lunedì 9 gennaio 2023

Chiese Incatenate e streghe prigioniere!

Una miniatura dalle Decretali Smithfield ci mostra un Vescovo che compie un esorcismo su una chiesa:
il sagrestano, a fianco, ha appena chiuso il portone e bloccato la serratura.

Dèmoni e streghe, nel MedioEvo, spesso si annidavano nelle chiese che dovevano essere 'ripulite', usando delle 'spazzole' apotropaiche!

Le chiese venivano chiuse, bloccando così i malefici delle megere all'interno...

« Se si fossero rifugiate nelle chiese, avrebbero potuto esservi bloccate dall'accorgimento di "cingere la chiesa con un filo crudo presso terra affatto":
pratica che ricorda quanto riportato da un Sinodo di Aquileia del 1602, dove gli edifici sacri venivano cinti con catene appunto per imprigionarvi dentro le streghe
. » [1]

Nella miniatura, il diavolo fugge dalla "lanterna" della chiesa!

Incatenare le chiese era una pratica ricorrente.

Si credeva che le streghe fossero Morti privi di sepoltura:
potevano aggirarsi nel mondo dei Vivi, attratte nelle chiese dagli altri Morti, seppelliti sotto il pavimento.
Seppellire i morti in chiesa fu una pratica che durò fino all'editto napoleonico di Saint Cloud, del 1806.

« Qualche superstizione riferita dai sinodi è particolarmente curiosa, come quella di cingere gli edifici sacri con catene di ferro. Si tratta di un'operazione anti-strega, come appare dalla letteratura sull'argomento.
Streghe e maghi, con questo accorgimento, restano prigionieri e si possono catturare
. » [2]

Le punte, sia naturali sia artificiali -da cui le spazzole 'appuntite'-, avevano funzione apotropaica: scacciavano gli Spiriti Maligni.
Mario Polia ci racconta qualche caso in Valnerina.

« L'agrifoglio. A Roccatamburo, per difendere la casa dalle sdreghe, il padre di Costanza sistemava sulla trave maestra del tetto, all'interno della casa, un ramo d'agrifoglio che andava a cogliere nei pressi di Vallo di Nera. » [3]

Le 'spazzole' con i loro aculei avrebbero protetto chi le teneva in mano dai dèmoni: i diavoli si sarebbero tenuti alla larga da quelle 'terribili' bacchette!

« Tra le tecniche profilattiche, la più nota era sicuramente quella legata alla magia delle punte, nella quale venivano utilizzati chiodi, frecce, punte, spade e pugnali incisi con formule magiche o figure di dèi protettori.

[...] Ecco così che chiodi, forconi, forbici aperte, spine, mani che fan le corna, pinzette e molto ancora veniva utilizzato per allontanare le streghe o la fascinazione. » [4]

Note alle immagini ---

_Sopra, miniatura con un ragazzo che usa una bacchetta apotropaica:
manoscritto Add 42130, folio 86 recto.

_La miniatura con il Vescovo esorcista, di cui nel post ho inserito la scena intera e due dettagli, proviene dalle Decretali Smithfield, manoscritto Royal MS 10 E IV della British Library:
folio 242 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Eraldo Baldini, Alle radici del folklore romagnolo, Longo Editore, Ravenna, 1986, p. 17.

[2] Cfr. Cleto Corrain e Pierluigi Zampini, Riti e credenze nei sinodi dell'Alta Italia in La religiosità popolare nella valle padana, Atti del II convegno di studi sul folklore padano, Modena, 1966, p. 181.

[3] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero religioso e magico in Tra cielo e terra: religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, Volume II, Edicit, Foligno, 2009, p. 643.

[4] Cfr. Andrea Romanazzi, La stregoneria in Italia, Venexia, Roma, 2007, p. 154.

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