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martedì 11 agosto 2026

Artemide assunta in cielo: Dio guaritore, dèa avvelenatrice...

La devozione alla Madonna, introdotta dal Concilio di Efeso, fu un antidoto per soppiantare i culti femminili pagani della fertilità:
in primis, quello di Artemide...

« A Efeso nel 431 d.C. si assiste a un caso esemplare.
La città era uno dei principali centri del culto di Artemide [...].

Nelle comunità cristiane di quell'area si erano quindi non a caso diffusi e amplificati i culti dedicati alla Vergine Maria
. » [1]

L'Assunzione in cielo di Maria, per accentuare la Sua divinità, fu sovrapposta alla festa della dèa greca...

« [...] i vescovi di Efeso decisero che il suo culto era così popolare che la Chiesa avrebbe fatto meglio a canonizzarla.
Maria fu dichiarata ufficialmente madre di Dio, e si scelse (naturalmente) il giorno dedicato ad Artemide, il 15 agosto, per festeggiarla e per celebrare la sua assunzione in cielo
. » [2]

Tale era il dominio di Artemide sulla selva, che la dèa fu (presto) associata ai malefici: demonizzazione già conosciuta dagli Apologeti cristiani...

« [...] ben presto Artemide smise di essere pari ad Apollo, pur continuando a rimanere la dea degli incantesimi magici, e infine solo dei sortilegi malvagi.

Così Taziano nel suo Discorso ai Greci scrive
:
Artemide è un'avvelenatrice, Apollo guarisce. » [3]

La sterilità di cui la Dèa era causa, spingeva a temerLa...

« Nell'antichità Artemide è talvolta ritenuta un'entità nefasta.
Non solo il simulacro che veniva portato in processione a Pallene provocava sterilità se osservato, ma era un vero e proprio 'demone meridiano', cioè una divinità che causa l'insolazione
. » [4]


◉ Mito di Artemide nell'iconografia Mariana ---

Madre Nera e dèmoni protettivi: la dèa apotropaica e la Madonna Bruna.

Madonna delle frecce: una traccia del culto di Artemide.


➔ Dèe dell'Abbondanza e forza devastatrice: evoluzione cristiana ---

Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.

Ecate: la dèa (censurata) dell'Abbondanza.


➔ Potere fecondativo e sterilità ---

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.

Salice di Ecate: il pianto che purifica.


◉ Dèe pagane trasformate in dèmoni ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


➔ Tracce del mito (antico) dell'Orso ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'Orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.


Spiriti che colpiscono al Solleone ---

Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.


➔ Ferocia Matriarcale della Dea ---

Sangue fecondo. La Dèa assetata delle origini.


Equivalenza nei poteri femminili ---

Oggi dalla fattucchiera, domani dalla Madonna. Femminino Sacro e rovescio magico.


Dialogo coi Morti attribuito alle Streghe ---

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con Diana, dèa latina cacciatrice associata alla greca Artemide.
È tratta da un Manoscritto della British Library contenente, tra i ritratti di donne, la Città delle Dame di Cristina da Pizzano:
Harley 4431, folio 101 recto.

➔ Sull'equivalenza tra Diana/Artemide e la Madonna, Robert Graves scriveva: « In Gallia era nota come Diana Nemetona (nemeton è il bosco sacro) [...]. Nel Medioevo questa festa divenne quella dell'Assunzione della Vergine, il 15 agosto ».

Cfr. Graves, La dea bianca..., p. 296.


Note al testo ---

[1] Cfr. Ignazio Buttitta, I morti e il grano. Tempi del lavoro e ritmi della festa, Meltemi, Roma, 2006, p. 19.

[2] Cfr. Michela Zucca, Donne delinquienti: storie di streghe, eretiche, ribelli, bandite, tarantolate, Tabor, Valle di Susa, 2021, p. 170.

[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca: grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 448.

[4] Cfr. Emanuela Chiavarelli, Diana, Arlecchino e gli spiriti volanti: dallo sciamanismo alla caccia selvaggia, Bulzoni, Roma, 2007, pp. 180-181.

giovedì 9 luglio 2026

Cielo e destino: la Dea che governa le stelle.

La dèa Nutrice aveva un duplice potere.

Con il Suo seno nutriva il fanciullo divino e creava le stelle, spargendo latte nel cielo.

La studiosa pakistana Shahrukh Husain, in uno studio su La Dea, spiegava come la cosmogonia antica -in gran parte- traesse origine dalle mammelle delle Madri divine.

« Le stelle sono state sovente immaginate come latte che sgorga dal seno di Era (nella Grecia classica) o dalle mammelle di dee-vacca come Hathor (in Egitto) o Io (nell'antica Ionia) ». [1]

Tra queste divinità associate alle Stelle c'era Venere, a cui (perfino) gli arabi erano devoti -in forme assimilate- prima che i beduini imponessero Allah come dio unico.

Lo storico francese Maxime Rodinson, in una biografia su Maometto, lasciava intuire il potere (ambiguo) della dèa Madre tra gli Arabi antichi:
associata -come stella- alla Dèa dell'Amore (Venere) e a Colei che recide -con le forbici- la Vita:
equivalente di Atropo, nel mito greco...

« Nello al-Higiāz, tre dee erano messe in primo piano come "figlie di Allah":
prima di tutte Al-Lāt, già segnalata da Erodoto sotto il nome di Alilat, il cui nome significa semplicemente "la dea", e che impersonava forse un aspetto di Venere, la stella del mattino.
Poi veniva al-Uzzā, "la potentissima", che altre fonti identificavano con Venere
.

La terza era al-Manāt, che aveva come attributo delle forbici per tagliare i fili dei destini, dea della sorte, che veniva adorata in un santuario in riva al mare ». [2]

La morte delle stelle, al mattino, e la loro rinascita alla sera, era sancita dalla dea Madre egizia Nut...

« [...] un'altra leggenda dice invece che Nut ingoia le stelle al mattino per ridare loro vita alla sera ». [3]

La dèa dell'Amore assegnava, quindi, pure la Morte?

Robert Graves, ne I miti greci, forniva un indizio.
La dèa della Bellezza e dell'Amore Venere -Afrodite, per i Greci- si considerava una delle Moire: le dèe, cioè, che imponevano ai mortali il loro Destino...

« Gli Ateniesi chiamavano Afrodite Urania "la maggiore delle Moire ». [4]

Alle donne, anticamente, era associata una forza ambigua per via del loro utero (assimilato alla Terra): come vi cresceva il nascituro così vi avrebbe trovato riposo il defunto...

« [...] spetta alle donne anziane prendersi cura dei morti:
vestirli, ungere il cadavere e vegliarlo fino al momento del funerale
.

[...] l'utero della vecchia, data la sua padronanza dei misteri delle donne, diventa spesso l'equivalente della tomba ». [1]


◉ Potere creativo attributo alla donna e Sua soppressione ---

Aruru: la dea Vasaio prima della Bibbia.


Donne, custodi della Vita, a cui è affidata la cura dei cadaveri:

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


Censura della Dea attraverso i Suoi simboli ---

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un simbolo.

Castità o seduzione? La cintura: un simbolo (rovesciato) della Dea.

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


◉ Fonte (uterina) associata ad una Santa medievale:

Le acque uterine della Dèa: all'Eremo di Santa Maria Giacobbe.


➔ Sopravvivenza della Madre Infera nel mito delle streghe ---

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


➔ Sulla Madre datrice di Vita e Morte, vedi post e libro:

Madre Luna: il simbolo della Dea nella chiesa di un cimitero.


Laverna degli Inferi, Dèa romana, e mito francescano di Santa Maria de La Verna ---

Laverna, l'oscura dèa senza corpo.


◉ Leggere le stelle: sopravvivenze magiche e loro condanna ---

L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.

La strega e gli Astri. L'origine delle filastrocche...


Nota all'immagine ---

_In apertura, fondale di Karl Friedrich Schinkel: Regina della Notte.
Scenografia per il Flauto Magico, 1815.


Note al testo ---

[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, pp. 126-127 e p. 132.

[2] Cfr. Maxime Rodinson, Maometto, Einaudi, Torino, 2008, pp. 17-18.

[3] Cfr. Mario Tosti, Il culto delle divinità zoomorfe nel villaggio operaio di Deir el-Medina in Aegyptica Animalia. Il bestiario del Nilo, Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino, Torino, 2001, p. 32.

[4] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1984, p. 40 e nota 3.

martedì 26 maggio 2026

Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune.

Per agevolare il parto, la superstizione popolare prescriveva di passare sopra la fune di un cavallo...

« Secondo il rapporto dell'arciprete Vanni di S. Pieve della Collina (1811):
"Non dee mai una maritata passar sopra la distesa fune di besta cavallina, perché non riesca di grave pregiudizio nel parto"

"Le donne contadine, alle prime doglie del parto, siano o non passate sopra la indicata fune, devono ripassarvi, portare nel grembiale a qualche bestia cavallina la biada, e si ritengono certe di sgravarsi felicemente. » [1]

Questa credenza derivava dai poteri di fertilità attribuiti, fin dal periodo antico, ai cavalli:
Chiavarelli e Pellini, in un libro che mi fu regalato da uno degli autori, citavano (molti) esempi...

« Persino le lunari Artemide e Atena avrebbero avuto attributi equini, espressione di un culto trapelante anche dietro appellativi come Ippolita e Melanippe.
In coerenza con queste credenze, il mitico Ippolao, futuro re d'Arcadia, sarebbe stato allattato da ua cavalla
. » [2]

Il cavallo Pegaso era associato al principio generatore (acquatico) femminile, tanto da averne fatto scaturire una fonte...

« [...] codesto animale viveva sul monte Elicona, e colà aveva fatto sgorgare per le Muse la fonte Ippocrene, battendo al suolo il suo zoccolo lunato. » [3]

◉ Potere Matriarcale assorbito nel culto Mariano ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.

Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina».


Demonizzazione del frutto associato alla Dèa ---

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.


Demonizzazione dell'Animale simbolo della Dèa ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.


Animali che portano alla Madre ---

Montagna Madre: il nome sacro della Marmotta.

I cervi della Dea: non spezzare il Triangolo.

Il Toro nel Labirinto: la Labrys della Dea e il sacrificio del Dio fecondatore.

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.


Fantastici (popolari o mitologici) associati al Matriarcato ---

Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.

Serpe-strega: guai a chi la uccide.

La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.

La femmina che uccide il maschio: la Mantide, simbolo del potere Matriarcale.


Note alle immagini ---

_Sopra, miniatura tratta dal Book of the Queens di Christine da Pizano, Ms Harley 4431 della British Library, con Pegaso che vola sopra la fonte delle Muse.
Per segnatura, folio 183 recto.

_In apertura, miniatura proveniente dal Bestiario Bodl. 764 della Bodleian Library di Oxford: folio 46 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Anselmo Calvetti, Riti propiziatori nelle stalle della valle Padana, in Lares, Olschki Editore, Firenze, 1974, p. 50.

[2] Cfr. Emanuela Chiavarelli - Luigi Pellini, Dee e cavalli nei riti misterici del calendario, Edizioni della Vita Nova, San Pietro in Cariano (Vr), 2019, p. 166.

[3] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1984, p. 228.

giovedì 14 maggio 2026

La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.

Una cartolina del primo '900 ci mostra una devota al culto di san Domenico da Cocullo portare al collo uno dei serpenti che animano la processione del Santo.

È un'immagine più arcaica del mito medievale.

L'identificazione del Serpente con le sacerdotesse che ne officiavano il culto è (molto) lontana:
lo storico delle Religioni Mircea Eliade ci racconta che, presso alcune tribù aborigene, l'animale avesse (perfino) identità femminile...

« Nel bacino dell'Alligator a ovest della Terra di Arnhem, "la nostra madre delle origini" fa tutt'uno con il Serpente Arcobaleno femmina. » [1]

Il serpente era l'oggetto di potere delle sacerdotesse:
al punto che queste lo portavano indosso...

« Ancor più sorprendenti sono le tradizioni secondo cui all'origine gli oggetti rituali vennero scoperti e posseduti dalle donne.
In un mito Wiknatara, il primo bull-roarer venne fatto roteare da due ragazze, le quali dissero:
"È a noi donne che appartiene, in verità siamo noi ad averlo trovato!
Ma che importa: lo lasceremo agli uomini!
Saranno loro ad usarlo sempre!"

In certe tribù, il prepuzio del nuovo iniziato viene dato a sua sorella che lo fa seccare, lo tinge di ocra e lo porta al collo come pendaglio. » [1]

Il potere fecondatore del Serpente, in origine, era dominio Matriarcale (non maschile!), e come tale veniva ostentato non solo tra gli aborigeni, ma (anche) nella cultura greca arcaica.

Robert Graves, citando il mito pelasgico della Creazione opera del serpente Ofione, scrive...

« In questo complesso religioso arcaico non vi erano né dei né sacerdoti, ma soltanto una dea universale e le sue sacerdotesse; la donna infatti dominava l'uomo, sua vittima sgomenta.
[...] la successione era matrilineare e si credeva che i serpenti fossero incarnazioni dei morti. » [2]

La Grande Madre, ed il suo paredro serpentino, sono alla base del culto: senza mediazione maschile.
A ciò si deve l'archetipo delle Madri-Vergini capaci di rimanere incinte senza rapporto:
dalle dee antiche al mito della Vergine Maria...

« [...] quasi tutte le dee pregreche erano cosiderate madri generatrici e vergini allo stesso tempo, figure partenogeniche capaci di generare il cosmo e tutte le creature della Terra, inclusi gli esseri umani, dalla loro stessa essenza, senza bisogno di un compagno. » [3]

L'orrore del sesso era tale, nelle società antiche, che si sceglievano (solo) sacerdotesse avanti con gli anni, o fanciulle innocenti:
per non contaminare il rito.

Uberto Pestalozza dedicava al tema un lungo articolo, sulle Sacerdotesse impuberi...

« [...] donne non più atte alla funzione sessuale, in quanto intesa alla riproduzione della specie, poiché non più mestruate, la scelta, dico, di tali donne a funzioni sacerdotali, spiegherebbe anche la scelta, alle funzioni medesime, di fanciulle impuberi. » [4]


➔ Sul Rombo, strumento rituale detto, in inglese, "bull-roarer":
vedi la relativa pagina su Wikipedia.


◉ Culto (Matriarcale) del Serpente nella devozione cristiana:

Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.

Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.


◉ Il drago: da paredro della Dèa a nemico da abbattere ---

Il drago a difesa della Madre: la falsificazione di un mito pagano.

La Dèa nel drago: rovesciamento del Femminino.


➔ Legame del drago all'acqua e al potere femminile nella lingua parlata ---

La strega e lo sdrago delle acque. Origine magica di una parola.


➔ Epifanie Animali della Dèa e sopravvivenza nel mito cristiano:

Serpe-strega? Guai a chi la uccide.


Drago associato alle acque e processioni per chiederne ---

Le processioni del Drago: un rito medievale per ottenere fertilità.


➔ Fata-drago e arcaica figura totemica Matriarcale ---

Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...


Sessualità e streghe che ne hanno il potere ---

Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.

Uccelli stregati: divinare con le poppe...


◉ Spiriti reincarnati in animali ---

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?

Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.


➔ Animali vaganti: credenze (animistiche) popolari ---

Stormo in lontananza: Anime dannate...

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.


Nota all'mmagine ---

_In apertura, litografia del pittore Basilio Cascella dalla serie di cartoline abruzzesi (1904) che si riferisce alla Festa dei serpari che seguono la processione di san Domenico folignate a Cocullo.


Note al testo ---

[1] Cfr. Mircea Eliade, La creatività dello Spirito. Un'introduzione alle religioni australiane, Jaca Book, Milano, 1972, pp. 102, 110 e 112.

[2] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1983, nota 2 a p. 22.

[3] Cfr. Marguerite Rigoglioso, Partenogenesi: il culto della nascita divina nell'antica Grecia, Psiche2, Torino, 2012, p. 16.

[4] Cfr. Uberto Pestalozza, Sacerdoti e sacerdotesse impuberi nel culto di Athena e di Artemide, estratto da "Studi e materiali di Storia delle Religioni", vol. IX, Università di Roma, 1933, pp. 178-179.

mercoledì 8 aprile 2026

Sangue fecondo. La Dèa assetata delle origini.

Alla base delle società umane c'è il vincolo di sangue che lega -tra loro- le persone.

La Madre che generava era, pure, Colei che zampillava sangue dal proprio corpo:
le mestruazioni erano l'indizio che la donna, rispetto all'uomo, detenesse poteri (fecondativi) divini...

« Il sangue è il fondamento del clan, della dignità regale e del diritto di eredità.
Si è pensato che le donne godessero di grande considerazione nelle società antiche perché, con la procreazione, custodivano e trasmettevano il sangue del clan
.

Un tempo il sangue mestruale era considerato benefico in molti sensi, veniva versato sui campi per fertilizzarli e usato per curare ». [1]

L'osservazione dei fenomeni naturali, nel mondo primitivo, portava alla creazione dei miti.

La donna, nel periodo mestruale, diventa collerica:
il versamento del sangue, più che all'irruenza dei cacciatori, doveva corrispodere ad una dèa irata.

Così presero forma le cacciatrici selvagge, e la Dèa greca che le comandava: Artemide...

« Quando il cacciatore Atteone la sorprese nuda nel bagno, Artemide lo trasformò in cervo e lo fece sbranare dai cani.
Burkert riferisce che era insaziabile nelle sue richieste di "sacrifici crudeli e cruenti"
». [1]

Le divinità femminili, in origine, avevano epifanie violente...

« La dea primordiale, cacciatrice di belve e assetata di sangue dovette essere resa più benevola, come seduttrice (Afrodite) o come figura materna (Demetra o Cerere).

Nella tradizione filosofica tantrica, Kalì subì un'analoga trasformazione cosmetica in signora benevola [...].
"Due delle sue mani reggono ancora la testa mozzata e la mannaia insanguinata, ma le altre due sono atteggiate nel gesto della benedizione, che cancella la paura e dispensa doni." » [2]

Nel mito greco arcaico, si conservano tracce di queste dèe sanguinarie.
Robert Graves nota, a proposito di Dafne...

« Dafne non era affatto una vergine sgomenta.
Il suo nome è una forma contratta di Daphoene "la sanguinaria", cioè la dea in preda al furore orgiastico le cui sacerdotesse, le Menadi, si inebriavano masticando foglie di alloro
» [3]

Ma chi versava il sangue?

Se la Dea esigeva un sacrificio, il cacciatore -un mero esecutore materiale- lo avrebbe soddisfatto.
Lo storico delle religioni Walter Burkert spiega...

« [...] in queste dee è sempre presente il carattere del selvaggio, del pericoloso:
sono loro che ammazzano, pretendono e giustificano il sacrificio. Compito del cacciatore è garantire il sostentamento della famiglia.

La volontà della donna e della madre sta al di sopra della sua azione
. » [4]


◉ Donne mestruate e poteri attribuiti al loro sangue ---

Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il Futuro.


Equivalenza magica nel potere femminile ---

Oggi dalla fattucchiera, domani dalla Madonna. Femminino Sacro e rovescio magico.


Animale che assicura fertilità: legato alla Dèa ---

Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune


➔ Pratiche funebri attribuite alle donne ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Potere sulla Vita: donne accusate di provocare la Morte ---

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.

Le streghe e gli aborti: il Noce che rende libere.


◉ Liquido taumaturgico della Madre: evoluzione cristiana ---

Le acque uterine della Dea: all'eremo di Santa Maria Giacobbe.

Erylo, il mostro invincibile, e i sette martiri della Scarzuola.


➔ Dèa feroce e rituale di trasformazione ---

La danza delle Orse di Artemide: un rito violento.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Divinità presenti nella terra che dà i frutti ---

Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.

Terra Madre: violenza e Tabù.


➔ Bere il sangue del dio: sopravvivenze rituali ---

Orge Sacre: il vino di Bacco e il sangue di Osiride.

Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.


Sangue che nutre i Morti: poteri terapeutici e predittivi ---

Sangue profetico: i Morti che succhiano.

Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.


Nota all'immagine ---

_In apertura, acquerello dalla collezione del Brooklyn Museum di New York stimabile al XIX secolo con la dèa Kalì: da Wikipedia.


Note al testo ---

[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 139.

[2] Cfr. Barbara Ehrenreich, Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, traduzione di Adriana Bottini, Feltrinelli, 1997, pp. 96-97.

[3] Cfr. Robert Graves, Introduzione a I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, p. 9.

[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 71.

venerdì 20 febbraio 2026

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.

Non c'è animale, associato alla Dea, che abbia subìto la censura e il vilipendio -ridotta a simbolo di Lussuria- dai predicatori, trasmessosi poi nell'immaginario popolare, più della scrofa:
troppo legata alla terra, Suo regno...

L'animale era così sacro a Giunone, la Dea dei parti e della concordia familiare che Enea, giunto in Italia, sente il dovere di sacrificarne una sull'altare.
Virgilio, nell'Eneide, scrive...

« [...] giace e spicca sulla verde riva una scrofa:
che il pio Enea a te, o somma Giunone, immola,
facendo sacrifici, e trae con il branco all'ara
. » [1]

Nell'Antico Egitto la dèa Madre del cielo era personificata, addirittura, da una Scrofa: simbolo di Abbondanza...

« In un mito astrale, Nut la dea-cielo, madre delle stelle, è raffigurata come scrofa ed i maialini che ha partorito sono naturalmente delle stelle. » [2]

Tutto ciò che apparteneva alla dèa aveva un volto ambiguo.
La Dèa non solo dava la Vita, ma accoglieva (pure) i Morti nel Suo grembo: la Terra.

Così Robert Graves ipotizzava l'origine di 'Orco', il Signore degli Inferi, dal 'porco' a Lei sacro...

« Forco, o Orco, divenne sinonimo di oltretomba;
è lo steso termine che in latino dà porcus, "maiale", l'animale sacro alla dea della morte
. » [3]

Proprio un maiale si sacrificava, ad Eleusi, alla madre Infera per propiziare la rinascita vegetale che Demetra, in comunione con le Sue sacerdotesse, assicurava...

« [...] il sacrificio di maiale appartiene soprattutto alla festa di Demetra ovunque diffusa, le Tesmoforie, nella quale le donne festeggiano da sole, in rigida segregazione. » [4]


➔ Simboli 'rovesciati', dal Paganesimo al Cristianesimo:

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.


Animali associati alla Grande Madre ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.

Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina.

La femmina che uccide il maschio: la Mantide, simbolo del potere Matriarcale.


◉ Nutrimento magico e credenze popolari ---

Banchetto delle Streghe: la Signora con la bacchetta e la rinascita degli Animali.


➔ Mito della Nutrice e Suo lascito nell'iconografia ---

Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.


➔ Sopravvivenza della Madre Infera nel mito mariano ---

Madre Luna: il simbolo della Dea nella chiesa di un cimitero.


Donne custodi dell'Oltretomba ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


Minaccia delle streghe e Dea protettrice ---

Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.

Madonna o Dea Cumina? Il folletto che insidia le culle...


➔ A poposito di Orco, Re degli Inferi:

Orco, il Signore degli Inferi. Il mito (Matriarcale) della Morte.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura dal manoscritto (metà '400) MS Richardson 31, digitalizzato nel sito della Houghton Library di Harvard (U.S.A.).
Si trova al → folio 9 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Virgilio, Eneide, Libro VIII, traduzione di Luca Canali, Fabbri Centauria, Milano, 2015, p. 291.

[2] Cfr. Mario Tosti, Il culto delle divinità zoomorfe nel villaggio operaio di Deir el-Medina in Aegyptica Animalia. Il bestiario del Nilo, Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino, Torino, 2001, p. 32.

[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca: grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 268.

[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 184.

lunedì 20 luglio 2020

L'uovo sacro: la Madre senza padre.



La Madonna era davvero una 'Vergine'?

Il Cristianesimo riprese la struttura dei suoi miti dal mondo greco-romano: in esso, le 'sante-vergini' (in greco, le parthenoi) non erano affatto tali!

Margherite Rigoglioso lo spiega assai bene nel suo saggio...

« La definizione di parthenos come “vergine” si rivela problematica anche perché questo termine rimanda spesso a una donna che aveva avuto dei figli, come indicato dal derivato parthenios (o partheneias; pl. partheniai) che significa “figlio/a di una parthenios” [1]. »

Cos'era allora la Partenope?

Semplice: una Dea capace di generare senza il seme maschile.

L'uomo poteva soddisfare il piacere della Madre: niente più!
Nell'Introduzione ai Miti Greci, Robert Graves spiegava...

« La dea si sceglieva degli amanti per soddisfare il suo piacere e non per dare un padre ai propri figli.
Quando il rapporto tra il coito e la gravidanza fu ufficialmente stabilito […] la posizione dell’uomo migliorò sensibilmente e il merito di fecondare le donne non fu più attribuito ai fiumi e ai venti [2]
. »

Già, perché in origine era la donna a detenere il vincolo coniugale: tanto è vero che l'istituzione del Matrimonio da Lei ereditò etimologicamente il nome.

Lo spiegava Bachofen nel suo monumentale studio sul Matriarcato:

« Si diceva matrimonium e non patrimonium, così come, dapprima, si parlò soltanto di una materfamilias.

Paterfamilias è senza dubbio un’espressione più tarda.
In Plauto si trova spesso materfamilias, ma neppure una volta paterfamilias [3]
. »

Lo studio dell'etimologia delle parole ci fa capire l'evoluzione storica della nostra società:

_il patrimonio (detenuto dall'uomo, cioè dal Pater) è un'Istituzione creata dalla società patriarcale, in contrapposizione al Matrimonio (dominio invece della Mater).

Il centro irradiatore della Madre è l'Uovo, Suo attributo fin dal mondo antico...

« [...] a tutte le donne lunari è attribuita la nascita dall'uovo, espressione della loro maternità materiale [3]. »

Dioniso [e il suo doppio Orfeo] erano così legati alle donne, da avere l'Uovo come attributo:

« I Misteri di Dioniso hanno il loro centro nell'immagine dell'uovo, che simboleggiava il grembo materno fecondo [3]. »

« L'uovo rappresenta il principio materno della natura, da cui tutto ha origine ed in cui tutto ritorna [3]. »

« La sovranità del principio materno è talmente netta che le feste dionisiache vengono associate soltanto al sacro silenzio della Madre Notte [...]
e gli unici simboli rituali adeguati sono l'uovo, da essa scaturito, e il lato sinistro [3]
. »

La Madonna riprese dalle grandi Madri dell'antichità i loro tre attributi: *l'uovo, *l'oscurità, la parte *sinistra.

Questo discorso è lampante se si studia un dipinto di Piero della Francesca, conservato alla Pinacoteca di Brera:
la Madonna dell'uovo (1472).

I tre elementi sono presenti in un modo che più esplicito non si può: l'Uovo di struzzo (simbolo della Maternità) pende da una Conchiglia, sopra il capo della 'Vergine'.

Attenti ai dettagli!

Dove il pittore proietta l'ombra che fa da sfondo all'uovo?
A sinistra: non è casuale.

Bachofen lo spiegava in un modo che più chiaro non si può:

« Alla notte è attribuita la parte sinistra, che costituisce un'altra espressione del principio materno, al pari di skòtos (tenebra, oscurità) . »

« La parte sinistra è quella femminile, mentre la destra è quella maschile.

[...] il principio passivo e succube, che si attribuisce alla donna, viene rappresentato dalla mano sinistra, adatta più a trattenere che a eseguire [3]
. »

La parte sinistra è l'oscuro dominio della Dea:
un significato 'nascosto' -eppure così evidente!- nel dipinto di Piero...


Post sul culto Matriarcale primitivo ---

Dioniso era una donna? La morte rituale del Re.

Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina».


Nota alle immagini ---

→ Mi piace citare gli affreschi della Madonna con bambino nel colonnato esterno [sotto] al Santuario della Madonna di Pietra Rossa presso Trevi, a cui avevo già dedicato un post:
Il tempio di Diana e le processioni al Sacro Buco:
indizi alla chiesa di Santa Maria di Pietra Rossa
.


Da notare le cornici entro cui le Madonne sono dipinte, che ricordano -vagamente- la forma di una vulva...



Tra gli affreschi del Santuario di Pietra Rossa, è da notarne uno in particolare: la Vergine che porge al Bambino l'Uovo (o forse, la Sfera?), simbolo del Suo potere.


L'uovo è un simbolo del potere mariano molto caro ai teologi:

« Come la conchiglia -così credevano i naturalisti antichi e così scrive Efrem il Siro- produce la perla senza bisogno della fecondazione maschile, allo stesso modo, incarnationis causa, è avvenuto il concepimento verginale. »

« L'altro motivo teologico dominante riguarda il parto virginale e il concepimento per virtù dello Spirito Santo, simboleggiati, l'uno e l'altro, dall'ovum struthionis: l'uovo di struzzo dei mistici medioevali, il quale (per il fatto che lo si riteneva fecondato dai raggi del sole) veniva utilizzato come figura dell'Immacolata Concezione di Cristo. »

Cfr. Alberto Paolucci, Piero della Francesca: la Pala di Brera, Milano, 2003, pp. 24 e 26.


Note al testo ---

[1] Cfr. Marguerite Rigoglioso, Partenogenesi: il culto della nascita divina nell'antica Grecia, Psiche2, Torino 2012, p. 71.

[2] Cfr. Robert Graves, Introduzione a I Miti Greci, Longanesi & C., Milano 1999, pp. 5-6.

[3] Cfr. Johann Jakob Bachofen, Il matriarcato : ricerca sulla ginecocrazia del mondo antico nei suoi aspetti religiosi e giuridici, Einaudi, Torino 2016, vol. I, pp. 93, 119, 296;
vol. II, pp. 574, 602 e 826.