Nel cartoon Biancaneve la strega Grimilde confeziona una mela avvelenata che offrirà, poi, sotto mentite spoglie, alla protagonista.
La favola germanica sottende la demonizzazione di un mito classico: la Mela era, infatti, l'attributo principale della dea dell'Amore Afrodite...
« I frutti salvifici erano stati donati a Era dalla Madre Terra alla quale era sacro il melo: una delle epifanie della Grande Madre che arcaicamente offriva il dono della conoscenza e dell'immortalità.
[...] Il suo frutto, la mela cotogna, chrysòmelon ovvero "pomo d'oro", ispirò la credenza leggendaria che i pomi d'oro di Ercole fossero cotogne.
D'altronde le mele d'oro delle Esperidi raffigurate negli altorilievi del tempio di Zeus, a Olimpia, assomigliano molto alle cydoniae; e al Museo Archeologico di Napoli, nella collezione Farnese, Ercole ne stringe tre in mano [sul retro!] ». [1]
La mela, sacra ad Afrodite e alla Grande Madre, era (pure!) la mela di Eva che avrebbe dannato Adamo:
ciò che aveva forma sferica, dalla mela ai pomi, era dominio della Madre...
« La faccia della Luna che, nel corso del mese, combina oscurità e luce, è simbolo universale della dea.
Anche la mela è comunemente associata alla Grande Madre: secondo la tradizione, è il frutto che Eva (il cui nome significa forse "Madre di tutti") prese dall'albero della conoscenza, anche se la Bibbia non lo dice.
La mela è inoltre uno degli attributi di Venere e delle Grazie ». [2]
Nel mito greco, Paride sceglieva -attraverso la Mela- quale fosse la più bella tra le dèe.
La dèa dell'Amore, nell'immaginario popolare fiabesco, si mutò in strega cattiva che avvelena Biancaneve attraverso la Mela:
simbolo (antico) del potere Matriarcale così forte che Robert Graves, ne La Dea bianca, scriveva...
« È chiaro che l'antica icona delle Tre Dee, della mela [...] (che Paride assegnò alla dea dell'amore) aveva in origine un significato diverso.
Donare una mela alla dea dell'amore sarebbe stato un'impertinenza bella e buona da parte del pastore, perché alla Dea le mele appartenevano di diritto ». [3]
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Note al testo ---
[1] Cfr. Alfredo Cattabiani, Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Mondadori, Milano, 1998, pp. 337-338 e p. 345.
[2] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza; la sovranità della donna; miti e archetipi, EDT, Torino, 1999, p. 19.
[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca. Grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 298.
sabato 2 maggio 2026
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