Alla base delle società umane c'è il vincolo di sangue che lega -tra loro- le persone.
La Madre che generava era, pure, Colei che zampillava sangue dal proprio corpo:
le mestruazioni erano l'indizio che la donna, rispetto all'uomo, detenesse poteri (fecondativi) divini...
« Il sangue è il fondamento del clan, della dignità regale e del diritto di eredità.
Si è pensato che le donne godessero di grande considerazione nelle società antiche perché, con la procreazione, custodivano e trasmettevano il sangue del clan.
Un tempo il sangue mestruale era considerato benefico in molti sensi, veniva versato sui campi per fertilizzarli e usato per curare ». [1]
L'osservazione dei fenomeni naturali, nel mondo primitivo, portava alla creazione dei miti.
La donna, nel periodo mestruale, diventa collerica:
il versamento del sangue, più che all'irruenza
dei cacciatori, doveva corrispodere ad una dèa irata.
Così presero forma le cacciatrici selvagge, e la Dèa greca che le comandava: Artemide...
« Quando il cacciatore Atteone la sorprese nuda nel bagno, Artemide lo trasformò in cervo e lo fece sbranare dai cani.
Burkert riferisce che era insaziabile nelle sue richieste di "sacrifici crudeli e cruenti" ». [1]
Le divinità femminili, in origine, avevano epifanie violente...
« La dea primordiale, cacciatrice di belve e assetata di sangue dovette essere resa più benevola, come seduttrice (Afrodite) o come figura materna (Demetra o Cerere).
Nella tradizione filosofica tantrica, Kalì subì un'analoga trasformazione cosmetica in signora benevola [...].
"Due delle sue mani reggono ancora la testa mozzata e la mannaia insanguinata, ma le altre due sono atteggiate nel gesto della benedizione, che cancella la paura e dispensa doni." » [2]
Nel mito greco arcaico, si conservano tracce di queste dèe sanguinarie.
Robert Graves nota, a proposito di Dafne...
« Dafne non era affatto una vergine sgomenta.
Il suo nome è una forma contratta di Daphoene "la sanguinaria", cioè la dea in preda al furore orgiastico le cui sacerdotesse, le Menadi, si inebriavano masticando foglie di alloro » [3]
Ma chi versava il sangue?
Se la Dea esigeva un sacrificio, il cacciatore -un mero esecutore materiale- lo avrebbe soddisfatto.
Lo storico delle religioni Walter Burkert spiega...
« [...] in queste dee è sempre presente il carattere del selvaggio, del pericoloso:
sono loro che ammazzano, pretendono e giustificano il sacrificio. Compito del cacciatore è garantire il sostentamento della famiglia.
La volontà della donna e della madre sta al di sopra della sua azione. » [4]
◉ Donne mestruate e poteri attribuiti al loro sangue ---
Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il Futuro.
➔ Pratiche funebri attribuite alle donne ---
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
➔ Potere sulla Vita: donne accusate di provocare la Morte ---
Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.
Le streghe e gli aborti: il Noce che rende libere.
◉ Liquido taumaturgico della Madre: evoluzione cristiana ---
Le acque uterine della Dea: all'eremo di Santa Maria Giacobbe.
Erylo, il mostro invincibile, e i sette martiri della Scarzuola.
➔ Dèa feroce e rituale di trasformazione ---
La danza delle Orse di Artemide: un rito violento.
La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.
➔ Divinità presenti nella terra che dà i frutti ---
Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.
Terra Madre: violenza e Tabù.
➔ Bere il sangue del dio: sopravvivenze rituali ---
Orge Sacre: il vino di Bacco e il sangue di Osiride.
Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.
◉ Sangue che nutre i Morti: poteri terapeutici e predittivi ---
Sangue profetico: i Morti che succhiano.
Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.
Nota all'immagine ---
_In apertura, acquerello dalla collezione del Brooklyn Museum di New York stimabile al XIX secolo con la dèa Kalì: da Wikipedia.
Note al testo ---
[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 139.
[2] Cfr. Barbara Ehrenreich, Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, traduzione di Adriana Bottini, Feltrinelli, 1997, pp. 96-97.
[3] Cfr. Robert Graves, Introduzione a I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, p. 9.
[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 71.
mercoledì 8 aprile 2026
giovedì 2 aprile 2026
Mercanti Maghi: il Santo che divina.
Come fece Francesco d'Assisi ad introdursi nella chiesa di San Niccolò, sulla piazza grande -chiesa non più esistente-, per compiere sul Messale una divinazione: rito proibito dalla Chiesa?
Le Fonti narrano il rito e, in controluce, ci forniscono un indizio per decifrare l'intero episodio.
Il primo a narrarlo è Tommaso da Celano nella Vita Seconda...
« Venuto il mattino, entrano in una chiesa e, dopo aver pregato devotamente, aprono il libro del Vangelo disposti ad attuare il primo consiglio che si offra loro. » [1]
Padre Giuseppe Abate notava che il Santo avesse scelto una chiesa così centrale, e non la chiesa di san Giorgio -Sua parrocchia e primo luogo di sepoltura:
se ne deduce che la scelta era caduta su San Niccolò perché, essendo il patrono dei naviganti e (in genere) dei viaggiatori, il figlio del più ricco mercante di Assisi ne conosceva (bene) il custode...
« Quivi i mercanti avevano le loro case e i loro fondachi; qui essi avevano alzato la chiesa di San Nicolò, protettore dei mercanti. » [2]
Trarre responsi dalla (casuale!) consultazione delle Scritture, era una pratica divinatoria popolare diffusa; insieme ad altri riti pronosticatori come lo stacco dei fiori, e dei loro petali.
Il linguista Beccaria ci racconta una divinazione che si faceva con la Piantaggine...
« [...] ogni filamento sporgente raffigura un "peccato veniale o mortale" a seconda della lunghezza; si giocava a dedurre, sempre dai filamenti, i peccati commessi, le bugie dette in un giorno, la fortuna della vita, il numero dei futuri figli e dei futuri amori. » [3]
➔ Uso (abituale) della magia nella Chiesa ---
Magia cristiana. Stregoni in incognito.
◉ Sopravvivenze magiche nell'immaginario infantile ---
M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.
➔ Divinazioni nelle Fonti ---
L'Oracolo del cerchio: una divinazione ballata nei Fioretti di san Francesco.
◉ Tecniche divinatorie cristiane per conoscere il futuro ---
Magia della Croce: le Sorti dell'Anno.
➔ Voce profetica degli Uccelli ---
Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!
Lo stregone che fece paura al Papa: la predica agli Uccelli secondo il monaco Ruggero.
Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.
➔ Persecuzione della magia nel Clero ---
Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?
L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.
Preti maghi: lezioni di Superstizione...
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con un borghese che sfoglia un libro: le stesse Decretali da cui è tratta la miniatura?
Sono le Decretali Smithfield, parte del Fondo Reale della British Library, metà del XIV secolo: folio 6 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Vita Seconda di Tommaso da Celano, in Fonti Francescane, Editrici Feancescane, Padova, 2004, p. 372 -ff 601.
➔ Lo stesso aneddoto si ritrova nell'Anonimo Perugino [ff 1497] e nei Fioretti [ff 1827] che aggiungono un dettaglio:
a sfogliare il Vangelo è, infatti, un prete che rende l'episodio (meno) sospetto; la Leggenda dei Tre Compagni [ff ] attribuisce, invece, il rito divinatorio (proprio) a Francesco.
➔ Il vescovo folignate Michele Faloci Pulignani, a proposito del messale 'divinatorio', scriveva:
« Vediamo ora di indagare a quale Chiesa appartenne. Ciò è facile riconoscere dalla seguente nota, scritta in carattere rosso da quella stessa mano che scrisse il volume
[...] "quae in hac ecclesia beati Nicolai [...] fuerint celebrata".
Dunque il codice appartenne ad una Chiesa dedicata a S. Nicolò. »
Cfr. Pulignani, Il Messale consultato da S. Francesco quando si convertì in Miscellanea Francescana, Anno XV, Fascicolo II, 1914, p. 37.
[2] ➔ Abate sottolineava come la parrocchia di san Francesco fosse (proprio) quella chiesa di San Giorgio dove, poi, sarà sepolto il Santo e non San Niccolò, la chiesa teatro della divinazione...
« [...] risulta in modo certissimo che la Parrocchia della famiglia di San Francesco fu quella di S. Giorgio. »
Cfr. Giuseppe Abate, La casa natale di s. Francesco e la topografia di Assisi, presso "Miscellanea Francescana", Volume LXIII -Fascicolo I, Città di Castello, 1966, pp. 15 e 23.
[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 69.
Le Fonti narrano il rito e, in controluce, ci forniscono un indizio per decifrare l'intero episodio.
Il primo a narrarlo è Tommaso da Celano nella Vita Seconda...
« Venuto il mattino, entrano in una chiesa e, dopo aver pregato devotamente, aprono il libro del Vangelo disposti ad attuare il primo consiglio che si offra loro. » [1]
Padre Giuseppe Abate notava che il Santo avesse scelto una chiesa così centrale, e non la chiesa di san Giorgio -Sua parrocchia e primo luogo di sepoltura:
se ne deduce che la scelta era caduta su San Niccolò perché, essendo il patrono dei naviganti e (in genere) dei viaggiatori, il figlio del più ricco mercante di Assisi ne conosceva (bene) il custode...
« Quivi i mercanti avevano le loro case e i loro fondachi; qui essi avevano alzato la chiesa di San Nicolò, protettore dei mercanti. » [2]
Trarre responsi dalla (casuale!) consultazione delle Scritture, era una pratica divinatoria popolare diffusa; insieme ad altri riti pronosticatori come lo stacco dei fiori, e dei loro petali.
Il linguista Beccaria ci racconta una divinazione che si faceva con la Piantaggine...
« [...] ogni filamento sporgente raffigura un "peccato veniale o mortale" a seconda della lunghezza; si giocava a dedurre, sempre dai filamenti, i peccati commessi, le bugie dette in un giorno, la fortuna della vita, il numero dei futuri figli e dei futuri amori. » [3]
➔ Uso (abituale) della magia nella Chiesa ---
Magia cristiana. Stregoni in incognito.
◉ Sopravvivenze magiche nell'immaginario infantile ---
M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.
➔ Divinazioni nelle Fonti ---
L'Oracolo del cerchio: una divinazione ballata nei Fioretti di san Francesco.
◉ Tecniche divinatorie cristiane per conoscere il futuro ---
Magia della Croce: le Sorti dell'Anno.
➔ Voce profetica degli Uccelli ---
Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!
Lo stregone che fece paura al Papa: la predica agli Uccelli secondo il monaco Ruggero.
Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.
➔ Persecuzione della magia nel Clero ---
Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?
L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.
Preti maghi: lezioni di Superstizione...
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con un borghese che sfoglia un libro: le stesse Decretali da cui è tratta la miniatura?
Sono le Decretali Smithfield, parte del Fondo Reale della British Library, metà del XIV secolo: folio 6 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Vita Seconda di Tommaso da Celano, in Fonti Francescane, Editrici Feancescane, Padova, 2004, p. 372 -ff 601.
➔ Lo stesso aneddoto si ritrova nell'Anonimo Perugino [ff 1497] e nei Fioretti [ff 1827] che aggiungono un dettaglio:
a sfogliare il Vangelo è, infatti, un prete che rende l'episodio (meno) sospetto; la Leggenda dei Tre Compagni [ff ] attribuisce, invece, il rito divinatorio (proprio) a Francesco.
➔ Il vescovo folignate Michele Faloci Pulignani, a proposito del messale 'divinatorio', scriveva:
« Vediamo ora di indagare a quale Chiesa appartenne. Ciò è facile riconoscere dalla seguente nota, scritta in carattere rosso da quella stessa mano che scrisse il volume
[...] "quae in hac ecclesia beati Nicolai [...] fuerint celebrata".
Dunque il codice appartenne ad una Chiesa dedicata a S. Nicolò. »
Cfr. Pulignani, Il Messale consultato da S. Francesco quando si convertì in Miscellanea Francescana, Anno XV, Fascicolo II, 1914, p. 37.
[2] ➔ Abate sottolineava come la parrocchia di san Francesco fosse (proprio) quella chiesa di San Giorgio dove, poi, sarà sepolto il Santo e non San Niccolò, la chiesa teatro della divinazione...
« [...] risulta in modo certissimo che la Parrocchia della famiglia di San Francesco fu quella di S. Giorgio. »
Cfr. Giuseppe Abate, La casa natale di s. Francesco e la topografia di Assisi, presso "Miscellanea Francescana", Volume LXIII -Fascicolo I, Città di Castello, 1966, pp. 15 e 23.
[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 69.
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