mercoledì 8 aprile 2026

Sangue fecondo. La Dèa assetata delle origini.

Alla base delle società umane c'è il vincolo di sangue che lega -tra loro- le persone.

La Madre che generava era, pure, Colei che zampillava sangue dal proprio corpo:
le mestruazioni erano l'indizio che la donna, rispetto all'uomo, detenesse poteri (fecondativi) divini...

« Il sangue è il fondamento del clan, della dignità regale e del diritto di eredità.
Si è pensato che le donne godessero di grande considerazione nelle società antiche perché, con la procreazione, custodivano e trasmettevano il sangue del clan
.

Un tempo il sangue mestruale era considerato benefico in molti sensi, veniva versato sui campi per fertilizzarli e usato per curare ». [1]

L'osservazione dei fenomeni naturali, nel mondo primitivo, portava alla creazione dei miti.

La donna, nel periodo mestruale, diventa collerica:
il versamento del sangue, più che all'irruenza dei cacciatori, doveva corrispodere ad una dèa irata.

Così presero forma le cacciatrici selvagge, e la Dèa greca che le comandava: Artemide...

« Quando il cacciatore Atteone la sorprese nuda nel bagno, Artemide lo trasformò in cervo e lo fece sbranare dai cani.
Burkert riferisce che era insaziabile nelle sue richieste di "sacrifici crudeli e cruenti"
». [1]

Le divinità femminili, in origine, avevano epifanie violente...

« La dea primordiale, cacciatrice di belve e assetata di sangue dovette essere resa più benevola, come seduttrice (Afrodite) o come figura materna (Demetra o Cerere).

Nella tradizione filosofica tantrica, Kalì subì un'analoga trasformazione cosmetica in signora benevola [...].
"Due delle sue mani reggono ancora la testa mozzata e la mannaia insanguinata, ma le altre due sono atteggiate nel gesto della benedizione, che cancella la paura e dispensa doni." » [2]

Nel mito greco arcaico, si conservano tracce di queste dèe sanguinarie.
Robert Graves nota, a proposito di Dafne...

« Dafne non era affatto una vergine sgomenta.
Il suo nome è una forma contratta di Daphoene "la sanguinaria", cioè la dea in preda al furore orgiastico le cui sacerdotesse, le Menadi, si inebriavano masticando foglie di alloro
» [3]

Ma chi versava il sangue?

Se la Dea esigeva un sacrificio, il cacciatore -un mero esecutore materiale- lo avrebbe soddisfatto.
Lo storico delle religioni Walter Burkert spiega...

« [...] in queste dee è sempre presente il carattere del selvaggio, del pericoloso:
sono loro che ammazzano, pretendono e giustificano il sacrificio. Compito del cacciatore è garantire il sostentamento della famiglia.

La volontà della donna e della madre sta al di sopra della sua azione
. » [4]


◉ Donne mestruate e poteri attribuiti al loro sangue ---

Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il Futuro.


➔ Pratiche funebri attribuite alle donne ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Potere sulla Vita: donne accusate di provocare la Morte ---

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.

Le streghe e gli aborti: il Noce che rende libere.


◉ Liquido taumaturgico della Madre: evoluzione cristiana ---

Le acque uterine della Dea: all'eremo di Santa Maria Giacobbe.

Erylo, il mostro invincibile, e i sette martiri della Scarzuola.


➔ Dèa feroce e rituale di trasformazione ---

La danza delle Orse di Artemide: un rito violento.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Divinità presenti nella terra che dà i frutti ---

Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.

Terra Madre: violenza e Tabù.


➔ Bere il sangue del dio: sopravvivenze rituali ---

Orge Sacre: il vino di Bacco e il sangue di Osiride.

Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.


Sangue che nutre i Morti: poteri terapeutici e predittivi ---

Sangue profetico: i Morti che succhiano.

Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.


Nota all'immagine ---

_In apertura, acquerello dalla collezione del Brooklyn Museum di New York stimabile al XIX secolo con la dèa Kalì: da Wikipedia.


Note al testo ---

[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 139.

[2] Cfr. Barbara Ehrenreich, Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, traduzione di Adriana Bottini, Feltrinelli, 1997, pp. 96-97.

[3] Cfr. Robert Graves, Introduzione a I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, p. 9.

[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 71.

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