La dèa Nutrice aveva un duplice potere.
Con il Suo seno nutriva il fanciullo divino e creava le stelle, spargendo latte nel cielo.
La studiosa pakistana Shahrukh Husain, in uno studio su La Dea, spiegava come la cosmogonia antica -in gran parte- traesse origine dalle mammelle delle Madri divine.
« Le stelle sono state sovente immaginate come latte che sgorga dal seno di Era (nella Grecia classica) o dalle mammelle di dee-vacca come Hathor (in Egitto) o Io (nell'antica Ionia) ». [1]
Tra queste divinità associate alle Stelle c'era Venere, a cui (perfino) gli arabi erano devoti -in forme assimilate- prima che i beduini imponessero Allah come dio unico.
Lo storico francese Maxime Rodinson, in una biografia su Maometto, lasciava intuire il potere (ambiguo) della dèa Madre tra gli Arabi antichi:
associata -come stella- alla Dèa dell'Amore (Venere) e a Colei che recide -con le forbici- la Vita:
equivalente di Atropo, nel mito greco...
« Nello al-Higiāz, tre dee erano messe in primo piano come "figlie di Allah":
prima di tutte Al-Lāt, già segnalata da Erodoto sotto il nome di Alilat, il cui nome significa semplicemente "la dea", e che impersonava forse un aspetto di Venere, la stella del mattino.
Poi veniva al-Uzzā, "la potentissima", che altre fonti identificavano con Venere.
La terza era al-Manāt, che aveva come attributo delle forbici per tagliare i fili dei destini, dea della sorte, che veniva adorata in un santuario in riva al mare ». [2]
La morte delle stelle, al mattino, e la loro rinascita alla sera, era sancita dalla dea Madre egizia Nut...
« [...] un'altra leggenda dice invece che Nut ingoia le stelle al mattino per ridare loro vita alla sera ». [3]
La dèa dell'Amore assegnava, quindi, pure la Morte?
Robert Graves, ne I miti greci, forniva un indizio.
La dèa della Bellezza e dell'Amore Venere -Afrodite, per i Greci- si considerava una delle Moire: le dèe, cioè, che imponevano ai mortali il loro Destino...
« Gli Ateniesi chiamavano Afrodite Urania "la maggiore delle Moire ». [4]
Alle donne, anticamente, era associata una forza ambigua per via del loro utero (assimilato alla Terra): come vi cresceva il nascituro così vi avrebbe trovato riposo il defunto...
« [...] spetta alle donne anziane prendersi cura dei morti:
vestirli, ungere il cadavere e vegliarlo fino al momento del funerale.
[...] l'utero della vecchia, data la sua padronanza dei misteri delle donne, diventa spesso l'equivalente della tomba ». [1]
◉ Potere creativo attributo alla donna e Sua soppressione ---
Aruru: la dea Vasaio prima della Bibbia.
➔ Donne, custodi della Vita, a cui è affidata la cura dei cadaveri:
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
➔ Censura della Dea attraverso i Suoi simboli ---
Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un simbolo.
Castità o seduzione? La cintura: un simbolo (rovesciato) della Dea.
Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.
◉ Fonte (uterina) associata ad una Santa medievale:
Le acque uterine della Dèa: all'Eremo di Santa Maria Giacobbe.
➔ Sopravvivenza della Madre Infera nel mito delle streghe ---
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Sulla Madre datrice di Vita e Morte, vedi post e libro:
Madre Luna: il simbolo della Dea nella chiesa di un cimitero.
➔ Laverna degli Inferi, Dèa romana, e mito francescano di Santa Maria de La Verna ---
Laverna, l'oscura dèa senza corpo.
◉ Leggere le stelle: sopravvivenze magiche e loro condanna ---
L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.
La strega e gli Astri. L'origine delle filastrocche...
Nota all'immagine ---
_In apertura, fondale di Karl Friedrich Schinkel: Regina della Notte.
Scenografia per il Flauto Magico, 1815.
Note al testo ---
[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, pp. 126-127 e p. 132.
[2] Cfr. Maxime Rodinson, Maometto, Einaudi, Torino, 2008, pp. 17-18.
[3] Cfr. Mario Tosti, Il culto delle divinità zoomorfe nel villaggio operaio di Deir el-Medina in Aegyptica Animalia. Il bestiario del Nilo, Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino, Torino, 2001, p. 32.
[4] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1984, p. 40 e nota 3.
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giovedì 9 luglio 2026
giovedì 14 maggio 2026
La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.
Una cartolina del primo '900 ci mostra una devota al culto di san Domenico da Cocullo portare al collo uno dei serpenti che animano la processione del Santo.
È un'immagine più arcaica del mito medievale.
L'identificazione del Serpente con le sacerdotesse che ne officiavano il culto è (molto) lontana:
lo storico delle Religioni Mircea Eliade ci racconta che, presso alcune tribù aborigene, l'animale avesse (perfino) identità femminile...
« Nel bacino dell'Alligator a ovest della Terra di Arnhem, "la nostra madre delle origini" fa tutt'uno con il Serpente Arcobaleno femmina. » [1]
Il serpente era l'oggetto di potere delle sacerdotesse:
al punto che queste lo portavano indosso...
« Ancor più sorprendenti sono le tradizioni secondo cui all'origine gli oggetti rituali vennero scoperti e posseduti dalle donne.
In un mito Wiknatara, il primo bull-roarer venne fatto roteare da due ragazze, le quali dissero:
"È a noi donne che appartiene, in verità siamo noi ad averlo trovato!
Ma che importa: lo lasceremo agli uomini!
Saranno loro ad usarlo sempre!"
In certe tribù, il prepuzio del nuovo iniziato viene dato a sua sorella che lo fa seccare, lo tinge di ocra e lo porta al collo come pendaglio. » [1]
Il potere fecondatore del Serpente, in origine, era dominio Matriarcale (non maschile!), e come tale veniva ostentato non solo tra gli aborigeni, ma (anche) nella cultura greca arcaica.
Robert Graves, citando il mito pelasgico della Creazione opera del serpente Ofione, scrive...
« In questo complesso religioso arcaico non vi erano né dei né sacerdoti, ma soltanto una dea universale e le sue sacerdotesse; la donna infatti dominava l'uomo, sua vittima sgomenta.
[...] la successione era matrilineare e si credeva che i serpenti fossero incarnazioni dei morti. » [2]
La Grande Madre, ed il suo paredro serpentino, sono alla base del culto: senza mediazione maschile.
A ciò si deve l'archetipo delle Madri-Vergini capaci di rimanere incinte senza rapporto:
dalle dee antiche al mito della Vergine Maria...
« [...] quasi tutte le dee pregreche erano cosiderate madri generatrici e vergini allo stesso tempo, figure partenogeniche capaci di generare il cosmo e tutte le creature della Terra, inclusi gli esseri umani, dalla loro stessa essenza, senza bisogno di un compagno. » [3]
L'orrore del sesso era tale, nelle società antiche, che si sceglievano (solo) sacerdotesse avanti con gli anni, o fanciulle innocenti:
per non contaminare il rito.
Uberto Pestalozza dedicava al tema un lungo articolo, sulle Sacerdotesse impuberi...
« [...] donne non più atte alla funzione sessuale, in quanto intesa alla riproduzione della specie, poiché non più mestruate, la scelta, dico, di tali donne a funzioni sacerdotali, spiegherebbe anche la scelta, alle funzioni medesime, di fanciulle impuberi. » [4]
➔ Sul Rombo, strumento rituale detto, in inglese, "bull-roarer":
vedi la relativa pagina su Wikipedia.
◉ Culto (Matriarcale) del Serpente nella devozione cristiana:
Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.
Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.
◉ Il drago: da paredro della Dèa a nemico da abbattere ---
Il drago a difesa della Madre: la falsificazione di un mito pagano.
La Dèa nel drago: rovesciamento del Femminino.
➔ Legame del drago all'acqua e al potere femminile nella lingua parlata ---
La strega e lo sdrago delle acque. Origine magica di una parola.
➔ Epifanie Animali della Dèa e sopravvivenza nel mito cristiano:
Serpe-strega? Guai a chi la uccide.
➔ Drago associato alle acque e processioni per chiederne ---
Le processioni del Drago: un rito medievale per ottenere fertilità.
➔ Fata-drago e arcaica figura totemica Matriarcale ---
Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...
➔ Sessualità e streghe che ne hanno il potere ---
Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.
Uccelli stregati: divinare con le poppe...
◉ Spiriti reincarnati in animali ---
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.
➔ Animali vaganti: credenze (animistiche) popolari ---
Stormo in lontananza: Anime dannate...
Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.
Nota all'mmagine ---
_In apertura, litografia del pittore Basilio Cascella dalla serie di cartoline abruzzesi (1904) che si riferisce alla Festa dei serpari che seguono la processione di san Domenico folignate a Cocullo.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mircea Eliade, La creatività dello Spirito. Un'introduzione alle religioni australiane, Jaca Book, Milano, 1972, pp. 102, 110 e 112.
[2] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1983, nota 2 a p. 22.
[3] Cfr. Marguerite Rigoglioso, Partenogenesi: il culto della nascita divina nell'antica Grecia, Psiche2, Torino, 2012, p. 16.
[4] Cfr. Uberto Pestalozza, Sacerdoti e sacerdotesse impuberi nel culto di Athena e di Artemide, estratto da "Studi e materiali di Storia delle Religioni", vol. IX, Università di Roma, 1933, pp. 178-179.
È un'immagine più arcaica del mito medievale.
L'identificazione del Serpente con le sacerdotesse che ne officiavano il culto è (molto) lontana:
lo storico delle Religioni Mircea Eliade ci racconta che, presso alcune tribù aborigene, l'animale avesse (perfino) identità femminile...
« Nel bacino dell'Alligator a ovest della Terra di Arnhem, "la nostra madre delle origini" fa tutt'uno con il Serpente Arcobaleno femmina. » [1]
Il serpente era l'oggetto di potere delle sacerdotesse:
al punto che queste lo portavano indosso...
« Ancor più sorprendenti sono le tradizioni secondo cui all'origine gli oggetti rituali vennero scoperti e posseduti dalle donne.
In un mito Wiknatara, il primo bull-roarer venne fatto roteare da due ragazze, le quali dissero:
Ma che importa: lo lasceremo agli uomini!
Saranno loro ad usarlo sempre!"
In certe tribù, il prepuzio del nuovo iniziato viene dato a sua sorella che lo fa seccare, lo tinge di ocra e lo porta al collo come pendaglio. » [1]
Il potere fecondatore del Serpente, in origine, era dominio Matriarcale (non maschile!), e come tale veniva ostentato non solo tra gli aborigeni, ma (anche) nella cultura greca arcaica.
Robert Graves, citando il mito pelasgico della Creazione opera del serpente Ofione, scrive...
« In questo complesso religioso arcaico non vi erano né dei né sacerdoti, ma soltanto una dea universale e le sue sacerdotesse; la donna infatti dominava l'uomo, sua vittima sgomenta.
[...] la successione era matrilineare e si credeva che i serpenti fossero incarnazioni dei morti. » [2]
La Grande Madre, ed il suo paredro serpentino, sono alla base del culto: senza mediazione maschile.
A ciò si deve l'archetipo delle Madri-Vergini capaci di rimanere incinte senza rapporto:
dalle dee antiche al mito della Vergine Maria...
« [...] quasi tutte le dee pregreche erano cosiderate madri generatrici e vergini allo stesso tempo, figure partenogeniche capaci di generare il cosmo e tutte le creature della Terra, inclusi gli esseri umani, dalla loro stessa essenza, senza bisogno di un compagno. » [3]
L'orrore del sesso era tale, nelle società antiche, che si sceglievano (solo) sacerdotesse avanti con gli anni, o fanciulle innocenti:
per non contaminare il rito.
Uberto Pestalozza dedicava al tema un lungo articolo, sulle Sacerdotesse impuberi...
« [...] donne non più atte alla funzione sessuale, in quanto intesa alla riproduzione della specie, poiché non più mestruate, la scelta, dico, di tali donne a funzioni sacerdotali, spiegherebbe anche la scelta, alle funzioni medesime, di fanciulle impuberi. » [4]
➔ Sul Rombo, strumento rituale detto, in inglese, "bull-roarer":
vedi la relativa pagina su Wikipedia.
◉ Culto (Matriarcale) del Serpente nella devozione cristiana:
Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.
Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.
◉ Il drago: da paredro della Dèa a nemico da abbattere ---
Il drago a difesa della Madre: la falsificazione di un mito pagano.
La Dèa nel drago: rovesciamento del Femminino.
➔ Legame del drago all'acqua e al potere femminile nella lingua parlata ---
La strega e lo sdrago delle acque. Origine magica di una parola.
➔ Epifanie Animali della Dèa e sopravvivenza nel mito cristiano:
Serpe-strega? Guai a chi la uccide.
➔ Drago associato alle acque e processioni per chiederne ---
Le processioni del Drago: un rito medievale per ottenere fertilità.
➔ Fata-drago e arcaica figura totemica Matriarcale ---
Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...
➔ Sessualità e streghe che ne hanno il potere ---
Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.
Uccelli stregati: divinare con le poppe...
◉ Spiriti reincarnati in animali ---
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.
➔ Animali vaganti: credenze (animistiche) popolari ---
Stormo in lontananza: Anime dannate...
Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.
Nota all'mmagine ---
_In apertura, litografia del pittore Basilio Cascella dalla serie di cartoline abruzzesi (1904) che si riferisce alla Festa dei serpari che seguono la processione di san Domenico folignate a Cocullo.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mircea Eliade, La creatività dello Spirito. Un'introduzione alle religioni australiane, Jaca Book, Milano, 1972, pp. 102, 110 e 112.
[2] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1983, nota 2 a p. 22.
[3] Cfr. Marguerite Rigoglioso, Partenogenesi: il culto della nascita divina nell'antica Grecia, Psiche2, Torino, 2012, p. 16.
[4] Cfr. Uberto Pestalozza, Sacerdoti e sacerdotesse impuberi nel culto di Athena e di Artemide, estratto da "Studi e materiali di Storia delle Religioni", vol. IX, Università di Roma, 1933, pp. 178-179.
venerdì 20 febbraio 2026
Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.
Non c'è animale, associato alla Dea, che abbia subìto la censura e il vilipendio -ridotta a simbolo di Lussuria- dai predicatori, trasmessosi poi nell'immaginario popolare, più della scrofa:
troppo legata alla terra, Suo regno...
L'animale era così sacro a Giunone, la Dea dei parti e della concordia familiare che Enea, giunto in Italia, sente il dovere di sacrificarne una sull'altare.
Virgilio, nell'Eneide, scrive...
« [...] giace e spicca sulla verde riva una scrofa:
che il pio Enea a te, o somma Giunone, immola,
facendo sacrifici, e trae con il branco all'ara. » [1]
Nell'Antico Egitto la dèa Madre del cielo era personificata, addirittura, da una Scrofa: simbolo di Abbondanza...
« In un mito astrale, Nut la dea-cielo, madre delle stelle, è raffigurata come scrofa ed i maialini che ha partorito sono naturalmente delle stelle. » [2]
Tutto ciò che apparteneva alla dèa aveva un volto ambiguo.
La Dèa non solo dava la Vita, ma accoglieva (pure) i Morti nel Suo grembo: la Terra.
Così Robert Graves ipotizzava l'origine di 'Orco', il Signore degli Inferi, dal 'porco' a Lei sacro...
« Forco, o Orco, divenne sinonimo di oltretomba;
è lo steso termine che in latino dà porcus, "maiale", l'animale sacro alla dea della morte. » [3]
Proprio un maiale si sacrificava, ad Eleusi, alla madre Infera per propiziare la rinascita vegetale che Demetra, in comunione con le Sue sacerdotesse, assicurava...
« [...] il sacrificio di maiale appartiene soprattutto alla festa di Demetra ovunque diffusa, le Tesmoforie, nella quale le donne festeggiano da sole, in rigida segregazione. » [4]
➔ Simboli 'rovesciati', dal Paganesimo al Cristianesimo:
Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.
◉ Animali associati alla Grande Madre ---
L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.
Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina.
La femmina che uccide il maschio: la Mantide, simbolo del potere Matriarcale.
◉ Nutrimento magico e credenze popolari ---
Banchetto delle Streghe: la Signora con la bacchetta e la rinascita degli Animali.
➔ Mito della Nutrice e Suo lascito nell'iconografia ---
Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.
➔ Sopravvivenza della Madre Infera nel mito mariano ---
Madre Luna: il simbolo della Dea nella chiesa di un cimitero.
➔ Donne custodi dell'Oltretomba ---
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
➔ Minaccia delle streghe e Dea protettrice ---
Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.
Madonna o Dea Cumina? Il folletto che insidia le culle...
➔ A poposito di Orco, Re degli Inferi:
Orco, il Signore degli Inferi. Il mito (Matriarcale) della Morte.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura dal manoscritto (metà '400) MS Richardson 31, digitalizzato nel sito della Houghton Library di Harvard (U.S.A.).
Si trova al → folio 9 verso.
Note al testo ---
[1] Cfr. Virgilio, Eneide, Libro VIII, traduzione di Luca Canali, Fabbri Centauria, Milano, 2015, p. 291.
[2] Cfr. Mario Tosti, Il culto delle divinità zoomorfe nel villaggio operaio di Deir el-Medina in Aegyptica Animalia. Il bestiario del Nilo, Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino, Torino, 2001, p. 32.
[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca: grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 268.
[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 184.
troppo legata alla terra, Suo regno...
L'animale era così sacro a Giunone, la Dea dei parti e della concordia familiare che Enea, giunto in Italia, sente il dovere di sacrificarne una sull'altare.
Virgilio, nell'Eneide, scrive...
« [...] giace e spicca sulla verde riva una scrofa:
che il pio Enea a te, o somma Giunone, immola,
facendo sacrifici, e trae con il branco all'ara. » [1]
Nell'Antico Egitto la dèa Madre del cielo era personificata, addirittura, da una Scrofa: simbolo di Abbondanza...
« In un mito astrale, Nut la dea-cielo, madre delle stelle, è raffigurata come scrofa ed i maialini che ha partorito sono naturalmente delle stelle. » [2]
Tutto ciò che apparteneva alla dèa aveva un volto ambiguo.
La Dèa non solo dava la Vita, ma accoglieva (pure) i Morti nel Suo grembo: la Terra.
Così Robert Graves ipotizzava l'origine di 'Orco', il Signore degli Inferi, dal 'porco' a Lei sacro...
« Forco, o Orco, divenne sinonimo di oltretomba;
è lo steso termine che in latino dà porcus, "maiale", l'animale sacro alla dea della morte. » [3]
Proprio un maiale si sacrificava, ad Eleusi, alla madre Infera per propiziare la rinascita vegetale che Demetra, in comunione con le Sue sacerdotesse, assicurava...
« [...] il sacrificio di maiale appartiene soprattutto alla festa di Demetra ovunque diffusa, le Tesmoforie, nella quale le donne festeggiano da sole, in rigida segregazione. » [4]
➔ Simboli 'rovesciati', dal Paganesimo al Cristianesimo:
Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.
◉ Animali associati alla Grande Madre ---
L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.
Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina.
La femmina che uccide il maschio: la Mantide, simbolo del potere Matriarcale.
◉ Nutrimento magico e credenze popolari ---
Banchetto delle Streghe: la Signora con la bacchetta e la rinascita degli Animali.
➔ Mito della Nutrice e Suo lascito nell'iconografia ---
Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.
➔ Sopravvivenza della Madre Infera nel mito mariano ---
Madre Luna: il simbolo della Dea nella chiesa di un cimitero.
➔ Donne custodi dell'Oltretomba ---
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
➔ Minaccia delle streghe e Dea protettrice ---
Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.
Madonna o Dea Cumina? Il folletto che insidia le culle...
➔ A poposito di Orco, Re degli Inferi:
Orco, il Signore degli Inferi. Il mito (Matriarcale) della Morte.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura dal manoscritto (metà '400) MS Richardson 31, digitalizzato nel sito della Houghton Library di Harvard (U.S.A.).
Si trova al → folio 9 verso.
Note al testo ---
[1] Cfr. Virgilio, Eneide, Libro VIII, traduzione di Luca Canali, Fabbri Centauria, Milano, 2015, p. 291.
[2] Cfr. Mario Tosti, Il culto delle divinità zoomorfe nel villaggio operaio di Deir el-Medina in Aegyptica Animalia. Il bestiario del Nilo, Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino, Torino, 2001, p. 32.
[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca: grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 268.
[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 184.
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