mercoledì 3 giugno 2026

Lupo Mannaro: la Trasformazione che guida l'uomo agli Inferi.

Petronio, nel romanzo latino Satyricon, narra per bocca di un suo personaggio intervenuto alla cena di Trimalcione -Nicerote- la trasformazione di un uomo in lupo, tra le lapidi di un cimitero...

« mentre io canticchiavo per farmi coraggio e andavo contando le tombe [...] il soldato, una volta diventato lupo, incominciò a ululare, poi prese la fuga verso i boschi. » [1]

L'accostamento tra il lupo e le lapidi non è casuale:
il lupo è un animale guida.

➔ Gli animali, nel pensiero magico, si credevano incarnazioni di Morti e il lupo -con i suoi appettiti 'negromantici'- doveva avere con l'Oltretomba un legame stretto...

« Il lupo si nutre di cadaveri.
Questa sua abitudine, oltre al fatto che è solito vagare nella notte, lo collega al regno dei morti, e della morte il lupo è un annunciatore
. » [2]

La trasformazione in lupo, quindi, consentiva all'uomo di superare il confine della Morte: incarnandosi nella 'belva' a cui, per il suo vagare solitario, più erano familiari i defunti.

Acquisire l'aspetto del lupo era (come) essere posseduti dal dio...

« [...] identificandosi con l'animale sacro, potevano entrare in comunicazione con le divinità della stessa natura lupesca. » [3]

« Tale trasformazione, analoga a quella dello sciamano o del mago presso le popolazioni primitive, comportava e comporta uno stato di trance, quale si verifica in alcune malattie, considerate perciò fin d'allora sacre, come appunto la malattia del lupo mannaro e l'epilessia ». [3]

Il mito dei mannari permase nelle leggende popolari...

« Il tema della licantropia in Italia è diffuso al centro e al sud della penisola dal lupemenare abruzzese al luparu siciiano ». [4]

La sacralità del Lupo, con la cristianizzazione, si perse in favore della Sua demonizzazione.

Il potere magico del Lupo coincise (sempre più) con quello delle streghe tanto che, nell'immaginario popolare, scacciare i primi era (come) allontanare le altre...

« La luce -si sa- fin dall'antichità è uno degli antidoti per scacciare le streghe, come anche per far ritornare in sé i lupi mannari.

C'è infatti una colleganza [...] tra la concezione delle streghe e del loro operato e la licantropia, considerata da Galleno e Marcello di Side una forma di pazzia dovuta a melancolia ». [4]


◉ Dio-Animale e Sua evocazione:

Animali Totem: il culto apotropaico di san Lupo.


Pelliccia rituale ed evocazione del Lupo ---

Trasformarsi in Lupo: un residuo di paganesimo da debellare.


➔ Credenze popolari e Mito francescano ---

Da San Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.


Dèa assimilata alle streghe ---

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Donna custode degli Inferi e contatto con l'Animale sacro:

Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


◉ Cristianizzazione di un culto primitivo ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un lupo che azzanna un defunto.
Per segnatura, Harley Ms 4751: folio 10.


Note al testo ---

[1] Cfr. Petronio, Satiricon, traduzione di Piero Chiara, Mondadori, Milano, 1988, p. 161.

[2] Grazia Ortoleva, Il lupo nella poesia anglo-sassone in Simbologia animale e letteratura, a cura di Dora Faraci, Vecchiarelli, Manziana (Rm), 2003, p. 38.

[3] Cfr. Giovanni Battista Bronzini, Il lupo mannaro e le streghe di Petronio in Lares. Rivista trimestrale di studi demo-etno-antropologici, Leo Olschki Editore, Anno LIV N. 2, Firenze, 1988, pp. 147-150 e p. 178.
➔ Si riferisce ai sacerdoti irpini del Monte Soratte [detti "lupi"].

[4] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 184.

martedì 26 maggio 2026

Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune.

Per agevolare il parto, la superstizione popolare prescriveva di passare sopra la fune di un cavallo...

« Secondo il rapporto dell'arciprete Vanni di S. Pieve della Collina (1811):
"Non dee mai una maritata passar sopra la distesa fune di besta cavallina, perché non riesca di grave pregiudizio nel parto"

"Le donne contadine, alle prime doglie del parto, siano o non passate sopra la indicata fune, devono ripassarvi, portare nel grembiale a qualche bestia cavallina la biada, e si ritengono certe di sgravarsi felicemente. » [1]

Questa credenza derivava dai poteri di fertilità attribuiti, fin dal periodo antico, ai cavalli:
Chiavarelli e Pellini, in un libro che mi fu regalato da uno degli autori, citavano (molti) esempi...

« Persino le lunari Artemide e Atena avrebbero avuto attributi equini, espressione di un culto trapelante anche dietro appellativi come Ippolita e Melanippe.
In coerenza con queste credenze, il mitico Ippolao, futuro re d'Arcadia, sarebbe stato allattato da ua cavalla
. » [2]

Il cavallo Pegaso era associato al principio generatore (acquatico) femminile, tanto da averne fatto scaturire una fonte...

« [...] codesto animale viveva sul monte Elicona, e colà aveva fatto sgorgare per le Muse la fonte Ippocrene, battendo al suolo il suo zoccolo lunato. » [3]

◉ Potere Matriarcale assorbito nel culto Mariano ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.

Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina».


Demonizzazione del frutto associato alla Dèa ---

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.


Demonizzazione dell'Animale simbolo della Dèa ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


Animali che portano alla Madre ---

Montagna Madre: il nome sacro della Marmotta.

I cervi della Dea: non spezzare il Triangolo.

Il Toro nel Labirinto: la Labrys della Dea e il sacrificio del Dio fecondatore.

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.


Fantastici (popolari o mitologici) associati al Matriarcato ---

Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.

Serpe-strega: guai a chi la uccide.

La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.

La femmina che uccide il maschio: la Mantide, simbolo del potere Matriarcale.


Note alle immagini ---

_Sopra, miniatura tratta dal Book of the Queens di Christine da Pizano, Ms Harley 4431 della British Library, con Pegaso che vola sopra la fonte delle Muse.
Per segnatura, folio 183 recto.

_In apertura, miniatura proveniente dal Bestiario Bodl. 764 della Bodleian Library di Oxford: folio 46 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Anselmo Calvetti, Riti propiziatori nelle stalle della valle Padana, in Lares, Olschki Editore, Firenze, 1974, p. 50.

[2] Cfr. Emanuela Chiavarelli - Luigi Pellini, Dee e cavalli nei riti misterici del calendario, Edizioni della Vita Nova, San Pietro in Cariano (Vr), 2019, p. 166.

[3] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1984, p. 228.

mercoledì 20 maggio 2026

Suoni magici. Il flauto, "voce" dell'Aldilà.

I flauti, e gli strumenti a fiato in genere, producono suoni a partire dal soffio (datore di Vita).
Secondo le credenze magiche primitive, dal tubo usciva la voce dei Defunti che attraverso lo strumento contattavano gli uomini.

La studiosa pakistana Shahrukh Husain spiegava come alle donne, in origine, fosse affidata la comunicazione con l'Oltretomba, e il possesso stesso di questi strumenti...

« Di oggetti sacri oggi utilizzati esclusivamente da uomini -come i flauti degli Xinguano amazzonici o i digeridoo (tubi lignei che riprodurrebbero le voci di antenati e demoni degli Aborigeni australiani) si racconta, ad esempio, che erano stati affidati in custodia alle donne, fino a che non vennero loro sottratti con la forza o l'inganno. » [1]

Il flauto era così prossimo alle entità Infere che il mito ne suggeriva i poteri evocativi...

« [...] il flauto è strumento evocante la morte ». [2]

Proprio il flauto, nel mito greco, legava la Dea al mondo Infero...

« Atena inventa il primo flauto costruendolo con ossa forate di cervo e si esibisce al banchetto degli dèi

[...] si apparta in un bosco a meditare e, suonando il flauto davanti a una polla d'acqua, le avviene di specchiarsi:
allora si accorge con raccapriccio che il suono dello strumento le deforma turpemente il viso
. » [2]

Alla base di questa credenza c'è l'animismo dei popoli primitivi.
La Natura, nei suoi elementi -animali, vegetali o 'fisici'- è permeata dagli Spiriti che possono essere richiamati dall'esecuzione dello Strumento stesso mediante i suoni -a fiato e vocali- che allo Spirito sono familiari...

« [...] lo spirito di un particolare Antenato viene attirato là dall'esecuzione di canzoni da esso originalmente create e custodite preziosamente sin da allora; queste canzoni sono formate da una serie di brevi strofe ognuna delle quali [...] descrive un particolare luogo associato all'Antenato Totemico. » [3]

La credenza negli Spiriti presenti negli strumenti a fiato, da cui deriva l'alito Vitale, era così forte da ritrovarsi nell'immaginario antico come nei racconti dei popoli aborigeni che tramandavano l'uso dello Strumento (il Didgeridoo, tra gli aborigeni) per attrarre l'Entità...

« L'esecuzione delle canzoni è anche accompagnata da un giovane maschio adulto che suona appunto il didgeridoo. »

« Vari spiriti di Esseri Ancestrali collegati con una data tribù rappresentano l'argomento esplicito di tali canzoni; le parole di ciascuna strofa fanno riferimento a qualche impresa o qualità degli Esseri Ancestrali. »

« Così, per esempio, un didgeridoo dal timbro acuto può essere chiamato col nome di uno spirito, perché il suo suono ricorda quello del richiamo dello spirito nella foresta. » [3]


Spiriti del bosco e sciamani che lo abitano:

Lo sciamano e i selvaggi: 'folli' che abitano il bosco.


Donne custodi dell'Oltretomba e dominio sulla Terra ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Signora che si manifesta in forma animale ---

Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Animale di potere delle sacerdotesse e Suo regno Infero ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


Note al testo ---

[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza la sovranità della donna miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 22.

[2] Cfr. La maschera, il doppio e il ritratto, a cura di Maurizio Bettini, Laterza, Roma-Bari, 1991, pp. 38 e 69.

[3] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, pp. 14, 16 e 21.

giovedì 14 maggio 2026

La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.

Una cartolina del primo '900 ci mostra una devota al culto di san Domenico da Cocullo portare al collo uno dei serpenti che animano la processione del Santo.

È un'immagine più arcaica del mito medievale.

L'identificazione del Serpente con le sacerdotesse che ne officiavano il culto è (molto) lontana:
lo storico delle Religioni Mircea Eliade ci racconta che, presso alcune tribù aborigene, l'animale avesse (perfino) identità femminile...

« Nel bacino dell'Alligator a ovest della Terra di Arnhem, "la nostra madre delle origini" fa tutt'uno con il Serpente Arcobaleno femmina. » [1]

Il serpente era l'oggetto di potere delle sacerdotesse:
al punto che queste lo portavano indosso...

« Ancor più sorprendenti sono le tradizioni secondo cui all'origine gli oggetti rituali vennero scoperti e posseduti dalle donne.
In un mito Wiknatara, il primo bull-roarer venne fatto roteare da due ragazze, le quali dissero:
"È a noi donne che appartiene, in verità siamo noi ad averlo trovato!
Ma che importa: lo lasceremo agli uomini!
Saranno loro ad usarlo sempre!"

In certe tribù, il prepuzio del nuovo iniziato viene dato a sua sorella che lo fa seccare, lo tinge di ocra e lo porta al collo come pendaglio. » [1]

Il potere fecondatore del Serpente, in origine, era dominio Matriarcale (non maschile!), e come tale veniva ostentato non solo tra gli aborigeni, ma (anche) nella cultura greca arcaica.

Robert Graves, citando il mito pelasgico della Creazione opera del serpente Ofione, scrive...

« In questo complesso religioso arcaico non vi erano né dei né sacerdoti, ma soltanto una dea universale e le sue sacerdotesse; la donna infatti dominava l'uomo, sua vittima sgomenta.
[...] la successione era matrilineare e si credeva che i serpenti fossero incarnazioni dei morti. » [2]

La Grande Madre, ed il suo paredro serpentino, sono alla base del culto: senza mediazione maschile.
A ciò si deve l'archetipo delle Madri-Vergini capaci di rimanere incinte senza rapporto:
dalle dee antiche al mito della Vergine Maria...

« [...] quasi tutte le dee pregreche erano cosiderate madri generatrici e vergini allo stesso tempo, figure partenogeniche capaci di generare il cosmo e tutte le creature della Terra, inclusi gli esseri umani, dalla loro stessa essenza, senza bisogno di un compagno. » [3]

L'orrore del sesso era tale, nelle società antiche, che si sceglievano (solo) sacerdotesse avanti con gli anni, o fanciulle innocenti:
per non contaminare il rito.

Uberto Pestalozza dedicava al tema un lungo articolo, sulle Sacerdotesse impuberi...

« [...] donne non più atte alla funzione sessuale, in quanto intesa alla riproduzione della specie, poiché non più mestruate, la scelta, dico, di tali donne a funzioni sacerdotali, spiegherebbe anche la scelta, alle funzioni medesime, di fanciulle impuberi. » [4]


➔ Sul Rombo, strumento rituale detto, in inglese, "bull-roarer":
vedi la relativa pagina su Wikipedia.


◉ Culto (Matriarcale) del Serpente nella devozione cristiana:

Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.


◉ Il drago: da paredro della Dèa a nemico da abbattere ---

Il drago a difesa della Madre: la falsificazione di un mito pagano.

La Dèa nel drago: rovesciamento del Femminino.


➔ Legame del drago all'acqua e al potere femminile nella lingua parlata ---

La strega e lo sdrago delle acque. Origine magica di una parola.


➔ Epifanie Animali della Dèa e sopravvivenza nel mito cristiano:

Serpe-strega? Guai a chi la uccide.


Drago associato alle acque e processioni per chiederne ---

Le processioni del Drago: un rito medievale per ottenere fertilità.


➔ Fata-drago e arcaica figura totemica Matriarcale ---

Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...


Sessualità e streghe che ne hanno il potere ---

Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.

Uccelli stregati: divinare con le poppe...


◉ Spiriti reincarnati in animali ---

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?

Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.


➔ Animali vaganti: credenze (animistiche) popolari ---

Stormo in lontananza: Anime dannate...

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.


Nota all'mmagine ---

_In apertura, litografia del pittore Basilio Cascella dalla serie di cartoline abruzzesi (1904) che si riferisce alla Festa dei serpari che seguono la processione di san Domenico folignate a Cocullo.


Note al testo ---

[1] Cfr. Mircea Eliade, La creatività dello Spirito. Un'introduzione alle religioni australiane, Jaca Book, Milano, 1972, pp. 102, 110 e 112.

[2] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1983, nota 2 a p. 22.

[3] Cfr. Marguerite Rigoglioso, Partenogenesi: il culto della nascita divina nell'antica Grecia, Psiche2, Torino, 2012, p. 16.

[4] Cfr. Uberto Pestalozza, Sacerdoti e sacerdotesse impuberi nel culto di Athena e di Artemide, estratto da "Studi e materiali di Storia delle Religioni", vol. IX, Università di Roma, 1933, pp. 178-179.

venerdì 8 maggio 2026

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.

Il sopraggiungere della luce, ai primi raggi del mattino, cancellava i dèmoni e le streghe che avevano imperversato nella notte...

« La prima luce, inoltre, libera il mondo dai mostri notturni che l'infestano: le streghe, se vengono colte dalla luce novella dell'aurora, perdono il sembiante assunto nella metamorfosi magica e restano nude e indifese; i fantasmi notturni dei morti svaniscono prima dell'alba. » [1]

Guai, però, a sbagliare le parole che dovevano tenere lontano gli Spiriti:
commettere un errore nella recitazione delle formule protettive poteva costare caro.
Tra gli aborigeni si raccontava...

« È di vitale importanza che le canzoni che devono rispedire l'anima del defunto siano eseguite correttamente; se si sbagliano le parole, se la canzone è eseguita svogliatamente o in modo impreciso, come minimo risulterà inefficace, e nel peggiore farà adirare lo spirito mokuy del defunto, che perseguiterã i parenti con malattie e sventure. » [2]

La forza (magica) delle parole serviva a confortare i Morti, evitando che si trasformassero in streghe.

Se le formule non erano efficaci, ci si doveva rivolgere a chi la Magia la praticava di professione, e conosceva (bene) quali parole usare per stornare gli Spiriti.
James Frazer scriveva...

« Il rito funebre è l'ultimo saluto, l'ultima testimonianza di affetto verso l'anima del trapassato
[...]. In seguito, ognuno cerca di tenere lontano da sé più che sia possibile lo spirito del defunto e non si fa scrupolo di ricorrere alle arti magiche per salvaguardarsi da lui. » [3]


◉ Forza evocativa (ed attrativa) delle parole ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.

Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.

Stregoni letterati. Magia della Scrittura.


➔ Maschere funebri. Incarnazione dei Morti negli Animali ---

Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.


Animali in cui si celano le Streghe: vite parallele ---

Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.


➔ Paura dei Morti: usanze per inibirli ---

Spettro, vai via! Il rogo del paglione.

Dio è colpevole: punire la divinità.


Streghe o Morti? Credenze sul ritorno degli Spiriti ---

Le streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve.

Risvegliato o Revenant: zombie (e Streghe) che tornano.

Carnevale si avvicina: attenti alle Streghe che si celano sotto la Maschera.


➔ Noce mortifero: potere attrattivo della pianta ---

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.


Nota all'immagine ---

_In apertura, allegoria "Nuda Veritas" dipinta da Gustav Klimt (1899) di cui esiste anche una versione grafica, in bianco e nero, al Belvedere di Vienna.

➔ Il disegno apparve la prima volta in Ver Sacrum, la rivista della Secessione Viennese, nel marzo 1898.

Cfr. Marina Bressan, Marino De Grassi, Nel segno di Klimt: Ver Sacrum: la rivista d'arte della secessione viennese, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli, 2007, pp. 18 e 39.


Note al testo ---

[1] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse : tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 227.

[2] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, p. 23.

[3] Cfr. James George Frazer, La paura dei morti nelle religioni primitive, Mondadori, Milano, 1985, p. 36.

sabato 2 maggio 2026

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.

Nel cartoon Biancaneve la strega Grimilde confeziona una mela avvelenata che offrirà, poi, sotto mentite spoglie, alla protagonista.

La favola germanica sottende la demonizzazione di un mito classico: la Mela era, infatti, l'attributo principale della dea dell'Amore Afrodite...

« I frutti salvifici erano stati donati a Era dalla Madre Terra alla quale era sacro il melo: una delle epifanie della Grande Madre che arcaicamente offriva il dono della conoscenza e dell'immortalità.

[...] Il suo frutto, la mela cotogna, chrysòmelon ovvero "pomo d'oro", ispirò la credenza leggendaria che i pomi d'oro di Ercole fossero cotogne.
D'altronde le mele d'oro delle Esperidi raffigurate negli altorilievi del tempio di Zeus, a Olimpia, assomigliano molto alle cydoniae; e al Museo Archeologico di Napoli, nella collezione Farnese, Ercole ne stringe tre in mano [sul retro!] ». [1]
La mela, sacra ad Afrodite e alla Grande Madre, era (pure!) la mela di Eva che avrebbe dannato Adamo:
ciò che aveva forma sferica, dalla mela ai pomi, era dominio della Madre...

« La faccia della Luna che, nel corso del mese, combina oscurità e luce, è simbolo universale della dea.

Anche la mela è comunemente associata alla Grande Madre: secondo la tradizione, è il frutto che Eva (il cui nome significa forse "Madre di tutti") prese dall'albero della conoscenza, anche se la Bibbia non lo dice.
La mela è inoltre uno degli attributi di Venere e delle Grazie
». [2]

Nel mito greco, Paride sceglieva -attraverso la Mela- quale fosse la più bella tra le dèe.

La dèa dell'Amore, nell'immaginario popolare fiabesco, si mutò in strega cattiva che avvelena Biancaneve attraverso la Mela:
simbolo (antico) del potere Matriarcale così forte che Robert Graves, ne La Dea bianca, scriveva...

« È chiaro che l'antica icona delle Tre Dee, della mela [...] (che Paride assegnò alla dea dell'amore) aveva in origine un significato diverso.

Donare una mela alla dea dell'amore sarebbe stato un'impertinenza bella e buona da parte del pastore, perché alla Dea le mele appartenevano di diritto ». [3]


◉ Demonizzazione della Dèa Madre e dell'animale a Lei sacro ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


Animale che assicura fertilità: legato alla Dèa ---

Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune


Simboli (al rovescio!) dal Paganesimo al Cristianesimo ---

Castità o seduzione? La cintura: un simbolo (rovesciato) della Dea.


◉ Culti Matriarcali coperti dalla devozione mariana ---

Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.

Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.


Antenati negli alberi e predicazione nella foresta ---

Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?

Donna-Albero e alberi stregati.


Dèmoni della Luce passati alle tenebre ---

Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.


◉ Tracce di pratiche magiche nei Cartoon ---

Disney stregato. Magia popolare nei Cartoon.

Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...


Magia e Stregoneria popolare nelle fiabe ---

Il maleficio degli arcolai: le antiche superstizioni sul filare nel racconto della Bella Addormentata.

Quando si adoravano le Fate: all'origine dei culti mariani...

La Bella Addormentata e i divieti della Stregoneria contadina.


Note al testo ---

[1] Cfr. Alfredo Cattabiani, Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Mondadori, Milano, 1998, pp. 337-338 e p. 345.

[2] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza; la sovranità della donna; miti e archetipi, EDT, Torino, 1999, p. 19.

[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca. Grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 298.

venerdì 24 aprile 2026

Stregoni letterati. Magia della Scrittura.

I maghi, spesso, avevano da fare con i libri.
La differenza tra maghi e preti era sfuggente:
chi faceva studi in seminario poteva subire il 'fascino' delle tecniche negromantiche...

« Un chierico indovino era un potenziale negromante. »

« A Siena, alla fine del Cinquecento, l'arcivescovo e cardinale Francesco Maria Tarugi aveva intimato al parroco di San Pietro a Marciano di "butt[ar] via tutti i libri alchimistici [e] tra quindici giorni consegni libri, bocce e qualsiasi altra sorte di strumenti alchimistici". » [1]

Perfino gli alti prelati, nelle perquisizioni, venivano scoperti in possesso di libri 'proibiti'...

« Un teologo francescano, Gilles Vanalatte, fu incaricato di procurarsi dai musulmani un libro di magia.
Lo stesso Benedetto
[papa francese, 1334-1342] era accusato di farsi istruire nell'arte negromantica, e di usare un famigerato libro di magia intitolato La morte dell'anima;
una volta, a quanto si racconta, fu trovato un libro di negromanzia nascosto nel suo letto
. » [2]

I francescani, così abituati -in origine- alle pratiche magiche, erano (pure) i primi ad incaricarsi della loro repressione.
Bernardino da Siena promosse, tra Perugia e Assisi, diversi roghi: l'autore della Franceschina ne descriveva uno del 1425...

« Anche ve foro portati grande quantità de brevi, malìe, facture, sorte, et altre superstitione maledecte ». [3]

Se trovati in possesso di libri, la posizione degli inquisiti si aggravava.

In un interrogatorio, Giovanbattista di professione bombardiere per il granduca, a Siena nel 1587, tende prima a negare, poi a minimizzare -in modo maldestro!- l'uso dei libri incriminati...

« [...] et un altro libro de segreti scritto a mano latino credo io perché non intendo
[...] Io non l'ho mai esercitato questo libro per il corpo, perché non lo intendo. Anzi, lo intendo ma non l'ho esercitato ». [1]

Nota. Bruciare i libri di Magia, e punire chi li possedeva, era già per i legislatori (cristiani) del tardo Impero abituale...

« [...] i testi in cui era depositata quest'arte antica, come i libri fatales ed i libri Vegoici, depositati nel tempio di Apollo dall'epoca di Augusto, forse vengono distrutti solo da Stilicone nel 407, assieme ai Libri Sibillini. » [4]

« Alla fine del III secolo le Sententiae Pauli lasciano intravvedere, in relazione sempre alla Lex Cornelia, un quadro repressivo molto ampio e severo nei confronti della magia:
i filtri amatori son puniti con la condanna ad metallum (a meno che non portino alla morte)

[...] addirittura il possesso di libri di magia è punito negli humiliores con la morte. » [4]


Stregoni nell'ombra: la Terra che ne porta il nome ---

Umbria e Ombre. L'identità di una Terra.


◉ Condanna dei libri e dell'erudizione ---

Pentiti: sai troppo. La Cultura come colpa.


Sapienza attribuita alle streghe e loro condanna:

Ne sai come una strega. La 'saga' romana e la donna sapiente.

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Uso (abituale) della magia nella Chiesa:

Magia cristiana. Stregoni in incognito.

Santi o Vampiri? Il ponte (magico) tra i due mondi.


Persecuzione della magia nel Clero:

Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?

L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.

Preti maghi: lezioni di Superstizione...


➔ Sui frati che condannano maghi e indovini:

Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Nota all'immagine ---

_In apertura, astrologo che divina sugli astri: il diavolo, in un angolo, lo guida. Miniatura da un manoscritto della British Library:
Royal MS 6 E VI/2, folio 396 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Oscar Di Simplicio, Autunno della stregoneria. Maleficio e magia nell'Italia moderna, Il Mulino, Bologna, 2005, pp. 198 e 200.

[2] Cfr. Richard Kieckhefer, La magia nel Medioevo, Laterza, Roma-Bari, 2004, p. 201.

[3] Cfr. Padre Dionisio Pacetti, La predicazione di s. Bernardino a Perugia e ad Assisi in Analecta Franciscana, Annus IX - Fasciculus IV, ottobre 1939, p. 504.

[4] Cfr. Valerio Neri, I marginali nell'Occidente tardoantico. Poveri, 'infames' e criminali nella nascente società cristiana, Edipuglia, Bari, 1998, p. 261 e pp. 263-264.