giovedì 9 luglio 2026

Cielo e destino: la Dea che governa le stelle.

La dèa Nutrice aveva un duplice potere.

Con il Suo seno nutriva il fanciullo divino e creava le stelle, spargendo latte nel cielo.

La studiosa pakistana Shahrukh Husain, in uno studio su La Dea, spiegava come la cosmogonia antica -in gran parte- traesse origine dalle mammelle delle Madri divine.

« Le stelle sono state sovente immaginate come latte che sgorga dal seno di Era (nella Grecia classica) o dalle mammelle di dee-vacca come Hathor (in Egitto) o Io (nell'antica Ionia) ». [1]

Tra queste divinità associate alle Stelle c'era Venere, a cui (perfino) gli arabi erano devoti -in forme assimilate- prima che i beduini imponessero Allah come dio unico.

Lo storico francese Maxime Rodinson, in una biografia su Maometto, lasciava intuire il potere (ambiguo) della dèa Madre tra gli Arabi antichi:
associata -come stella- alla Dèa dell'Amore (Venere) e a Colei che recide -con le forbici- la Vita:
equivalente di Atropo, nel mito greco...

« Nello al-Higiāz, tre dee erano messe in primo piano come "figlie di Allah":
prima di tutte Al-Lāt, già segnalata da Erodoto sotto il nome di Alilat, il cui nome significa semplicemente "la dea", e che impersonava forse un aspetto di Venere, la stella del mattino.
Poi veniva al-Uzzā, "la potentissima", che altre fonti identificavano con Venere
.

La terza era al-Manāt, che aveva come attributo delle forbici per tagliare i fili dei destini, dea della sorte, che veniva adorata in un santuario in riva al mare ». [2]

La morte delle stelle, al mattino, e la loro rinascita alla sera, era sancita dalla dea Madre egizia Nut...

« [...] un'altra leggenda dice invece che Nut ingoia le stelle al mattino per ridare loro vita alla sera ». [3]

La dèa dell'Amore assegnava, quindi, pure la Morte?

Robert Graves, ne I miti greci, forniva un indizio.
La dèa della Bellezza e dell'Amore Venere -Afrodite, per i Greci- si considerava una delle Moire: le dèe, cioè, che imponevano ai mortali il loro Destino...

« Gli Ateniesi chiamavano Afrodite Urania "la maggiore delle Moire ». [4]

Alle donne, anticamente, era associata una forza ambigua per via del loro utero (assimilato alla Terra): come vi cresceva il nascituro così vi avrebbe trovato riposo il defunto...

« [...] spetta alle donne anziane prendersi cura dei morti:
vestirli, ungere il cadavere e vegliarlo fino al momento del funerale
.

[...] l'utero della vecchia, data la sua padronanza dei misteri delle donne, diventa spesso l'equivalente della tomba ». [1]


◉ Potere creativo attributo alla donna e Sua soppressione ---

Aruru: la dea Vasaio prima della Bibbia.


Donne, custodi della Vita, a cui è affidata la cura dei cadaveri:

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


Censura della Dea attraverso i Suoi simboli ---

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un simbolo.

Castità o seduzione? La cintura: un simbolo (rovesciato) della Dea.

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


◉ Fonte (uterina) associata ad una Santa medievale:

Le acque uterine della Dèa: all'Eremo di Santa Maria Giacobbe.


➔ Sopravvivenza della Madre Infera nel mito delle streghe ---

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


➔ Sulla Madre datrice di Vita e Morte, vedi post e libro:

Madre Luna: il simbolo della Dea nella chiesa di un cimitero.


Laverna degli Inferi, Dèa romana, e mito francescano di Santa Maria de La Verna ---

Laverna, l'oscura dèa senza corpo.


◉ Leggere le stelle: sopravvivenze magiche e loro condanna ---

L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.

La strega e gli Astri. L'origine delle filastrocche...


Nota all'immagine ---

_In apertura, fondale di Karl Friedrich Schinkel: Regina della Notte.
Scenografia per il Flauto Magico, 1815.


Note al testo ---

[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, pp. 126-127 e p. 132.

[2] Cfr. Maxime Rodinson, Maometto, Einaudi, Torino, 2008, pp. 17-18.

[3] Cfr. Mario Tosti, Il culto delle divinità zoomorfe nel villaggio operaio di Deir el-Medina in Aegyptica Animalia. Il bestiario del Nilo, Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino, Torino, 2001, p. 32.

[4] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1984, p. 40 e nota 3.

mercoledì 1 luglio 2026

Partorisci? Attenta: c'è il fantasma. Incarnazione nei corpi e maledizione dei sacerdoti...

Gli spiriti erano (sempre) in cerca di un corpo da possedere.

« Molti credevano che le ombre di alcuni defunti potessero restare prive di un loro luogo per qualche tempo, in particolare i fantasmi di coloro che avevano conosciuto una "cattiva morte" perché improvvisa o violenta.

Spiriti di questo genere potevano continuare a vagare sulla terra come spiriti malevoli in cerca di un corpo. » [1]

Vincenzo Bo riportava queste credenze:
per evitare l'infestazione della casa quando c'era un corpo (libero) in cui gli Spiriti si potessero incarnare, era d'obbligo chiamare il prete...

« Singolare è il rito purificatorio, rilevato anche questo in Sardegna, detto "encresiari" in casa.
Consisteva in una benedizione impartita dal sacerdote a una casa nella quale era avvenuto un parto recente [...].

Tale benedizione era connessa alla credenza che in queste case si formasse, in occasione del parto, un fantasma (pantamas) che vagava poi al loro interno arrecando molestie agli abitanti finché ne fosse cacciato dalla benedizione sacerdotale. » [2]

La memoria del potere magico detenuto dai sacerdoti sopravviveva (ancora) nelle aree più isolate: come nelle isole...

« In Sardegna -secondo quanto scrive Grazia Deledda- i preti [...] hanno la potenza di far qualsiasi male a chiunque, scomunicando sul breviario ("toccare a libru") [...] i sacerdoti, per mezzo dei loro libri sacri, sono creduti quasi onnipotenti."

Un riscontro lo si trova in due sinodi di Cagliari (1695 e 1715) che vietano ai parroci di recitare pubbliche maledizioni nelle chiese contro gli autori di furti e rapine. » [2]


◉ Credenze magiche: tracce nelle miniature ---

Se è bagnato, porta fortuna: l'acqua che protegge dagli Spiriti.

Non rompere lo specchio: i Morti che proteggono dai dèmoni.


Punizioni inflitte ai preti: ricorso a pratiche magiche ---

Stregoni letterati. Magia della Scrittura.


◉ Incarnazione delle Anime negli Animali ---

Stormo in lontananza: Anime dannate...

Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.


Anime vaganti e parole che le evocano ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.


Dare sollievo ai Morti: ricorso alle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


Uso (abituale) della magia nella Chiesa:

Magia cristiana. Stregoni in incognito.

Preti maghi: lezioni di Superstizione...


Poteri (incantatori) attribuiti ai religiosi ---

Incantare è pregare? Quando il prete diventa uno Stregone.


➔ Sfuggire agli Spiriti: come evitarli ---

Attento agli Spiriti: non andare a Sinistra.

Finzione e Inversione: tecniche magiche per ingannare gli Spiriti.


Nota all'immagine ---

_Miniatura con un pellegrino che s'imbatte in un viandante con bambino:
per proteggersi dalle insidie del viaggio, usano una serie di strumenti apotropaici: corna appuntite, uno specchio tondo ed un bastone utili a scacciare gli Spiriti.

➔ Il manoscritto è digitalizzato nel sito della Bodleian Library di Oxford.
Per segnatura, Ms Douce 300: folio 66 recto.

◉ Sugli amuleti citati, vedi pure:

La magia della conta: come annullare le streghe.

Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?


Note al testo ---

[1] Cfr. Nancy Caciola, Spiriti in cerca di corpi: morte, possessione e memoria collettiva nel medioevo in Un gallo ad Asclepio. Morte, morti e società tra antichità e prima età moderna, a cura di Anna Laura Trombetti Budriesi, CLUEB - Cooperativa Librara Universitaria Editrice Bologna, 2013, p. 569.

[2] Cfr. Vincenzo Bo, La religione sommersa, Rizzoli, Milano, 1986, pp. 51 e 161.

mercoledì 24 giugno 2026

Banchetto delle Streghe: la Signora con la bacchetta e la rinascita degli Animali.

Nel 'banchetto' delle Streghe, temuto dagli Inquisitori, sopravviveva un mito pagano ➝ fin dall'attributo (primo) della Dèa: il pomo.

« Nel corso della tregenda si uccidevano gli animali e se ne mangiavano le carni; le ossa venivano poi riposte nella pelle e la Signora, con una bacchetta che teneva in mano assieme a un pomo, le percuoteva, facendo rinascere gli animali uccisi. » [1]

Come si svolgeva il 'convitto'?

« Questa "Signora del Gioco" ospitava i suoi adepti offrendo loro da mangiare e da bere
[...]. Vi sono tuttavia aspetti misteriosi, in questa Signora; per esempio, non possiamo sapere come convincesse gli adepti della sua capacità di resuscitare gli animali. » [1]

La resurrezione degli animali era un tema scottante: gli allevatori non si accorgevano del 'furto' (!) perché le bestie venivano uccise per il banchetto, e poi resuscitate per essere ricondotte nelle stalle...

« [...] una sorta di sabba, di banchetto collettivo in cui le streghe consumano nottetempo le carni imbandite degli animali domestici, precedentemente sottratti, con il trucco delle ossa e della pelle, alle stalle degli umani. » [2]

Il 'trucco' era frutto dell'immaginazione così come il banchetto organizzato dalle streghe?

In Età Rinascimentale, pare fosse un argomento 'caldo' (motivo, perfino, di dispute!) tra gli inquisitori...

« Però Girolamo Visconti, nel Lamiarum sive striarum opusculum (1460), negava il fenomeno degli animali cucinati e poi riportati in vita, chiarendo che le streghe "al mattino hanno così fame e sete come se non avessero mangiato ». [3]

« Il pranzo delle streghe, secondo numerosi inquisitori e giuristi, era "fittizio e immaginario", quindi, come dirà Bernardo Rategno (De strigiis 1566), consumato nell'immaginazione ». [3]

Tale era la paura di ostacolare le streghe nel loro 'furto' che i più superstiziosi lasciavano aperte le dispense (!) nelle notti in cui si pensava che le malefiche avrebbero colpito...

« A motivo di questa credenza, spiegava Guglielmo [d'Alvernia], uomini sciocchi e vecchie pazze scoperchiano le botti e spalancano le dispense nelle notti in cui pensano di ricevere la visita delle dominae nocturnae. » [1]

Nei racconti riportati dagli Inquisitori sopravvivevano miti (ben) più antichi delle streghe medievali...

« [...] queste concezioni risalgono, molto probabilmente, come si è detto, alle antiche divinità della caccia, come Sedna, Erlik o la stessa Diana, che ridavano vita alla selvaggina ogni volta che un esemplare veniva ucciso affinché il numero dei capi rimanesse costante. » [4]


◉ Magia a tavola: pratiche rituali e banchetto sacrificale ---

Animali resuscitati: gli Indovini-macellai.

Arte Sciamanica: disponi le Ossa per il sacrificio gradito agli Spiriti.


➔ Riti pagani di fertilità e conversione Mariana ---

Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.


Pomo Sacro: il frutto associato alla Signora ---

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.


◉ Dea Nutrice: il Matriarcato all'origine dei gruppi umani ---

Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.


Boschi Sacri e culto femminile legato agli Alberi ---

Donna-Albero e alberi stregati.


Animale, più di altri, sacro alla Dea ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dèa.


◉ Pratiche magiche venatorie per propiziare la caccia ---

Amore per la bestia: il potere dell'Animale e lo Spirito dominatore del Bosco.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con scena di banchetto a cui partecipano (anche) frati domenicani → notare la 'tonsura' del frate a sinistra.
Il signore seduto al centro ha indosso un (curioso) copricapo 'orecchiuto' o cornuto...


Note al testo ---

[1] Cfr. Giordano Berti, Storia della stregoneria, Oscar Mondadori, Milano, 2010, pp. 42 e 71-72.

[2] Cfr. Giancarlo Baronti, Tra bambini e acque sporche: immersioni nella collezione di amuleti di Giuseppe Bellucci, Morlacchi, Perugia, 2008, p. 135.

[3] Cfr. Massimo Centini, Dal sacro al folklore: piccolo manuale per lo studio delle tradizioni leggendarie, I Libri del Casato, Roma, 2016, p. 159.

[4] Cfr. Emanuela Chiavarelli, Diana, Arlecchino e gli Spiriti volanti, Bulzoni Editore, Roma, 2007, p. 180.

martedì 16 giugno 2026

Attento ai Nodi: precauzioni per il viaggio nell'Aldilà.

Giovanni Crocioni ci racconta come l'uso popolare prescrivesse di eliminare i nodi dal vestito del Morto, per non ostacolarne il viaggio nell'Aldilà...

« Il cadavere, di solito, viene rivestito di un camice, fatto con un lenzuolo, in modo che non ci siano nodi di nessun genere, ché i nodi darebbero tormento al morto:
si taglia via ogni vivagno (orvio, orlo vivo) che vi si trovi, e si cuce il camice a filza o infilza, in modo che di nodi o di incroci di filo non vi rimanga neppure una traccia
. » [1]

Il nodo suscitava paure:
l'anima poteva essere trattenuta nel corpo, senza riuscire ad abbandonarlo.
Il rischio (vero) era di ritrovarsi la casa infestata da Anime che non se ne erano andate via.
Ne La stregoneria in Italia, Romanazzi scrive...

« [...] il nodo rappresentava un elemento vincolante, simbolo di costrizione e impedimento.
Tale credenza era talmente radicata in varie regioni di Italia, che perfino il defunto non poteva indossare scarpe coi lacci, altrimenti avrebbe trovato grosse difficoltà nella dipartita della sua anima.

Così, a tal fine, nelle Marche venivano confezionate scarpe senza lacci. » [2]

Il timore non era diffuso (solo) dalle nostre parti:
Pierre Saintyves narrava del terrore per i nodi (anche) presso i popoli Slavi...

« Per le donne turche e serbe, il filo è un simbolo del destino.
Di conseguenza per ogni bambino che partoriscono esse filano un filo al quale fanno dei nodi; credono che non partoriranno di nuovo finché esse non disfaranno quei nodi. » [3]


◉ Nodi per negare l'accesso ai dèmoni ---

Non sciogliere il Nodo. Un fiocco Rosso contro i dèmoni.


Evocazione magica: contatto (in)desiderato coi Morti ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.


◉ Nutrire il Morto: guai a dimenticarsene ---

Il "pasto di Ecate" e le tombe segrete.


➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


Morti che si celano negli Animali ---

Stormo in lontananza: Anime dannate.


Animali dotati di potere profetico ---

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.

Stalla profetica: cosa dicono gli Animali.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura dal Book of Kells: Bibbia irlandese (integralmente!) miniata e custodita alla Biblioteca del Trinity College di Dublino.
Per segnatura: folio 74 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Giovanni Crocioni, La gente marchigiana nelle sue tradizioni, Edizioni Corticelli, Milano, 1954, pp. 55-56.

[2] Cfr. Andrea Romanazzi, La stregoneria in Italia. Scongiuri, amuleti e riti della tradizione, Venexia, Roma, 2007, pp. 57-58.

[3] Cfr. Pierre Saintyves, La Bella Addormentata nel Bosco o il sonno del nuovo Anno in La Bella Addormentata e le sue Sorelle, traduzione di Michela Pazzaglia, Eleusi Edizioni, Perugia, 2013, nota 30 a p. 107.

martedì 9 giugno 2026

Mondo al contrario: Energia nel corpo. Fattura da bruciare...

Bruciare i tessuti affatturati era l'unico modo risolutivo per estinguere una Fattura:
ne "La religione sommersa", Vincenzo Bo scriveva...

« Un editto in appendice al sinodo di Benevento del 1723 riporta
[...]: "All'assalito dal mal caduco, detto volgarmente della luna o di san Donato, tagliare qualche particella delle vesti, che chiamano "piangariare" e poi bruciarla e profumare col fumo di essa il paziente. » [1]

Nei vestiti restavano impresse le Energie della persona:
la Magia popolare prescriveva d'indossarli al rovescio per evitare che una Fattura continuasse a fare effetto...

« La camicia, forse la camicia da notte, come tutti gli indumenti, è satura dell'energia della persona che l'indossa.

Agendo sugli indumenti, sempre che non siano stati lavati, si può agire sul loro proprietario nel bene e nel male
. » [2]

« Il fatto di girare la camicia al rovescio, cominciando dalla manica sinistra (la sinistra è infausta, ha relazione con l'occidente e la morte), è uso comune non solo nel Friuli ma in tutta l'Europa e dall'Europa è stato esportato nelle Americhe.
Nel Perù dopo che lo sciamano guaritore ha liberato dal maleficio la vittima della fattura questa deve indossare gli indumenti al rovescio
. » [2]

Rovesciare le (normali) abitudini era -fin dal mondo antico- una consuetudine per proteggersi dagli Spiriti.
Sul tema, già Alfondo Di Nola scriveva...

« Anche comportamenti al contrario qualificavano il lutto dei Greci: le donne, che solitamente portavano capelli lunghi, li radevano del tutto, mentre i maschi, contrariamente all'uso, se li lasciavano crescere. » [3]

L'uso di rovesciare una calamità -potenziale- è sopravvissuto nel linguaggio quotidiano.
Il linguista Beccaria notava...

« Anche in di buon mattino, o di buon'ora c'è traccia di interdizioni, poiché le prime ore del giorno per i romani erano momenti temibili, che determinavano gli avvenimenti della giornata a venire.
E si pensi alle ben note superstizioni connesse con il lato sinistro
. » [4]


◉ Uso dell'Inversione nella pratica e nel linguaggio -Sinistra --

Magia al rovescio. Maledizioni che portano fortuna.


➔ Parole per neutralizzare (o liberare) gli Spiriti ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


Spiriti che aleggiano al parto:

Partorisci? Attenta: c'è il fantasma. Incarnazione nei corpi e maledizione dei sacerdoti...


➔ Potere delle Parole -e della Conta a loro associata ---

M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.

La magia della conta: come annullare le streghe.


◉ Azione dei Morti: attraverso i loro vestiti ---

Abiti magici: potere degli Antenati.


Fuoco che blocca i Morti: distruggendone gli oggetti ---

Spettro: vai via! Il rogo del paglione.


➔ Dove tramonta il Sole ➔ verso il regno dei Morti ---

Attento agli Spiriti: non andare a Sinistra.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura dal manoscritto Add Ms 62925 della British Library: folio 48 recto.
➔ Mostra una scena 'al rovescio': un uomo combattere, brandendo una lancia, contro una (cossale!) lumaca.


Note al testo ---

[1] Cfr. Vincenzo Bo, La religione sommersa, Rizzoli, Milano, 1986, p. 167.

[2] Cfr. Ennio de Concini e Mario Polia, Il paradiso del diavolo, Sugarco Edizioni, Milano, 1991, p. 206.

[3] Cfr. Alfonso M. Di Nola, La morte trionfata: antropologia del lutto, Newton & Compton, Roma, 1995, p. 183.

[4] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, 2000, p. 110.

mercoledì 3 giugno 2026

Lupo Mannaro: la Trasformazione che guida l'uomo agli Inferi.

Petronio, nel romanzo latino Satyricon, narra per bocca di un suo personaggio intervenuto alla cena di Trimalcione -Nicerote- la trasformazione di un uomo in lupo, tra le lapidi di un cimitero...

« mentre io canticchiavo per farmi coraggio e andavo contando le tombe [...] il soldato, una volta diventato lupo, incominciò a ululare, poi prese la fuga verso i boschi. » [1]

L'accostamento tra il lupo e le lapidi non è casuale:
il lupo è un animale guida.

➔ Gli animali, nel pensiero magico, si credevano incarnazioni di Morti e il lupo -con i suoi appettiti 'negromantici'- doveva avere con l'Oltretomba un legame stretto...

« Il lupo si nutre di cadaveri.
Questa sua abitudine, oltre al fatto che è solito vagare nella notte, lo collega al regno dei morti, e della morte il lupo è un annunciatore
. » [2]

La trasformazione in lupo, quindi, consentiva all'uomo di superare il confine della Morte: incarnandosi nella 'belva' a cui, per il suo vagare solitario, più erano familiari i defunti.

Acquisire l'aspetto del lupo era (come) essere posseduti dal dio...

« [...] identificandosi con l'animale sacro, potevano entrare in comunicazione con le divinità della stessa natura lupesca. » [3]

« Tale trasformazione, analoga a quella dello sciamano o del mago presso le popolazioni primitive, comportava e comporta uno stato di trance, quale si verifica in alcune malattie, considerate perciò fin d'allora sacre, come appunto la malattia del lupo mannaro e l'epilessia ». [3]

Il mito dei mannari permase nelle leggende popolari...

« Il tema della licantropia in Italia è diffuso al centro e al sud della penisola dal lupemenare abruzzese al luparu siciiano ». [4]

La sacralità del Lupo, con la cristianizzazione, si perse in favore della Sua demonizzazione.

Il potere magico del Lupo coincise (sempre più) con quello delle streghe tanto che, nell'immaginario popolare, scacciare i primi era (come) allontanare le altre...

« La luce -si sa- fin dall'antichità è uno degli antidoti per scacciare le streghe, come anche per far ritornare in sé i lupi mannari.

C'è infatti una colleganza [...] tra la concezione delle streghe e del loro operato e la licantropia, considerata da Galleno e Marcello di Side una forma di pazzia dovuta a melancolia ». [4]


◉ Dio-Animale e Sua evocazione:

Animali Totem: il culto apotropaico di san Lupo.


Pelliccia rituale ed evocazione del Lupo ---

Trasformarsi in Lupo: un residuo di paganesimo da debellare.


➔ Credenze popolari e Mito francescano ---

Da San Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.


Dèa assimilata alle streghe ---

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Donna custode degli Inferi e contatto con l'Animale sacro:

Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


◉ Cristianizzazione di un culto primitivo ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.


Fascino (diabolico) degli Animali ---

Stregoneria Animale: il gufo succhiatore che si trasforma in capro.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un lupo che azzanna un defunto.
Per segnatura, Harley Ms 4751: folio 10.


Note al testo ---

[1] Cfr. Petronio, Satiricon, traduzione di Piero Chiara, Mondadori, Milano, 1988, p. 161.

[2] Grazia Ortoleva, Il lupo nella poesia anglo-sassone in Simbologia animale e letteratura, a cura di Dora Faraci, Vecchiarelli, Manziana (Rm), 2003, p. 38.

[3] Cfr. Giovanni Battista Bronzini, Il lupo mannaro e le streghe di Petronio in Lares. Rivista trimestrale di studi demo-etno-antropologici, Leo Olschki Editore, Anno LIV N. 2, Firenze, 1988, pp. 147-150 e p. 178.
➔ Si riferisce ai sacerdoti irpini del Monte Soratte [detti "lupi"].

[4] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 184.

martedì 26 maggio 2026

Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune.

Per agevolare il parto, la superstizione popolare prescriveva di passare sopra la fune di un cavallo...

« Secondo il rapporto dell'arciprete Vanni di S. Pieve della Collina (1811):
"Non dee mai una maritata passar sopra la distesa fune di besta cavallina, perché non riesca di grave pregiudizio nel parto"

"Le donne contadine, alle prime doglie del parto, siano o non passate sopra la indicata fune, devono ripassarvi, portare nel grembiale a qualche bestia cavallina la biada, e si ritengono certe di sgravarsi felicemente. » [1]

Questa credenza derivava dai poteri di fertilità attribuiti, fin dal periodo antico, ai cavalli:
Chiavarelli e Pellini, in un libro che mi fu regalato da uno degli autori, citavano (molti) esempi...

« Persino le lunari Artemide e Atena avrebbero avuto attributi equini, espressione di un culto trapelante anche dietro appellativi come Ippolita e Melanippe.
In coerenza con queste credenze, il mitico Ippolao, futuro re d'Arcadia, sarebbe stato allattato da ua cavalla
. » [2]

Il cavallo Pegaso era associato al principio generatore (acquatico) femminile, tanto da averne fatto scaturire una fonte...

« [...] codesto animale viveva sul monte Elicona, e colà aveva fatto sgorgare per le Muse la fonte Ippocrene, battendo al suolo il suo zoccolo lunato. » [3]

◉ Potere Matriarcale assorbito nel culto Mariano ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.

Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina».


Demonizzazione del frutto associato alla Dèa ---

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.


Demonizzazione dell'Animale simbolo della Dèa ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


Animali che portano alla Madre ---

Montagna Madre: il nome sacro della Marmotta.

I cervi della Dea: non spezzare il Triangolo.

Il Toro nel Labirinto: la Labrys della Dea e il sacrificio del Dio fecondatore.

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.


Fantastici (popolari o mitologici) associati al Matriarcato ---

Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.

Serpe-strega: guai a chi la uccide.

La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.

La femmina che uccide il maschio: la Mantide, simbolo del potere Matriarcale.


Note alle immagini ---

_Sopra, miniatura tratta dal Book of the Queens di Christine da Pizano, Ms Harley 4431 della British Library, con Pegaso che vola sopra la fonte delle Muse.
Per segnatura, folio 183 recto.

_In apertura, miniatura proveniente dal Bestiario Bodl. 764 della Bodleian Library di Oxford: folio 46 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Anselmo Calvetti, Riti propiziatori nelle stalle della valle Padana, in Lares, Olschki Editore, Firenze, 1974, p. 50.

[2] Cfr. Emanuela Chiavarelli - Luigi Pellini, Dee e cavalli nei riti misterici del calendario, Edizioni della Vita Nova, San Pietro in Cariano (Vr), 2019, p. 166.

[3] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1984, p. 228.