lunedì 28 agosto 2023

Mostri pagani: Argo Panoptes e l'Agnello dell'Apocalisse.


Un manoscritto dalla British Library ci mostra la prima Visione apocalittica di Giovanni.

Un agnello con sette occhi è seduto accanto all'Eterno...


Nell'Apocalisse, si legge al versetto 5:

« Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato.

Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati sulla terra. »

L'Agnello carico di occhi è, in realtà, una Visione pagana.

Gli occhi plurimi indicano l'Onniveggenza del dio.

Raffaele Pettazzoni, grande antropologo del secolo scorso, ne "L'essere supremo nelle religioni primitive", spiegava che i Greci avessero un dio tutto cosparso di occhi...

« Tale è il caso di Argo, nel mondo greco.
Nella tradizione letteraria Argo è l'occhiuto per eccellenza;
ha occhi in numero di tre, o quattro, o cento, o diecimila, o indeterminatamente "moltissimi", "innumerevoli"
.

[...] Ad Argo egli aveva un culto come eroe eponimo della città, aveva la sua "tomba", e un suo "santuario".
Sempre ad Argo, su l'acropoli, si conservava un antichissimo simulacro (xòanon) "di Zeus" con tre occhi, due normali e un terzo su la fronte
. » [1]

Argo Panoptes [letteralmente: « tutto occhi »], dio eponimo della città greca di Argo, aveva occhi su tutto il corpo:
così veniva raffigurato nelle pitture vascolari!

L'onniscienza del dio Argo i Greci la ripresero da Osiride:
il dio egizio dai tanti occhi.

L'immagine finì nell'ultimo libro della Bibbia:
l'Apocalisse di san Giovanni da Patmos.

Il dio-Agnello dell'Apocalisse che ne scaturì era, quindi, tutto cosparso di occhi: una mediazione tra Argo e Osiride.

Plutarco, nel trattato Iside e Osiride, spiegando il nome del dio e il Suo legame con Argo, ci offre qualche indizio per capire come nacque l'Agnello cristiano di san Giovanni...

« [...] essi scrivono il nome del loro re e signore Osiride col disegno di un occhio e di uno scettro: alcuni interpretano questo nome nel senso di "dai molti occhi" perché nella lingua egiziana os significa "molto" e iri "occhio". » [2]

« La nave che i greci chiamavano Argo viene considerata come immagine della nave di Osiride, e posta tra le costellazioni in suo onore. » [2]


Note alle immagini ---

_Sopra, stampa (acquaforte) di Antonio Tempesta: illustrazione per le Metamorfosi di Ovidio, LACMA di Los Angeles, 1606.
Vedi la relativa pagina su Wikipedia.

_La segnatura del manoscritto è Ms 17333.
L'Opera è integralmente visibile nella sezione Digitised Manuscripts della British Library di Londra.
I folii citati sono 4v e 5r.

_Il vaso citato è uno stamnos, a figure rosse su fondo nero:
l'ho trovato indicato come reperto dal Kunsthistorisches Museum di Vienna.
La pittura è riprodotta in un disegno [1890] visibile su Wikipedia.


Continuità tra Dèi pagani e Santi cristiani ---

L'Origine del culto dei Santi: gemellaggi pagani.

Ercole e Marte: i guardiani della Porta e i due vescovi guerrieri di nome Ercolano.

Osiride e San Giusto: i due Annegati che regnavano sui Morti.


Note al testo ---

[1] Cfr. Raffaele Pettazzoni, L'essere supremo nelle religioni primitive: l'onniscienza di Dio, Einaudi, Torino, 1965, pp. 140-141.

[2] Cfr. Plutarco, Iside e Osiride, Adelphi, Milano, 1985, p. 69.

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