sabato 22 gennaio 2022

"Guai a quei frati..." Punizioni francescane per tenere alta la disciplina.

San Francesco doveva usare il pugno duro.

Nello Speculum Perfectionis troviamo traccia delle minacce verbali di Francesco a quei frati che non lo assecondavano...

« Spesso tuttavia faceva questo discorso:
"Guai a quei frati che mi contrastano in quello che conosco fermamente corrispondere al volere di Dio"
». [ff 1694]

Francesco, secondo le Fonti, era spietato.
Quando i compagni gli riferirono che uno dei frati aveva osato toccare un'elemosina deposta da un fedele, il Santo inflisse al malcapitato una punizione esemplare...

« La cosa fu riferita al santo, e il frate, vedendosi scoperto in fallo, corse per averne il perdono e si prostrò a terra in attesa delle percosse.
Il santo lo accusò e rimproverò aspramente per avere toccato il denaro e gli comandò di togliere con la bocca la moneta dalla finestra e di deporla sempre con la bocca fuori casa, su sterco d'asino.
Il frate eseguì volentieri l'ordine e i presenti furono pieni di timore
. » [ff 651]

Cosa temevano, di preciso, quei frati?

Per non farsi sfuggire il controllo sulla fraternitas, Francesco aveva richiesto la protezione papale.
Ciò implicava che, se un frate non si redimeva subito, rischiava la scomunica e la sua stessa incolumità fisica.

Sia Tommaso da Celano [Vita Seconda] sia lo Speculum Perfectionis ci fanno capire quanto fossero importanti per Francesco le punizioni inflitte dalla Chiesa...

« Andrò dunque e li raccomanderò alla santa Chiesa romana:
in tale modo, i malevoli saranno colpiti dalla verga della sua potenza
». [1]

Tommaso da Celano, nella Vita Seconda, ci racconta perfino che Francesco avesse a Firenze un frate torturatore per punire i compagni poco zelanti...

« Un giorno udì un frate che denigrava il buon nome di un altro e, rivoltosi al suo vicario frate Pietro di Cattanio, proferì queste terribili parole:

"[...] Consegnalo nelle mani del pugile di Firenze, se tu personalmente non sei in grado di punirlo!" (chiamava pugile fra Giovanni da Firenze, uomo di alta statura e dotato di grande forza)
. » [ff 769]

Il frate che scontò per intero, secondo i Fioretti, l'ira di Francesco fu Giovanni della Cappella:
scomunicato e, dopo poco tempo, ritrovato impiccato.
Nell'incipit dei Fioretti si accenna alla vicenda...

« E come un de' dodici apostoli, il quale si chiamò Iuda Scariotto, apostatò dello apostolato, tradendo Cristo, e impiccossi se medesimo per la gola: così uno de' dodici compagni di santo Francesco, ch'ebbe nome frate Giovanni della Cappella, apostatò e finalmente s'impiccò se medesimo per la gola.

E questo agli eletti è grande esempio e materia di umiltà e di timore, considerando che nessuno è certo perseverare infino alla fine nella grazia di Dio. » [ff 1826]


Post correllati sulla 'violenza' francescana ---

Salimbene de Adam definisce Giovanni de Laudibus, il 'pugile' di Firenze, come « un frate laico, duro e violento, torturatore e carnefice pessimo » [ff 2619].
Leggi, in proposito, il post:

San Francesco e il pugile di Firenze: a scuola di pugni prima di papa Bergoglio.

Sulla punizione che spettò al frate scomunicato Giovanni della Cappella (o da Campello?), per aver tentato una scissione nella fraternitas, vedi il post:

San Francesco e l'epurazione dei dissidenti: l'impiccagione di frate Giovanni.

Un'altra punizione memorabile descritta nelle Fonti è il rogo del cappuccio di un frate, che aveva disatteso al principio di Obbedienza. Vedi il post:

Il bello dei cadaveri:
l'Obbedienza secondo San Francesco
.

Le minacce verbali riportate nelle Fonti sono vibranti, e si accompagnano a crudeltà inaudite, come il crollo di un tetto sulla testa di un canonico impenitente - descritto, ovviamente, come un crollo voluto dalla Provvidenza!
In proposito, vedi il post:

La spada sì, ma con garbo!
Lezioni di bon ton francescano...


_Le minacce verbali erano il piatto forte nei metodi persuasivi usati dal Santo.
Angelo Clareno, frate della corrente degli Spirituali, ce ne racconta una memorabile a carico di tal frate Pietro Stacia:
Francesco lo avrebbe maledetto a più riprese, negadogli il perdono.
Vedi il post:

La paura fa 90: lo 'stile' francescano...


Note alle immagini ---

_La miniatura in apertura del post, con il predicatore impiccato, accusato di fornicazione ed assassinio, proviene da un codice del Decretum Gratiani dalla Bibliothèques d’Amiens:
ms. 355, f. 208v.

_La seconda miniatura nel post, con Francesco che porge al papa la Regola, proviene sempre dalla Municipale di Amiens, ed il riferimento è il seguente: ms. 0372, f. 001.

_La terza miniatura, in chiusura del post, con il frate che invoca la clemenza del Superiore per evitare la punizione della Curia, proviene sempre dalla Bibliothèque d'Amiens: ms. 355, f. 234.


Note al testo ---

[1] Stesso discorso, quasi con le medesime parole, è riferito in Speculum Perfectionis, Capitolo 78 - ff 1773.

« Diceva Francesco: "Andrò, e affiderò la Religione dei frati minori alla santa Chiesa romana.
I malevoli saranno intimoriti e tenuti a freno dalla forza della sua autorità » . [ff 1773]

[2] La traduzione che seguo è quella delle Fonti Francescane, Editrici Francescane, Padova 2004.

venerdì 14 gennaio 2022

Il Terzo Occhio e i sognatori condannati a morte.

Profetizzare coi sogni è una (grave) colpa biblica.

Il Deuteronomio è il primo libro della Bibbia a chiarire che ai 'falsi' sognatori spetta la pena di morte...

« Qualora si alzi in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti proponga un segno o un prodigio
[...] tu non dovrai ascoltare le parole di quel profeta o di quel sognatore
».

« Quanto a quel profeta o a quel sognatore, egli dovrà essere messo a morte, perché ha proposto l'apostasia dal Signore, dal vostro Dio ». [1]

Il profeta Geremia ribadiva il concetto:
quei sognatori menzogneri andavano puniti duramente!

« Eccomi contro i profeti di sogni menzogneri - dice il Signore - che li raccontano e traviano il mio popolo con menzogne e millanterie ». [1]

Chi sogna comunica con gli dèi pagani;
il Dio biblico lo guarda come un nemico [2].

Il combattimento amoroso di Polifilo [1490] avviene tutto in un sogno: solo così Polifilo può entrare in contatto con gli dèi, e raggiungere l'amata Polia.


Per conoscere il Divino, nel mondo pagano bisogna sognare.

Nel Libro dei segreti, Osho attribuiva al Buddha un discorso prezioso sul potere dei Sogni.

Chi apre il Terzo Occhio, e riceve l'illuminazione, vedrà unirsi mondo Reale e mondo dei Sogni...

« Buddha rispose:
"Ora che sei centrato nel Terzo Occhio, sogni e realtà sono una cosa sola.
Qualsiasi cosa sogni sarà reale, e anche viceversa".

Per chi è centrato nel terzo occhio i sogni diventeranno reali, e l'intera realtà diventerà semplicemente un sogno, perché quando il vostro sogno può diventare reale sapete che non esiste differenza fontamentale tra realtà e sogno
. » [3]

Post correllato sul potere dei Sogni ---

Era tutto un sogno? Il monaco Matthew e il 'mistero' delle Stimmate.


Un post sul Terzo Occhio in una pittura medievale ---

La Santa con il Terzo Occhio. Il culto della Luce in una pittura medievale.


Note alle immagini ---

_L'immagine sopra è una scultura in foglia d'oro del Buddha Amitabha, dal Museo Nazionale di Tokyo, XII-XIII secolo:
da notare è il Terzo Occhio in cristallo intagliato sulla fronte.
Vedi l'immagine e la relativa descrizione su Wikipedia.

_La miniatura in apertura proviene dalla Library del Corpus Christi college di Oxford: Ms 201, folio 1 recto.

_L'illustrazione con il sogno di Polifilo è una xilografia tratta dal romanzo rinascimentale Hypnerotomachia Poliphili:
nel sito della Biblioteca Marciana di Venezia si può consultare l'Opera scansionata.


Note al testo ---

[1] Cfr. Deuteronomio: 13, 2-6.
Libro del profeta Geremia : 23, 32.

Devo la citazione delle Scritture a Gianluca D'Elia.

[2] Pefino Cicerone scriveva contro chi traeva auspici dai sogni:

« Si cacci via, dunque, anche la divinazione basata sui sogni, al pari delle altre.
Ché, per parlare veracemente, la superstizione, diffusa tra gli uomini, ha oppresso gli animi di quasi tutti, e ha tratto profitto dalla debolezza umana
. »

Cfr. Cicerone, Della divinazione [148], Garzanti, Milano, 1994,
p. 229.

[3] Cfr. Osho, Il libro dei segreti : discorsi su "Vijnana Bhairava Tantra", Bompiani, 1985, pp. 94-95.

giovedì 23 dicembre 2021

Le processioni del Drago: un rito medievale per ottenere fertilità.


Il teologo parigino Jean Beleth ci racconta la processione di un drago, che veniva portato nelle strade di Parigi per le Rogazioni:

« Il drago, che simboleggia il diavolo, è condotto con la coda lunga e gonfia per tre giorni: nei primi due avanza davanti alla croce e alle bandiere, e nell'ultimo giorno rimane indietro ». [1]

Nella bocca del drago si ponevano dolci e frutta a scopo propiziatorio...

« Nelle Rogazioni, veniva portato in processione, con gran gioia dei parigini, un grande drago di vimini, nella cui bocca aperta il popolo gettava frutta e dolci. » [2]

Il Clero, non potendo reprimere una manifestazione popolare così forte, e dal (vago) sapore pagano, ne trasse una morale catechistica!

Le Goff parafrasa il testo di Beleth...

« I primi due giorni il drago si trovava in testa al corteo, precedendo croci e bandiere, con la lunga coda eretta e gonfia - "cum cauda longa erecta et inflata"

[...] Durante le prime due epoche il diavolo ha regnato e, pieno d'orgoglio, ha ingannato gli uomini
. »

Le processioni del drago facevano così paura?


Processione delle Rogazioni e riti della terra ---

Il mondo agricolo era scandito dalle feste religiose.
Le Rogazioni [vedi la nota su Wikipedia] duravano 3 giorni dopo l'Ascensione di Cristo (commemorata il 25 aprile].
Il ciclo si chiudeva con l'Assunzione di Maria Vergine il 15 agosto.

Sulle feste religiose che scandiscono il ciclo della terra, vedi il post:
Da Imbolc all'Annunciazione di Maria: le feste per la nuova nascita del Sole.


Note alle immagini ---

_La miniatura in apertura proviene dal manoscritto Yates Thompson ms 13, folio 186v: è visibile nel sito della British Library.

_Le due miniature successive provengono da un altro manoscritto della British Library: Add Ms 42130, folii 52v e 60r.


Note al testo ---

[1] Questa fonte è citata in Paolo Masini, Il maestro Giovanni Beleth: ipotesi di una traccia biografica, Studi Medievali,
Anno XXXIV - Fascicolo I, 1993, p. 313.

L'autore la riprende da Iohannis Beleth, Summa de ecclesiasticis officiis, Brepols Publishers, Turnholti, 1976, pp. 236-237.

« Draco, qui per triduum illud deportatur cum longa cauda et inflata, duobus diebus primis ante crucem et uexilla et post ultimo die retro vadit, significat diabolum ».


[2] « Louis Réau afferma: "alle processioni delle Rogazioni, il clero di Notre-Dame faceva portare, in memoria del suo miracolo simbolico, un grande drago di vimini nella gola aperta del quale il popolo gettava frutta e dolci. »

È una testimonianza che Le Goff riprende dall'Iconographie de l'art chrétien di Louis Réau (1958), di cui alcune pagine sono visibili anche su Gallica, sito per la consultazione on-line della Bnf.

Cfr. Jacques Le Goff, Cultura ecclesiastica e cultura folklorica in Tempo della chiesa e tempo del mercante, Einaudi, Torino, 1977, pp. 241, 245-247.

martedì 30 novembre 2021

L'Umbria e gli uccelli: un legame antico.

Nel suo libro Sulla divinazione, Cicerone è molto chiaro:
l'Umbria è terra di maghi che interpretano il volo degli uccelli.

Lo scrive ben in due passi:

« Quanto, poi, ai frigi, ai pisidii, ai cilici, al popolo arabo, essi obbediscono scrupolosamente ai segni profetici dati dagli uccelli; e sappiamo che lo stesso è avvenuto per lungo tempo in Umbria. » [1]

« Gli arabi, i frigi e i cilici, poiché sono soprattutto dediti alla pastorizia, hanno perciò notato più agevolmente i diversi canti e voli degli uccelli;
e per lo stesso motivo hanno fatto ciò gli abitanti della Pisidia e quelli di questa nostra Umbria
. »
[1]

Gli Umbri erano assidui osservatori di uccelli.
Nelle Tavole Iguvine, antichissimi strumenti divinatori di Gubbio, si legge come interpretare la presenza degli uccelli...

« Questa cerimonia la si inizi con l'osservazione degli uccelli, il picchio verde e la cornacchia da occidente, oppure il picchio e la gazza da oriente. » [2]

In Umbria, tutti col naso all'insù per carpire segreti ai volatili?
Molti brani delle Fonti Francescane ci fanno pensare che Francesco d'Assisi, ancora nel MedioEvo, fosse ben al corrente dei presagi lanciati dagli uccelli.

Eccone uno importante:
Francesco è alla Verna, nella cella dove riceverà le stimmate.
Gli uccelli, volando sopra la cappella del Santo, ne sanciscono l'Investitura divina...

« Sul far del mattino, all'aurora, mentre era in preghiera, uccelli di ogni specie volarono sulla cella dove egli si trovava [...].

Fu assai meravigliato della cosa il beato Francesco e ne trasse grande consolazione.
Ma poi prese a meditare su che cosa questo potesse significare, e il Signore gli rispose in spirito:
"Questo è segno che il Signore ti farà delle grazie in questa cella e ti darà copiose consolazioni"
. » [3]

Nota alle immagini ---

Le miniature con cui ho illustrato il post provengono dal manoscritto Stowe ms 17 della British Library:
nel sito della biblioteca si può consultare integralmente!
I riferimenti ai folii sono: 20r, 24r, 67v, 83v, 93v.


Note al testo ---

[1] Cfr. Marco Tullio Cicerone, Della divinazione, Garzanti, Milano, 1991, p. 75.

[2] Cfr. Giacomo Devoto, Le tavole di Gubbio, Sansoni, Firenze, 1975, pp. 19, 29.

[3] Cfr. Compilazione di Assisi, Quaresima sulla Verna -ff 1672.
Per una breve storia della Legenda Antiqua perusina, vedi il post:
Una guerra tra 'Poveri': quando si faceva a gara per vivere di elemosine.

Post correllati sulla lingua sacra degli Uccelli nelle Fonti ---

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.

Lo stregone che fece paura al Papa: la predica agli Uccelli secondo il monaco Ruggero.