sabato 2 maggio 2026

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.

Nel cartoon Biancaneve la strega Grimilde confeziona una mela avvelenata che offrirà, poi, sotto mentite spoglie, alla protagonista.

La favola germanica sottende la demonizzazione di un mito classico: la Mela era, infatti, l'attributo principale della dea dell'Amore Afrodite...

« I frutti salvifici erano stati donati a Era dalla Madre Terra alla quale era sacro il melo: una delle epifanie della Grande Madre che arcaicamente offriva il dono della conoscenza e dell'immortalità.

[...] Il suo frutto, la mela cotogna, chrysòmelon ovvero "pomo d'oro", ispirò la credenza leggendaria che i pomi d'oro di Ercole fossero cotogne.
D'altronde le mele d'oro delle Esperidi raffigurate negli altorilievi del tempio di Zeus, a Olimpia, assomigliano molto alle cydoniae; e al Museo Archeologico di Napoli, nella collezione Farnese, Ercole ne stringe tre in mano [sul retro!] ». [1]
La mela, sacra ad Afrodite e alla Grande Madre, era (pure!) la mela di Eva che avrebbe dannato Adamo:
ciò che aveva forma sferica, dalla mela ai pomi, era dominio della Madre...

« La faccia della Luna che, nel corso del mese, combina oscurità e luce, è simbolo universale della dea.

Anche la mela è comunemente associata alla Grande Madre: secondo la tradizione, è il frutto che Eva (il cui nome significa forse "Madre di tutti") prese dall'albero della conoscenza, anche se la Bibbia non lo dice.
La mela è inoltre uno degli attributi di Venere e delle Grazie
». [2]

Nel mito greco, Paride sceglieva -attraverso la Mela- quale fosse la più bella tra le dèe.

La dèa dell'Amore, nell'immaginario popolare fiabesco, si mutò in strega cattiva che avvelena Biancaneve attraverso la Mela:
simbolo (antico) del potere Matriarcale così forte che Robert Graves, ne La Dea bianca, scriveva...

« È chiaro che l'antica icona delle Tre Dee, della mela [...] (che Paride assegnò alla dea dell'amore) aveva in origine un significato diverso.

Donare una mela alla dea dell'amore sarebbe stato un'impertinenza bella e buona da parte del pastore, perché alla Dea le mele appartenevano di diritto ». [3]


◉ Demonizzazione della Dèa Madre e dell'animale a Lei sacro ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


Simboli (al rovescio!) dal Paganesimo al Cristianesimo ---

Castità o seduzione? La cintura: un simbolo (rovesciato) della Dea.


◉ Culti Matriarcali coperti dalla devozione mariana ---

Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.

Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.


Antenati negli alberi e predicazione nella foresta ---

Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?

Donna-Albero e alberi stregati.


Dèmoni della Luce passati alle tenebre ---

Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.


◉ Tracce di pratiche magiche nei Cartoon ---

Disney stregato. Magia popolare nei Cartoon.

Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...


Magia e Stregoneria popolare nelle fiabe ---

Il maleficio degli arcolai: le antiche superstizioni sul filare nel racconto della Bella Addormentata.

Quando si adoravano le Fate: all'origine dei culti mariani...

La Bella Addormentata e i divieti della Stregoneria contadina.


Note al testo ---

[1] Cfr. Alfredo Cattabiani, Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Mondadori, Milano, 1998, pp. 337-338 e p. 345.

[2] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza; la sovranità della donna; miti e archetipi, EDT, Torino, 1999, p. 19.

[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca. Grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 298.

venerdì 24 aprile 2026

Stregoni letterati. Magia della Scrittura.

I maghi, spesso, avevano da fare con i libri.
La differenza tra maghi e preti era sfuggente:
chi faceva studi in seminario poteva subire il 'fascino' delle tecniche negromantiche...

« Un chierico indovino era un potenziale negromante. »

« A Siena, alla fine del Cinquecento, l'arcivescovo e cardinale Francesco Maria Tarugi aveva intimato al parroco di San Pietro a Marciano di "butt[ar] via tutti i libri alchimistici [e] tra quindici giorni consegni libri, bocce e qualsiasi altra sorte di strumenti alchimistici". » [1]

Perfino gli alti prelati, nelle perquisizioni, venivano scoperti in possesso di libri 'proibiti'...

« Un teologo francescano, Gilles Vanalatte, fu incaricato di procurarsi dai musulmani un libro di magia.
Lo stesso Benedetto
[papa francese, 1334-1342] era accusato di farsi istruire nell'arte negromantica, e di usare un famigerato libro di magia intitolato La morte dell'anima;
una volta, a quanto si racconta, fu trovato un libro di negromanzia nascosto nel suo letto
. » [2]

I francescani, così abituati -in origine- alle pratiche magiche, erano (pure) i primi ad incaricarsi della loro repressione.
Bernardino da Siena promosse, tra Perugia e Assisi, diversi roghi: l'autore della Franceschina ne descriveva uno del 1425...

« Anche ve foro portati grande quantità de brevi, malìe, facture, sorte, et altre superstitione maledecte ». [3]

Se trovati in possesso di libri, la posizione degli inquisiti si aggravava.

In un interrogatorio, Giovanbattista di professione bombardiere per il granduca, a Siena nel 1587, tende prima a negare, poi a minimizzare -in modo maldestro!- l'uso dei libri incriminati...

« [...] et un altro libro de segreti scritto a mano latino credo io perché non intendo
[...] Io non l'ho mai esercitato questo libro per il corpo, perché non lo intendo. Anzi, lo intendo ma non l'ho esercitato ». [1]

Nota. Bruciare i libri di Magia, e punire chi li possedeva, era già per i legislatori (cristiani) del tardo Impero abituale...

« [...] i testi in cui era depositata quest'arte antica, come i libri fatales ed i libri Vegoici, depositati nel tempio di Apollo dall'epoca di Augusto, forse vengono distrutti solo da Stilicone nel 407, assieme ai Libri Sibillini. » [4]

« Alla fine del III secolo le Sententiae Pauli lasciano intravvedere, in relazione sempre alla Lex Cornelia, un quadro repressivo molto ampio e severo nei confronti della magia:
i filtri amatori son puniti con la condanna ad metallum (a meno che non portino alla morte)

[...] addirittura il possesso di libri di magia è punito negli humiliores con la morte. » [4]


Stregoni nell'ombra: la Terra che ne porta il nome ---

Umbria e Ombre. L'identità di una Terra.


◉ Condanna dei libri e dell'erudizione ---

Pentiti: sai troppo. La Cultura come colpa.


Sapienza attribuita alle streghe e loro condanna:

Ne sai come una strega. La 'saga' romana e la donna sapiente.

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Uso (abituale) della magia nella Chiesa:

Magia cristiana. Stregoni in incognito.

Santi o Vampiri? Il ponte (magico) tra i due mondi.


Persecuzione della magia nel Clero:

Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?

L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.

Preti maghi: lezioni di Superstizione...


➔ Sui frati che condannano maghi e indovini:

Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Nota all'immagine ---

_In apertura, astrologo che divina sugli astri: il diavolo, in un angolo, lo guida. Miniatura da un manoscritto della British Library:
Royal MS 6 E VI/2, folio 396 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Oscar Di Simplicio, Autunno della stregoneria. Maleficio e magia nell'Italia moderna, Il Mulino, Bologna, 2005, pp. 198 e 200.

[2] Cfr. Richard Kieckhefer, La magia nel Medioevo, Laterza, Roma-Bari, 2004, p. 201.

[3] Cfr. Padre Dionisio Pacetti, La predicazione di s. Bernardino a Perugia e ad Assisi in Analecta Franciscana, Annus IX - Fasciculus IV, ottobre 1939, p. 504.

[4] Cfr. Valerio Neri, I marginali nell'Occidente tardoantico. Poveri, 'infames' e criminali nella nascente società cristiana, Edipuglia, Bari, 1998, p. 261 e pp. 263-264.

venerdì 17 aprile 2026

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.

Alcune parole hanno potere evocativo: chiamano le Anime perché cosentono loro il viaggio verso i luoghi a cui sono associate...

« [...] sono il potere delle parole e la loro capacità di evocare immagini impressionanti a trasportare l'anima del trapassato fino al suo luogo di eterno riposo, ma per essere efficaci tali parole devono essere animate da un adeguato accompagnamento ritmico, ed è appunto qui che entra in gioco il didgeridoo. » [1]

Nelle culture arcaiche si credeva che l'anima del defunto viaggiasse.
I Vivi entravano in contatto coi Morti che (non) passavano inosservati. Dalle nostre parti, si raccontava...

« In Abruzzo certi venti vorticosi chiamati vutarilli racchiudono l'anima di un assassinato.
[...] chi è preso nel vortice di un mulinello corre il pericolo che le anime dei morti si impossessino di lui e gli provochino delle chiazze rosse per tutto il corpo.
Il fuoco di sant'Antonio era difatti ritenuto la conseguenza di un contatto con un'anima volante del purgatorio
. » [2]

Il contatto coi Morti, e (peggio!) con le donne mestruate, poteva portare disgrazie.

Sui monti dell'Appennino giravano moniti cupi sul versamento del sangue. Mario Polia racconta...

« La mestruante influiva sulla lievitatura del pane, sul formaggio e sul latte, per questo doveva evitare di toccarli
[...]. Quando si accendeva il fuoco per la fornace da calce (cargara) l'incaricato della delicata operazione chiedeva alle ragazze che trattavano le fascine se qualcuna avesse il ciclo.

Se, in mezzo a mille reticenze, una di esse finiva per confessare, era allontanata altrimenti il fuoco non si sarebbe acceso, e il calore non sarebbe stato sufficiente a cuocere le pietre. » [3]

Gli animali, creduti nell'immaginario popolare incarnazioni di Morti, avevano con la donna -abituata a contattare le Anime- un rapporto privilegiato...

« Signora dei passeri, come in questo caso, o signora dei cervi, o dei serpenti, o dei cinghiali, la fata ha comunque a che fare con il mondo animale: e appunto per questo un animale conduce a lei. » [4]


Donne e comunicazione con l'altro Mondo ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


➔ Signora dominatrice della selva ---

Donna-belva: lo Spirito femminile del bosco.

Donna-Albero e alberi stregati.

La dèa Belva mutante: da Signora a strega.


Morti che assumono forma Animale e travestimenti ---

Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?


➔ Equivalenza streghe-Morti: periodo in cui si manifesta ---

Carnevale si avvicina: attenti alle streghe sotto la maschera.


Animismo sopravvissuto nelle credenze popolari ---

Stormo in lontananza: Anime dannate...

Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.

Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.


Note al testo ----

[1] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, p. 23.

[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 197.

[3] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 259.

[4] Cfr. Carlo Donà, Per le vie dell'altro mondo. L'animale guida e i misteri del viaggio, Cooperativa Libraria Editrice, Padova, 2001, p. 431.

mercoledì 8 aprile 2026

Sangue fecondo. La Dèa assetata delle origini.

Alla base delle società umane c'è il vincolo di sangue che lega -tra loro- le persone.

La Madre che generava era, pure, Colei che zampillava sangue dal proprio corpo:
le mestruazioni erano l'indizio che la donna, rispetto all'uomo, detenesse poteri (fecondativi) divini...

« Il sangue è il fondamento del clan, della dignità regale e del diritto di eredità.
Si è pensato che le donne godessero di grande considerazione nelle società antiche perché, con la procreazione, custodivano e trasmettevano il sangue del clan
.

Un tempo il sangue mestruale era considerato benefico in molti sensi, veniva versato sui campi per fertilizzarli e usato per curare ». [1]

L'osservazione dei fenomeni naturali, nel mondo primitivo, portava alla creazione dei miti.

La donna, nel periodo mestruale, diventa collerica:
il versamento del sangue, più che all'irruenza dei cacciatori, doveva corrispodere ad una dèa irata.

Così presero forma le cacciatrici selvagge, e la Dèa greca che le comandava: Artemide...

« Quando il cacciatore Atteone la sorprese nuda nel bagno, Artemide lo trasformò in cervo e lo fece sbranare dai cani.
Burkert riferisce che era insaziabile nelle sue richieste di "sacrifici crudeli e cruenti"
». [1]

Le divinità femminili, in origine, avevano epifanie violente...

« La dea primordiale, cacciatrice di belve e assetata di sangue dovette essere resa più benevola, come seduttrice (Afrodite) o come figura materna (Demetra o Cerere).

Nella tradizione filosofica tantrica, Kalì subì un'analoga trasformazione cosmetica in signora benevola [...].
"Due delle sue mani reggono ancora la testa mozzata e la mannaia insanguinata, ma le altre due sono atteggiate nel gesto della benedizione, che cancella la paura e dispensa doni." » [2]

Nel mito greco arcaico, si conservano tracce di queste dèe sanguinarie.
Robert Graves nota, a proposito di Dafne...

« Dafne non era affatto una vergine sgomenta.
Il suo nome è una forma contratta di Daphoene "la sanguinaria", cioè la dea in preda al furore orgiastico le cui sacerdotesse, le Menadi, si inebriavano masticando foglie di alloro
» [3]

Ma chi versava il sangue?

Se la Dea esigeva un sacrificio, il cacciatore -un mero esecutore materiale- lo avrebbe soddisfatto.
Lo storico delle religioni Walter Burkert spiega...

« [...] in queste dee è sempre presente il carattere del selvaggio, del pericoloso:
sono loro che ammazzano, pretendono e giustificano il sacrificio. Compito del cacciatore è garantire il sostentamento della famiglia.

La volontà della donna e della madre sta al di sopra della sua azione
. » [4]


◉ Donne mestruate e poteri attribuiti al loro sangue ---

Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il Futuro.


➔ Pratiche funebri attribuite alle donne ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Potere sulla Vita: donne accusate di provocare la Morte ---

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.

Le streghe e gli aborti: il Noce che rende libere.


◉ Liquido taumaturgico della Madre: evoluzione cristiana ---

Le acque uterine della Dea: all'eremo di Santa Maria Giacobbe.

Erylo, il mostro invincibile, e i sette martiri della Scarzuola.


➔ Dèa feroce e rituale di trasformazione ---

La danza delle Orse di Artemide: un rito violento.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Divinità presenti nella terra che dà i frutti ---

Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.

Terra Madre: violenza e Tabù.


➔ Bere il sangue del dio: sopravvivenze rituali ---

Orge Sacre: il vino di Bacco e il sangue di Osiride.

Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.


Sangue che nutre i Morti: poteri terapeutici e predittivi ---

Sangue profetico: i Morti che succhiano.

Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.


Nota all'immagine ---

_In apertura, acquerello dalla collezione del Brooklyn Museum di New York stimabile al XIX secolo con la dèa Kalì: da Wikipedia.


Note al testo ---

[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 139.

[2] Cfr. Barbara Ehrenreich, Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, traduzione di Adriana Bottini, Feltrinelli, 1997, pp. 96-97.

[3] Cfr. Robert Graves, Introduzione a I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, p. 9.

[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 71.

giovedì 2 aprile 2026

Mercanti Maghi: il Santo che divina.

Come fece Francesco d'Assisi ad introdursi nella chiesa di San Niccolò, sulla piazza grande -chiesa non più esistente-, per compiere sul Messale una divinazione: rito proibito dalla Chiesa?

Le Fonti narrano il rito e, in controluce, ci forniscono un indizio per decifrare l'intero episodio.
Il primo a narrarlo è Tommaso da Celano nella Vita Seconda...

« Venuto il mattino, entrano in una chiesa e, dopo aver pregato devotamente, aprono il libro del Vangelo disposti ad attuare il primo consiglio che si offra loro. » [1]

Padre Giuseppe Abate notava che il Santo avesse scelto una chiesa così centrale, e non la chiesa di san Giorgio -Sua parrocchia e primo luogo di sepoltura:
se ne deduce che la scelta era caduta su San Niccolò perché, essendo il patrono dei naviganti e (in genere) dei viaggiatori, il figlio del più ricco mercante di Assisi ne conosceva (bene) il custode...

« Quivi i mercanti avevano le loro case e i loro fondachi; qui essi avevano alzato la chiesa di San Nicolò, protettore dei mercanti. » [2]

Trarre responsi dalla (casuale!) consultazione delle Scritture, era una pratica divinatoria popolare diffusa; insieme ad altri riti pronosticatori come lo stacco dei fiori, e dei loro petali.
Il linguista Beccaria ci racconta una divinazione che si faceva con la Piantaggine...

« [...] ogni filamento sporgente raffigura un "peccato veniale o mortale" a seconda della lunghezza; si giocava a dedurre, sempre dai filamenti, i peccati commessi, le bugie dette in un giorno, la fortuna della vita, il numero dei futuri figli e dei futuri amori. » [3]


Uso (abituale) della magia nella Chiesa ---

Magia cristiana. Stregoni in incognito.


◉ Sopravvivenze magiche nell'immaginario infantile ---

M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.


Divinazioni nelle Fonti ---

L'Oracolo del cerchio: una divinazione ballata nei Fioretti di san Francesco.


◉ Tecniche divinatorie cristiane per conoscere il futuro ---

Magia della Croce: le Sorti dell'Anno.


➔ Voce profetica degli Uccelli ---

Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!

Lo stregone che fece paura al Papa: la predica agli Uccelli secondo il monaco Ruggero.

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Persecuzione della magia nel Clero ---

Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?

L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.

Preti maghi: lezioni di Superstizione...


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un borghese che sfoglia un libro: le stesse Decretali da cui è tratta la miniatura?
Sono le Decretali Smithfield, parte del Fondo Reale della British Library, metà del XIV secolo: folio 6 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Vita Seconda di Tommaso da Celano, in Fonti Francescane, Editrici Feancescane, Padova, 2004, p. 372 -ff 601.

➔ Lo stesso aneddoto si ritrova nell'Anonimo Perugino [ff 1497] e nei Fioretti [ff 1827] che aggiungono un dettaglio:
a sfogliare il Vangelo è, infatti, un prete che rende l'episodio (meno) sospetto; la Leggenda dei Tre Compagni [ff ] attribuisce, invece, il rito divinatorio (proprio) a Francesco.

➔ Il vescovo folignate Michele Faloci Pulignani, a proposito del messale 'divinatorio', scriveva:

« Vediamo ora di indagare a quale Chiesa appartenne. Ciò è facile riconoscere dalla seguente nota, scritta in carattere rosso da quella stessa mano che scrisse il volume
[...] "quae in hac ecclesia beati Nicolai [...] fuerint celebrata".
Dunque il codice appartenne ad una Chiesa dedicata a S. Nicolò. »

Cfr. Pulignani, Il Messale consultato da S. Francesco quando si convertì in Miscellanea Francescana, Anno XV, Fascicolo II, 1914, p. 37.


[2] ➔ Abate sottolineava come la parrocchia di san Francesco fosse (proprio) quella chiesa di San Giorgio dove, poi, sarà sepolto il Santo e non San Niccolò, la chiesa teatro della divinazione...

« [...] risulta in modo certissimo che la Parrocchia della famiglia di San Francesco fu quella di S. Giorgio. »

Cfr. Giuseppe Abate, La casa natale di s. Francesco e la topografia di Assisi, presso "Miscellanea Francescana", Volume LXIII -Fascicolo I, Città di Castello, 1966, pp. 15 e 23.


[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 69.

giovedì 26 marzo 2026

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.

Gli animali che avevano familiarità con la terra e l'ombra, si pensi ai gatti e ai serpenti, erano -nelle credenze arcaiche- ammantati di Sacralità: si scongiurava il Nume se a Loro veniva fatto, volontariamente o meno, del male...

« [...] si poteva chiedere perdono per l'atto compiuto, piangere la morte dell'animale come se fosse un parente, supplicare gli altri membri della specie a cui apparteneva la vittima di non cercare vendetta ». [1]

Robert Graves narrava l'esistenza, nelle isole Britanniche, di più Oracoli felini: il gatto associato all'Ombra era un (vero) veggente...

« Anche in Irlanda c'è un culto felino.
Una "snella gatta nera sdraiata su una sedia d'argento antico" aveva una caverna-santuario oracolare nel Connaught a Clogh-magh-righ-cat, ora Clough, prima dell'avvento di san Patrizio
.

Questa gatta, che dava risposte assai ingiuriose ai postulanti, assomigliava molto alla dea gatta egiziana Paŝt. » [2]

Guai pure, in Friuli (e non solo!), a toccare i serpenti: credenza atavica che proteggessero la casa con la loro presenza.

Il linguista Gian Luigi Beccaria scriveva...

« È una concezione antichissima che ancora le tradizioni popolari più recenti permettono di intravedere.
Si pensi ai serpenti considerati protettori della casa.
In Friuli quelle serpi di casa nutrite col latte sono appunto traccia del serpente nume tutelare
». [3]


◉ Potere degli Animali: sopravvivenza nelle agiografie ---

Animali Incantati: dal mito di Orfeo all'Incanto dei Santi.

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.


Animali divini che abitano la selva: credenze magiche ---

Cacciatori: attenti allo Spirito del bosco.

Donna-belva: lo Spirito femminile del bosco.


Serpente sacralizzato e immaginario popolare ---

Serpe-strega: guai a chi la uccide.


➔ Potere predittivo nelle stalle ---

Stalla profetica: cosa dicono gli Animali?


➔ Divinazione con le ossa degli Animali ---

Animali resuscitati: gli Indovini-macellai.


◉ Potere Matriarcale associato alle Belve ---

La Bella e la Bestia. Tracce medievali di un mito Matriarcale.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.

I cervi della Dea: non spezzare il Triangolo.


➔ Culto della Madre e legame coi Serpenti nell'iconografia cristiana ---

Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.


➔ Attrazione tra Belve e Spiriti femminili nel mondo popolare ---

Amore per la Bestia: il potere dell'Animale e lo Spirito dominatore del Bosco.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un sacerdote-scimma che consacra l'Ostia sull'altare, con alle spalle un gatto-diacono.
Dal manoscritto B.11.22 della Parker Library di Cambridge: folio 4 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Barbara Ehrenreich, Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, traduzione di Adriana Bottini, Feltrinelli, 1997, p. 38.

[2] Cfr. Robert Graves, La dea bianca: grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 258.

[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo: santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 99.

sabato 21 marzo 2026

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.

Nelle credenze popolari, il Noce era sinonimo di Morte a causa delle sue radici velenose che impediscono alle altre piante di crescere intorno...

« [...] si crede che, se le radici dell'albero penetrano nelle stalle, fanno deperire il bestiame.
Effettivamente le sue radici, come le foglie, contengono una sostenza tossica, la juglandina, capace di provocare la morte di molte piante che crescono nelle vicinanze
. » [1]

Il potere delle streghe era racchiuso nelle radici dell'albero a cui erano assimilate.
Il linguista Gian Luigi Beccaria nota...

« La vegetazione influenzava l'uomo
[...]. Una delle esemplificazoni più vistose della dottrina delle segnature è la connessione radice-sesso. » [2]

Il noce portava alla strega: fino a causare l'impotenza (e la Morte) delle Sue 'vittime'.
Al punto che per riconoscere una strega, la tradizione insegnava ad usare (proprio) l'albero.
Alfredo Cattabiani riportava una credenza popolare...

« [...] nella campagna bolognese si diceva che, ponendo una noce divisa in tre setti sotto la seggiola di una strega, questa non avrebbe più potuto staccarsene:
metodo infallibile per scoprirne una.
Ma si rischiava molto perché costei, quando veniva scoperta, spesso si vendicava gettando il malocchio sull'autore di questo gioco pericoloso, provocandone la morte
. » [1]

Si associava al Noce la Morte, in genere:
sia quella 'magica', indotta dalle streghe, sia quella 'divina' del Cristo.

Giovanni Crocioni, citando il frate parmigiano Salimbene de Adam, raccontava di una coppa in noce su cui erano scolpite -come un prisma- le immagini di un crocifisso...

« [...] come induceva a credere un noce che recava l'immagine di Cristo crocefisso, per essere nato e cresciuto in un luogo, dove, tempo innanzi s'ergeva un altare su cui s'era celebrato, forse per secoli, il Mistero della Passione. » [3]


◉ Cristianizzazione dei culti arborei ---

Francesco, lo stregone che piantava gli alberi.


➔ Culto arboreo e potere (ambiguo) femminile ---

Donna-Albero e alberi stregati.


➔ Albero mortifero e pratica degli aborti ---

Le streghe e gli aborti: il Noce che rende libere.


Sterilità associata alla Donna ---

Ecate: la dèa (censurata) dell'Abbondanza.


◉ Streghe e contatto con l'Aldilà ---

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Pianta magica scatena tempeste ---

Mandragora: la 'bambolina' da onorare.


➔ Culto della Natura e predicazione francescana ---

Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Sessualità e streghe che ne hanno il potere ---

Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.

Uccelli stregati: divinare con le poppe...


➔ Come si getta il malocchio ---

Invidia degli Dèi: l'occhio magico che getta il 'Malocchio'.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con una radice 'umanizzata' tratta da un Erbario italiano, composto (probabilmente) nel Quattrocento e conservato all'University of Pennsylvania.
È visibile on-line: folio 42 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Alfredo Cattabiani, Florario. Mite, leggende e simboli di fiori e piante, Mondadori, Milano, 1996, p. 393.

[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 314.

[3] Cfr. Giovanni Crocioni, Le tradizioni popolari nella letteratura italiana, Leo S. Olshki Editore, Firenze, 1970, p. 111.