I santi rintocchi provenenti dalla casa di Dio avrebbero già dovuto da soli mettere in fuga l'armata invisibile dei demoni; le campane rafforzate dalle parole incise sul bronzo, diventavano invincibili amuleti. » [1]

L'etnografo perugino Giuseppe Bellucci, ai primi del '900, indagò questa pratica difensiva in Umbria.
Si applicavano gli amuleti alla campana (perfino) in fase di fusione...

« La leggenda vuole che nella campana grossa del Comune -Mr Franciscus perusinus fecit A. D. MDLXV- sia stato fuso un campanello he appartenne a s. Francesco e contemporaneamente furono gettati nel metallo in fusione alcuni capelli di s. Chiara di Assisi.
Per queste ragioni si attribuisce alla campana una virtù superiore a tutte le altre nel fugare la grandine (Cannara)
. » [2]

Non sempre il suono delle campane era un dissuasore efficace contro i demoni: se poste (troppo) in basso, potevano perfino attirarli...

« A proposito di campane, si credeva che quelle della chiesa di Sant'Anatolia, al contrario delle campane di Grotti, attirassero la grandine nella vallata.
L'inefficacia delle campane di Sant'Anatolia deriva dal fatto che la chiesa è posta in basso, nella valle: "stanno affondate". » [3]


➔ Una pratica apotropaica 'domestica' ---

Ghirlande appese: l'esorcismo di Natale.

Tecniche difensive contro i demoni in Umbria ---

Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.


Nota all'immagine ---

_In apertura del post, miniatura a margine del manoscritto ms Douce 5: folio 180 verso.
Nel sito della Bodleian Library di Oxford, l'Opera è presente (integralmente) scansionata.


Note al testo ---

[1] Cfr. Arsenio e Chiara Frugoni, Storia di un giorno in una città medievale, Laterza, Roma-Bari, 2004, p. 45.

[2] Cfr. Giuseppe Bellucci, La grandine nell'Umbria, Sala Bolognese (Bo), 1973, p. 57 → ristampa anastatica del volume edito a Perugia nel 1903.

[3] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero religioso e magico in Tra cielo e terra: religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, volume II, Edicit, Foligno, 2009, p. 469.

martedì 19 novembre 2024

Il "pasto di Ecate" e le tombe segrete.

Mangiare sopra la tomba di un morto era una pratica (pagana) frequente che i Sinodi, a fatica, combattevano.

« [...] i pasti sopra la tomba condannati da Ambrogio e da Agostino sono menzionati ancora a Concordia nel 1587, a Pistoia nel 1588, a Capodistria nel 1637.

In Valtellina è attestato sino all'Ottocento l'uso di mangiare una zuppa di riso e latte sulla bara coperta da una tovaglia, e si racconta che in Molise e nel Napoletano le madri spremessero dalle loro mammelle gocce di latte sulla tomba del figlio neonato, per nutrirlo e placarne l'irrequietezza
. » [1]

Dietro questo uso c'era la divinizzazione del Morto.

Per 'corteggiarlo', gli si preparava un banchetto speciale:
il 'pasto di Ecate' ➔ dal nome della dea che regnava sull'Oscurità...

« Non bastava preservare il morto [...], bisognava assicurarsene l'amicizia.
Non era un dio ormai?

Innanzitutto, lo si invitava a un pasto di famiglia dopo il quale gli si lasciava da bere e da mangiare.
I Greci chiamavano questo pasto περιδειπνον, Εκατης δειπνον (pasto di Ecate)
. » [2]

Guai a scherzare con il Morto:
le tombe dei defunti illustri, nel mondo antico, dovevano rimanere segrete.

I poteri associati a (certi) morti erano (troppo) ambiti:
le loro sepolture andavano protette.

« Sepolture di questo genere sono tombe-talismano, che appunto per questo devono rimanere segrete, perché nessuno possa trafugare le reliquie e con esse impadronirsi dei poteri che queste inglobano.

Ne esistevano varie, in Grecia.
Il luogo della tomba dell'eroina Dirce a Tebe era noto solo al comandante della cavalleria (o ipparco); quando costui deponeva la carica, rivelava il luogo, in segreto e di notte, solo al suo successore.

Tombe segrete avevano a Corinto gli eroi Sisifo e Neleo.
Questi magici "guardiani della soglia" rappresentano una versione antica del santo protettore della tradizione cristiana medievale
. » [3]

Il convito sulla tomba del Morto era un rito così sentito, fino al secolo scorso, che -nella cultura contadina- si temeva di 'trasportare' i Suoi poteri:
piatti e cibo andavano lasciati dove si erano consumati...

« Terminato il convito, al quale erano invitati tutti i parenti, per ordine di grado, i piatti erano riposti nel medesimo canestro in cui erano stati portati, senza lavarli e avendo cura di lasciare nella casa in lutto ogni avanzo, anche il più piccolo, altrimenti si rischierebbe di "riportare il morto". » [4]


➔ Sui pasti funebri rituali che propiziano l'abbondanza:

Mangiare e bere i Morti: il tesoro di Ade.

Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.


Offerte di cibo al Morto:

Cristiani o pagani? Ricordati di nutrire il Morto.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura da una Bibbia all'uso di Saint Omer dalla British Library:
Add ms 36684, folio 144 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Ottavia Niccoli, Nihil (in)certius morte. A proposito di una percezione incerta della morte in età moderna in Storica. Rivista quadrimestrale, Anno XXVII, n. 76, 2020, Viella s.r.l. e Associazione "Storica", p. 72.

[2] Cfr. Pierre Saintyves, L'origine del culto dei Santi, traduzione di Michela Pazzaglia, Eleusi Edizioni, Perugia, 2015, p. 105.

[3] Cfr. Giulio Guidorizzi, La trama segreta del mondo. La magia nell'antichità, Il Mulino, Bologna, 2022, p. 67.

[4] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero religioso e magico in Tra cielo e terra: religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, Volume II, Edicit, Foligno, 2009, p. 446.

venerdì 8 novembre 2024

Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.

Giovanni Francesco II, nipote dell'umanista Pico della Mirandola, compose ai primi del '500 il libro Strega o delle illusioni del demonio.
In esso si descrivevano i (dissoluti!) raduni delle streghe:
il "giuoco di Diana".

L'Opera sarà, nel modenese, alla base della 'caccia'.
Un miscredente, Apistio, chiede alla Strega...

« Apistio: Sei tu mai andata al gioco di Diana, overo alle Erodiadi?
Strega: Certo sì che sono andata a questo gioco, il quale sia di Diana o delle Erodiadi questo non so
. » [1]

Nelle campagne, i riti di fertilità erano diffusi.

Gli inquisitori credevano che le donne accusate di stregoneria partecipassero al gioco di Diana.
Pinuccia di Gesaro cita il Processo alla strega Sibilla Zanni, svoltosi il 26 maggio 1390...

« La recidiva confessa di essere andata fin dalla sua fanciullezza al gioco di Diana, detta anche Erodiade, di averle sempre reso omaggio inclinando il capo e dicendo: "State bene, Madonna Oriente".

La Oriente rispondeva al saluto con le parole:
"Ben venute, figlie mie"
. » [2]

All'occhio dei religiosi, i riti a cui partecipavano le donne erano pericolosi:
specie nelle profondità telluriche.

I predicatori, soprattutto francescani, cercarono di 'cristianizzare' il più possibile: al punto da celebrare nelle grotte stesse (!) e da portare, nelle caverne, icone e statue (Mariane).
Ne sono un esempio le "grotte di san Fortunato" (sopra) :
a Montefalco, sotto il convento di san Francesco.

Per limitare il culto della fertilità, la Cronaca della Provincia Serafica di San Francesco ci informa che fu rimossa una 'pietra sacrata" sull'altare -pietra all'origine delle Processioni...

« [...] hanno risoluto di proibire, sì come in vigore del presente decreto gravemente proibiscono al p. Guardiano pro tempore, e da tutti i sacerdoti del predetto convento il celebrare, o permettere che si celebri in avvenire in detto luogo, o grotta sotto pene arbitrarie, e l'introdurvi donne sotto pena di violata clausura;

ordinando ancora al p. Guradiano che levi da quell'altare la pietra sagrata, qual potrà porre in uno di quegl'altari della chiesa, che ne son privi. In fede etc.

Dato nel Sagro Convento degl'Angioli il dì 10 maggio 1725
. » [3]

Marina Montesano, in Supra acqua et supra ad vento, racconta l'ostinazione di san Bernardino contro le acque della Fonte Tecta ad Arezzo.

Il predicatore francescano, nel 1425, aveva già tentato di sopprimerne il culto, senza successo.

Tre anni dopo, riuscirà a far demolire la costruzione con un trucco: facendovi erigere sopra la chiesa di Santa Maria delle Grazie...

« Su espressa richiesta di Bernardino, infatti, si cerca la sorgente per ostruirla e eliminare ogni traccia delle acque taumaturgiche.
Il culto della Vergine cui la chiesa è dedicata soppianta quindi in modo radicale e definitivo l'antica venerazione per la Fonte Tecta
. » [4]


Riti funebri attribuiti alla donna:

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Culto (infero) della Grande Madre ---

Cielo e destino: la Dea che governa le stelle.


Divinità femminili e demonizzazione cristiana:

Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.


Processioni ad una Pietra murata in chiesa, a Trevi:

Il tempio di Diana e le processioni al Sacro Buco: indizi alla chiesa di Santa Maria di Pietra Rossa...


➔ Sulle grotte di Montefalco:

Le sacerdotesse di San Fortunato: i misteri delle grotte di Montefalco.


Madonna a copertura dei culti pagani:

La Madonna come antidoto agli dèi pagani.


Note alle immagini ---

_Sopra, è il cunicolo centrale delle 'grotte di san Fortunato':
scavate nell'argilla, nel fondo, ospitano una statua della Vergine.

_In apertura, Timarete -leggendaria pittrice antica- dipinge la dèa Diana. Miniatura dal De claris mulieribus di Francesco Petrarca, metà del XV secolo.
Manoscritto della British Library, Royal MS 16 G V: folio 68v.


Note al testo ---

[1] Cfr. Giovanfrancesco Pico della Mirandola, Strega o delle illusioni del demonio, a cura di Albano Biondi, Marsilio, Venezia, 1989, p. 59.
➔ Il testo è riportato, anche, in Pinuccia di Gesaro, Streghe...,
p. 199.

[2] Cfr. Pinuccia di Gesaro, Streghe. L'ossessione del diavolo, il repertorio dei malefizî, la repressione, Praxis 3, Bolzano, 1988,
p. 378.

[3] Cfr. Silvestro Nessi - Emore Paoli, San Fortunato di Montefalco. Un evangelizzatore umbro del IV secolo, Edizioni Porziuncola, Santa Maria degli Angeli - Assisi (Pg), pp. 47-48.

➔ Si riferisce al Registro dei capitoli e congregazioni provinciali dei Frati Minori Osservanti, 1708-1760, in Archivio della Porziuncola, p. 230.

➔ Lo citavo ne Le sacerdotesse di san Fortunato. Il mistero delle grotte di Montefalco in Il culto proibito della dèa, Eleusi Edizioni, Perugia, 2011, pp. 58-59.

[4] Cfr. Marina Montesano, "Supra acqua et supra ad vento". Superstizioni, maleficia e incantamenta nei predicatori francescani Osservanti, Istituto storico italiano per il Medio Evo, Nuovi studi storici - 46, Roma, Palazzo Borromini, 1999, p. 177.