giovedì 15 settembre 2022

Animali Incantati: dal mito di Orfeo all'incanto dei Santi.

Vestirsi da animali, per i predicatori, era una forma di possessione demoniaca.

« Nessun epiteto sembrava eccessivo per denunciare la follia, la demenza, l'indegnità di tali pratiche!
"Mascherandosi da cervo vogliono trasformare il loro aspetto in quello delle bestie selvatiche.

Altri si vestono con pelli di montone; altri ancora inalberano teste di animali, e si rallegrano fino all'esultanza quando arrivano ad assumere l'aspetto di fiere al punto da non sembrare più uomini"


« La metamorfosi dell'uomo in bestia, particolarmente drammatica nel caso del lupo mannaro, è, per il cristianesimo, una cosa abominevole. » [1]
Una miniatura da un manoscritto della British Library, ci mostra proprio un uomo vestito da cane feroce spaventare due figuranti che reggono un palo con sopra un vecchio nudo a cavalcioni!

Cosa preoccupava tanto i predicatori?

Roberto Tagliaferri ci offre un indizio, spiegando il retroterra magico delle mascherate...

« La possessione è il risultato del mascheramento.
[...] Lo sdoppiamento operato dalla maschera produce l'alienazione di sé per essere preda della Potenza. » [2]
Le mascherate sono la sopravvivenza di riti ancestrali,
quando si credeva che gli animali fossero divinità:
vestirsi da animali voleva dire essere posseduti dal dio.

Fin dal mondo antico, chi riusciva ad incantare gli animali era considerato depositario di un potere divino.

Orfeo incantava gli animali con il suono della lira:
da notare in una miniatura da un manoscritto della British Library, la civetta posata sopra la testa del cantore mitico.
È un simbolo del contatto con il mondo Infero dei Morti.
Giamblico racconta che il filosofo-mago Pitagora avesse lo stesso potere incantatorio sugli uccelli che poi consacrerà i Santi:
in primis, Francesco d'Assisi.

Il confronto tra i due racconti, l'agiografia di san Bonaventura e il testo di Giamblico, ci fa capire l'origine del mito cristiano...

« Durante il suo soggiorno lassù, un falco, facendo proprio lì il suo nido, gli si legò con patto di intensa amicizia.
[...] Sembra proprio che l'esultanza esibita dagli uccelli di così varia specie e il canto del falcone fossero un presagio divino. » [3]

« E una volta che Pitagora si trovava a Olimpia a parlare ai discepoli degli auspici tratti dagli uccelli [...] un'aquila passò in volo sopra di lui [...].
Questi fatti, e altri del genere, mostrano che Pitagora deteneva lo stesso potere sugli animali che aveva Orfeo:
cioé di incantarli e soggiogarli in virtù del potere della voce che usciva dalla sua bocca
. » [4]

I poteri a cui si riferiva Giamblico sono descritti nel mosaico romano di sant'Elisabetta a Perugia: Orfeo incanta un uccello!
Molti Santi avevano poteri incantatori sugli animali:
è il caso di san Gallo, che il monaco cristiano Tuotilo raffigura sulla coperta in avorio dell'Evangelium longum nell'atto di porgere del pane a un orso.

La scritta sopra recita:
S. Gallus panem porrigit urso.
Gli animali furono spesso usati per esaltare i Santi, quando non erano puniti perché si credevano posseduti dal diavolo.

Pierre Saintyves racconta, ad esempio, una curiosa scomunica rivolta dal Vescovo di Marsiglia contro i delfini...

« Non avendo voluto i delfini ottemperare alle sacre ingiunzioni del vescovo di Cavaillon né di altri, Turricella che i pescatori e gli altri cittadini stancavano con lamentele e richieste, ne scrisse al papa Paolo V, spiegando come questa inconcepibile ostinazione dei delfini fosse un vero e proprio flagello per Marsiglia. » [5]

Ho raccolto questi temi in un libro, offrendo una traduzione degli scritti di Saintyves e un'introduzione ai prodigi medievali con protagonisti gli animali...


➔ Sulla pratica antica di mascherarsi ---

Atena era una strega? La tribù della civetta e le maschere rituali.


Animali Magici capaci di predizioni:

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.


Animali 'posseduti' in cui si celano le streghe ---

Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.


Pratiche divinatorie sulle ossa degli animali...

Animali resuscitati: gli Indovini-macellai.


Post sugli animali 'incantati' ---

Da san Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.

Le streghe che si trasformano in gatte.

Animali parlanti: gli Antenati che tornano.


Note alle immagini ---

_L'immagine in apertura, è tratta dal manoscritto Stowe 17 della British Library: folio 240v.

_La miniatura con Orfeo che incanta gli animali, quarta immagine del post, è tratta dal manoscritto Harley 4431: folio 125v.

_La penultima immagine del post, con San Gallo che porge il pane all'orso, è tratta da Wikipedia: coperta opera del monaco Tuotilo,

_La miniatura sotto, con delle scimmie che accompagnano un suonatore di viella, è tratta dal manoscritto Add 24686 della British Library: folio 17v.


Note al testo ---

[1] Cfr. Jean-Claude Schmitt, Medioevo "superstizioso", Laterza, Roma-Bari, 2005, pp. 70, 72.

[2] Cfr. Roberto Tagliafferi, Liturgia, travestimento e mascheramento in Liturgia e immagine, Atti del Convegno, Messaggero, Padova, 2009, p. 207.

[3] Cfr. Bonaventura da Bagnoregio, Leggenda Maggiore, Capitolo VIII, Editrici Francescane, Padova, 2004 – ff 1158.

[4] Cfr. Giamblico, La vita Pitagorica, a cura di Maurizio Giangiulio, Rizzoli, Milano, 2001, p. 201 (62).

[5] Cfr. Pierre Saityves, Procès et excommunications contre les animaux in Revue des traditions populaires, XXVII, Paris, 1912,
p. 155.
Su Gallica della Bnf si può consultare l'articolo in lingua originale.

sabato 3 settembre 2022

Il dèmone dell'Arcobaleno: una Balena nel cielo.

Quando il dèmone del cielo ha sete, appare per bere.

Come spiega Mario Alinei, gli antichi credevano che l'arcobaleno fosse un grande pesce assetato...

« la parola italiana arcobaleno, da intendersi, appunto, come 'arco della balena' (lat. ba(l)lena, a sua volta dal greco, dove aveva il sigificato generico di 'cetaceo'), cioè come rappresentazione celeste di un grande animale che beve l'acqua e la fa piovere dal cielo. » [1]

Guai a rimanere in giro quando la Balena percorreva l'arco del cielo.

Il dèmone-baleno non avrebbe perdonato i suoi profanatori!

Gian Luigi Beccaria aveva ricordi indelebili di questo mostro infantile...

« Anche i miei ricordi d'infanzia mi trasmettono un arcobaleno essere maligno, animato e pericoloso:
al suo apparire mi si diceva che là dove quell'arco cade, l'erba resta bruciata
.

Questo fondo animistico si ricava anche da certi tabù di enorme diffusione.
[...] Carlo Levi, in Cristo si è fermato a Eboli (cap. XXII), scriveva:
"Come si prende il male dell'arco?
L'arcobaleno cammina per il cielo, e appoggia sulla terra i suoi piedi, muovendoli qua e là per la campagna
.

Se avviene che i piedi dell'arco calpestino dei panni lasciati ad asciugare, chi indosserà quei panni prenderà, attraverso la virtù che vi è stata infusa, i colori dell'arco e si ammalerà. » [2]
Note alle immagini ---

_La miniatura in apertura, con una Lezione sull'Arcobaleno, è tratta dal De proprietatibus rerum, composto dal frate inglese Bartolomeo Anglico e tradotto in francese da Jean Corbechon come Livre des propriétés des choses:
l'Opera proviene dal FitzWilliam Museum, Cambridge, folio 340v.

_La miniatura in chiusura, in cui un uomo guarda l'arcobaleno apparire alle sue spalle, è tratta dal manoscritto Harley 2278, contenente le Vite dei Santi Edmund e Fremund, opera del poeta John Lydgate: la miniatura è al folio 72v


Note al testo ---

[1] Cfr. Mario Alinei e Francesco Benozzo, DESLI: Dizionario Etimologico Semantico della Lingua Italiana. Come nascono le parole, Pendragon, Bologna, 2015, p. 67.

[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 86.

sabato 27 agosto 2022

Pentiti: sai troppo. La Cultura come colpa.

L'erudizione è un'arma usata dal diavolo per dannare gli uomini.

I diavoli più pericolosi sono ottimi eruditi...

« Non sono infrequenti le storie su indemoniati dotti, che parlano per bocca del diavolo (si narrava, a Messina, di uno spirdatu che si era messo a discutere con un esimio teologo su argomenti di alta filosofia, intercalando con disinvoltura frasi greche e latine). » [1]

Bisogna diffidare degli uomini troppo colti:
il diavolo ha un debole per le formule difficili!

« Anche nel XXV cantare del Morgante il "molto savio" Astarotte mostra di conoscere a perfezione la Bibbia
[...] ha molta familiarità con i testi sacri, li cita a volte in latino, in latino gli sfugge a un certo punto anche una formula notarile
. » [1]
San Francesco diffidava dei libri:
la lettura è un esercizio pericoloso.
Meglio rimanere ignoranti, perfino nella Liturgia, e non rischiare che il diavolo s'insinui con pensieri capziosi.
A chi gli chiedeva l'uso di un salterio, rispose...

« [...] quando avrai avuto il salterio, bramerai il breviario.
E avuto il breviario, ti assiderai in cattedra come un solenne prelato e dirai al tuo fratello: "Portami il breviario!"
. »

« Poi il beato Francesco riprese:
"Fratello, anch'io sono stato tentato così di avere dei libri"
[...] Tanti sono quelli che volentieri si elevano alla scienza, che sarà beato chi si renderà sterile per amore del Signore Dio
. » [2]

➔ Sulle punizioni inflitte ai preti macchiatisi di pratiche magiche:

Stregoni letterati. Magia della Scrittura


Nota alle immagini ---

_Le miniature del post provengono dal manoscritto Add MS 62925, digitalizzato nel sito della British Library:
folii 44r, 39v e 30r.


Note al testo ---

[1] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 137.

[2] Cfr. Compilazione di Assisi, L'insidia della scienza in
Fonti Francescane, Editrici Francescane, Padova, 2004 -ff 1650.

giovedì 18 agosto 2022

Donna-belva: lo Spirito femminile del bosco.

I popoli asiatici immaginavano lo Spirito dominatore del Bosco nelle sembianze di una donna.
L'etnografo Dmitry Zelenin ne cita alcuni...

« I popoli del Caucaso per lo più si immaginano lo spirito tutore della caccia sotto le spoglie di una fanciulla solitaria; quaneo il cacciatore la incontra, ella quasi sempre gli offre il suo giaciglio, si dimostra riconoscente se questi ricambia i suoi sentimenti e si vendica della sua trascuratezza.

[...] Anche presso gli Ostiachi della Siberia si ritrovano analoghi racconti sullo spirito femminile del bosco Vont-junk-ni, che seduce il cacciatore ad unirsi in matrimonio.

[...] in accordo anche a quanto dice l'antico proverbio russo "i lari [divinità del focolare] sono nemici dello spirito del bosco", cioè lo spirito della casa e quello del bosco sono nemici tra loro. » [1]

Questo spirito-donna regnava sulle belve, ed era opposta allo Spirito domestico del fuoco. [1]
Una copia della dea greca lunare Artemide?

In un tondo, dal Collegio del Cambio di Perugia, la vediamo con i suoi principali attributi:
una mezzaluna e la faretra di frecce.
Robert Graves spiega che dietro l'arco c'è il simbolo di Artemide:
la faretra è una stilizzazione della Luna...

« La Vergine dall'Arco d'Argento, che i Greci introdussero nella famiglia olimpica, era il membro più giovane della famiglia di Artemide, poiché 'Artemide' era un appellativo della triplice dea-Luna.
[...] Il suo arco d'argento è il simbolo della luna nuova. » [2]


➔ Sulla donna dalle sembianze animali ---

Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...


➔ Il culto selvaggio di Artemide "cristianizzato" ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso:
il mito sciamanico della Signora degli Animali
.


Note alle immagini ---

_In apertura del post, miniatura dal manoscritto 4751 visibile scansionato nel sito della British Library: folio 11v.

_In conclusione, una decorazione dal soffitto del Nobile Collegio del Cambio di Perugia con figure mitologiche, dipinte all'inizio del '500.


Note al testo ---

[1] Cfr. Zelenin, Tabù linguistici nelle popolazioni dell'Europa orientale e dell'Asia settentrionale, saggio del 1928 edito in lingua italiana nei Quaderni di semantica, Il Mulino, Bologna, 1988, pp. 241 e 248.

[2] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1983, nota 1 a p. 74.

lunedì 8 agosto 2022

Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.

« Parli del diavolo e spuntano le corna! »

È un modo di dire popolare che cela un monito magico-religioso.
Guai a nominare un dio: c'è il rischio di evocarlo!

Beccaria lo spiegava bene...

« I detti sul "nomini il diavolo e il diavolo compare" sono appunto legati alla primitiva credenza che la menzione esplicita di una divinità o demone rischia di provocare la sua apparizione immediata:
invocando si evoca l'essere pericoloso che la parola nomina e che a quell'essere è indissolubilmente legata
. » [1]

Nominare significa possedere.
Gli dèi antichi tenevano nascosto il vero nome, in modo che nessuno ne acquisisse il potere.
Andrea Romanazzi spiega...

« La consuetudine di tener nascosto il primo nome si estendeva, nell'antichità, anche agli dèi.

Essi erano infatti conosciuti con moltissimi appellativi per distogliere l'attenzione dal nome vero, il quale avrebbe dato, a colui che ne fosse venuto a conoscenza, gli stessi poteri del dio. » [2]

Questa usanza riguardava tutti gli dèi antichi, anche quello ebraico-cristiano che diffidava i suoi devoti dal nominarlo.

« Ritroviamo la stessa importanza del nome di Dio nella Bibbia, ove il primo comandamento afferma perentoriamente:
"Non pronunciare il nome di Dio invano"
. » [2]

Un capolettera miniato, da un manoscritto devozionale olandese, ci mostra la testa di Dio:
è contornata da cartigli che recano i suoi dieci nomi...
➔ Forza evocatrice della Lingua:

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


Note alle immagini ---

_La miniatura sopra è tratta dal Walters Art Museum di Baltimora (U.S.A.).
La segnatura è: Ms W. 171, folio 3r.

_In apertura del post, è un disegno con il diavolo che appare ad un monaco tratto da un manoscritto della British Library:
Add ms 11390, folio 2v.


Note al testo ---

[1] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, 2000, pp. 116, 118.

« Chi conosceva il nome di un dio, lo teneva nelle sue mani.
In una narrazione egizia si racconta che Iside induce con astuzie il dio Sole, Rê, a rivelarle il nome, e in quel modo essa acquista la signoria su di lui e su tutti gli altri dèi
.

[...] Anche i diversi nomi di Odino sono le maschere sotto le quali è celata l'identità possente e terribile del dio.
Possedere il nome è possedere il potere di chi lo porta
. »


[2] Cfr. Romanazzi, La stregoneria in Italia: scongiuri, amuleti e riti della tradizione, Venexia, Roma, 2007, pp. 32-34.

mercoledì 27 luglio 2022

Cacciatori: attenti allo Spirito del bosco.


L'etnografo russo Dmitry Zelenin spiegava che i cacciatori dovessero fare molta attenzione alle bestie uccise:
le loro anime si sarebbero vendicate dopo la morte.

« La vendetta da parte delle bestie uccise viene concepita dai cacciatori in modo differente:
si vendica la specie dell'animale, si vendica l'anima dell'animale ucciso, si vendica lo spirito dominatore del bosco
[...] L'idea della rinascita degli animali uccisi ha assorbito le varie concezioni sulla vendetta di queste bestie dopo la morte
. »

[...] L'esigenza di osservare un completo silenzio e tranquillità durante la caccia si forma [...] dall'idea del fine udito delle bestie, spaventate dal minimo rumore ed in grado di comprendere il linguaggio umano. » [1]

Occorreva avere rispetto per lo Spirito del Bosco:
non bisognava mai menzionare l'animale cacciato.
Le bestie capiscono bene la lingua degli uomini...

« Le parole sostitutive erano anche usate perché ritenute incomprensibili alle bestie, in grado di capire quanto l'uomo diceva.

Il cacciatore e il pescatore cercavano di propiziare gli spiriti degli animali che uccidevano rivolgendosi a loro con un linguaggio complimentoso e persuasivo
.

[...] L'orso in Russia ha nomi quali bellissima bestia, buona bestia, egregio, onorevole, grand'uomo, epiteti come peloso, forte. » [2]

Nella tradizione sciamanica siberiana si riflette l'antico sciamanesimo europeo:
studiarla ci mette a contatto con pratiche radicate anche in Europa, fino al MedioEvo.

Il rispetto che san Francesco mostra nelle Fonti medievali per gli animali, ha la stessa origine:
la reverenza arcaica per lo Spirito del bosco.

« [...] il detto lupo si fa incontro a santo Francesco, con la bocca aperta; ed appressandosi a lui santo Francesco gli fa il cenno della santissima croce, e chiamollo a sé e disse così:
"Vieni qui, frate Lupo, io ti comando dalla parte di Cristo che tu non facci male né a me né a persona
. » [3]

Un post sul 'patto' magico con il Lupo ---

Da san Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.


Note alle immagini ---

_La tavola in conclusione, con San Francesco che stringe la zampa del feroce lupo di Gubbio, che ha appena sbranato un bambino sullo sfondo, è attribuita al pittore senese Sassetta:
vedi la relativa pagina nel sito della National Gallery di Londra.

_Le miniature nel post provengono dal manoscritto Add Ms 62925, visibile nel sito della British Library:
folii 49v, 50v e 97r.


Note al testo ---

[1] Cfr. Zelenin, Tabù linguistici nelle popolazioni dell'Europa orientale e dell'Asia settentrionale, saggio del 1928 edito in lingua italiana nei Quaderni di semantica, Parte I IX (1988), pp. 240, 245-246.

[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, pp. 107-108.

[3] Cfr. Fioretti, Capitolo XXI in
Fonti Francescane, Editrici Francescane, Padova, 2004 -ff 1852.

lunedì 4 luglio 2022

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso:
il mito sciamanico della Signora degli Animali.

Un manoscritto francese dalla Morgan Library di New York ci mostra un orso con in mano l'attributo del lavoro femminile:
una conocchia.

Il legame tra l'Orso e la Donna non è frutto di fantasia.

L'orso è uno degli animali di potere di Artemide:
come spiega Robert Graves, l'Orsa Maggiore era un attributo celeste della Dea...

« Il mito di Callisto è stato ispirato dalle due bimbe vestite da orse che partecipavano alla festa attica in onore di
Artemide Brauronia, e circonda anche il tradizionale legame che univa Artemide all'Orsa Maggiore
. » [1]

Il legame tra Artemide e l'Orsa sopravvisse, a Creta, nella chiesa sorta nella Grotta di Panagia Arkoudiotissa:
qui si tramandava che l'orso fosse stato pietrificato nella stallagmite, per l'intervento della Madonna, invocata dalle incessanti preghiere dei monaci.



L'astronomo Carlo Matti, in un libro sulle divinità pagane alla base della Costellazioni, spiega come le 'Orse' del cielo fossero, in origine, le sacerdotesse di Artemide:
le seguaci della Dea, per celebrarla, assumevano l'aspetto degli animali a Lei sacri...

« Divenire un'orsa nel culto arcaico non era una punizione per una trasgressione ma un onore.
Divenendo orse le sacerdotesse acquisivano l'energia della dea-Orsa Artemide, divenivano la dea stessa
.

[...] A queto punto è facile immaginare le sacerdotesse di Brauron danzare in cerchio, impersonando le orse, indossando forse pelli e copricapi in stile persiano simili a quelli con cui Artemide spesso viene raffigurata nell'iconografia antica. » [2]

Un costume che doveva essere molto simile a quello indossato dalla Artemis Bendis in questa terracotta tarantina del IV secolo a. C.:
da notare il verso della belva che sormonta la Sua testa...
Dietro i miti pagani, ci sono pratiche stregonesche e sciamaniche ancora più remote.

Mircea Eliade spiegava il culto primitivo della Grande Madre degli Animali:
sacrificare a Lei era indispensabile per avere fortuna nelle battute di caccia...

« esso tradisce tracce di una mitologia 'matriarcale' tardiva, nella quale si possono già individuare i segni della reazione 'maschile' (eroica) contro l'onnipotenza della Donna (= Madre).

[...] Vale solo tener presente che come la Gran Madre degli Animali accorda agli uomini -specie agli sciamani- il diritto di cacciare e di nutrirsi della carne degli animali, del pari gli "spiriti protettori donne" danno agli sciamani gli spiriti ausiliari che, in un certo modo, sono ad essi indispensabili per i loro viaggi estatici. » [3]

- - -

◉ Sulla Signora delle Belve, vedi anche...

La Bella e la Bestia. Tracce medievali di un mito Matriarcale.

Artù e sant'Orso: i due devoti di Artio, la dea celtica degli Orsi.

Donna-belva: lo Spirito femminile del bosco.

I cervi della Dea: non spezzare il Triangolo.


Note alle immagini ---

_La miniatura in apertura, con un orso che stringe la conocchia, è tratta dal manoscritto M. 1004 della Morgan Library:
nel sito della Biblioteca americana puoi vederne una scansione: folio 53r.

_La terracotta tarantina proviene dalla sezione archeologica del museo di Palazzo Kinský a Praga:
vedi le relative pagine su Wikimedia.

_La miniatura in conclusione, con un orsetto che divora una testa umana, è tratta dal manoscritto 62925 visibile nel sito della British Library: folio 51r.


Note al testo ---

[1] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1983, nota 4 a p. 75.

[2] Cfr. Carlo Matti, Bestiario del cielo. Il significato segreto delle costellazioni, Ca' del Monte, Amazon, Polland, p. 20.

[3] Cfr. Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi, Edizioni Mediterranee, Roma, 1974, pp. 100 e 103.