Fino alla fine dell'800, specie nelle campagne, non era (ben) chiara la differenza tra un dottore ed uno stregone.
Il romanzo di Stevenson, per quanto abbia suscitato (a posteriori) letture psico-analitiche, riflette una (precisa) paura della cultura popolare.
Giuseppe Bellucci (1844-1921), un chimico collezionista di Amuleti, doveva -ogni volta- misurarsi con la 'diffidenza' e la paura dei suoi interlocutori.
Nell'Introduzione a un volume (1908) raccontava che molti vedessero in lui un dèmone (!) sotto mentite spoglie...
« Molto spesso ebbi a lottare con quella diffidenza straordinaria che, volendo raccogliere oggetti di tal genere comunemente s'incontra.
[...] È credenza generale, difatti, che le streghe, gli stregoni ed i diavoli possano presentarsi agl'incauti sotto le parvenze più belle [...] possono presentarsi talora anche sotto la veste di un galantuomo ». [1]
Mr. Hide era un Risvegliato? Un 'revenant', comandato a piacimento dal dottor Jekill?
Gli stregoni, che avevano fama 'borghese' di medici, potevano con poteri (occulti) risvegliare i Dormienti -e perfino istruirli a distanza: come fa il dottor Caligari ➔ e si vede ancora nel film espressionista tedesco (1922) "Il gabinetto del dr. Caligari".
Cesare giace in una bara che Caligari si fa portare.
La capacità predittiva di Cesare lo lega ai Morti...
« I due [Alan e Francis] entrano nel baraccone di Caligari dove viene esibito Cesare, un sonnambulo di ventitré anni che si dice abbia dormito ininterrottamente per tutta la vita.
Caligari risveglia Cesare dal suo sonno di tenebra, invitando i presenti a interrogarlo: il sonnambulo conosce il passato e può prevedere il futuro.
[...] Con la complicità dei medici, Francis riesce ad analizzare i carteggi del direttore, che testimoniano dei suoi studi sul sonnambulismo e della sua volontà di identificarsi con il mistico Caligari, un personaggio del '700 che attraverso un sonnambulo ipnotizzato aveva compiuto vari omicidi nel Nord Italia. » [2]
Calarsi nell'immaginario popolare, ancora fino ad un secolo fa, significa immergersi in un mondo (oscuro) di fantasie pre-scientifiche in cui Magia e stregoneria, sovente, si associavano ai medici.
Una percezione che, dall'antichità, si era conservata intatta.
In un saggio sulle pratiche magiche, in Liguria nel '500, si legge...
« Spesso maghi sono i medici i quali sono pure esorcisti.
A Genova "nei numerosi contratti per cure mediche il pagamento è generalmente subordinato alla guarigione, spesso da conseguire con sortilegi, incantesimi e scongiuri più che con cure terapeutiche o con operazioni chirurgiche." » [3]
➔ Credenze sui Risvegliati nella cultura popolare ---
Risvegliato o Revenant: zombie (e Streghe) che tornano.
Santi o Vampiri? Il ponte (magico) tra i due mondi.
➔ Mascheroni per tenere lontano i Risvegliati dalle chiese ---
Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.
➔ Morti e poteri predittivi ---
Sangue profetico. I Morti che succhiano.
Sangue divinatorio. Cosa cerca chi vaga nei cimiteri?
➔ Predizioni dei Morti attraverso lo Specchio ---
Non rompere lo Specchio. I Morti che proteggono dai demoni.
"Specchio delle mie brame..." Vuoi conoscere il Futuro? Chiedi allo Specchio.
➔ Dottore invulnerabile? Uccelli che ne causano la malattia ---
Il maleficio delle Tre Civette.
Note alle immagini ---
_Sopra, fotogramma con il dottor Caligari (a sinistra) che guarda Cesare, il suo 'succube'.
_La miniatura in apertura del post, con scheletri che spaventano gli umani, proviene dal Libro d'Ore Crohin-LaFontaine, opera del Maestro del Libro di Preghiere di Dresda, al Paul Getty Museum di Los Angeles, e visibile nel sito del Museo.
⮩ Vedi la pagina su Wikipedia: folio 146 verso.
Note al testo ---
[1] Cfr. Giuseppe Bellucci, Un capitolo di psicologia popolare: gli amuleti, Unione Tipografica Editrice, Perugia, 1908, pp. 5-6.
[2] Cfr. Paolo Bertetto e Cristina Monti, Robert Wiene. Il gabinetto del dottor Caligari, Lindau, Torino, 1999, pp. 12 e 14.
[3] Cfr. Giuseppe Delfino e Aidano Schmuckher, Stregoneria, magia, credenze e superstizioni a Genova e in Liguria, Olschki Editore, Firenze, 1973, Vol. XXXIX, p. 6.
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