mercoledì 28 ottobre 2026

Tre di Tre: il numero magico che piace al Dio.

Il ciclo Sacro constava di tre giorni, come i tre giorni dedicati ai Morti:
Halloween ➔ Morti non pianti che si tasformavano in streghe e spettri: al 31 ottobre;
Ognissanti ➔ Morti eletti, venerati come Santi: al 1 novembre;
➔ Morti comuni: al 2 novembre).

Nella religiosità popolare, come nella superstizione, si ritrova (sempre) questo numero.

Marina Montesano, in Luoghi della Stregoneria, accenna ai devoti della Signora Abbondanza:
il Roman de la Rose, un testo medievale, descrive i poteri che hanno i seguaci delle streghe...

« Si crede, aggiunge il testo, che i terzogeniti, tre volte alla settimana, siano chiamati a seguirle abbandonando i propri corpi e penetrando a piacimento anche negli edifici chiusi. » [1]

Per combattere le streghe, e le calamità a loro imputate, si usava il numero: assistere al prodigio magico, tuttavia, poteva pregiudicarne l'esito...

« Quando il feretro era stato portato fuori dall'abitazione, si chiudeva per tre volte (il tre era il numero magico per eccellenza) la porta, affinché ogni disgrazia rimanesse al di fuori. » [2]

« [...] nei Balcani, una camicia scura indicava che il bambino sarebbe diventato un mago o una strega, a meno che la levatrice non avesse preso la precauzione di salire sul tetto [...] per dichiarare tre volte che non era nato un mago, ma un bambino. » [1]

« Secondo la tradizione popolare, nella notte dell'Epifania l'acqua dei fontanili avrebbe smesso di uscire per tre volte ("se fermava").
Si credeva che sarebbe stato pericoloso assistere al fatto. » [3]

Carlo Ginzburg, in Storia Notturna, scrive che i sogni ripetuti tre volte -in Friuli- erano associati agli sciamani locali: i benandanti...

« Un giovane bovaro friulano, Menichino da Latisana, processato nel 1591, raccontò che alcuni anni prima, una notte d'inverno durante le tempora, aveva sognato di uscire con i benandanti (un sogno destinato a ripetersi da allora tre volte ogni anno) ». [4]

Nell'immaginario popolare, anche i Morti si servivano del Tre per proteggere i Vivi.
Di Nola scrive...

« Nella credenza boema l'ombra del padrone di casa morto circumambula per tre volte la casa dei suoi parenti perché non la colpisca alcuna disgrazia, e parimenti i vivi intorno alla sua tomba per acquisirne forza. » [5]

➔ Per conoscere la volontà divina, aprire tre volte il Vangelo era una pratica magica popolare (Bibliomanzia) documentata (eccome!) nelle Fonti Francescane:
prima nella chiesa di San Nicolò ad Assisi, poi alla Verna...

« Ma quale vero adoratore della Trinità, volle l'appoggio di tre testimonianze, e aprì il libro una seconda e una terza volta. » [5]

« Aperto il libro per tre volte, sempre si imbatté nella passione del Signore. » [6]


➔ Sull'uso del numero Tre negli Incanti:

Ripeti TRE volte: poteri dello Scongiuro.

« An-ghin-gò / Tre galline e tre capò ». I poteri del numero TRE in una filastrocca.


➔ Incanto popolare e pratica magica:

Il maleficio delle Tre Civette.


➔ Sculture apotropaiche per tenere lontano i Morti dalle chiese ---

Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.


Nota all'immagine ---

_In apertura, dettaglio con il Bambin Gesù che mostra le tre dita: simbolo della Trinità.
Particolare da una Maestà di Simone Martini dal Palazzo Pubblico di Siena, 1314 circa.


Note al testo ---

[1] Cfr. Marina Montesano, Andare per i luoghi della stregoneria, Il Mulino, Bologna, 2024, pp. 42 e 140-141.

[2] Cfr. Carla Corradi Musi, Vampiri Europei e Vampiri dell'Area Sciamanica, Rubbettino, Soverìa Mannelli, 1995, p. 42.

[3] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 144.

[4] Cfr. Carlo Ginzburg, Storia notturna. Una decifrazione del sabba, Einaudi, Torino, 1989, p. 107.

[5] Cfr. Alfonso Di Nola, La morte trionfata. Antropologia del lutto, Newton & Compton Editori, Roma, 1995, p.186.

[6] Cfr. Leggenda dei Tre Compagni in Fonti Francescane, Editrici Francescane, Padova, 2004 -ff 1431 →Lo stesso aneddoto in Tommaso da Celano, Vita Prima -ff 601.

➔ Per la bibliomanzia alla Verna: cfr. Bonaventura da Bagnoregio, Leggenda maggiore -ff 1224.

martedì 20 ottobre 2026

Il "catino delle Fate". Voce degli Spiriti nell'acqua.

Secondo la Magia popolare, nell'acqua restavano imprigionate le Anime dei defunti.

Le streghe, e in Friuli (pure) i Benandanti, riuscivano a contattarli attraverso un secchio o un catino...

« Le donne benandanti affermavano di poter vedere nell'acqua di un catino i conoscenti o i parenti da poco defunti; questo avveniva però soltanto in particolari occasioni, per esempio durante il periodo mestruale o nel giorno della commemorazione dei morti. » [1]

Per le credenze antiche, l'acqua era abitata dai Morti insieme alle Entità magiche femminili che assegnavano il Destino: le Fate.

I sacerdoti cristiani dovevano convivere, ancora in Età Moderna, con queste credenze...

« Il ricorso alle parole benedittorie o maledittorie del sacerdote è testimoniato dal sinodo di Cittanova d'Istria del 1674 che così si esprime: "Prohibimo [ai sacerdoti] anco il benedir camisce lorde

[...] per non haverli a confermare in certa loro falsa credenza d'esser inciampati, come veramente dicono, nel "catin delle Fate". » [2]

Guai a specchiarsi nell'acqua:
i Morti potevano trattenere l'Anima dell'incauto curioso:
le proibizioni, fin dall'antichità, erano (molto) chiare...

« Presso molti popoli era proibito specchiarsi in certi laghi, fiumi e stagni.
Le Leggi di Manu antico-indiane contengono la seguente ingiunzione:
"Che egli non guardi la propria immagine nell'acqua
.

[...] Questo è il fondamento del mito classico di Narciso, il bellissimo giovane greco che si innamorò della pripria immagine riflessa in uno specchio d'acqua e ne morì. » [3]

Alle sorgenti, dove gli Spiriti risiedevamo, era uso portare offerte propiziatorie.

L'Indiculus superstitionum et paganiarum, redatto (circa!) nell'VIII secolo, le associava a quelle che venivano portate -con la stessa finalità- agli Alberi...

« Hai mangiato o pregato per la salute del tuo corpo o della tua anima presso una sorgente, presso mucchi di pietre, presso alberi o ai crocicchi delle strade?
(3 anni di digiuno)
.

Hai portato pane o qualsiasi altra offerta [...] presso una sorgente, presso mucchi di pietra, presso alberi o ai crocicchi delle strade?
(3 anni di digiuno)
. » [4]


◉ Donne che comunicano con i Defunti (anche) nell'acqua ---

Specchio d'acqua al chiaro di luna. Donne che evocano le Ombre: divieto d'accesso.


➔ Acqua e Femminino sacro ---

La fonte magica nelle viscere del Santuario. Alla Madonna delle Fontanelle di Magione.

Le acque uterine della Dèa: all'Eremo di Santa Maria Giacobbe.


➔ Potere magico: acqua che imprigiona le Anime ---

Se è bagnato, porta fortuna: l'acqua che protegge dagli Spiriti.


➔ Fate che assegnano agli uomini il Fato ---

Quando si adoravano le Fate: all'origine dei culti mariani...

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve.


➔ Potere predittivo del sangue femminile ---

Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il Futuro.


◉ Spiriti che abitano gli alberi: se ostili, pratiche per scacciarli ---

Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?

Nella selva oscura: gli uomini del Bosco.


➔ Voce degli Spiriti: Animali parlanti ---

Stalla profetica: cosa dicono gli Animali?

Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un pesce dal volto umano da un manoscritto, il Salterio Lutrell, della British Library:
Add Ms 42130, folio 2 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Giordano Berti, Storia della stregoneria: origini, credenze, persecuzioni e rinascita nel mondo contemporaneo, Mondadori, Milano, 2010, p. 147.

[2] Cfr. Vincenzo Bo, La religione sommersa, Rizzoli, Milano, 1986, p. 161.

[3] Cfr. Boris Anatolyevich Litvinsky, Specchio in Dizionario dei Simboli, a cura di Mircea Eliade e Ioan Couliano, Jaca Book, Milano, 2017, p. 365.

[4] Cfr. Vincenzo Bo, La religiosita popolare: studi, ricognizione storica, orientamenti pastorali, documenti, Cittadella, Assisi, 1979, p. 288.

lunedì 12 ottobre 2026

Dio Gatto. Animismo e Spiriti Inferi nel mito felino.

Una maschera messicana in terracotta ci parla degli antichi poteri (demoniaci) attribuiti al Gatto:
→ notare il dèmone che lo possiede sotto la testa.
Il gatto indemoniato è un mito universale.

L'antropologo Alfonso Di Nola scriveva...

« Chi ha ucciso un gatto viene posseduto da una delle sette anime che escono dal felino. » [1]

Guai a far del male a un gatto:

« In Sicilia si dice che chi uccide un gatto subirà sventure per sette anni. » [2]

Quando il gatto parlava, dietro la Sua voce si celava un'entità che risiedeva negli Inferi...

« Il legame tra il gatto e il mondo dei morti risiede anche nella credenza popolare secondo la quale l'animale è spesso ambasciatore di messaggi da parte di defunti o è addirittura spirito-fantasma. » [3]
Il gatto, specie in età medievale, faceva paura.
Il predicatore domenicano Stefano di Bourbon raccontava un prodigio operato da san Domenico in una chiesa contro → un diavolo in forma di gatto.
Lo storico francese Jean-Claude Schmitt riportava il racconto...

« [...] avendo il santo predicato a Fanjeaux contro gli eretici, mentre pregava in chiesa, nove matrone vennero a gettarglisi ai piedi
[...] E a queste parole, balzò in mezzo a loro un gatto spaventoso delle dimensioni di un grosso cane, con gli occhi grandi e infuocati, la lingua larga e lunga, e sanguinolenta che arrivava sino all'ombelico ». [4]

Una miniatura, da un manoscritto della Bnf, illustra la scena:
mentre il Santo tiene un concione, il gatto diabolico si arrampica sulla corda (!) terrorizzando le donne...
I predicatori condannavano i poteri numinosi del gatto.
Il « Gatto con gli stivali » serba, nella sua struttura narrativa, (evidenti) tracce magiche della superstizione popolare:

➔ il gatto parla
➔ lotta contro un Signore degli Inferi: l'Orco
➔ rende ricco il Suo padrone

Il gatto, dotato di preveggenza, andava ascoltato:
guai a ignorarlo. La saggezza popolare insegnava...

« Cattivi segni il miagolio di un gatto (segno interpretato come fatale se si hanno parenti in viaggio). » [5]
Nelle leggende popolari c'è, spesso, un dèmone in forma di gatto che tormenta gli uomini.
In Friuli, addirittura, la gata mora rapiva i bambini...

« a Trieste l’incubo è anche chiamato gata mora, e in Friuli a produrre l’incubo era la giate [gatta] maràngule, una gatta strega che porta con sé un sacco per rubare i bambini. » [6]

In Umbria, il gatto demoniaco era conosciuto con vari nomi:

« È interessante che capogatto nel contado perugino fosse uno dei nomi del demonio. » [6]

« [...] prendeva la forma di un grosso gatto che saliva sullo stomaco e con zampe anteriori stringeva la gola.
Era il broncolo
» [7]

« Altra figura documentata nell'Alta Valle del Tevere
[...] è quella dello smiàgolo, dalle sembianze di grosso gatto » [7]
L'editore ed etnografo Pierre Saintyves dedicò uno studio, nei primi del '900, ai poteri numinosi del Gatto sopravvissuti nella fiaba del Gatto con gli Stivali di Perrault.

Ho deciso di pubblicare una traduzione del capitolo sugli animali esotici: Antenati remoti del Gatto dèmone.

Copertina dedicata alla (famosa) maschera messicana di Gatto dèmone: da cui la ricerca ha avuto inizio...
➔ Culto felino e Sua inclusione nell'immaginario medievale ---

La santa Gattara: il corteo della dea Freya e i cacciatori di topi.

Mosca o gatta? Le trasformazioni della strega Matteuccia.


➔ Animale alla base del Clan che ne è il simbolo ---

Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.


◉ Sul gatto diabolico ---

Le streghe che si trasformano in gatte.

Come nasce un demone: i gatti che leccano...


◉ Per tenere lontane le gatte-streghe ---

Teschio di cane: un'arma contro i malefici delle 'gatte'.


➔ Divinizzazione del Cane e Sua evoluzione cristiana ---

San Cristoforo successore di Anubi, di Ermes e di Ercole.


◉ Protezione magica della soglia ---

Cani fantasma: guardiani oltre il Velo.


◉ Sul carattere Infero (e Matriarcale) dell'Orco, contro cui il Gatto combatte ---

Orco, il Signore degli Inferi. Il mito (Matriarcale) della Morte.


Note alle immagini ---

_L'immagine sopra è un'incisione tratta dalla prima edizione francese (1697) de Le Maistre Chat ou le Chat botté:
vedi la relativa pagina su Wikipedia.

_In apertura, testa di gatto 'indemoniato': proviene dal Messico.
L'ho trovata presso un antiquario americano.

_La seconda immagine è una mummia di gatto conservata al British Museum di Londra.
⮩ Vedi la pagina dedicata su Wikipedia.

_La terza immagine, con il gatto-diavolo che si arrampica su una corda che pende sulla navata di una chiesa, è una miniatura da Le Miroir Historial, Vincenzo di Beauvais, traduzione francese di Jean de Vignay, Parigi, 1400-1410.
Den Haag, Koninklijke Bibliotheek (Biblioteca Reale dei Paesi Bassi).
Per segnatura: 72 A 24, folio 313v.

_La quarta immagine del post, con il gatto dagli occhi diabolici appollaiato su un albero, è il dettaglio da un'illustrazione del disegnatore John Tenniel per Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll: digitalizzata in Archive.org.


Note al testo ---

[1] Cfr. Alfonso di Nola, La nera signora. Antropologia della morte, Newton Compton Editori, Roma, 1973, p. 158.

[2] Cfr. Alfredo Cattabiani, Zoario. Storie di gatti, aironi e altri animali misteriosi, Mondadori, Milano, 2001, p. 200.

[3] Cfr. Andrea Romanazzi, La stregoneria in Italia: scongiuri, amuleti e riti della tradizione, Venexia, Roma, 2007, p. 111.

[4] Cfr. Jean-Claude Schmitt, La parola addomesticata. San Domenico, il gatto e le donne di Fanjeaux in Religioni delle classi popolari, Quaderni Storici [41], Ancona, 1979, p. 417.

[5] Cfr. Giuseppe Pitré, Usi e costumi del popolo siciliano. Esseri soprannaturali e maravigliosi, vol. IV, Palermo, 1889, p. 20.
→ Visibile, scansionato, in Google Libri.

→ Citato anche da Giancarlo Baronti ne La morte in piazza, Argo, Lecce, 2000, p. 349.

[6] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, pp. 220-221.

[7] Cfr. Giancarlo Baronti, Margini di sicurezza: l'ideologia folclorica della morte in Umbria, Morlacchi, Perugia, 2016, p. 1068 e nota 521.

martedì 6 ottobre 2026

Cani fantasma: guardiani oltre il Velo.

Il cane era il guardiano degli Inferi.
Averne uno a protezione della soglia, o evocarne la presenza, garantiva al viandante la difesa dalle Anime dei Morti.

Vincenzo Bo narra questa credenza...

« [...] le donne viventi, quando si recano a farvi bucato, prima di immergere i piedi nell'acqua, fanno il segno della croce e ripetono ad alta voce il nome di un cane.

Se il cane, come spesso avviene, non c'è, non ha importanza
[...]. Questa consuetudine è quanto resta di quella più antica, per cui le donne andavano al fiume sempre scortate da un cane che non le doveva solo difendere nei confronti dei vivi, ma anche nei confronti dei morti: di queste anime, appunto. ». [1]
Dettaglio curioso: nel ritratto dei coniugi Arnolfini, esposto alla National Gallery di Londra, si nota un cagnolino accanto alla consorte, Costanza Trenta, che era (probabilmente) già morta (!) nel 1433: all'esecuzione del dipinto.

Che il cane -non riflesso dallo specchio- fosse, in realtà, un fantasma -come la sua padrona- già lo evidenziava lo studioso Jean-Philippe Postel...

« Prima proposizione: lo specchio non riflette che la realtà tangibile delle cose.
Seconda proposizione: il cagnolino non si riflette nello specchio.

Conclusione: allora il cagnolino è al di fuori della reatà tangibile delle cose: è illusione, simulacro, visione, apparenza. » [2]

Il ruolo di guardiani della porta era (così) stretto -fin dal mondo antico- che il re mitico Alcinoo, nell'Odissea di Omero, si fa costruire due cani immortali a difesa del suo palazzo...

« Cani d'oro e d'argento stavano, all'uno e all'altro lato: li fabbricò l'arte ingegnosa di Efesto perché fossero di guardia alla reggia del grande Alcinoo, immortali e giovani sempre. » [3]

Ilaria Sforza dedicava (perfino!) uno studio a quel passo omerico: la (perenne) giovinezza dei cani era indizio della loro natura Divina...

« La formula omerica αΘάνατος και αγηρως designa nei poemi omerici, come nel mondo vedico, l'immortalità propria degli dei ». [4]

Immortalità divina che apparteneva ai cani come alla loro immagine riprodotta sui battenti delle porte...

« Nell'Iliade gli aggettivi αγηρως e αΘάνατος possono designare sia oggetti sia animali ». [4]


◉ Cane divino, guardiano degli Inferi: evoluzione cristiana ---

San Cristoforo successore di Anubi, di Ermes e di Ercole.


➔ Animali e Aldilà ---

Dio Gatto. Animismo e Spiriti Inferi nel mito felino.


◉ Animali parlanti in cui si manifestano i Defunti ---

Stalla profetica: cosa dicono gli Animali?

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?


➔ Evoluzione della credenza nei Cartoon ---

Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.


Nota all'immagine ---

_In apertura, testate in bronzo con cani che stringono un picchiotto o batacchio dal Museo Romano di Palazzo Massimo a Roma: provenienti dalle navi di Nemi. Epoca dell'imperatore Caligola.


Note al testo ---

[1] Cfr. Vincenzo Bo, La religione sommersa, Rizzoli, Milano, 1986, p. 34.

[2] Cfr. Jean-Philippe Postel, Il mistero Arnolfini, Skira, Milano, 2017, pp. 62-63.

[3] Cfr. Omero, Odissea, traduzione di Maria Grazia Ciani, Marsilio, Venezia, 2000, pp. 99-100.
➔ Si riferisce al Canto 7, vv. 91-94.

[4] Cfr. Ilaria Sforza, "Immortali e immuni da vecchiaia per sempre". Sui cani di Alcinoo in Odissea 7, 91-94 da "Horti Hesperidum", V, Vol. I, L'età antica, 2015, pp. 134-135.

giovedì 1 ottobre 2026

Magia & Tortura. San Francesco alla prova delle Fonti.

Una miniatura a margine di un manoscritto medievale dall'Università di Liegi in Belgio, ci mostra animali di tutte le specie che fanno ressa intorno a san Francesco:
coniglietti e cigni.
C'è (pure) un cervo che spunta ai suoi piedi, mentre nell'angolo una scimmietta suona il violino!

Tommaso da Celano, nel Trattato dei miracoli, ci racconta che tutti gli animali erano attratti, come per incanto, dalla voce del Santo:

« Tutte le creature, da parte loro, si sforzano di contraccambiare l'amore del santo e di ripagarlo con la loro gratitudine.
Sorridono quando le accarezza, danno segni di consenso quando le interroga, obbediscono quando comanda
. » [1]

Perché Francesco incantava gli animali?
E perché, soprattutto, parlava agli uccelli?

Comunicare con gli uccelli serviva a conoscere il Volere divino:
gli uccelli venivano dal cielo, dove risiedeva il dio.
Molte miniature del Decretum Gratiani ce lo mostrano:
la Chiesa puniva un prete stregone, sorpreso nelle campagne a parlare ai pennuti, e subito ne spuntava un altro!

Parlare agli uccelli, e agli animali in genere, era una prova del potere sovrannaturale dello stregone [2].

Ecco un'altra miniatura che racconta gli incanti di Francesco, dalla British Library:
da notare la croce rossa che il Santo regge in mano:
colore apotropaico usato, nella cultura popolare, per irretire i dèmoni.
Incantare gli animali, tuttavia, non sempre garantiva al Santo l'Obbedienza dei seguaci.

Il potere 'incantatorio' si accompagnava, così, alle minacce verbali e alle percosse: per reprimere il demonio che aleggiava tra i frati.

Tommaso da Celano, sempre nella Vita Seconda, qualche versetto prima dei prodigi sugli animali, ci racconta come Francesco maledicesse puntualmente chi non lo assecondava...

« La sua terribile sentenza di maledizione colpiva quelli che con opere inique e cattivi esempi violavano la santità dell'Ordine.

[...] Il santo si alzò di scatto e levando le mani al cielo con il volto inondato di lacrime, proruppe in queste parole di preghiera o piuttosto di maledizione:

"[...] Da te, o Signore santissimo, e da tutta la curia celeste e da me tuo piccolo siano maledetti quelli che con il loro cattivo esempio confondono e distruggono ciò che un tempo tu hai edificato" ». [1]

Le Fonti sono percorse, affinché i frati eseguissero gli ordini dei Superiori, da ammonimenti più (o meno) espliciti.

Frate Stefano, un testimone oculare, faceva intuire come i frati 'trasgressori' -colti in flagrante- preferissero infliggersi -da soli- le punizioni piuttosto che attendere le percosse altrui.

Lui stesso ne aveva subita una per essersi recato in un convento di Sorelle senza il permesso di Francesco...

« Allora il santo lo sgridò duramente e gli ingiunse, per penitenza, di gettarsi così vestito come era nel fiume presso il quale camminavano.
Si era nel mese di dicembre.
Tutto inzuppato e tremante per il gran freddo, egli dovette accompagnare per due lunghe miglia il beato Francesco fino al luogo dei frati
». [3]

◉ Radici pagane delle Stimmate francescane ---

Laverna, l'oscura dèa senza corpo.

L'equinozio d'Autunno e le Stimmate: la morte (rituale) dell'Anno.


➔ Uccello viatico all'Aldilà nel mito francescano:

Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.

Falco o gufo? La Dea dell'ombra e le piume diaboliche.


➔ Santuari francescani in cui si annidano i dèmoni pagani ---

Il Trivio 'diabolico'. Santa Maria della Porziuncola: origine (e bonifica) di un luogo pagano.

La Madonna come antidoto agli dèi pagani.


◉ Per la lingua degli uccelli in Umbria, vedi:

L'Umbria e gli uccelli: un legame antico.

Uccello, che dici? Umbria magica e superstiziosa.


➔ Per gli incanti sugli uccelli, vedi anche:

Lo stregone che fece paura al Papa: la predica agli Uccelli secondo il monaco Ruggero.

Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


◉ Una divinazione a 'giravolta' tratta dalle Fonti:

L'Oracolo del cerchio: una divinazione ballata nei Fioretti di san Francesco.


➔ Divinazioni sulle Sacre Scritture (Bibliomanzia) nelle Fonti ---

Mercanti Maghi: il Santo che divina.


➔ Maghi o Santi? Uso della Magia nelle Fonti ---

San Francesco e gli (altri) stregoni che provocano le tempeste.


➔ Esaltazione della Natura e oscuramento di Dio ---

Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.


◉ Punizioni esemplari per governare i frati ---

Il bello dei cadaveri: l'Obbedienza secondo San Francesco.

La paura fa 90: lo 'stile' francescano.

"Guai a quei frati..." Punizioni francescane per tenere alta la disciplina.

Vietato entrare: la lotta contro i monaci.


➔ Una seguace di cui diffidare: Chiara d'Assisi ---

San Francesco e quella lettera contro gli stupri poco gradita...


➔ Sul metodo di 'governo' dei frati, vedi anche:

La spada sì, ma con garbo! Lezioni di bon ton francescano.

San Francesco e l'epurazione dei dissidenti: l'impiccagione di frate Giovanni.

San Francesco e il pugile di Firenze: a scuola di pugni prima di papa Bergoglio.


➔ Punizione dei perugini empi:

San Francesco a Perugia: una storia violenta
.


◉ Retroscena agiografici: vita 'privata' ---

Il sogno di un cavaliere.

San Francesco e l'omosessualità: i vizi di un buongustaio.

San Francesco e il potente cardinale: tentazioni notturne nei salotti buoni...


➔ Per gli incanti operati dai Santi, vedi post e relativo libro:

Animali Incantati: dal mito di Orfeo all'incanto dei Santi.


Note alle immagini ---

_La miniatura sopra, con il frate bastonatore, è tratta dalle Decretali Smithfield della British Library: folio 247 recto.

_La miniatura in apertura del post, con animali di ogni specie che si stringono intorno a san Francesco, è tratta dalla Summa de casibus poenitentialibus, scritta da Raymundus de Pennaforte.

⮩ Il manoscritto, prima metà del '300, proviene dalla DONum - Biblioteca dell'Università di Liegi: Manuscrit 137: folio 39r.

_La seconda miniatura del post proviene da un manoscritto del Decretum Gratiani, e ne illustra la Causa XXVI contro i preti 'stregoni' rei, specie nelle campagne, di pratiche magiche.
Tra queste pratiche, una magia diffusa era parlare agli uccelli.

⮩ Il documento è custodito alla Biblioteca Apostolica Vaticana.
La segnatura è: Vat. lat. 1373, folio 311 recto.

_La terza miniatura, con Francesco che regge una croce rossa, è tratta dal manoscritto Yale Thompson 13 o Libro d'Ore Taymouth:
folio 181 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Tommaso da Celano, Vita Seconda, Capitolo CXXV - Le creature gli ricambiano il suo amore - ff 751, 740.

[2] « Dappertutto nel mondo imparare il linguaggio degli animali e, per primo, quello degli uccelli, equivale a conoscere i segreti della Natura e, pertanto*, ad esser capaci di profetizzare.

[...] Questi animali possono rivelare i segreti dell'avvenire perché vengono concepiti come il ricettacolo delle anime dei morti o come epifanie di dèi.
Impararne la lingua, imitarne le voci, equivale a poter comunicare con l'aldilà e coi Cieli
. »

Cfr. "Linguaggio segreto". "Lingua degli animali" in
Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi,
Edizioni Mediterranee, Roma, 1974, p. 120.

[3] Cfr. Cronache e altre testimonianze, Frate Stefano in Fonti Francescane, Editrici Francescane, Padova, 2004 -ff 2684.

⮩ Citavo il racconto di Frate Stefano ne Le stimmate dello Sciamano: il mito di San Francesco tra sangue e magia, Eleusi Edizioni, Perugia, 2010, p. 190.