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martedì 11 agosto 2026

Artemide assunta in cielo: Dio guaritore, dèa avvelenatrice...

La devozione alla Madonna, introdotta dal Concilio di Efeso, fu un antidoto per soppiantare i culti femminili pagani della fertilità:
in primis, quello di Artemide...

« A Efeso nel 431 d.C. si assiste a un caso esemplare.
La città era uno dei principali centri del culto di Artemide [...].

Nelle comunità cristiane di quell'area si erano quindi non a caso diffusi e amplificati i culti dedicati alla Vergine Maria
. » [1]

L'Assunzione in cielo di Maria, per accentuare la Sua divinità, fu sovrapposta alla festa della dèa greca...

« [...] i vescovi di Efeso decisero che il suo culto era così popolare che la Chiesa avrebbe fatto meglio a canonizzarla.
Maria fu dichiarata ufficialmente madre di Dio, e si scelse (naturalmente) il giorno dedicato ad Artemide, il 15 agosto, per festeggiarla e per celebrare la sua assunzione in cielo
. » [2]

Tale era il dominio di Artemide sulla selva, che la dèa fu (presto) associata ai malefici: demonizzazione già conosciuta dagli Apologeti cristiani...

« [...] ben presto Artemide smise di essere pari ad Apollo, pur continuando a rimanere la dea degli incantesimi magici, e infine solo dei sortilegi malvagi.

Così Taziano nel suo Discorso ai Greci scrive
:
Artemide è un'avvelenatrice, Apollo guarisce. » [3]

La sterilità di cui la Dèa era causa, spingeva a temerLa...

« Nell'antichità Artemide è talvolta ritenuta un'entità nefasta.
Non solo il simulacro che veniva portato in processione a Pallene provocava sterilità se osservato, ma era un vero e proprio 'demone meridiano', cioè una divinità che causa l'insolazione
. » [4]


◉ Mito di Artemide nell'iconografia Mariana ---

Madre Nera e dèmoni protettivi: la dèa apotropaica e la Madonna Bruna.

Madonna delle frecce: una traccia del culto di Artemide.


➔ Dèe dell'Abbondanza e forza devastatrice: evoluzione cristiana ---

Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.

Ecate: la dèa (censurata) dell'Abbondanza.


➔ Potere fecondativo e sterilità ---

Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.

Salice di Ecate: il pianto che purifica.


◉ Dèe pagane trasformate in dèmoni ---

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


➔ Tracce del mito (antico) dell'Orso ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'Orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.


Spiriti che colpiscono al Solleone ---

Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.


➔ Ferocia Matriarcale della Dea ---

Sangue fecondo. La Dèa assetata delle origini.


Equivalenza nei poteri femminili ---

Oggi dalla fattucchiera, domani dalla Madonna. Femminino Sacro e rovescio magico.


Dialogo coi Morti attribuito alle Streghe ---

Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con Diana, dèa latina cacciatrice associata alla greca Artemide.
È tratta da un Manoscritto della British Library contenente, tra i ritratti di donne, la Città delle Dame di Cristina da Pizzano:
Harley 4431, folio 101 recto.

➔ Sull'equivalenza tra Diana/Artemide e la Madonna, Robert Graves scriveva: « In Gallia era nota come Diana Nemetona (nemeton è il bosco sacro) [...]. Nel Medioevo questa festa divenne quella dell'Assunzione della Vergine, il 15 agosto ».

Cfr. Graves, La dea bianca..., p. 296.


Note al testo ---

[1] Cfr. Ignazio Buttitta, I morti e il grano. Tempi del lavoro e ritmi della festa, Meltemi, Roma, 2006, p. 19.

[2] Cfr. Michela Zucca, Donne delinquienti: storie di streghe, eretiche, ribelli, bandite, tarantolate, Tabor, Valle di Susa, 2021, p. 170.

[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca: grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 448.

[4] Cfr. Emanuela Chiavarelli, Diana, Arlecchino e gli spiriti volanti: dallo sciamanismo alla caccia selvaggia, Bulzoni, Roma, 2007, pp. 180-181.

domenica 10 novembre 2013

Quando si adoravano le Fate:
all'origine dei culti mariani...



Il tardo Ottocento prima, con le sue fate melense alla Arthur Rackham, e la Disney poi, coi suoi cartoon edulcorati, ci hanno fatto il lavaggio del cervello.

Come spiego nel nuovo libro, le Fate che presidiavano gli anfratti delle foreste fin dal mondo antico erano oggetto di culto.

I loro poteri erano analoghi a quelli delle dèe levatrici del mondo classico come Ilizia; assistevano alla nascita degli eroi e infondevano loro ricchi doni.
Ma bisognava fare molta attenzione a non scatenare la loro ira: potevano infatti vendicarsi di uno sgarbo ricevuto, anche il più piccolo.
Nelle fiabe popolari, che non sono limitate come alcuni credono oggi a Perrault o ai fratelli Grimm, questo antico monito superstizioso è molto chiaro. Prendiamo le Fiabe Umbre:

« C'era una volta un re e una regina che erano molto infelici perché non avevano figli.

Perciò decisero di chiamare a palazzo tutte le fate del regno per avere un aiuto e finalmente ebbero una bella bambina. Si organizzò a corte una grande festa e la tavola fu apparecchiata con posate d'oro. Furono tanti però gli invitati e le posate d'oro non bastarono per tutti tanto che a una vecchietta toccarono le posate d'argento. Dopo il pranzo gli invitati si avvicinarono alla culla della bambina per augurarle ogni felicità e ogni bene
(...) »

La vecchietta, al momento di fare il suo augurio alla bambina, non dimenticò lo sgarbo delle posate d'argento.

Sarà un caso? Nell'Italia centrale, il bosco più famoso abitato dalle Fate è il Santuario francescano della Verna.
Proprio quello in cui Francesco d'Assisi ricevette le stimmate.

Lo attribuisce alle Fate una tradizione popolare molto sentita che campeggia pure in alcune guide turistiche (La Verna: guida al Sacro Monte, Edimond 2000, pp. 46-48).

Ma chi si reca oggi alla Verna scoprirà che la devozione cristiana si è sovrapposta in tutto all'antico culto delle Fate, fino a penetrare nelle cortecce degli alberi (!).
Ce lo mostra efficacemente un'incisione di Jacopo Ligozzi risalente al 1612...


L'albero su cui la Vergine Maria apparve appollaiata come su un trespolo al Beato Giovanni della Verna fu consacrato al culto cristiano, ricavando una curiosa nicchia devozionale all'interno della sua corteccia. La storica cappellina del Beato Giovanni nell'incisione di Ligozzi compare sullo sfondo, come se fosse un dettaglio secondario.

E se quella Madonna apparsa al Beato Giovanni all'inizio del Seicento fosse stata in origine proprio una Fata?


Nota al testo ---

*Il testo delle Fiabe Umbre consultato è quello edito da Mondadori nel 1988 a cura di Valerio Volpini, p. 49.


Post correlato sul culto arboreo mariano ---

Il santuario del Bagno a Deruta e la Madonna 'quercificata'...


➔ Natura deificata: culto femminile arboreo ---

Donna-Albero e alberi stregati.