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venerdì 28 agosto 2026

Caccia al Morto: se le messe non bastano, impugna il bastone...

Guai a dimenticarsi di commemorare il Morto.

Il rischio era ritrovarlo - insoddisfatto - ad assillare i Vivi.

« Anche nell'area cristiana numerosi sono i racconti relativi alle anime del purgatorio non ancora soddisfatte dalle messe ». [1]

« [...] nella credenza popolare, diventavano fantasmi, spettri che vagano tra i vivi, manifestano la loro violenta aggresività ». [1]

Come fermare queste anime insaziabili?

Impugnare i bastoni era un metodo arcaico, (ancora) in uso nelle chiese -a mali estremi, estremi rimedi!

« in certe parrocchie si percuotevano, con verghe pieghevoli e sibilanti, panche confessionali e porte della chiesa, per allontanare gli influssi maligni e scacciare il diavolo

[...] in Romagna i fedeli battevano fragorosamente con bastoni pavimenti muri banchi confessionali sagrato delle chiese, e tale pratica (regolarmente condannata dai sinodi diocesani dei secoli scorsi) era detta batar i pché "battere i peccati", e anche batar i giudei. » [2]

La violenza fisica, avendo a che fare con spettri immateriali, non era consigliabile per placare il Morto.
Le messe in suffragio funzionavano di più!
Ma quante se ne dovevano celebrare?

Si arrivava (pure) a superare la decina:
nell'arco dello stesso giorno...

« Si capisce allora come -pur nell'abbondanza di clero- non pochi concili vietassero l'usanza, anch'essa molto diffusa, di celebrare più messe in un sol giorno;

un concilio si raccomandò addirittura che non si ripetesse l'abuso di alcuni sacerdoti, che erano arrivati a celebrare venti messe, naturalmente in un sol giorno. » [1]


◉ Bastonare gli Spiriti per scacciarli ---

Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?


Bacchettare le Streghe: una verga a portata ---

Resta sveglio: usa la bacchetta! Streghe che rapiscono i sognatori.


➔ Amuleti protettivi: rischio (magico) ad usarli ---

Attento agli Amuleti dello Stregone. Imprigionano l'Anima...


Mostri difensivi (apotropaici) a guardia delle chiese ---

Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.


➔ Entità da colpire: pratiche demonologiche ---

Dio è colpevole: punire la divinità.


Cerchi difensivi per proteggersi dagli Spiriti ---

Anelli di protezione: "In questo cerchio v'è una strega..."


Strumento per riconoscere le Malefiche ---

Falce di Luna: la magia del forcone.


➔ Attacco magico attraverso l'Occhio: amuleti difensivi ---

Invidia degli Dèi: l'occhio magico che getta il 'Malocchio'.

Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.

Il pelo malefico: un esercito di Ricci per combattere le streghe.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura da un Libro d'Ore della British Library: all'uso di Saint Omer.
Per segnatura, Add Ms 36684: folio 89 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Vincenzo Bo, Feste, riti, magia e azione pastorale, EDB, Bologna, 1984, pp. 203-204.

[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, Sicuterat. Il latino di chi non lo sa: Bibbia e liturgia nell'italiano e nei dialetti, Garzanti, Milano, 1999, pp. 194-195.

lunedì 20 luglio 2026

Pelle di lupo: metti al bimbo le scarpette contro le Malefiche...

La superstizione popolare insegnava che non ci fosse animale più temuto dalle streghe del lupo.

Per proteggere i piccoli dalle insidie delle Megere era (ottima) soluzione mettere, ai loro piedini, dei calzari in pelle di lupo...

« Vigeva inoltre la credenza che le prime calzature dei bambini dovevano essere confezionate con pelle di lupo.
Lo rivelano diversi sinodi secenteschi di quella regione, in particolare quelli di Napoli, di Sant'Agata dei Goti e di Montecassino.

Quest'ultima usanza -riscontrata ancora nel 1951 in Basilicata- serviva non solo come prevenzione al mal di ventre, ma -in Puglia- anche a guarirne gli adulti, purché tali calzature fossero state portate per almeno tre giorni dai fanciulli
. » [1]

L'evocazione del lupo, attraverso le sue spoglie, era un uso apotropaico che sopravvisse nella cultura popolare.

Esibire il 'cranio' del lupo era un (buon) antidoto per spaventare le Megere...

« Era anche animale totemico, dal forte carattere apotropaico, e teste di lupo venivano appese sulle porte, o dentro le case, per allontanare demoni o spiriti cattivi ». [2]

L'antiquario inglese Fredrick Thomas Elworthy scriveva che, scarseggiando il pelo di lupo, fosse stato sostituito da quello di tasso: più comune, ed economico, fin dall'800...

« Il pelo di tasso si trova applicato sulle briglie della maggior parte dei cavalli.
Dovrebbe essere pelo di lupo, il protettore contro i malefici del licantropo, ma quando questi animali hanno cominciato ad estinguersi, il pelo di tasso che gli assomiglia molto ed è più comune, l'ha completamente sostituito
. » [3]


◉ Tracce del culto Lupesco nel mito (medievale) francescano ---

Da san Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.


➔ Sopravvivenza dei poteri lupeschi e loro condanna ---

Animali Totem: il culto apotropaico di san Lupo.

Trasformarsi in Lupo: un residuo di paganesimo da debellare.


Lupo che consente l'accesso all'Oltretomba ---

Lupo Mannaro: la Trasformazione che guida l'uomo agli Inferi.


Pelo negli Amuleti: inibire le Streghe con la conta ---

Il pelo malefico: un esercito di Ricci per combattere le streghe.

La magia della conta: come annullare le streghe.


◉ Culto Animale e credenze venatorie ---

Amore per la bestia: il potere dell'Animale e lo Spirito dominatore del Bosco.


➔ Incarnazione delle Anime negli Animali ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.


Cane con funzione anti-stregonica ---

Teschio di cane: un'arma contro i malefici delle 'gatte'.


Fascino (diabolico) degli Animali ---

Stregoneria Animale: il gufo succhiatore che si trasforma in capro.


➔ Uso dei nodi nell'Oltretomba ---

Attento ai Nodi: precauzioni per il viaggio nell'Aldilà.


➔ Indossarne i vestiti per acquisire la forza del Morto ---

Abiti magici: potere degli Antenati.


◉ Suoni arcani che suscitano gli Spiriti ---

Suoni magici. Il flauto, "voce" dell'Aldilà.


➔ Streghe e comunicazione coi Morti ---

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con la strega di Endor (a sinistra) che resuscita un Morto (nella narrazione biblica, Saul).

→ È tratta da un manoscritto della Morgan Library di New York.
Per segnatura, MS M. 769: folio 172r.


Note al testo ---

[1] Cfr. Vincenzo Bo, La religione sommersa, Rizzoli, Milano, 1986, p. 44.

[2] Cfr. Grazia Ortoleva, Il lupo nella poesia anglo-sassone in Simbologia animale e letteratura, a cura di Dora Faraci, Vecchiarelli, Manziana (Rm), 2003, pp. 38-39.

[3] Cfr. Giancarlo Baronti, Tra bambini e acque sporche: immersioni nella collezione di amuleti di Giuseppe Bellucci, Morlacchi, Perugia, 2008, nota 23 a p. 103.

venerdì 8 maggio 2026

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.

Il sopraggiungere della luce, ai primi raggi del mattino, cancellava i dèmoni e le streghe che avevano imperversato nella notte...

« La prima luce, inoltre, libera il mondo dai mostri notturni che l'infestano: le streghe, se vengono colte dalla luce novella dell'aurora, perdono il sembiante assunto nella metamorfosi magica e restano nude e indifese; i fantasmi notturni dei morti svaniscono prima dell'alba. » [1]

Guai, però, a sbagliare le parole che dovevano tenere lontano gli Spiriti:
commettere un errore nella recitazione delle formule protettive poteva costare caro.
Tra gli aborigeni si raccontava...

« È di vitale importanza che le canzoni che devono rispedire l'anima del defunto siano eseguite correttamente; se si sbagliano le parole, se la canzone è eseguita svogliatamente o in modo impreciso, come minimo risulterà inefficace, e nel peggiore farà adirare lo spirito mokuy del defunto, che perseguiterã i parenti con malattie e sventure. » [2]

La forza (magica) delle parole serviva a confortare i Morti, evitando che si trasformassero in streghe.

Se le formule non erano efficaci, ci si doveva rivolgere a chi la Magia la praticava di professione, e conosceva (bene) quali parole usare per stornare gli Spiriti.
James Frazer scriveva...

« Il rito funebre è l'ultimo saluto, l'ultima testimonianza di affetto verso l'anima del trapassato
[...]. In seguito, ognuno cerca di tenere lontano da sé più che sia possibile lo spirito del defunto e non si fa scrupolo di ricorrere alle arti magiche per salvaguardarsi da lui. » [3]


Donne che comunicaano con gli Spiriti: Morti imprigionati nello Specchio (d'acqua!) ---

Specchio d'acqua al chiaro di Luna. Donne che evocano le Ombre: divieto d'accesso.


➔ Attrazione del Simile: da scongiurare ---

Magia Omeopatica. Contaminazioni proibite.


◉ Forza evocativa (ed attrativa) delle parole ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.

Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.

Stregoni letterati. Magia della Scrittura.


➔ Maschere funebri. Incarnazione dei Morti negli Animali ---

Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.


Animali in cui si celano le Streghe: vite parallele ---

Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.


➔ Paura dei Morti: usanze per inibirli ---

Spettro, vai via! Il rogo del paglione.

Dio è colpevole: punire la divinità.


Streghe o Morti? Credenze sul ritorno degli Spiriti ---

Le streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve.

Risvegliato o Revenant: zombie (e Streghe) che tornano.

Carnevale si avvicina: attenti alle Streghe che si celano sotto la Maschera.


➔ Noce mortifero: potere attrattivo della pianta ---

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.


Nota all'immagine ---

_In apertura, allegoria "Nuda Veritas" dipinta da Gustav Klimt (1899) di cui esiste anche una versione grafica, in bianco e nero, al Belvedere di Vienna.

➔ Il disegno apparve la prima volta in Ver Sacrum, la rivista della Secessione Viennese, nel marzo 1898.

Cfr. Marina Bressan, Marino De Grassi, Nel segno di Klimt: Ver Sacrum: la rivista d'arte della secessione viennese, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli, 2007, pp. 18 e 39.


Note al testo ---

[1] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse : tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 227.

[2] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, p. 23.

[3] Cfr. James George Frazer, La paura dei morti nelle religioni primitive, Mondadori, Milano, 1985, p. 36.