venerdì 24 aprile 2026

Stregoni letterati. Magia della Scrittura.

I maghi, spesso, avevano da fare con i libri.
La differenza tra maghi e preti era sfuggente:
chi faceva studi in seminario poteva subire il 'fascino' delle tecniche negromantiche...

« Un chierico indovino era un potenziale negromante. »

« A Siena, alla fine del Cinquecento, l'arcivescovo e cardinale Francesco Maria Tarugi aveva intimato al parroco di San Pietro a Marciano di "butt[ar] via tutti i libri alchimistici [e] tra quindici giorni consegni libri, bocce e qualsiasi altra sorte di strumenti alchimistici". » [1]

Perfino gli alti prelati, nelle perquisizioni, venivano scoperti in possesso di libri 'proibiti'...

« Un teologo francescano, Gilles Vanalatte, fu incaricato di procurarsi dai musulmani un libro di magia.
Lo stesso Benedetto
[papa francese, 1334-1342] era accusato di farsi istruire nell'arte negromantica, e di usare un famigerato libro di magia intitolato La morte dell'anima;
una volta, a quanto si racconta, fu trovato un libro di negromanzia nascosto nel suo letto
. » [2]

I francescani, così abituati -in origine- alle pratiche magiche, erano (pure) i primi ad incaricarsi della loro repressione.
Bernardino da Siena promosse, tra Perugia e Assisi, diversi roghi: l'autore della Franceschina ne descriveva uno del 1425...

« Anche ve foro portati grande quantità de brevi, malìe, facture, sorte, et altre superstitione maledecte ». [3]

Se trovati in possesso di libri, la posizione degli inquisiti si aggravava.

In un interrogatorio, Giovanbattista di professione bombardiere per il granduca, a Siena nel 1587, tende prima a negare, poi a minimizzare -in modo maldestro!- l'uso dei libri incriminati...

« [...] et un altro libro de segreti scritto a mano latino credo io perché non intendo
[...] Io non l'ho mai esercitato questo libro per il corpo, perché non lo intendo. Anzi, lo intendo ma non l'ho esercitato ». [1]

Nota. Bruciare i libri di Magia, e punire chi li possedeva, era già per i legislatori (cristiani) del tardo Impero abituale...

« [...] i testi in cui era depositata quest'arte antica, come i libri fatales ed i libri Vegoici, depositati nel tempio di Apollo dall'epoca di Augusto, forse vengono distrutti solo da Stilicone nel 407, assieme ai Libri Sibillini. » [4]

« Alla fine del III secolo le Sententiae Pauli lasciano intravvedere, in relazione sempre alla Lex Cornelia, un quadro repressivo molto ampio e severo nei confronti della magia:
i filtri amatori son puniti con la condanna ad metallum (a meno che non portino alla morte)

[...] addirittura il possesso di libri di magia è punito negli humiliores con la morte. » [4]


Stregoni nell'ombra: la Terra che ne porta il nome ---

Umbria e Ombre. L'identità di una Terra.


◉ Condanna dei libri e dell'erudizione ---

Pentiti: sai troppo. La Cultura come colpa.


Sapienza attribuita alle streghe e loro condanna:

Ne sai come una strega. La 'saga' romana e la donna sapiente.

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Uso (abituale) della magia nella Chiesa:

Magia cristiana. Stregoni in incognito.

Santi o Vampiri? Il ponte (magico) tra i due mondi.


Persecuzione della magia nel Clero:

Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?

L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.

Preti maghi: lezioni di Superstizione...


➔ Sui frati che condannano maghi e indovini:

Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Nota all'immagine ---

_In apertura, astrologo che divina sugli astri: il diavolo, in un angolo, lo guida. Miniatura da un manoscritto della British Library:
Royal MS 6 E VI/2, folio 396 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Oscar Di Simplicio, Autunno della stregoneria. Maleficio e magia nell'Italia moderna, Il Mulino, Bologna, 2005, pp. 198 e 200.

[2] Cfr. Richard Kieckhefer, La magia nel Medioevo, Laterza, Roma-Bari, 2004, p. 201.

[3] Cfr. Padre Dionisio Pacetti, La predicazione di s. Bernardino a Perugia e ad Assisi in Analecta Franciscana, Annus IX - Fasciculus IV, ottobre 1939, p. 504.

[4] Cfr. Valerio Neri, I marginali nell'Occidente tardoantico. Poveri, 'infames' e criminali nella nascente società cristiana, Edipuglia, Bari, 1998, p. 261 e pp. 263-264.

venerdì 17 aprile 2026

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.

Alcune parole hanno potere evocativo: chiamano le Anime perché cosentono loro il viaggio verso i luoghi a cui sono associate...

« [...] sono il potere delle parole e la loro capacità di evocare immagini impressionanti a trasportare l'anima del trapassato fino al suo luogo di eterno riposo, ma per essere efficaci tali parole devono essere animate da un adeguato accompagnamento ritmico, ed è appunto qui che entra in gioco il didgeridoo. » [1]

Nelle culture arcaiche si credeva che l'anima del defunto viaggiasse.
I Vivi entravano in contatto coi Morti che (non) passavano inosservati. Dalle nostre parti, si raccontava...

« In Abruzzo certi venti vorticosi chiamati vutarilli racchiudono l'anima di un assassinato.
[...] chi è preso nel vortice di un mulinello corre il pericolo che le anime dei morti si impossessino di lui e gli provochino delle chiazze rosse per tutto il corpo.
Il fuoco di sant'Antonio era difatti ritenuto la conseguenza di un contatto con un'anima volante del purgatorio
. » [2]

Il contatto coi Morti, e (peggio!) con le donne mestruate, poteva portare disgrazie.

Sui monti dell'Appennino giravano moniti cupi sul versamento del sangue. Mario Polia racconta...

« La mestruante influiva sulla lievitatura del pane, sul formaggio e sul latte, per questo doveva evitare di toccarli
[...]. Quando si accendeva il fuoco per la fornace da calce (cargara) l'incaricato della delicata operazione chiedeva alle ragazze che trattavano le fascine se qualcuna avesse il ciclo.

Se, in mezzo a mille reticenze, una di esse finiva per confessare, era allontanata altrimenti il fuoco non si sarebbe acceso, e il calore non sarebbe stato sufficiente a cuocere le pietre. » [3]

Gli animali, creduti nell'immaginario popolare incarnazioni di Morti, avevano con la donna -abituata a contattare le Anime- un rapporto privilegiato...

« Signora dei passeri, come in questo caso, o signora dei cervi, o dei serpenti, o dei cinghiali, la fata ha comunque a che fare con il mondo animale: e appunto per questo un animale conduce a lei. » [4]


Donne e comunicazione con l'altro Mondo ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


➔ Suoni capaci di convocare gli Antenati:

Suoni magici. Il flauto, "voce" dell'Aldilà


➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


Uso (pericoloso) dei Nomi:

Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.


➔ Signora dominatrice della selva ---

Donna-belva: lo Spirito femminile del bosco.

Donna-Albero e alberi stregati.

La dèa Belva mutante: da Signora a strega.


Morti che assumono forma Animale e travestimenti ---

Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?


➔ Equivalenza streghe-Morti: periodo in cui si manifesta ---

Carnevale si avvicina: attenti alle streghe sotto la maschera.


Animismo sopravvissuto nelle credenze popolari ---

Stormo in lontananza: Anime dannate...

Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.

Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.


Note al testo ----

[1] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, p. 23.

[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 197.

[3] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 259.

[4] Cfr. Carlo Donà, Per le vie dell'altro mondo. L'animale guida e i misteri del viaggio, Cooperativa Libraria Editrice, Padova, 2001, p. 431.

mercoledì 8 aprile 2026

Sangue fecondo. La Dèa assetata delle origini.

Alla base delle società umane c'è il vincolo di sangue che lega -tra loro- le persone.

La Madre che generava era, pure, Colei che zampillava sangue dal proprio corpo:
le mestruazioni erano l'indizio che la donna, rispetto all'uomo, detenesse poteri (fecondativi) divini...

« Il sangue è il fondamento del clan, della dignità regale e del diritto di eredità.
Si è pensato che le donne godessero di grande considerazione nelle società antiche perché, con la procreazione, custodivano e trasmettevano il sangue del clan
.

Un tempo il sangue mestruale era considerato benefico in molti sensi, veniva versato sui campi per fertilizzarli e usato per curare ». [1]

L'osservazione dei fenomeni naturali, nel mondo primitivo, portava alla creazione dei miti.

La donna, nel periodo mestruale, diventa collerica:
il versamento del sangue, più che all'irruenza dei cacciatori, doveva corrispodere ad una dèa irata.

Così presero forma le cacciatrici selvagge, e la Dèa greca che le comandava: Artemide...

« Quando il cacciatore Atteone la sorprese nuda nel bagno, Artemide lo trasformò in cervo e lo fece sbranare dai cani.
Burkert riferisce che era insaziabile nelle sue richieste di "sacrifici crudeli e cruenti"
». [1]

Le divinità femminili, in origine, avevano epifanie violente...

« La dea primordiale, cacciatrice di belve e assetata di sangue dovette essere resa più benevola, come seduttrice (Afrodite) o come figura materna (Demetra o Cerere).

Nella tradizione filosofica tantrica, Kalì subì un'analoga trasformazione cosmetica in signora benevola [...].
"Due delle sue mani reggono ancora la testa mozzata e la mannaia insanguinata, ma le altre due sono atteggiate nel gesto della benedizione, che cancella la paura e dispensa doni." » [2]

Nel mito greco arcaico, si conservano tracce di queste dèe sanguinarie.
Robert Graves nota, a proposito di Dafne...

« Dafne non era affatto una vergine sgomenta.
Il suo nome è una forma contratta di Daphoene "la sanguinaria", cioè la dea in preda al furore orgiastico le cui sacerdotesse, le Menadi, si inebriavano masticando foglie di alloro
» [3]

Ma chi versava il sangue?

Se la Dea esigeva un sacrificio, il cacciatore -un mero esecutore materiale- lo avrebbe soddisfatto.
Lo storico delle religioni Walter Burkert spiega...

« [...] in queste dee è sempre presente il carattere del selvaggio, del pericoloso:
sono loro che ammazzano, pretendono e giustificano il sacrificio. Compito del cacciatore è garantire il sostentamento della famiglia.

La volontà della donna e della madre sta al di sopra della sua azione
. » [4]


◉ Donne mestruate e poteri attribuiti al loro sangue ---

Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il Futuro.


Animale che assicura fertilità: legato alla Dèa ---

Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune


➔ Pratiche funebri attribuite alle donne ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Potere sulla Vita: donne accusate di provocare la Morte ---

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.

Le streghe e gli aborti: il Noce che rende libere.


◉ Liquido taumaturgico della Madre: evoluzione cristiana ---

Le acque uterine della Dea: all'eremo di Santa Maria Giacobbe.

Erylo, il mostro invincibile, e i sette martiri della Scarzuola.


➔ Dèa feroce e rituale di trasformazione ---

La danza delle Orse di Artemide: un rito violento.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Divinità presenti nella terra che dà i frutti ---

Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.

Terra Madre: violenza e Tabù.


➔ Bere il sangue del dio: sopravvivenze rituali ---

Orge Sacre: il vino di Bacco e il sangue di Osiride.

Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.


Sangue che nutre i Morti: poteri terapeutici e predittivi ---

Sangue profetico: i Morti che succhiano.

Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.


Nota all'immagine ---

_In apertura, acquerello dalla collezione del Brooklyn Museum di New York stimabile al XIX secolo con la dèa Kalì: da Wikipedia.


Note al testo ---

[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 139.

[2] Cfr. Barbara Ehrenreich, Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, traduzione di Adriana Bottini, Feltrinelli, 1997, pp. 96-97.

[3] Cfr. Robert Graves, Introduzione a I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, p. 9.

[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 71.

giovedì 2 aprile 2026

Mercanti Maghi: il Santo che divina.

Come fece Francesco d'Assisi ad introdursi nella chiesa di San Niccolò, sulla piazza grande -chiesa non più esistente-, per compiere sul Messale una divinazione: rito proibito dalla Chiesa?

Le Fonti narrano il rito e, in controluce, ci forniscono un indizio per decifrare l'intero episodio.
Il primo a narrarlo è Tommaso da Celano nella Vita Seconda...

« Venuto il mattino, entrano in una chiesa e, dopo aver pregato devotamente, aprono il libro del Vangelo disposti ad attuare il primo consiglio che si offra loro. » [1]

Padre Giuseppe Abate notava che il Santo avesse scelto una chiesa così centrale, e non la chiesa di san Giorgio -Sua parrocchia e primo luogo di sepoltura:
se ne deduce che la scelta era caduta su San Niccolò perché, essendo il patrono dei naviganti e (in genere) dei viaggiatori, il figlio del più ricco mercante di Assisi ne conosceva (bene) il custode...

« Quivi i mercanti avevano le loro case e i loro fondachi; qui essi avevano alzato la chiesa di San Nicolò, protettore dei mercanti. » [2]

Trarre responsi dalla (casuale!) consultazione delle Scritture, era una pratica divinatoria popolare diffusa; insieme ad altri riti pronosticatori come lo stacco dei fiori, e dei loro petali.
Il linguista Beccaria ci racconta una divinazione che si faceva con la Piantaggine...

« [...] ogni filamento sporgente raffigura un "peccato veniale o mortale" a seconda della lunghezza; si giocava a dedurre, sempre dai filamenti, i peccati commessi, le bugie dette in un giorno, la fortuna della vita, il numero dei futuri figli e dei futuri amori. » [3]


Uso (abituale) della magia nella Chiesa ---

Magia cristiana. Stregoni in incognito.


◉ Sopravvivenze magiche nell'immaginario infantile ---

M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.


Divinazioni nelle Fonti ---

L'Oracolo del cerchio: una divinazione ballata nei Fioretti di san Francesco.


◉ Tecniche divinatorie cristiane per conoscere il futuro ---

Magia della Croce: le Sorti dell'Anno.


➔ Voce profetica degli Uccelli ---

Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!

Lo stregone che fece paura al Papa: la predica agli Uccelli secondo il monaco Ruggero.

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Persecuzione della magia nel Clero ---

Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?

L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.

Preti maghi: lezioni di Superstizione...


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un borghese che sfoglia un libro: le stesse Decretali da cui è tratta la miniatura?
Sono le Decretali Smithfield, parte del Fondo Reale della British Library, metà del XIV secolo: folio 6 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Vita Seconda di Tommaso da Celano, in Fonti Francescane, Editrici Feancescane, Padova, 2004, p. 372 -ff 601.

➔ Lo stesso aneddoto si ritrova nell'Anonimo Perugino [ff 1497] e nei Fioretti [ff 1827] che aggiungono un dettaglio:
a sfogliare il Vangelo è, infatti, un prete che rende l'episodio (meno) sospetto; la Leggenda dei Tre Compagni [ff ] attribuisce, invece, il rito divinatorio (proprio) a Francesco.

➔ Il vescovo folignate Michele Faloci Pulignani, a proposito del messale 'divinatorio', scriveva:

« Vediamo ora di indagare a quale Chiesa appartenne. Ciò è facile riconoscere dalla seguente nota, scritta in carattere rosso da quella stessa mano che scrisse il volume
[...] "quae in hac ecclesia beati Nicolai [...] fuerint celebrata".
Dunque il codice appartenne ad una Chiesa dedicata a S. Nicolò. »

Cfr. Pulignani, Il Messale consultato da S. Francesco quando si convertì in Miscellanea Francescana, Anno XV, Fascicolo II, 1914, p. 37.


[2] ➔ Abate sottolineava come la parrocchia di san Francesco fosse (proprio) quella chiesa di San Giorgio dove, poi, sarà sepolto il Santo e non San Niccolò, la chiesa teatro della divinazione...

« [...] risulta in modo certissimo che la Parrocchia della famiglia di San Francesco fu quella di S. Giorgio. »

Cfr. Giuseppe Abate, La casa natale di s. Francesco e la topografia di Assisi, presso "Miscellanea Francescana", Volume LXIII -Fascicolo I, Città di Castello, 1966, pp. 15 e 23.


[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 69.