L'isolamento eremitico è stato, sempre, visto con sospetto:
chi viveva appartato, nell'ombra, specie nei secoli passati, aveva (certo!) qualcosa da nascondere...
« Sono i folli, persone portatrici di qualche disavventura o di un qualche disagio psichico, gente bandita dalla comunità, eretici, lebbrosi, streghe, donne 'perdute', picari, mendicanti, chierici erranti
Erano quelli, insomma, che avevano qualche ragione per far dimenticare la propria esistenza e si davano alla macchia. » [1]
I solitari si associavano ad esseri primitivi e demoniaci:
il mondo contadino ricorreva a tecniche per inibire il dèmone forastico...
« Era d'uso, per tener lontano l'uomo selvatico, mettere uno staio di miglio sulla soglia:
il selvatico l'avrebbe rovesciato, per passare poi l'intera notte a raccogliere i grani sparsi. » [2]
Sull'altopiano leonessano, in Valnerina, il dèmone era così legato all'Oltretomba che mutuava il Suo nome dagli Inferi...
« Come i suoi congeneri mitici, 'lu 'nferiatu' vive in una grotta la quale rappresenta un'opposizione ideale alla capanna, alla casa in muratura ed allo spazio ordinato del villaggio.
Così come l'anormalità, asocialità, e inciviltà della creatura 'selvaggia' si contrappone alla normalità del vivere associato
[...] l'Uomo Selvatico presenta caratteristiche quasi sciamaniche dovute alla sua totale compenetrazione con la natura. » [3]
La conversione dei pagani che credevano negli sciamani passava attraverso la conquista del Bosco...
« Comunque ci volle molto tempo per conquistare le campagne e per convertire quei pagani che erano i rustici e i contadini.
Nelle foreste si stabilirono i monaci e le purificarono dissodandole: dove prima si trovavano dei boschi sacri venivano fondati dei monasteri. » [1]
Tra questi 'folli' abitanti del bosco, pure il poeta Francesco Petrarca -tra i coevi- aveva fama lugubre (!) da stregone.
→ Il nome stesso della località in cui viveva appartato nella foresta, Selvapiana, la dice lunga sulla fama forastica del luogo.
Giovanni Crocioni, in Tradizioni popolari nella letteratura italiana, scriveva...
« [...] il vate Petrarca, dico, come Dante, come Bacone e altri sapienti, fu sospettato mago e negromante.
Eppure la sciocca voce corse pel mondo e perdurò a lungo, tanto che verso il 1850 la casa che si ritenne abitata dal Petrarca in Selvapiana, era ancora chiamata la cà del sterion, la casa dello stregone, il quale altri non sarebbe che Francesco Petrarca. » [4]
➔ Mutazione sessule e comunicazione con l'Aldilà:
Sciamani Transessuali a colloquio coi Morti. Potere dell'uomo che si trasforma in donna...
➔ Pratiche sciamaniche nel mito francescano:
I funghi e le stimmate: una visione serafica o allucinogena?
Lo sciamano insanguinato. Convegno a Perugia: pillole introduttive.
◉ Uso della Magia tra i religiosi:
Incantare è pregare? Quando il prete diventa uno Stregone.
◉ Culto della Natura sopravvissuto nella devozione cristiana ---
Le porte di Ade: il sacro Bosco inviolabile.
Nella selva oscura: gli uomini del Bosco.
Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.
◉ Matriarcato e demonizzazione della Natura nel culto cristiano ---
Donna-Albero e alberi stregati.
Le acque uterine della Dèa: all'Eremo di Santa Maria Giacobbe.
La fonte magica nelle viscere del Santuario. Alla Madonna delle Fontanelle di Magione.
Le sacerdotesse di San Fortunato: i misteri delle grotte di Montefalco.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura a margine di un folio con un dèmone che si manifesta ad un eremita: sarà (solo) una visione?
➔ È tratta dalle Decretali Smithfield della British Library.
Per segnatura: Royal 10 E IV, folio 113 verso.
Note al testo ---
[1] Cfr. Michela Zucca, Donne delinquienti. Storie di streghe, eretiche, ribelli, bandite, tarantolate, Tabor, Valle di Susa, 2021, pp. 42, 104-105.
[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 184.
[3] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chavez Hualpa, "Mio padre mi disse": tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, pp. 218-219.
[4] Cfr. Giovanni Crocioni, Le tradizioni popolari nella letteratura italiana, Leo S. Oshki Editore, Firenze, 1970, pp. 68-69.
sabato 24 gennaio 2026
venerdì 16 gennaio 2026
Magia della Croce: le Sorti dell'Anno.
Per scacciare il malocchio si usava, come protettivo, segnare la croce: tenendo lontani, così, gli Spiriti maligni...
« Era usanza generale tracciare la croce sul pane prima di lasciarlo lievitare
[...] Nel Nursino è diffusa l'usanza di tracciare la croce sia sul lievito del pane che sul pane appena impastato, si crede fermamente che il malocchio possa impedire al pane di lievitare. » [1]
Le divinazioni incrociate servivano a trarre un responso sugli eventi futuri.
Isabella Dignatici e Luciana Nora, in un libro sulle superstizioni contadine, ci spiegano il metodo...
« Non di rado si procedeva anche a verifiche (calendri e scalendri) per cui i giorni presi in esame erano 24 e ai primi 12 venivano abbinati i 12 mesi nella loro successione ordinaria (gennaio, febbraio, ecc.), mentre agli altri 12 erano contrapposti i mesi in successione rovesciata (dicembre, novembre, ecc.)
e il → giorno 25 [gennaio], San Paolo (San Pevel di segn), si faceva il computo dell'osservazione; se il 9 e il 16, che stavano a rappresentare settembre, erano entrambi sereni si pensava che il mese sarebbe stato buono. » [2]
L'uso della divinazione a croce era consolidato, ma guai a formare la croce nei giorni festivi:
quando tutto ciò che poteva evocarla, in casa, fino ai lavori a maglia, era sospeso...
« Il tabù dei ferri da calza.
Nei giorni di festa, un tempo, si evitava di fare la maglia perché lavorando con i ferri si forma continuamente la croce. » [1]
Tracciare la croce sulla cenere serviva a proteggere la casa, durante la notte, da visite oscure...
« Le croci tracciate la sera sulla cenere impediscono l'entrata delle streghe in casa. » [1]
➔ Amuleti apotropaici e scongiuri contro il malocchio:
Invidia degli Dèi: l'occhio magico che getta il 'Malocchio'.
➔ Pratiche magiche nella devozione cristiana ---
Incantare è pregare? Quando il prete diventa uno Stregone.
Preti maghi: lezioni di Superstizione...
◉ Uso della divinazione nella cultura popolare:
M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.
Uccelli stregati: divinare con le poppe...
➔ Proibizioni nella Magia antica ---
Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.
Terra Madre: violenza e Tabù.
➔ Uso della divinazione nelle Fonti Francescane:
L'Oracolo del cerchio: una divinazione ballata nei Fioretti di san Francesco.
➔ Come assicurare la protezione notturna:
Manofica contro Ombre: gli Spiriti della notte.
Madonna o Dea Cumina? Il folletto che insidia le culle...
➔ Evocazione (protettiva) degli Antenati:
Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con Vescovo crociato che brandisce lancia e scudo (da notare il corpo 'bifronte').
Manoscritto Stowe 17 della British Library: folio 206 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero religioso e magico in Tra cielo e terra. Religione e mangia nel mndo rurale della Valnerina, Vol. II, Edicit, Foligno, 2009, pp. 164 e 532.
➔ Per le croci tracciate sulla cenere, Polia si riferiva ad un racconto dell'etnografo abruzzese Gennaro Finamore.
[2] Cfr. Isabella Dignatici e Luciana Nora, La condizione contadina e l'esperienza del sacro. Forme e aspetti della religiosità popolare, Comune di Carpi, 1982, p. 10.
« Era usanza generale tracciare la croce sul pane prima di lasciarlo lievitare
[...] Nel Nursino è diffusa l'usanza di tracciare la croce sia sul lievito del pane che sul pane appena impastato, si crede fermamente che il malocchio possa impedire al pane di lievitare. » [1]
Le divinazioni incrociate servivano a trarre un responso sugli eventi futuri.
Isabella Dignatici e Luciana Nora, in un libro sulle superstizioni contadine, ci spiegano il metodo...
« Non di rado si procedeva anche a verifiche (calendri e scalendri) per cui i giorni presi in esame erano 24 e ai primi 12 venivano abbinati i 12 mesi nella loro successione ordinaria (gennaio, febbraio, ecc.), mentre agli altri 12 erano contrapposti i mesi in successione rovesciata (dicembre, novembre, ecc.)
e il → giorno 25 [gennaio], San Paolo (San Pevel di segn), si faceva il computo dell'osservazione; se il 9 e il 16, che stavano a rappresentare settembre, erano entrambi sereni si pensava che il mese sarebbe stato buono. » [2]
L'uso della divinazione a croce era consolidato, ma guai a formare la croce nei giorni festivi:
quando tutto ciò che poteva evocarla, in casa, fino ai lavori a maglia, era sospeso...
« Il tabù dei ferri da calza.
Nei giorni di festa, un tempo, si evitava di fare la maglia perché lavorando con i ferri si forma continuamente la croce. » [1]
Tracciare la croce sulla cenere serviva a proteggere la casa, durante la notte, da visite oscure...
« Le croci tracciate la sera sulla cenere impediscono l'entrata delle streghe in casa. » [1]
➔ Amuleti apotropaici e scongiuri contro il malocchio:
Invidia degli Dèi: l'occhio magico che getta il 'Malocchio'.
➔ Pratiche magiche nella devozione cristiana ---
Incantare è pregare? Quando il prete diventa uno Stregone.
Preti maghi: lezioni di Superstizione...
◉ Uso della divinazione nella cultura popolare:
M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.
Uccelli stregati: divinare con le poppe...
➔ Proibizioni nella Magia antica ---
Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.
Terra Madre: violenza e Tabù.
➔ Uso della divinazione nelle Fonti Francescane:
L'Oracolo del cerchio: una divinazione ballata nei Fioretti di san Francesco.
➔ Come assicurare la protezione notturna:
Manofica contro Ombre: gli Spiriti della notte.
Madonna o Dea Cumina? Il folletto che insidia le culle...
➔ Evocazione (protettiva) degli Antenati:
Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con Vescovo crociato che brandisce lancia e scudo (da notare il corpo 'bifronte').
Manoscritto Stowe 17 della British Library: folio 206 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero religioso e magico in Tra cielo e terra. Religione e mangia nel mndo rurale della Valnerina, Vol. II, Edicit, Foligno, 2009, pp. 164 e 532.
➔ Per le croci tracciate sulla cenere, Polia si riferiva ad un racconto dell'etnografo abruzzese Gennaro Finamore.
[2] Cfr. Isabella Dignatici e Luciana Nora, La condizione contadina e l'esperienza del sacro. Forme e aspetti della religiosità popolare, Comune di Carpi, 1982, p. 10.
venerdì 9 gennaio 2026
Sciamani Transessuali a colloquio coi Morti. Potere dell'uomo che si trasforma in donna...
Gli sciamani che cambiavano identità sessuale erano temuti.
Lo sciamano che acquisiva il potere dell'altro sesso si considerava dotato/a di poteri magici: conferiti da uno Spirito Animale.
In un (curioso) saggio di antropologia e mitologia comparata, La renna di Ercole, leggiamo...
« Presso numerosi popoli della Siberia e dell'America settentrionale, infatti, il transessualismo degli sciamani è piuttosto comune; anzi, si pensa che gli sciamani che hanno cambiato sesso possiedano poteri maggiori rispetto agli altri, motivo per cui sono molto temuti. » [1]
« Di solito è uno spirito a imporre la metamorfosi, apparendo al futuro sciamano durante la pubertà, quando si manifestano le prime visioni. » [1]
Le pratiche sciamaniche erano comuni (anche) ai popoli europei primitivi: studiarle consente di comprendere (meglio) narrazioni mitiche il cui significato ci sfugge.
L'uccello che fa a pezzi lo sciamano nella trance, e ne ricompone poi le ossa, conferisce allo sciamano stesso i poteri taumaturgici.
Mircea Eliade scriveva...
« Quando l'anima ha conseguito la maturità, l'uccello ritorna sulla terra, taglia il corpo del candidato a pezzi, che egli distribuisce tra gli spiriti malvagi delle malattie e della morte.
Ciascuno di questi spiriti divora il pezzo del corpo che gli spetta, il che ha per effetto l'acquisizione, da parte del futuro sciamano, della facoltà di guarire le corrispondenti malattie. » [2]
L'uccello conduce lo Sciamano al cospetto degli Spiriti che abitano gli Inferi: sezionandone il corpo...
« Secondo un mito dei Netsy, una volta un taglialegna si trovò improvvisamente sul dorso di un uccello mirvy, dal quale egli cadde poi, attraverso una buca, negli Inferi.
Là egli vagò dalla dimora di uno spirito a quella di un altro e li dovette riconoscere di volta in volta. In seguito fu tagliato a pezzi e di nuovo ricomposto, dopodiché uno degli spiriti lo ricondusse in superficie.
Questa esperienza era considerata l'iniziazione dell'uomo al ruolo di sciamano, soprattutto tenendo conto della dissezione da questi subita e della ricomposizione del suo corpo da parte degli spiriti. » [3]
Nelle culture tribali primitive, il paredro Animale è l'essere psicompo che guida lo sciamano al cospetto dei Morti...
« Che si tratti di accompagnare l'anima di un defunto alla sua nuova dimora, di recuperare l'anima di un malato rapita dagi spiriti, o, ancora, di consegnare alla divinità l'anima di un animale sacrificato, il viaggio nel mondo degli spiriti è una costante irrinunciabile di queste pratiche.
È un'impresa che lo sciamano compie per lo più accompagnato da spiriti aiutanti, che spesso assumono la forma di animali (orsi, lupi, alci, cervi, corvi), incaricati di assisterlo per superare i pericoli del viaggio. » [1]
➔ Sciamanesimo e Arte: 'creatività' nel rituale:
Arte Sciamanica: disponi le Ossa per il sacrificio gradito agli Spiriti.
➔ Animali incarnazione degli Antenati:
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
➔ Follia associata agli Sciamani e loro censura:
Lo sciamano e i selvaggi: 'folli' che abitano il bosco.
➔ Potere della Madre (Infera) e culto degli animali:
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.
➔ Oscurità nei culti femminili e contatto coi Morti:
Donne protettrici: la Madonna vs Ecate.
Le streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve.
➔ Iniziazione sciamanica e sangue taumaturgico nel filtro medievale del mito francescano:
Lo sciamano insanguinato. Convegno a Perugia: pillole introduttive.
Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.
L'equinozio d'Autunno e le Stimmate: la morte (rituale) dell'Anno.
◉ Sesso mutante: potere magico o punizione divina?
_Nella cultura arcaica, la sessualità ha potere Sacrale.
Gli antichi greci ne attribuivano ad una dèa, Afrodite, il dominio: rendendo impotenti i profanatori del Suo tempio...
« Nel primo libro delle Storie, Erodoto menziona infatti una particolare categoria di indovini chiamati Enarei, discendenti di quegli Sciti che, durante la campagnia militare contro l'Egitto, saccheggiarono il tempio di Afrodite ad Ascalona e furono perciò puniti dalla dea con la malattia muliebre, cioè resi impotenti. »
Cfr. Carlo Ferrari, La renna di Ercole, pp. 66-67 [nota 1].
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura dal Salterio Luttrell con un uomo calvo (la calvizie era, nel mondo antico, attributo d'impotenza virile e di omosessualità) con il rossetto alle labbra e una civetta (attributo, propriamente, femminile) al fianco: proviene dalla British Library.
Per segnatura: Ms 42130, folio 52 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Carlo Ferrari, La renna di Ercole. Filologia e antropologia nell'opera di Karl Meuli, Officina Libraria, Roma, 2015, pp. 66-68 e p. 73.
[2] Cfr. Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi, Edizioni Mediterranee, Roma, 1974, pp. 56-57.
Lo sciamano che acquisiva il potere dell'altro sesso si considerava dotato/a di poteri magici: conferiti da uno Spirito Animale.
In un (curioso) saggio di antropologia e mitologia comparata, La renna di Ercole, leggiamo...
« Presso numerosi popoli della Siberia e dell'America settentrionale, infatti, il transessualismo degli sciamani è piuttosto comune; anzi, si pensa che gli sciamani che hanno cambiato sesso possiedano poteri maggiori rispetto agli altri, motivo per cui sono molto temuti. » [1]
« Di solito è uno spirito a imporre la metamorfosi, apparendo al futuro sciamano durante la pubertà, quando si manifestano le prime visioni. » [1]
Le pratiche sciamaniche erano comuni (anche) ai popoli europei primitivi: studiarle consente di comprendere (meglio) narrazioni mitiche il cui significato ci sfugge.
L'uccello che fa a pezzi lo sciamano nella trance, e ne ricompone poi le ossa, conferisce allo sciamano stesso i poteri taumaturgici.
Mircea Eliade scriveva...
« Quando l'anima ha conseguito la maturità, l'uccello ritorna sulla terra, taglia il corpo del candidato a pezzi, che egli distribuisce tra gli spiriti malvagi delle malattie e della morte.
Ciascuno di questi spiriti divora il pezzo del corpo che gli spetta, il che ha per effetto l'acquisizione, da parte del futuro sciamano, della facoltà di guarire le corrispondenti malattie. » [2]
L'uccello conduce lo Sciamano al cospetto degli Spiriti che abitano gli Inferi: sezionandone il corpo...
« Secondo un mito dei Netsy, una volta un taglialegna si trovò improvvisamente sul dorso di un uccello mirvy, dal quale egli cadde poi, attraverso una buca, negli Inferi.
Là egli vagò dalla dimora di uno spirito a quella di un altro e li dovette riconoscere di volta in volta. In seguito fu tagliato a pezzi e di nuovo ricomposto, dopodiché uno degli spiriti lo ricondusse in superficie.
Questa esperienza era considerata l'iniziazione dell'uomo al ruolo di sciamano, soprattutto tenendo conto della dissezione da questi subita e della ricomposizione del suo corpo da parte degli spiriti. » [3]
Nelle culture tribali primitive, il paredro Animale è l'essere psicompo che guida lo sciamano al cospetto dei Morti...
« Che si tratti di accompagnare l'anima di un defunto alla sua nuova dimora, di recuperare l'anima di un malato rapita dagi spiriti, o, ancora, di consegnare alla divinità l'anima di un animale sacrificato, il viaggio nel mondo degli spiriti è una costante irrinunciabile di queste pratiche.
È un'impresa che lo sciamano compie per lo più accompagnato da spiriti aiutanti, che spesso assumono la forma di animali (orsi, lupi, alci, cervi, corvi), incaricati di assisterlo per superare i pericoli del viaggio. » [1]
➔ Sciamanesimo e Arte: 'creatività' nel rituale:
Arte Sciamanica: disponi le Ossa per il sacrificio gradito agli Spiriti.
➔ Animali incarnazione degli Antenati:
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
➔ Follia associata agli Sciamani e loro censura:
Lo sciamano e i selvaggi: 'folli' che abitano il bosco.
➔ Potere della Madre (Infera) e culto degli animali:
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.
➔ Oscurità nei culti femminili e contatto coi Morti:
Donne protettrici: la Madonna vs Ecate.
Le streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve.
➔ Iniziazione sciamanica e sangue taumaturgico nel filtro medievale del mito francescano:
Lo sciamano insanguinato. Convegno a Perugia: pillole introduttive.
Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.
L'equinozio d'Autunno e le Stimmate: la morte (rituale) dell'Anno.
◉ Sesso mutante: potere magico o punizione divina?
_Nella cultura arcaica, la sessualità ha potere Sacrale.
Gli antichi greci ne attribuivano ad una dèa, Afrodite, il dominio: rendendo impotenti i profanatori del Suo tempio...
« Nel primo libro delle Storie, Erodoto menziona infatti una particolare categoria di indovini chiamati Enarei, discendenti di quegli Sciti che, durante la campagnia militare contro l'Egitto, saccheggiarono il tempio di Afrodite ad Ascalona e furono perciò puniti dalla dea con la malattia muliebre, cioè resi impotenti. »
Cfr. Carlo Ferrari, La renna di Ercole, pp. 66-67 [nota 1].
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura dal Salterio Luttrell con un uomo calvo (la calvizie era, nel mondo antico, attributo d'impotenza virile e di omosessualità) con il rossetto alle labbra e una civetta (attributo, propriamente, femminile) al fianco: proviene dalla British Library.
Per segnatura: Ms 42130, folio 52 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Carlo Ferrari, La renna di Ercole. Filologia e antropologia nell'opera di Karl Meuli, Officina Libraria, Roma, 2015, pp. 66-68 e p. 73.
[2] Cfr. Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi, Edizioni Mediterranee, Roma, 1974, pp. 56-57.
sabato 3 gennaio 2026
Stalla profetica: cosa dicono gli Animali?
Interpretare la voce degli animali era una pratica divinatoria frequente, che persistette in età Moderna.
Nei sinodi diocesani se ne trovano tracce...
« Un concilio bolognese del 1634 parla di auspici tratti ex quadrupedum vocibus, aviumque garritu, ac volatu ». [1]
Capire i discorsi degli animali era importante per prevenirne le mosse ostili. Andreina Ciceri, in proposito, scriveva...
« Nel Pordenonese, è passato nei racconti il dialogo tra il bovaro e i buoi: Bo-da fora e Bo-da man - che mestier femo doman?
Porteremo il paron a la sepoltura! » [2]
Gli animali della stalla cospirano contro il padrone:
occorre difendersi...
« Si crede, per esempio, che nella notte tra il 5 e 6 gennaio le mura diventino di ricotta, e che le bestie parlino tra di loro;
ma guai a chi ascoltandone i discorsi, andasse a riferirli:
morirebbe sul colpo. » [2]
La credenza negli Animali parlanti, nel giorno dell'Epifania, era diffusa -eccome!- pure sui monti dell'Appennino umbro...
« Anche sull'altopiano leonessano era credenza diffusa che nella notte tra il 5 e il 6 di gennaio il bestiame parlasse per benedire o per maledire l'allevatore, o il pastore cui apparteneva.
[...]"Male satolle e male 'ncecerate
malidittu che nc 'ha guardate. » [3]
Lo storico francese Jean Delumeau citava un manuale per esorcisti di metà '400 -noto come Libro d'Egidius- in cui all'anima vagante si poneva una domanda precisa...
« Se sei un'anima buona e speri nella misericordia di Dio, peché hai preso, a quanto si dice, sembianze di bestie e di animali selvaggi? » [4]
➔ Animali 'posseduti' in cui si celano le streghe ---
Attenti alla strega: c'è una mosca nell'aria...
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Tracce sull'incarnazione degli Avi negli Animali:
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
➔ Animali incarnazione di Morti:
Animali parlanti: gli Antenati che tornano.
Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.
➔ Animali (e specchi) parlanti: credenze popolari...
Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...
Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.
➔ Tecniche per combattere i Morti:
Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.
Spettro: vai via! Il rogo del paglione.
➔ Usi per convocare i Defunti:
Il "pasto di Ecate" e le tombe segrete.
Abiti magici: potere degli Antenati.
Una statuetta per evocare il Morto: indizi nelle Fonti.
Nota alle immagini ---
_Sopra, miniature con animali incarnazioni di amanti (notarne la testa umana) dal ms 49622 della British Library:
folio 52 verso.
Note al testo ---
[1] Cfr. Cleto Corrain e Pierluigi Zampini, Riti e credenze popolari nei sinodi diocesani dell'Alta Italia in La religiosità popolare nella valle padana, Atti del convegno sul folklore padano,
Modena, 1966, p. 180.
[2] Cfr. Andreina Nicoloso Ciceri, Tradizioni popolari in Friuli, volume II, Chiandetti, Udine, 1982, nota 46 a p. 651.
[3] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chàvez Hualpa, "Mio padre mi disse". Tradizione, religione e magia sui monti dell'Alta Sabina, Il Cerchio, Rimini, 2002, p. 145.
[4] Cfr. Jean Delumeau, La paura in occidente (secoli XIV-XVIII). La città assediata, Società Editrice Internazionale, Torino, 1979, p. 125.
Nei sinodi diocesani se ne trovano tracce...
« Un concilio bolognese del 1634 parla di auspici tratti ex quadrupedum vocibus, aviumque garritu, ac volatu ». [1]
Capire i discorsi degli animali era importante per prevenirne le mosse ostili. Andreina Ciceri, in proposito, scriveva...
« Nel Pordenonese, è passato nei racconti il dialogo tra il bovaro e i buoi: Bo-da fora e Bo-da man - che mestier femo doman?
Porteremo il paron a la sepoltura! » [2]
Gli animali della stalla cospirano contro il padrone:
occorre difendersi...
« Si crede, per esempio, che nella notte tra il 5 e 6 gennaio le mura diventino di ricotta, e che le bestie parlino tra di loro;
ma guai a chi ascoltandone i discorsi, andasse a riferirli:
morirebbe sul colpo. » [2]
La credenza negli Animali parlanti, nel giorno dell'Epifania, era diffusa -eccome!- pure sui monti dell'Appennino umbro...
« Anche sull'altopiano leonessano era credenza diffusa che nella notte tra il 5 e il 6 di gennaio il bestiame parlasse per benedire o per maledire l'allevatore, o il pastore cui apparteneva.
[...]
malidittu che nc 'ha guardate. » [3]
« Se sei un'anima buona e speri nella misericordia di Dio, peché hai preso, a quanto si dice, sembianze di bestie e di animali selvaggi? » [4]
➔ Animali 'posseduti' in cui si celano le streghe ---
Attenti alla strega: c'è una mosca nell'aria...
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Tracce sull'incarnazione degli Avi negli Animali:
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
➔ Animali incarnazione di Morti:
Animali parlanti: gli Antenati che tornano.
Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.
➔ Animali (e specchi) parlanti: credenze popolari...
Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...
Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.
➔ Tecniche per combattere i Morti:
Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.
Spettro: vai via! Il rogo del paglione.
➔ Usi per convocare i Defunti:
Il "pasto di Ecate" e le tombe segrete.
Abiti magici: potere degli Antenati.
Una statuetta per evocare il Morto: indizi nelle Fonti.
Nota alle immagini ---
_Sopra, miniature con animali incarnazioni di amanti (notarne la testa umana) dal ms 49622 della British Library:
folio 52 verso.
Note al testo ---
[1] Cfr. Cleto Corrain e Pierluigi Zampini, Riti e credenze popolari nei sinodi diocesani dell'Alta Italia in La religiosità popolare nella valle padana, Atti del convegno sul folklore padano,
Modena, 1966, p. 180.
[2] Cfr. Andreina Nicoloso Ciceri, Tradizioni popolari in Friuli, volume II, Chiandetti, Udine, 1982, nota 46 a p. 651.
[3] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chàvez Hualpa, "Mio padre mi disse". Tradizione, religione e magia sui monti dell'Alta Sabina, Il Cerchio, Rimini, 2002, p. 145.
[4] Cfr. Jean Delumeau, La paura in occidente (secoli XIV-XVIII). La città assediata, Società Editrice Internazionale, Torino, 1979, p. 125.
mercoledì 24 dicembre 2025
Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?
La rinascita della Luce, a Natale, spingeva gli spiriti 'maligni' a rifugiarsi nella selva: tra gli alberi, nell'oscurità.
Nel giorno successivo, a Santo Stefano, si organizzava nelle campagne una battuta di 'caccia' per stanarli.
Su questo rito violento, Luciana Nora e Isabella Dignatici in un catalogo scrivevano...
« Nel giorno di Santo Stefano o nel giorno dell'Epifania, detta popolarmente "Pasquetta", era uso comune per i contadini bastonare con ramoscelli gli alberi da frutto.
[...] L'azione della bastonatura era accompagnata da tiritere somiglianti a formule magiche ». [1]
Gli dèi, come gli Antenati, risiedevano negli alberi:
fertilità anti-stregonica radicata, nella devozione popolare, tanto che se ne trovano (chiari) indizi pure nel culto dei santi umbri primitivi che i frati assimilarono.
Nella Vita di San Fortunato dal Lezionario del duomo di Spoleto (secoli XII-XIII), si legge...
« La sua verga, con la quale quando viveva era solito stimolare i buoi durante il lavoro, (come affermano gli abitanti del luogo lì intorno) fu da lui piantata e subito, mettendo radici, crebbe così maestosa, che per amore del padre beatissimo ne è da tutti venerata la straordinaria bellezza.
[...] A gara il popolo cristiano non cessa di conservare nelle proprie case, e con viva devozione, pezzetti di quest'albero, staccati e portati via a protezione e difesa contro le arti demoniache » [2]
Nell'immaginario magico popolare le Entità, che regnavano nell'oscurità, non potevano sopportare la luce diurna.
Gli Spiriti si rifugiavano nel Bosco: la loro (più) antica dimora.
L'evangelizzazione nella foresta era insidiosa:
il bosco era per i predicatori cristiani, specie se francescani, il terreno di conquista più importante.
Il folklorista romagnolo Paolo Toschi spiegava...
« I primi templi erano costituiti da boschi sacri.
La mentalità primitiva attribuiva un'anima anche alle piante e si credeva che gli spiriti arborei avessero dei poteri benefici straordinari, come, ad esempio, procurare la pioggia, far crescere il raccolto, moltiplicare il bestiame » [3]
➔ Campane (e botti) che scacciano i dèmoni ---
Campane apotropaiche: amuleti per combattere i demoni.
Botti di Capodanno: un rito d'inizio Anno per spaventare gli Spiriti maligni.
◉ Mascheroni scolpiti sulle chiese per spaventare i dèmoni ---
Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.
◉ Una pratica (erbaria) magica per allontanare i demoni:
Ghirlande appese: l'esorcismo di Natale.
➔ Alberi che conducono agli Antenati:
Le porte di Ade: il sacro Bosco inviolabile.
Funghi Matti: la danza estatica nel Bosco degli Antenati.
➔ Il culto arboreo nella devozione francescana:
Nella selva oscura: gli uomini del Bosco.
Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.
➔ Predicazione cristiana e figure vegetali:
Il dio Verde: da Osiride a Cristo. Il mito (agricolo) della Rinascita.
Natura mutante: trucchi per inculcare la parola del Signore.
➔ Spiriti arborei femminili demonizzati:
Donna-Albero e alberi stregati.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con pianta antropomorfa tratta dal manoscritto 62925, noto come Salterio di Rutland, della British Library: folio 38 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Isabella Dignatici e Luciana Nora, La condizione contadina e l'esperienza del sacro. Forme e aspetti della religiosità popolare,
[2] Cfr. Silvestro Nessi - Emore Paoli, San Fortunato di Montefalco. Un evagelizzatore umbro del IV secolo, Edizioni Porziuncola, Santa Maria degli Angeli - Assisi (Pg), p. 33.
[3] Cfr. Paolo Toschi, Tradizioni popolari italiane, Edizioni ERI-Rai Radiotelevisione Italiana, Torino, 1959, p. 199.
Nel giorno successivo, a Santo Stefano, si organizzava nelle campagne una battuta di 'caccia' per stanarli.
Su questo rito violento, Luciana Nora e Isabella Dignatici in un catalogo scrivevano...
« Nel giorno di Santo Stefano o nel giorno dell'Epifania, detta popolarmente "Pasquetta", era uso comune per i contadini bastonare con ramoscelli gli alberi da frutto.
[...] L'azione della bastonatura era accompagnata da tiritere somiglianti a formule magiche ». [1]
Gli dèi, come gli Antenati, risiedevano negli alberi:
fertilità anti-stregonica radicata, nella devozione popolare, tanto che se ne trovano (chiari) indizi pure nel culto dei santi umbri primitivi che i frati assimilarono.
Nella Vita di San Fortunato dal Lezionario del duomo di Spoleto (secoli XII-XIII), si legge...
« La sua verga, con la quale quando viveva era solito stimolare i buoi durante il lavoro, (come affermano gli abitanti del luogo lì intorno) fu da lui piantata e subito, mettendo radici, crebbe così maestosa, che per amore del padre beatissimo ne è da tutti venerata la straordinaria bellezza.
[...] A gara il popolo cristiano non cessa di conservare nelle proprie case, e con viva devozione, pezzetti di quest'albero, staccati e portati via a protezione e difesa contro le arti demoniache » [2]
Nell'immaginario magico popolare le Entità, che regnavano nell'oscurità, non potevano sopportare la luce diurna.
Gli Spiriti si rifugiavano nel Bosco: la loro (più) antica dimora.
L'evangelizzazione nella foresta era insidiosa:
il bosco era per i predicatori cristiani, specie se francescani, il terreno di conquista più importante.
Il folklorista romagnolo Paolo Toschi spiegava...
« I primi templi erano costituiti da boschi sacri.
La mentalità primitiva attribuiva un'anima anche alle piante e si credeva che gli spiriti arborei avessero dei poteri benefici straordinari, come, ad esempio, procurare la pioggia, far crescere il raccolto, moltiplicare il bestiame » [3]
➔ Campane (e botti) che scacciano i dèmoni ---
Campane apotropaiche: amuleti per combattere i demoni.
Botti di Capodanno: un rito d'inizio Anno per spaventare gli Spiriti maligni.
◉ Mascheroni scolpiti sulle chiese per spaventare i dèmoni ---
Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.
◉ Una pratica (erbaria) magica per allontanare i demoni:
Ghirlande appese: l'esorcismo di Natale.
➔ Alberi che conducono agli Antenati:
Le porte di Ade: il sacro Bosco inviolabile.
Funghi Matti: la danza estatica nel Bosco degli Antenati.
➔ Il culto arboreo nella devozione francescana:
Nella selva oscura: gli uomini del Bosco.
Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.
➔ Predicazione cristiana e figure vegetali:
Il dio Verde: da Osiride a Cristo. Il mito (agricolo) della Rinascita.
Natura mutante: trucchi per inculcare la parola del Signore.
➔ Spiriti arborei femminili demonizzati:
Donna-Albero e alberi stregati.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con pianta antropomorfa tratta dal manoscritto 62925, noto come Salterio di Rutland, della British Library: folio 38 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Isabella Dignatici e Luciana Nora, La condizione contadina e l'esperienza del sacro. Forme e aspetti della religiosità popolare,
[2] Cfr. Silvestro Nessi - Emore Paoli, San Fortunato di Montefalco. Un evagelizzatore umbro del IV secolo, Edizioni Porziuncola, Santa Maria degli Angeli - Assisi (Pg), p. 33.
[3] Cfr. Paolo Toschi, Tradizioni popolari italiane, Edizioni ERI-Rai Radiotelevisione Italiana, Torino, 1959, p. 199.
domenica 14 dicembre 2025
Madonna o Dea Cumina? Il folletto che insidia le culle...
Fin dal mondo antico, era credenza che i bambini, specie se nelle culle, necessitassero di una (speciale) protezione...
« Sant'Agostino scrive che i padri romani, nel timore che i loro pargoli, specie nei primi giorni o mesi di vita, fossero vittima della perniciosa fascinazione, solevano porli sotto la protezione di una dea [...] che dalla culla (cuna) derivava il proprio nome: Cunina, quasi a dire "la custode della culla"
(De civitate Dei, 4 11). » [1]
La protezione di Cumina, sostituita dalla Madonna in Età Cristiana, era rafforzata da amuleti Apotropaici indosso al bambino...
« Quando un neonato piangeva molto, si credeva che era stato attaccato dalle streghe o dai 'folletti', in quel caso si usava tracciare sulla sua fronte segni di croce utilizzando acqua santa attinta da tre chiese diverse mescolata assieme. » [2]
« L''abitino' veniva appuntato con uno spillo sulla camicia del neonato con un duplice scopo, religioso e magico allo stesso tempo:
porre il bambino sotto la protezione divina ed allontanare da lui l'effetto letale del malocchio, dell'invidia e le streghe che s'aggiravano nottempo attorno alle culle. » [2]
La notte di Natale era un momento propizio alle sortite delle streghe:
si doveva tenere le culle sotto (stretto) controllo...
« Si temeva soprattutto che le streghe attaccassero in quella notte, i bambini restati soli nelle culle per succhiare loro il sangue, o per fare dispetti. » [2]
Il corallo, dal colore rosso apotropaico, era considerato un (ottimo) antidoto contro le streghe.
Il collezionista di amuleti Giuseppe Bellucci, riferendosi a dipinti in cui il Bambino figura con la collanina, scriveva...
« [...] i pittori restarono fedeli alla tradizione popolare, sia che copiassero modelli, a cui le madri amorose avevano di già collocato, per timore del malocchio, il corallo protettore
[...] con tanta maggior fiducia e fervore lo stesso mezzo di difesa doveva e deve esser applicato ed applicarsi alla generalità dei bambini, ritenuti dalle loro madri, come ancor oggi si verifica, continuamente insidiati dalla perfidia delle streghe e dagli influssi maligni del malocchio. » [3]
➔ Incanti paralleli: l'Animale-doppio della Strega:
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Culto Solare al femminile:
La Santa con il Terzo Occhio. Il culto della Luce in una pittura medievale.
➔ Donne (o Streghe) che vengono dagli Inferi ---
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Potere scaramantico del colore rosso ---
Non sciogliere il nodo. Un fiocco Rosso contro i dèmoni.
➔ Gallo anti-streghe: amuleti che proteggono dai dèmoni ---
Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.
➔ Come scagliare un Maleficio:
Invidia degli Dèi: l'occhio magico che getta il 'Malocchio'.
➔ Amuleti protettivi contro le streghe ---
La magia della conta: come annullare le streghe.
Campane apotropaiche: amuleti per combattere i demoni.
Il pelo malefico: un esercito di Ricci per combattere le streghe.
Note alle immagini ---
_Sopra: Madonna di Senigallia di Piero della Francesca dalla Galleria Nazionale delle Marche (Urbino).
_In apertura: Francisco Goya, Streghe (Brujas, in spagnolo).
Olio su tela dal Museo Lázaro Galdiano di Madrid, fine '700.
Vedi la pagina relativa al dipinto su Wikipedia.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero magico e religioso in Tra cielo e terra. Religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, Volume Secondo, Edicit, Foligno, 2010, p. 541.
[2] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chavez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, pp. 143 e 284-285.
[3] Cfr. Giuseppe Bellucci, Un capitolo di psicologia popolare. Gli amuleti, Unione tipografica cooperativa, Perugia, 1908, pp. 30-31.
« Sant'Agostino scrive che i padri romani, nel timore che i loro pargoli, specie nei primi giorni o mesi di vita, fossero vittima della perniciosa fascinazione, solevano porli sotto la protezione di una dea [...] che dalla culla (cuna) derivava il proprio nome: Cunina, quasi a dire "la custode della culla"
(De civitate Dei, 4 11). » [1]
La protezione di Cumina, sostituita dalla Madonna in Età Cristiana, era rafforzata da amuleti Apotropaici indosso al bambino...
« Quando un neonato piangeva molto, si credeva che era stato attaccato dalle streghe o dai 'folletti', in quel caso si usava tracciare sulla sua fronte segni di croce utilizzando acqua santa attinta da tre chiese diverse mescolata assieme. » [2]
« L''abitino' veniva appuntato con uno spillo sulla camicia del neonato con un duplice scopo, religioso e magico allo stesso tempo:
porre il bambino sotto la protezione divina ed allontanare da lui l'effetto letale del malocchio, dell'invidia e le streghe che s'aggiravano nottempo attorno alle culle. » [2]
La notte di Natale era un momento propizio alle sortite delle streghe:
si doveva tenere le culle sotto (stretto) controllo...
« Si temeva soprattutto che le streghe attaccassero in quella notte, i bambini restati soli nelle culle per succhiare loro il sangue, o per fare dispetti. » [2]
Il corallo, dal colore rosso apotropaico, era considerato un (ottimo) antidoto contro le streghe.
Il collezionista di amuleti Giuseppe Bellucci, riferendosi a dipinti in cui il Bambino figura con la collanina, scriveva...
« [...] i pittori restarono fedeli alla tradizione popolare, sia che copiassero modelli, a cui le madri amorose avevano di già collocato, per timore del malocchio, il corallo protettore
[...] con tanta maggior fiducia e fervore lo stesso mezzo di difesa doveva e deve esser applicato ed applicarsi alla generalità dei bambini, ritenuti dalle loro madri, come ancor oggi si verifica, continuamente insidiati dalla perfidia delle streghe e dagli influssi maligni del malocchio. » [3]
➔ Incanti paralleli: l'Animale-doppio della Strega:
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Culto Solare al femminile:
La Santa con il Terzo Occhio. Il culto della Luce in una pittura medievale.
➔ Donne (o Streghe) che vengono dagli Inferi ---
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Potere scaramantico del colore rosso ---
Non sciogliere il nodo. Un fiocco Rosso contro i dèmoni.
➔ Gallo anti-streghe: amuleti che proteggono dai dèmoni ---
Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.
➔ Come scagliare un Maleficio:
Invidia degli Dèi: l'occhio magico che getta il 'Malocchio'.
➔ Amuleti protettivi contro le streghe ---
La magia della conta: come annullare le streghe.
Campane apotropaiche: amuleti per combattere i demoni.
Il pelo malefico: un esercito di Ricci per combattere le streghe.
Note alle immagini ---
_Sopra: Madonna di Senigallia di Piero della Francesca dalla Galleria Nazionale delle Marche (Urbino).
_In apertura: Francisco Goya, Streghe (Brujas, in spagnolo).
Olio su tela dal Museo Lázaro Galdiano di Madrid, fine '700.
Vedi la pagina relativa al dipinto su Wikipedia.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero magico e religioso in Tra cielo e terra. Religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, Volume Secondo, Edicit, Foligno, 2010, p. 541.
[2] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chavez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, pp. 143 e 284-285.
[3] Cfr. Giuseppe Bellucci, Un capitolo di psicologia popolare. Gli amuleti, Unione tipografica cooperativa, Perugia, 1908, pp. 30-31.
lunedì 8 dicembre 2025
Attenti alla strega: c'è una mosca nell'aria...
Guai a non battezzare i bimbi appena nati.
Le streghe non perdonavano, e potevano introdursi nella camera della culla trasformate in gatte o (peggio!) -senza destare sospetti- in mosche.
“[…] la sùrbile usa trasformarsi in una specie di mosca, oppure in gatto. Nel primo caso s’introduce nella stanza del bimbo dormiente attraverso il buco della serratura che, per precauzione, viene chiuso con cera d’api. Lo scopo della visita della sùrbile è quello di succhiare il sangue ai neonati non battezzati.” [1]
Domenico Mammoli, riassumendo il Processo alla strega Matteuccia di Todi [1428], riporta l'accusa principale mossa alla donna a cui si contestava (proprio) di aver assunto la forma di una mosca (!) per recarsi al sabba.
« musipula / mosca, animale nel quale si trasforma la Matteuccia di Francesco per effettuare i suoi viaggi al noce di Benevento in groppa al demonio trasformato in capro. » [2]
Il verbale del Processo era chiaro...
« [...] essa stessa, trasformatasi in mosca va alla detta noce cavalcando sopra lo stesso capro andando sempre per fossati sibilando come folgore » [3]
➔ Sulla trasformazione delle streghe in mosca:
Mosca o gatta? Le trasformazioni della strega Matteuccia.
➔ Sulla trasformazione 'felina' (più famosa) vedi:
Le streghe che si trasformano in gatte.
Nota all'immagine ---
_In apertura, inatura da un Libro d'Ore dalla Morgan Library di New York visibile nel sito dell'Istituto.
Per segnatura, Ms M. 1170: folio 22 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chàvez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 212.
[2] Cfr. Domenico Mammoli, Indici in Processo alla strega Matteuccia di Francesco, Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Spoleto, 2013, p. 48.
[3] Cfr. Mammoli, Processo alla strega Matteuccia..., Res Tudertinae, Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Todi, 1977.
➔ Il passo citato del Processo riporta e traduce il folio 23 recto e si trova alle pp. 32-33.
Le streghe non perdonavano, e potevano introdursi nella camera della culla trasformate in gatte o (peggio!) -senza destare sospetti- in mosche.
“[…] la sùrbile usa trasformarsi in una specie di mosca, oppure in gatto. Nel primo caso s’introduce nella stanza del bimbo dormiente attraverso il buco della serratura che, per precauzione, viene chiuso con cera d’api. Lo scopo della visita della sùrbile è quello di succhiare il sangue ai neonati non battezzati.” [1]
Domenico Mammoli, riassumendo il Processo alla strega Matteuccia di Todi [1428], riporta l'accusa principale mossa alla donna a cui si contestava (proprio) di aver assunto la forma di una mosca (!) per recarsi al sabba.
« musipula / mosca, animale nel quale si trasforma la Matteuccia di Francesco per effettuare i suoi viaggi al noce di Benevento in groppa al demonio trasformato in capro. » [2]
Il verbale del Processo era chiaro...
« [...] essa stessa, trasformatasi in mosca va alla detta noce cavalcando sopra lo stesso capro andando sempre per fossati sibilando come folgore » [3]
➔ Sulla trasformazione delle streghe in mosca:
Mosca o gatta? Le trasformazioni della strega Matteuccia.
➔ Sulla trasformazione 'felina' (più famosa) vedi:
Le streghe che si trasformano in gatte.
Nota all'immagine ---
_In apertura, inatura da un Libro d'Ore dalla Morgan Library di New York visibile nel sito dell'Istituto.
Per segnatura, Ms M. 1170: folio 22 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chàvez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 212.
[2] Cfr. Domenico Mammoli, Indici in Processo alla strega Matteuccia di Francesco, Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Spoleto, 2013, p. 48.
[3] Cfr. Mammoli, Processo alla strega Matteuccia..., Res Tudertinae, Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Todi, 1977.
➔ Il passo citato del Processo riporta e traduce il folio 23 recto e si trova alle pp. 32-33.
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