mercoledì 1 novembre 2023

Mangiare e bere i Morti: il tesoro di Ade.

Mangiare i Morti era una pratica che i Sinodi diocesani dovevano scongiurare.
Si proibiva di trasformare i cimiteri in degli orti...

« Un poco di luce sui motivi di queste tassative prescrizioni ci viene da un sinodo di Rimini del 1711.
Ci si preoccupa che i parroci non abbiano ad adibire ad orti i cimiteri, cibandosi indecorosamente dei loro prodotti e peccando così di necrofagia indiretta
. » [1]

I prelati temevano il riaffiorare di antiche credenze pagane sul banchetto funebre.
Ernesto de Martino, sul rito di mangiare i morti, scriveva ...

« [...] troviamo una sorprendente conferma di questa interpretazione in determinate espressioni linguistiche popolari che stabiliscono una equivalenza tra banchetto funebre e "bere" o "mangiare" i morti.

[...] In particolare gli abitanti di Zurigo erano chiamati Totenfresser o Totentrinker a cagione dei loro imponenti banchetti funebri.
A queste espressioni fa riscontro l'italiano "mangiare i morti", con lo stesso significato
. » [2]
L'usanza di mangiare i morti derivava dal mondo antico, quando si credeva nel ricco Ade (Plutone, per i latini).

Un dio infero così prospero da coincidere, nel paradigma latino, con il dio stesso della ricchezza: Pluto...

◉ Nominativo: Pluto
◉ Genitivo: Plutonis
◉ Dativo: Plutoni
◉ Accusativo: Plutonem
◉ Vocativo: Pluto
◉ Ablativo: Plutone

Robert Graves, ne I miti greci, citava questa associazione...

« [...] si parla di Ade come di Plutone o Pluto, cioè il "ricco" ». [3]

Che la morte coincidesse con la ricchezza era noto ai Romani...

« A Roma il cipresso era sacro in special modo a Dis Pater, antica divinità infernale il cui nome significa "il più ricco di tutti gli dei", perché il numero dei suoi sudditi non cessava di crescere ». [4]

La terra, in cui si seppellivano i Morti, restituiva agli uomini la ricchezza:
non a caso, nel gergo popolare, i soldi si chiamano "la grana" proprio dal "grano".

Ignazio Buttita riportava un'invocazione dei contadini siciliani a sant'Antonio, il cui elemento iconografico è proprio il pane...

« La famiglia contadina [...] pregava sant'Antonio da Padova affinché favorisse un abbondante raccolto:
Sant'Antuninu, sant'Antuninu, / a lu gran Diu vu' siti vicinu: / grossa la spica, biunna la grana, / ed ogni cori s'allegra e si sana!
» [5]
Post sul rito del pasto funebre ---

Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.


Nota alle immagini ---

_Le miniature con cui ho illustrato il post sono tratte dal manoscritto Add MS 36684 della British Library:
folii 100 recto, 142 verso e 144 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Cleto Corrain e Pierluigi Zampini, Documenti etnografici e folkloristici nei Sinodi Diocesani dell'Emilia-Romagna, in Palestra del Clero, agosto-settembre 1964, Rovigo, p. 27.

[2] Cfr. Ernesto De Martino, Morte e pianto rituale: dal lamento funebre antico al pianto di Maria, Boringhieri, Torino, 1975, p. 227.

[3] Cfr. Robert Graves, I Miti greci, Longanesi, Milano, 1985, nota g a p. 109.

[4] Cfr. Jacques Brosse, Storie e leggende degli alberi, Studio Tesi, Pordenone, 1989, p. 76.

[5] Cfr. Ignazio Buttita, I morti e il grano. Tempi del lavoro e ritmi della festa, Meltemi, Roma, 2006, p. 86.

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