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mercoledì 3 giugno 2026

Lupo Mannaro: la Trasformazione che guida l'uomo agli Inferi.

Petronio, nel romanzo latino Satyricon, narra per bocca di un suo personaggio intervenuto alla cena di Trimalcione -Nicerote- la trasformazione di un uomo in lupo, tra le lapidi di un cimitero...

« mentre io canticchiavo per farmi coraggio e andavo contando le tombe [...] il soldato, una volta diventato lupo, incominciò a ululare, poi prese la fuga verso i boschi. » [1]

L'accostamento tra il lupo e le lapidi non è casuale:
il lupo è un animale guida.

➔ Gli animali, nel pensiero magico, si credevano incarnazioni di Morti e il lupo -con i suoi appettiti 'negromantici'- doveva avere con l'Oltretomba un legame stretto...

« Il lupo si nutre di cadaveri.
Questa sua abitudine, oltre al fatto che è solito vagare nella notte, lo collega al regno dei morti, e della morte il lupo è un annunciatore
. » [2]

La trasformazione in lupo, quindi, consentiva all'uomo di superare il confine della Morte: incarnandosi nella 'belva' a cui, per il suo vagare solitario, più erano familiari i defunti.

Acquisire l'aspetto del lupo era (come) essere posseduti dal dio...

« [...] identificandosi con l'animale sacro, potevano entrare in comunicazione con le divinità della stessa natura lupesca. » [3]

« Tale trasformazione, analoga a quella dello sciamano o del mago presso le popolazioni primitive, comportava e comporta uno stato di trance, quale si verifica in alcune malattie, considerate perciò fin d'allora sacre, come appunto la malattia del lupo mannaro e l'epilessia ». [3]

Il mito dei mannari permase nelle leggende popolari...

« Il tema della licantropia in Italia è diffuso al centro e al sud della penisola dal lupemenare abruzzese al luparu siciiano ». [4]

La sacralità del Lupo, con la cristianizzazione, si perse in favore della Sua demonizzazione.

Il potere magico del Lupo coincise (sempre più) con quello delle streghe tanto che, nell'immaginario popolare, scacciare i primi era (come) allontanare le altre...

« La luce -si sa- fin dall'antichità è uno degli antidoti per scacciare le streghe, come anche per far ritornare in sé i lupi mannari.

C'è infatti una colleganza [...] tra la concezione delle streghe e del loro operato e la licantropia, considerata da Galleno e Marcello di Side una forma di pazzia dovuta a melancolia ». [4]


◉ Dio-Animale e Sua evocazione:

Animali Totem: il culto apotropaico di san Lupo.


➔ Potere anti-stregonico della Sua pelliccia ---

Pelle di lupo: metti al bimbo le scarpette contro le Malefiche...


Pelliccia rituale ed evocazione del Lupo ---

Trasformarsi in Lupo: un residuo di paganesimo da debellare.


➔ Credenze popolari e Mito francescano ---

Da San Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.


Dèa assimilata alle streghe ---

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Donna custode degli Inferi e contatto con l'Animale sacro:

Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


◉ Cristianizzazione di un culto primitivo ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.


Fascino (diabolico) degli Animali ---

Stregoneria Animale: il gufo succhiatore che si trasforma in capro.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un lupo che azzanna un defunto.
Per segnatura, Harley Ms 4751: folio 10.


Note al testo ---

[1] Cfr. Petronio, Satiricon, traduzione di Piero Chiara, Mondadori, Milano, 1988, p. 161.

[2] Grazia Ortoleva, Il lupo nella poesia anglo-sassone in Simbologia animale e letteratura, a cura di Dora Faraci, Vecchiarelli, Manziana (Rm), 2003, p. 38.

[3] Cfr. Giovanni Battista Bronzini, Il lupo mannaro e le streghe di Petronio in Lares. Rivista trimestrale di studi demo-etno-antropologici, Leo Olschki Editore, Anno LIV N. 2, Firenze, 1988, pp. 147-150 e p. 178.
➔ Si riferisce ai sacerdoti irpini del Monte Soratte [detti "lupi"].

[4] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 184.

giovedì 26 febbraio 2026

Medium e potere delle Voci. Chi sta parlando in Prima persona?

Le pratiche sciamaniche si sono conservate nell'epica classica:
tanto che l'Entità si manifesta in prima persona.

« [...] Nel caso dell'Odissea questa parentela è resa ancora più evidente dall'uso della prima persona singolare, uno dei tratti distintivi della narrazione sciamanica. » [1]

Mircea Eliade, iniziando il lettore alla religiosità primitiva nei popoli australiani, notava la stessa costante...

« L'individuo più anziano è considerato la vera e propria incarnazione del Wondjina.
Parlando del suo Wondjina questo vecchio parla in prima persona
:
"Quando venni sulla terra nel Tempo del Sogno e lasciai le mie impressioni sulla roccia..." » [2]

Nello sciamanesimo asiatico vige una pratica:
il medium presta la sua Voce affinché l'Entità si materializzi...

« [...] lo sciamano centroasiatico mantiene sempre il controllo di sé:
entra consapevolmente in uno stato di estasi e, una volta raggiuntolo, racconta in prima persona dei pericoli superati e degli spiriti incontrati, ad essi anzi presta la propria voce come una sorta di ventriloquo
». [1]

Ma chi sta parlando?

Conoscere il nome dell'Entità che parla in prima persona significa detenere un (grande) potere su di Lei...

« Chiamare le cose col nome era un sapere magico, permetteva di dominarle.
Sapere il nome voleva dire tenere l'entità maligna o benefica nelle proprie mani
.

[...] Nella mentalità primitiva conoscere il nome, pronunciarlo in modo giusto equivale a esercitare un potere sull'essere ». [3]

Da ciò deriva l'uso popolare di chiedere il nome all'Entità che si manifesta, come le leggende tramandano; se lo Spirito rispondeva, c'era da preoccuparsi...

« [...] in caso di apparizione improvvisa di un defunto -uno di quei 'morti subitanti' nei confronti dei quali le preghiere serali sollecitano la protezione divina -o di un fenomeno notturno ricollegabile alla presenza di un defunto, chi aveva coraggio usava dire ad alta voce:
"Dimmi chi sei, che cosa voi, di che hai bisogno".

L'eventuale risposta del defunto, o del fantasma, era comunque assai temuta.
In Abruzzo, quando si voleva conoscere l'identità di uno spirito e cosa volesse dai vivi, si piantava il coltello in terra dicendo allo stesso tempo: "In nome di Dio, dimmi chi sei"
». [4]


➔ La parte (oscura) in cui abitano le Entità ---

Attento agli Spiriti: non andare a Sinistra.


➔ Voce degli animali: dietro c'è l'anima di un defunto ---

Animali parlanti: gli Antenati che tornano.

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?

Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.


➔ Uso dei nodi nell'Oltretomba ---

Attento ai Nodi: precauzioni per il viaggio nell'Aldilà.


➔ Pratiche sacrificali e imbroglio rituale: sopravvivenze nella liturgia cristiana ---

Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.


➔ Sacrificare 'ad Arte': disporre le ossa nel rito ---

Arte Sciamanica: disponi le Ossa per il sacrificio gradito agli Spiriti.


Nota all'immagine ---

_In apertura, Bocca della Verità dalla Chiesa di Santa Maria in Cosmedin:
scultura a cui si attribuivano poteri profetici Oracolari.
➔ Vedi la relativa pagina su Wikipedia.


Note al testo ---

[1] Cfr. Carlo Ferrari, La renna di Ercole. Filologia e antropologia nell'opera di Karl Meuli, Officina Libraria, Romaa, 2025, pp. 73 e 75.

[2] Cfr. Mircea Eliade, La creatività dello spirito. Un'introduzione alle religioni australiane, Jaca Book, Milano, 1979, pp. 69-70.

[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 111.

[4] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chavez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, pp. 217-218.

sabato 20 febbraio 2010

Le stimmate dello Sciamano: il mito di san Francesco tra sangue e magia


[Antefatto] Il 24 settembre 1224 Francesco d'Assisiricevette le stimmate da un angelo Serafino apparso sul monte della Verna.

Ma la Verna all'epoca non era affatto disabitata, lì sorgeva infatti il veneratissimo tempio della dea romana dei morti Laverna.

Francesco salì l'erta pronto a tutto pur di evangelizzare i suoi devoti, anche a compiere un gesto estremo.

.....

Otto articoli di storia francescana per rovesciare i luoghi comuni sulla vita 'immacolata' di san Francesco: la rivalità con Chiara, gli omicidi politici, la lotta contro il paganesimo.
Dopo il suo primo saggio, Lo stregone di Assisi, Andrea Armati condensa in un unico libro il risultato di anni di ricerca sulle fonti francescane. [dalla quarta di copertina]

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