sabato 5 febbraio 2022

Le streghe che si trasformano in gatte.

Avete incontrato sulla strada gatte che facevano l'amore?

Fate attenzione:
potrebbero non essere gatte, ma streghe!

Gian Luigi Beccaria raccontava questa storia sedimentata nei detti popolari...

« Streghe dunque (o vecchie) che fanno l'amore.

[...] in molte filastrocche infantili le gatte sostituiscono le vecchie, dalla Liguria (Levanto) ciöve e lüxe u su, / gati i fan l'amù alle Marche piove e c'è il sole / tutte le gatte fanno l'amore ». [1]

Una miniatura medievale ci mostra gatte che agiscono di notte:
è la base della superstizione sulle streghe...
Le gatte sono una cosa sola con la notte:
si nascondono nei luoghi oscuri, e sono in grado di vedere nel buio.
Si credeva, pertanto, che fossero streghe sotto mentite spoglie.

« [...] a Trieste l'incubo è anche chiamato gata mora, e in Friuli a produrre l'incubo era la giate [gatta] maràngule, una gatta strega che porta con sé un sacco per rubare i bambini.

[...] Nel Bergamasco c'era la gata carogna, la gatacornìa, la gatamora a Carrara, nel Mugello la gatta gnuda, nel Barese la gatta masciara.

In Val Vigezzo (Albogno) si credeva nell'esistenza del serpegatto, gatto lunghissimo, o serpente tozzo con quattro zampe di gatto, orecchie e lingua biforcuta, capace di ipnotizzare chi lo fissava.

In Piemonte noi ragazzi eravamo tenuti lontani dai pozzi, perché ci dicevano che dentro vi abitava la gattamarella dalle lunghe braccia tentacolari che ci poteva afferrare e tirar giù nel profondo
. » [1]
« Numerosissime le testimonianze della trasformazione di streghe in gatte.
Indicativo, quanto alla denominazione del gatto, il fatto che Alano da Lilla (Contro gli eretici, I, 63) avesse fatto derivare il termine cataro da gatto ("a cato"), poiché, secondo diffamazione diffusa, quegli eretici adoravano il demonio sotto forma di gatto
.

[...] È interessante che capogatto nel contado perugino fosse uno dei nomi del demonio. » [1]

La Santa protettrice dei gatti ---

L'immaginario medievale riprende dal mondo antico l'associazione Dea-gatte:
Dove questo culto era radicato, la gatte avevano una protettrice nobile. Vedi il post:

La santa gattara: il corteo della dea Freya e i cacciatori di topi.


Note alle immagini ---


_La miniatura sopra, in conclusione del post, è tratta dai Bestiari di Guillaume Le Clerc: manoscritto 14970 della Bnf, folio 14r.
Nel sito della Biblioteca francese si può visualizzare l'Opera.

_La miniatura in apertura, con una gatta assisa su un disco, è tratta dal manoscritto Ad 11283, folio 2r.
Si trova scansionata in Digitised Manuscripts della British Library.

_La seconda miniatura, con i gatti sotto un cielo stellato, è tratta dal manoscritto Bodley 764, folio 51r.
Nel sito della Biblioteca di Oxford si può visualizzare il documento ad alta risoluzione.

_La terza miniatura del post proviene, invece, dal manoscritto Harley 4751, folio 30v:
interamente consultabile nel sito della British Library.


Nota al testo ---

[1] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, pp. 161, 220 e 221.

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