mercoledì 24 giugno 2026

Banchetto delle Streghe: la Signora con la bacchetta e la rinascita degli Animali.

Nel 'banchetto' delle Streghe, temuto dagli Inquisitori, sopravviveva un mito pagano ➝ fin dall'attributo (primo) della Dèa: il pomo.

« Nel corso della tregenda si uccidevano gli animali e se ne mangiavano le carni; le ossa venivano poi riposte nella pelle e la Signora, con una bacchetta che teneva in mano assieme a un pomo, le percuoteva, facendo rinascere gli animali uccisi. » [1]

Come si svolgeva il 'convitto'?

« Questa "Signora del Gioco" ospitava i suoi adepti offrendo loro da mangiare e da bere
[...]. Vi sono tuttavia aspetti misteriosi, in questa Signora; per esempio, non possiamo sapere come convincesse gli adepti della sua capacità di resuscitare gli animali. » [1]

La resurrezione degli animali era un tema scottante: gli allevatori non si accorgevano del 'furto' (!) perché le bestie venivano uccise per il banchetto, e poi resuscitate per essere ricondotte nelle stalle...

« [...] una sorta di sabba, di banchetto collettivo in cui le streghe consumano nottetempo le carni imbandite degli animali domestici, precedentemente sottratti, con il trucco delle ossa e della pelle, alle stalle degli umani. » [2]

Il 'trucco' era frutto dell'immaginazione così come il banchetto organizzato dalle streghe?

In Età Rinascimentale, pare fosse un argomento 'caldo' (motivo, perfino, di dispute!) tra gli inquisitori...

« Però Girolamo Visconti, nel Lamiarum sive striarum opusculum (1460), negava il fenomeno degli animali cucinati e poi riportati in vita, chiarendo che le streghe "al mattino hanno così fame e sete come se non avessero mangiato ». [3]

« Il pranzo delle streghe, secondo numerosi inquisitori e giuristi, era "fittizio e immaginario", quindi, come dirà Bernardo Rategno (De strigiis 1566), consumato nell'immaginazione ». [3]

Tale era la paura di ostacolare le streghe nel loro 'furto' che i più superstiziosi lasciavano aperte le dispense (!) nelle notti in cui si pensava che le malefiche avrebbero colpito...

« A motivo di questa credenza, spiegava Guglielmo [d'Alvernia], uomini sciocchi e vecchie pazze scoperchiano le botti e spalancano le dispense nelle notti in cui pensano di ricevere la visita delle dominae nocturnae. » [1]

Nei racconti riportati dagli Inquisitori sopravvivevano miti (ben) più antichi delle streghe medievali...

« [...] queste concezioni risalgono, molto probabilmente, come si è detto, alle antiche divinità della caccia, come Sedna, Erlik o la stessa Diana, che ridavano vita alla selvaggina ogni volta che un esemplare veniva ucciso affinché il numero dei capi rimanesse costante. » [4]


◉ Magia a tavola: pratiche rituali e banchetto sacrificale ---

Animali resuscitati: gli Indovini-macellai.

Arte Sciamanica: disponi le Ossa per il sacrificio gradito agli Spiriti.


➔ Riti pagani di fertilità e conversione Mariana ---

Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.


Pomo Sacro: il frutto associato alla Signora ---

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.


◉ Dea Nutrice: il Matriarcato all'origine dei gruppi umani ---

Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.


Boschi Sacri e culto femminile legato agli Alberi ---

Donna-Albero e alberi stregati.


Animale, più di altri, sacro alla Dea ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dèa.


◉ Pratiche magiche venatorie per propiziare la caccia ---

Amore per la bestia: il potere dell'Animale e lo Spirito dominatore del Bosco.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con scena di banchetto a cui partecipano (anche) frati domenicani → notare la 'tonsura' del frate a sinistra.
Il signore seduto al centro ha indosso un (curioso) copricapo 'orecchiuto' o cornuto...


Note al testo ---

[1] Cfr. Giordano Berti, Storia della stregoneria, Oscar Mondadori, Milano, 2010, pp. 42 e 71-72.

[2] Cfr. Giancarlo Baronti, Tra bambini e acque sporche: immersioni nella collezione di amuleti di Giuseppe Bellucci, Morlacchi, Perugia, 2008, p. 135.

[3] Cfr. Massimo Centini, Dal sacro al folklore: piccolo manuale per lo studio delle tradizioni leggendarie, I Libri del Casato, Roma, 2016, p. 159.

[4] Cfr. Emanuela Chiavarelli, Diana, Arlecchino e gli Spiriti volanti, Bulzoni Editore, Roma, 2007, p. 180.

martedì 16 giugno 2026

Attento ai Nodi: precauzioni per il viaggio nell'Aldilà.

Giovanni Crocioni ci racconta come l'uso popolare prescrivesse di eliminare i nodi dal vestito del Morto, per non ostacolarne il viaggio nell'Aldilà...

« Il cadavere, di solito, viene rivestito di un camice, fatto con un lenzuolo, in modo che non ci siano nodi di nessun genere, ché i nodi darebbero tormento al morto:
si taglia via ogni vivagno (orvio, orlo vivo) che vi si trovi, e si cuce il camice a filza o infilza, in modo che di nodi o di incroci di filo non vi rimanga neppure una traccia
. » [1]

Il nodo suscitava paure:
l'anima poteva essere trattenuta nel corpo, senza riuscire ad abbandonarlo.
Il rischio (vero) era di ritrovarsi la casa infestata da Anime che non se ne erano andate via.
Ne La stregoneria in Italia, Romanazzi scrive...

« [...] il nodo rappresentava un elemento vincolante, simbolo di costrizione e impedimento.
Tale credenza era talmente radicata in varie regioni di Italia, che perfino il defunto non poteva indossare scarpe coi lacci, altrimenti avrebbe trovato grosse difficoltà nella dipartita della sua anima.

Così, a tal fine, nelle Marche venivano confezionate scarpe senza lacci. » [2]

Il timore non era diffuso (solo) dalle nostre parti:
Pierre Saintyves narrava del terrore per i nodi (anche) presso i popoli Slavi...

« Per le donne turche e serbe, il filo è un simbolo del destino.
Di conseguenza per ogni bambino che partoriscono esse filano un filo al quale fanno dei nodi; credono che non partoriranno di nuovo finché esse non disfaranno quei nodi. » [3]


◉ Nodi per negare l'accesso ai dèmoni ---

Non sciogliere il Nodo. Un fiocco Rosso contro i dèmoni.


Evocazione magica: contatto (in)desiderato coi Morti ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.


◉ Nutrire il Morto: guai a dimenticarsene ---

Il "pasto di Ecate" e le tombe segrete.


➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


Morti che si celano negli Animali ---

Stormo in lontananza: Anime dannate.


Animali dotati di potere profetico ---

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.

Stalla profetica: cosa dicono gli Animali.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura dal Book of Kells: Bibbia irlandese (integralmente!) miniata e custodita alla Biblioteca del Trinity College di Dublino.
Per segnatura: folio 74 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Giovanni Crocioni, La gente marchigiana nelle sue tradizioni, Edizioni Corticelli, Milano, 1954, pp. 55-56.

[2] Cfr. Andrea Romanazzi, La stregoneria in Italia. Scongiuri, amuleti e riti della tradizione, Venexia, Roma, 2007, pp. 57-58.

[3] Cfr. Pierre Saintyves, La Bella Addormentata nel Bosco o il sonno del nuovo Anno in La Bella Addormentata e le sue Sorelle, traduzione di Michela Pazzaglia, Eleusi Edizioni, Perugia, 2013, nota 30 a p. 107.

martedì 9 giugno 2026

Mondo al contrario: Energia nel corpo. Fattura da bruciare...

Bruciare i tessuti affatturati era l'unico modo risolutivo per estinguere una Fattura:
ne "La religione sommersa", Vincenzo Bo scriveva...

« Un editto in appendice al sinodo di Benevento del 1723 riporta
[...]: "All'assalito dal mal caduco, detto volgarmente della luna o di san Donato, tagliare qualche particella delle vesti, che chiamano "piangariare" e poi bruciarla e profumare col fumo di essa il paziente. » [1]

Nei vestiti restavano impresse le Energie della persona:
la Magia popolare prescriveva d'indossarli al rovescio per evitare che una Fattura continuasse a fare effetto...

« La camicia, forse la camicia da notte, come tutti gli indumenti, è satura dell'energia della persona che l'indossa.

Agendo sugli indumenti, sempre che non siano stati lavati, si può agire sul loro proprietario nel bene e nel male
. » [2]

« Il fatto di girare la camicia al rovescio, cominciando dalla manica sinistra (la sinistra è infausta, ha relazione con l'occidente e la morte), è uso comune non solo nel Friuli ma in tutta l'Europa e dall'Europa è stato esportato nelle Americhe.
Nel Perù dopo che lo sciamano guaritore ha liberato dal maleficio la vittima della fattura questa deve indossare gli indumenti al rovescio
. » [2]

Rovesciare le (normali) abitudini era -fin dal mondo antico- una consuetudine per proteggersi dagli Spiriti.
Sul tema, già Alfondo Di Nola scriveva...

« Anche comportamenti al contrario qualificavano il lutto dei Greci: le donne, che solitamente portavano capelli lunghi, li radevano del tutto, mentre i maschi, contrariamente all'uso, se li lasciavano crescere. » [3]

L'uso di rovesciare una calamità -potenziale- è sopravvissuto nel linguaggio quotidiano.
Il linguista Beccaria notava...

« Anche in di buon mattino, o di buon'ora c'è traccia di interdizioni, poiché le prime ore del giorno per i romani erano momenti temibili, che determinavano gli avvenimenti della giornata a venire.
E si pensi alle ben note superstizioni connesse con il lato sinistro
. » [4]


◉ Uso dell'Inversione nella pratica e nel linguaggio ---

Magia al rovescio. Maledizioni che portano fortuna.


➔ Parole per neutralizzare (o liberare) gli Spiriti ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


➔ Potere delle Parole -e della Conta a loro associata ---

M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.

La magia della conta: come annullare le streghe.


◉ Azione dei Morti: attraverso i loro vestiti ---

Abiti magici: potere degli Antenati.


Fuoco che blocca i Morti: distruggendone gli oggetti ---

Spettro: vai via! Il rogo del paglione.


➔ Dove tramonta il Sole ➔ verso il regno dei Morti ---

Attento agli Spiriti: non andare a Sinistra.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura dal manoscritto Add Ms 62925 della British Library: folio 48 recto.
➔ Mostra una scena 'al rovescio': un uomo combattere, brandendo una lancia, contro una (cossale!) lumaca.


Note al testo ---

[1] Cfr. Vincenzo Bo, La religione sommersa, Rizzoli, Milano, 1986, p. 167.

[2] Cfr. Ennio de Concini e Mario Polia, Il paradiso del diavolo, Sugarco Edizioni, Milano, 1991, p. 206.

[3] Cfr. Alfonso M. Di Nola, La morte trionfata: antropologia del lutto, Newton & Compton, Roma, 1995, p. 183.

[4] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, 2000, p. 110.

mercoledì 3 giugno 2026

Lupo Mannaro: la Trasformazione che guida l'uomo agli Inferi.

Petronio, nel romanzo latino Satyricon, narra per bocca di un suo personaggio intervenuto alla cena di Trimalcione -Nicerote- la trasformazione di un uomo in lupo, tra le lapidi di un cimitero...

« mentre io canticchiavo per farmi coraggio e andavo contando le tombe [...] il soldato, una volta diventato lupo, incominciò a ululare, poi prese la fuga verso i boschi. » [1]

L'accostamento tra il lupo e le lapidi non è casuale:
il lupo è un animale guida.

➔ Gli animali, nel pensiero magico, si credevano incarnazioni di Morti e il lupo -con i suoi appettiti 'negromantici'- doveva avere con l'Oltretomba un legame stretto...

« Il lupo si nutre di cadaveri.
Questa sua abitudine, oltre al fatto che è solito vagare nella notte, lo collega al regno dei morti, e della morte il lupo è un annunciatore
. » [2]

La trasformazione in lupo, quindi, consentiva all'uomo di superare il confine della Morte: incarnandosi nella 'belva' a cui, per il suo vagare solitario, più erano familiari i defunti.

Acquisire l'aspetto del lupo era (come) essere posseduti dal dio...

« [...] identificandosi con l'animale sacro, potevano entrare in comunicazione con le divinità della stessa natura lupesca. » [3]

« Tale trasformazione, analoga a quella dello sciamano o del mago presso le popolazioni primitive, comportava e comporta uno stato di trance, quale si verifica in alcune malattie, considerate perciò fin d'allora sacre, come appunto la malattia del lupo mannaro e l'epilessia ». [3]

Il mito dei mannari permase nelle leggende popolari...

« Il tema della licantropia in Italia è diffuso al centro e al sud della penisola dal lupemenare abruzzese al luparu siciiano ». [4]

La sacralità del Lupo, con la cristianizzazione, si perse in favore della Sua demonizzazione.

Il potere magico del Lupo coincise (sempre più) con quello delle streghe tanto che, nell'immaginario popolare, scacciare i primi era (come) allontanare le altre...

« La luce -si sa- fin dall'antichità è uno degli antidoti per scacciare le streghe, come anche per far ritornare in sé i lupi mannari.

C'è infatti una colleganza [...] tra la concezione delle streghe e del loro operato e la licantropia, considerata da Galleno e Marcello di Side una forma di pazzia dovuta a melancolia ». [4]


◉ Dio-Animale e Sua evocazione:

Animali Totem: il culto apotropaico di san Lupo.


Pelliccia rituale ed evocazione del Lupo ---

Trasformarsi in Lupo: un residuo di paganesimo da debellare.


➔ Credenze popolari e Mito francescano ---

Da San Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.


Dèa assimilata alle streghe ---

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Donna custode degli Inferi e contatto con l'Animale sacro:

Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


◉ Cristianizzazione di un culto primitivo ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un lupo che azzanna un defunto.
Per segnatura, Harley Ms 4751: folio 10.


Note al testo ---

[1] Cfr. Petronio, Satiricon, traduzione di Piero Chiara, Mondadori, Milano, 1988, p. 161.

[2] Grazia Ortoleva, Il lupo nella poesia anglo-sassone in Simbologia animale e letteratura, a cura di Dora Faraci, Vecchiarelli, Manziana (Rm), 2003, p. 38.

[3] Cfr. Giovanni Battista Bronzini, Il lupo mannaro e le streghe di Petronio in Lares. Rivista trimestrale di studi demo-etno-antropologici, Leo Olschki Editore, Anno LIV N. 2, Firenze, 1988, pp. 147-150 e p. 178.
➔ Si riferisce ai sacerdoti irpini del Monte Soratte [detti "lupi"].

[4] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 184.

martedì 26 maggio 2026

Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune.

Per agevolare il parto, la superstizione popolare prescriveva di passare sopra la fune di un cavallo...

« Secondo il rapporto dell'arciprete Vanni di S. Pieve della Collina (1811):
"Non dee mai una maritata passar sopra la distesa fune di besta cavallina, perché non riesca di grave pregiudizio nel parto"

"Le donne contadine, alle prime doglie del parto, siano o non passate sopra la indicata fune, devono ripassarvi, portare nel grembiale a qualche bestia cavallina la biada, e si ritengono certe di sgravarsi felicemente. » [1]

Questa credenza derivava dai poteri di fertilità attribuiti, fin dal periodo antico, ai cavalli:
Chiavarelli e Pellini, in un libro che mi fu regalato da uno degli autori, citavano (molti) esempi...

« Persino le lunari Artemide e Atena avrebbero avuto attributi equini, espressione di un culto trapelante anche dietro appellativi come Ippolita e Melanippe.
In coerenza con queste credenze, il mitico Ippolao, futuro re d'Arcadia, sarebbe stato allattato da ua cavalla
. » [2]

Il cavallo Pegaso era associato al principio generatore (acquatico) femminile, tanto da averne fatto scaturire una fonte...

« [...] codesto animale viveva sul monte Elicona, e colà aveva fatto sgorgare per le Muse la fonte Ippocrene, battendo al suolo il suo zoccolo lunato. » [3]

◉ Potere Matriarcale assorbito nel culto Mariano ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.

Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina».


Demonizzazione del frutto associato alla Dèa ---

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.


Demonizzazione dell'Animale simbolo della Dèa ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


Animali che portano alla Madre ---

Montagna Madre: il nome sacro della Marmotta.

I cervi della Dea: non spezzare il Triangolo.

Il Toro nel Labirinto: la Labrys della Dea e il sacrificio del Dio fecondatore.

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.


Fantastici (popolari o mitologici) associati al Matriarcato ---

Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.

Serpe-strega: guai a chi la uccide.

La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.

La femmina che uccide il maschio: la Mantide, simbolo del potere Matriarcale.


Note alle immagini ---

_Sopra, miniatura tratta dal Book of the Queens di Christine da Pizano, Ms Harley 4431 della British Library, con Pegaso che vola sopra la fonte delle Muse.
Per segnatura, folio 183 recto.

_In apertura, miniatura proveniente dal Bestiario Bodl. 764 della Bodleian Library di Oxford: folio 46 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Anselmo Calvetti, Riti propiziatori nelle stalle della valle Padana, in Lares, Olschki Editore, Firenze, 1974, p. 50.

[2] Cfr. Emanuela Chiavarelli - Luigi Pellini, Dee e cavalli nei riti misterici del calendario, Edizioni della Vita Nova, San Pietro in Cariano (Vr), 2019, p. 166.

[3] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1984, p. 228.

mercoledì 20 maggio 2026

Suoni magici. Il flauto, "voce" dell'Aldilà.

I flauti, e gli strumenti a fiato in genere, producono suoni a partire dal soffio (datore di Vita).
Secondo le credenze magiche primitive, dal tubo usciva la voce dei Defunti che attraverso lo strumento contattavano gli uomini.

La studiosa pakistana Shahrukh Husain spiegava come alle donne, in origine, fosse affidata la comunicazione con l'Oltretomba, e il possesso stesso di questi strumenti...

« Di oggetti sacri oggi utilizzati esclusivamente da uomini -come i flauti degli Xinguano amazzonici o i digeridoo (tubi lignei che riprodurrebbero le voci di antenati e demoni degli Aborigeni australiani) si racconta, ad esempio, che erano stati affidati in custodia alle donne, fino a che non vennero loro sottratti con la forza o l'inganno. » [1]

Il flauto era così prossimo alle entità Infere che il mito ne suggeriva i poteri evocativi...

« [...] il flauto è strumento evocante la morte ». [2]

Proprio il flauto, nel mito greco, legava la Dea al mondo Infero...

« Atena inventa il primo flauto costruendolo con ossa forate di cervo e si esibisce al banchetto degli dèi

[...] si apparta in un bosco a meditare e, suonando il flauto davanti a una polla d'acqua, le avviene di specchiarsi:
allora si accorge con raccapriccio che il suono dello strumento le deforma turpemente il viso
. » [2]

Alla base di questa credenza c'è l'animismo dei popoli primitivi.
La Natura, nei suoi elementi -animali, vegetali o 'fisici'- è permeata dagli Spiriti che possono essere richiamati dall'esecuzione dello Strumento stesso mediante i suoni -a fiato e vocali- che allo Spirito sono familiari...

« [...] lo spirito di un particolare Antenato viene attirato là dall'esecuzione di canzoni da esso originalmente create e custodite preziosamente sin da allora; queste canzoni sono formate da una serie di brevi strofe ognuna delle quali [...] descrive un particolare luogo associato all'Antenato Totemico. » [3]

La credenza negli Spiriti presenti negli strumenti a fiato, da cui deriva l'alito Vitale, era così forte da ritrovarsi nell'immaginario antico come nei racconti dei popoli aborigeni che tramandavano l'uso dello Strumento (il Didgeridoo, tra gli aborigeni) per attrarre l'Entità...

« L'esecuzione delle canzoni è anche accompagnata da un giovane maschio adulto che suona appunto il didgeridoo. »

« Vari spiriti di Esseri Ancestrali collegati con una data tribù rappresentano l'argomento esplicito di tali canzoni; le parole di ciascuna strofa fanno riferimento a qualche impresa o qualità degli Esseri Ancestrali. »

« Così, per esempio, un didgeridoo dal timbro acuto può essere chiamato col nome di uno spirito, perché il suo suono ricorda quello del richiamo dello spirito nella foresta. » [3]


Spiriti del bosco e sciamani che lo abitano:

Lo sciamano e i selvaggi: 'folli' che abitano il bosco.


Donne custodi dell'Oltretomba e dominio sulla Terra ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Signora che si manifesta in forma animale ---

Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Animale di potere delle sacerdotesse e Suo regno Infero ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


Note al testo ---

[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza la sovranità della donna miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 22.

[2] Cfr. La maschera, il doppio e il ritratto, a cura di Maurizio Bettini, Laterza, Roma-Bari, 1991, pp. 38 e 69.

[3] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, pp. 14, 16 e 21.

giovedì 14 maggio 2026

La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.

Una cartolina del primo '900 ci mostra una devota al culto di san Domenico da Cocullo portare al collo uno dei serpenti che animano la processione del Santo.

È un'immagine più arcaica del mito medievale.

L'identificazione del Serpente con le sacerdotesse che ne officiavano il culto è (molto) lontana:
lo storico delle Religioni Mircea Eliade ci racconta che, presso alcune tribù aborigene, l'animale avesse (perfino) identità femminile...

« Nel bacino dell'Alligator a ovest della Terra di Arnhem, "la nostra madre delle origini" fa tutt'uno con il Serpente Arcobaleno femmina. » [1]

Il serpente era l'oggetto di potere delle sacerdotesse:
al punto che queste lo portavano indosso...

« Ancor più sorprendenti sono le tradizioni secondo cui all'origine gli oggetti rituali vennero scoperti e posseduti dalle donne.
In un mito Wiknatara, il primo bull-roarer venne fatto roteare da due ragazze, le quali dissero:
"È a noi donne che appartiene, in verità siamo noi ad averlo trovato!
Ma che importa: lo lasceremo agli uomini!
Saranno loro ad usarlo sempre!"

In certe tribù, il prepuzio del nuovo iniziato viene dato a sua sorella che lo fa seccare, lo tinge di ocra e lo porta al collo come pendaglio. » [1]

Il potere fecondatore del Serpente, in origine, era dominio Matriarcale (non maschile!), e come tale veniva ostentato non solo tra gli aborigeni, ma (anche) nella cultura greca arcaica.

Robert Graves, citando il mito pelasgico della Creazione opera del serpente Ofione, scrive...

« In questo complesso religioso arcaico non vi erano né dei né sacerdoti, ma soltanto una dea universale e le sue sacerdotesse; la donna infatti dominava l'uomo, sua vittima sgomenta.
[...] la successione era matrilineare e si credeva che i serpenti fossero incarnazioni dei morti. » [2]

La Grande Madre, ed il suo paredro serpentino, sono alla base del culto: senza mediazione maschile.
A ciò si deve l'archetipo delle Madri-Vergini capaci di rimanere incinte senza rapporto:
dalle dee antiche al mito della Vergine Maria...

« [...] quasi tutte le dee pregreche erano cosiderate madri generatrici e vergini allo stesso tempo, figure partenogeniche capaci di generare il cosmo e tutte le creature della Terra, inclusi gli esseri umani, dalla loro stessa essenza, senza bisogno di un compagno. » [3]

L'orrore del sesso era tale, nelle società antiche, che si sceglievano (solo) sacerdotesse avanti con gli anni, o fanciulle innocenti:
per non contaminare il rito.

Uberto Pestalozza dedicava al tema un lungo articolo, sulle Sacerdotesse impuberi...

« [...] donne non più atte alla funzione sessuale, in quanto intesa alla riproduzione della specie, poiché non più mestruate, la scelta, dico, di tali donne a funzioni sacerdotali, spiegherebbe anche la scelta, alle funzioni medesime, di fanciulle impuberi. » [4]


➔ Sul Rombo, strumento rituale detto, in inglese, "bull-roarer":
vedi la relativa pagina su Wikipedia.


◉ Culto (Matriarcale) del Serpente nella devozione cristiana:

Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.


◉ Il drago: da paredro della Dèa a nemico da abbattere ---

Il drago a difesa della Madre: la falsificazione di un mito pagano.

La Dèa nel drago: rovesciamento del Femminino.


➔ Legame del drago all'acqua e al potere femminile nella lingua parlata ---

La strega e lo sdrago delle acque. Origine magica di una parola.


➔ Epifanie Animali della Dèa e sopravvivenza nel mito cristiano:

Serpe-strega? Guai a chi la uccide.


Drago associato alle acque e processioni per chiederne ---

Le processioni del Drago: un rito medievale per ottenere fertilità.


➔ Fata-drago e arcaica figura totemica Matriarcale ---

Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...


Sessualità e streghe che ne hanno il potere ---

Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.

Uccelli stregati: divinare con le poppe...


◉ Spiriti reincarnati in animali ---

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?

Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.


➔ Animali vaganti: credenze (animistiche) popolari ---

Stormo in lontananza: Anime dannate...

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.


Nota all'mmagine ---

_In apertura, litografia del pittore Basilio Cascella dalla serie di cartoline abruzzesi (1904) che si riferisce alla Festa dei serpari che seguono la processione di san Domenico folignate a Cocullo.


Note al testo ---

[1] Cfr. Mircea Eliade, La creatività dello Spirito. Un'introduzione alle religioni australiane, Jaca Book, Milano, 1972, pp. 102, 110 e 112.

[2] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1983, nota 2 a p. 22.

[3] Cfr. Marguerite Rigoglioso, Partenogenesi: il culto della nascita divina nell'antica Grecia, Psiche2, Torino, 2012, p. 16.

[4] Cfr. Uberto Pestalozza, Sacerdoti e sacerdotesse impuberi nel culto di Athena e di Artemide, estratto da "Studi e materiali di Storia delle Religioni", vol. IX, Università di Roma, 1933, pp. 178-179.