Gli sciamani che cambiavano identità sessuale erano temuti.
Lo sciamano che acquisiva il potere dell'altro sesso si considerava dotato/a di poteri magici: conferiti da uno Spirito Animale.
In un (curioso) saggio di antropologia e mitologia comparata, La renna di Ercole, leggiamo...
« Presso numerosi popoli della Siberia e dell'America settentrionale, infatti, il transessualismo degli sciamani è piuttosto comune; anzi, si pensa che gli sciamani che hanno cambiato sesso possiedano poteri maggiori rispetto agli altri, motivo per cui sono molto temuti. » [1]
« Di solito è uno spirito a imporre la metamorfosi, apparendo al futuro sciamano durante la pubertà, quando si manifestano le prime visioni. » [1]
Le pratiche sciamaniche erano comuni (anche) ai popoli europei primitivi: studiarle consente di comprendere (meglio) narrazioni mitiche il cui significato ci sfugge.
L'uccello che fa a pezzi lo sciamano nella trance, e ne ricompone poi le ossa, conferisce allo sciamano stesso i poteri taumaturgici.
Mircea Eliade scriveva...
« Quando l'anima ha conseguito la maturità, l'uccello ritorna sulla terra, taglia il corpo del candidato a pezzi, che egli distribuisce tra gli spiriti malvagi delle malattie e della morte.
Ciascuno di questi spiriti divora il pezzo del corpo che gli spetta, il che ha per effetto l'acquisizione, da parte del futuro sciamano, della facoltà di guarire le corrispondenti malattie. » [2]
L'uccello conduce lo Sciamano al cospetto degli Spiriti che abitano gli Inferi: sezionandone il corpo...
« Secondo un mito dei Netsy, una volta un taglialegna si trovò improvvisamente sul dorso di un uccello mirvy, dal quale egli cadde poi, attraverso una buca, negli Inferi.
Là egli vagò dalla dimora di uno spirito a quella di un altro e li dovette riconoscere di volta in volta. In seguito fu tagliato a pezzi e di nuovo ricomposto, dopodiché uno degli spiriti lo ricondusse in superficie.
Questa esperienza era considerata l'iniziazione dell'uomo al ruolo di sciamano, soprattutto tenendo conto della dissezione da questi subita e della ricomposizione del suo corpo da parte degli spiriti. » [3]
Nelle culture tribali primitive, il paredro Animale è l'essere psicompo che guida lo sciamano al cospetto dei Morti...
« Che si tratti di accompagnare l'anima di un defunto alla sua nuova dimora, di recuperare l'anima di un malato rapita dagi spiriti, o, ancora, di consegnare alla divinità l'anima di un animale sacrificato, il viaggio nel mondo degli spiriti è una costante irrinunciabile di queste pratiche.
È un'impresa che lo sciamano compie per lo più accompagnato da spiriti aiutanti, che spesso assumono la forma di animali (orsi, lupi, alci, cervi, corvi), incaricati di assisterlo per superare i pericoli del viaggio. » [1]
➔ Sciamanesimo e Arte: 'creatività' nel rituale:
Arte Sciamanica: disponi le Ossa per il sacrificio gradito agli Spiriti.
➔ Animali incarnazione degli Antenati:
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
➔ Potere della Madre (Infera) e culto degli animali:
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.
➔ Oscurità nei culti femminili e contatto coi Morti:
Donne protettrici: la Madonna vs Ecate.
Le streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve.
➔ Iniziazione sciamanica e sangue taumaturgico nel filtro medievale del mito francescano:
Lo sciamano insanguinato. Convegno a Perugia: pillole introduttive.
Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.
L'equinozio d'Autunno e le Stimmate: la morte (rituale) dell'Anno.
◉ Sesso mutante: potere magico o punizione divina?
_Nella cultura arcaica, la sessualità ha potere Sacrale.
Gli antichi greci ne attribuivano ad una dèa, Afrodite, il dominio: rendendo impotenti i profanatori del Suo tempio...
« Nel primo libro delle Storie, Erodoto menziona infatti una particolare categoria di indovini chiamati Enarei, discendenti di quegli Sciti che, durante la campagnia militare contro l'Egitto, saccheggiarono il tempio di Afrodite ad Ascalona e furono perciò puniti dalla dea con la malattia muliebre, cioè resi impotenti. »
Cfr. Carlo Ferrari, La renna di Ercole, pp. 66-67 [nota 1].
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura dal Salterio Luttrell con un uomo calvo (la calvizie era, nel mondo antico, attributo d'impotenza virile e di omosessualità) con il rossetto alle labbra e una civetta (attributo, propriamente, femminile) al fianco: proviene dalla British Library.
Per segnatura: Ms 42130, folio 52 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Carlo Ferrari, La renna di Ercole. Filologia e antropologia nell'opera di Karl Meuli, Officina Libraria, Roma, 2015, pp. 66-68 e p. 73.
[2] Cfr. Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi, Edizioni Mediterranee, Roma, 1974, pp. 56-57.
venerdì 9 gennaio 2026
sabato 3 gennaio 2026
Stalla profetica: cosa dicono gli Animali?
Interpretare la voce degli animali era una pratica divinatoria frequente, che persistette in età Moderna.
Nei sinodi diocesani se ne trovano tracce...
« Un concilio bolognese del 1634 parla di auspici tratti ex quadrupedum vocibus, aviumque garritu, ac volatu ». [1]
Capire i discorsi degli animali era importante per prevenirne le mosse ostili. Andreina Ciceri, in proposito, scriveva...
« Nel Pordenonese, è passato nei racconti il dialogo tra il bovaro e i buoi: Bo-da fora e Bo-da man - che mestier femo doman?
Porteremo il paron a la sepoltura! » [2]
Gli animali della stalla cospirano contro il padrone:
occorre difendersi...
« Si crede, per esempio, che nella notte tra il 5 e 6 gennaio le mura diventino di ricotta, e che le bestie parlino tra di loro;
ma guai a chi ascoltandone i discorsi, andasse a riferirli:
morirebbe sul colpo. » [2]
La credenza negli Animali parlanti, nel giorno dell'Epifania, era diffusa -eccome!- pure sui monti dell'Appennino umbro...
« Anche sull'altopiano leonessano era credenza diffusa che nella notte tra il 5 e il 6 di gennaio il bestiame parlasse per benedire o per maledire l'allevatore, o il pastore cui apparteneva.
[...]"Male satolle e male 'ncecerate
malidittu che nc 'ha guardate. » [3]
Lo storico francese Jean Delumeau citava un manuale per esorcisti di metà '400 -noto come Libro d'Egidius- in cui all'anima vagante si poneva una domanda precisa...
« Se sei un'anima buona e speri nella misericordia di Dio, peché hai preso, a quanto si dice, sembianze di bestie e di animali selvaggi? » [4]
➔ Animali 'posseduti' in cui si celano le streghe ---
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Tracce sull'incarnazione degli Avi negli Animali:
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
➔ Animali incarnazione di Morti:
Animali parlanti: gli Antenati che tornano.
Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.
➔ Animali (e specchi) parlanti: credenze popolari...
Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...
Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.
➔ Tecniche per combattere i Morti:
Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.
Spettro: vai via! Il rogo del paglione.
➔ Usi per convocare i Defunti:
Il "pasto di Ecate" e le tombe segrete.
Abiti magici: potere degli Antenati.
Una statuetta per evocare il Morto: indizi nelle Fonti.
Nota alle immagini ---
_Sopra, miniature con animali incarnazioni di amanti (notarne la testa umana) dal ms 49622 della British Library:
folio 52 verso.
Note al testo ---
[1] Cfr. Cleto Corrain e Pierluigi Zampini, Riti e credenze popolari nei sinodi diocesani dell'Alta Italia in La religiosità popolare nella valle padana, Atti del convegno sul folklore padano,
Modena, 1966, p. 180.
[2] Cfr. Andreina Nicoloso Ciceri, Tradizioni popolari in Friuli, volume II, Chiandetti, Udine, 1982, nota 46 a p. 651.
[3] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chàvez Hualpa, "Mio padre mi disse". Tradizione, religione e magia sui monti dell'Alta Sabina, Il Cerchio, Rimini, 2002, p. 145.
[4] Cfr. Jean Delumeau, La paura in occidente (secoli XIV-XVIII). La città assediata, Società Editrice Internazionale, Torino, 1979, p. 125.
Nei sinodi diocesani se ne trovano tracce...
« Un concilio bolognese del 1634 parla di auspici tratti ex quadrupedum vocibus, aviumque garritu, ac volatu ». [1]
Capire i discorsi degli animali era importante per prevenirne le mosse ostili. Andreina Ciceri, in proposito, scriveva...
« Nel Pordenonese, è passato nei racconti il dialogo tra il bovaro e i buoi: Bo-da fora e Bo-da man - che mestier femo doman?
Porteremo il paron a la sepoltura! » [2]
Gli animali della stalla cospirano contro il padrone:
occorre difendersi...
« Si crede, per esempio, che nella notte tra il 5 e 6 gennaio le mura diventino di ricotta, e che le bestie parlino tra di loro;
ma guai a chi ascoltandone i discorsi, andasse a riferirli:
morirebbe sul colpo. » [2]
La credenza negli Animali parlanti, nel giorno dell'Epifania, era diffusa -eccome!- pure sui monti dell'Appennino umbro...
« Anche sull'altopiano leonessano era credenza diffusa che nella notte tra il 5 e il 6 di gennaio il bestiame parlasse per benedire o per maledire l'allevatore, o il pastore cui apparteneva.
[...]
malidittu che nc 'ha guardate. » [3]
« Se sei un'anima buona e speri nella misericordia di Dio, peché hai preso, a quanto si dice, sembianze di bestie e di animali selvaggi? » [4]
➔ Animali 'posseduti' in cui si celano le streghe ---
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Tracce sull'incarnazione degli Avi negli Animali:
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
➔ Animali incarnazione di Morti:
Animali parlanti: gli Antenati che tornano.
Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.
➔ Animali (e specchi) parlanti: credenze popolari...
Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...
Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.
➔ Tecniche per combattere i Morti:
Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.
Spettro: vai via! Il rogo del paglione.
➔ Usi per convocare i Defunti:
Il "pasto di Ecate" e le tombe segrete.
Abiti magici: potere degli Antenati.
Una statuetta per evocare il Morto: indizi nelle Fonti.
Nota alle immagini ---
_Sopra, miniature con animali incarnazioni di amanti (notarne la testa umana) dal ms 49622 della British Library:
folio 52 verso.
Note al testo ---
[1] Cfr. Cleto Corrain e Pierluigi Zampini, Riti e credenze popolari nei sinodi diocesani dell'Alta Italia in La religiosità popolare nella valle padana, Atti del convegno sul folklore padano,
Modena, 1966, p. 180.
[2] Cfr. Andreina Nicoloso Ciceri, Tradizioni popolari in Friuli, volume II, Chiandetti, Udine, 1982, nota 46 a p. 651.
[3] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chàvez Hualpa, "Mio padre mi disse". Tradizione, religione e magia sui monti dell'Alta Sabina, Il Cerchio, Rimini, 2002, p. 145.
[4] Cfr. Jean Delumeau, La paura in occidente (secoli XIV-XVIII). La città assediata, Società Editrice Internazionale, Torino, 1979, p. 125.
mercoledì 24 dicembre 2025
Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?
La rinascita della Luce, a Natale, spingeva gli spiriti 'maligni' a rifugiarsi nella selva: tra gli alberi, nell'oscurità.
Nel giorno successivo, a Santo Stefano, si organizzava nelle campagne una battuta di 'caccia' per stanarli.
Su questo rito violento, Luciana Nora e Isabella Dignatici in un catalogo scrivevano...
« Nel giorno di Santo Stefano o nel giorno dell'Epifania, detta popolarmente "Pasquetta", era uso comune per i contadini bastonare con ramoscelli gli alberi da frutto.
[...] L'azione della bastonatura era accompagnata da tiritere somiglianti a formule magiche ». [1]
Gli dèi, come gli Antenati, risiedevano negli alberi:
fertilità anti-stregonica radicata, nella devozione popolare, tanto che se ne trovano (chiari) indizi pure nel culto dei santi umbri primitivi che i frati assimilarono.
Nella Vita di San Fortunato dal Lezionario del duomo di Spoleto (secoli XII-XIII), si legge...
« La sua verga, con la quale quando viveva era solito stimolare i buoi durante il lavoro, (come affermano gli abitanti del luogo lì intorno) fu da lui piantata e subito, mettendo radici, crebbe così maestosa, che per amore del padre beatissimo ne è da tutti venerata la straordinaria bellezza.
[...] A gara il popolo cristiano non cessa di conservare nelle proprie case, e con viva devozione, pezzetti di quest'albero, staccati e portati via a protezione e difesa contro le arti demoniache » [2]
Nell'immaginario magico popolare le Entità, che regnavano nell'oscurità, non potevano sopportare la luce diurna.
Gli Spiriti si rifugiavano nel Bosco: la loro (più) antica dimora.
L'evangelizzazione nella foresta era insidiosa:
il bosco era per i predicatori cristiani, specie se francescani, il terreno di conquista più importante.
Il folklorista romagnolo Paolo Toschi spiegava...
« I primi templi erano costituiti da boschi sacri.
La mentalità primitiva attribuiva un'anima anche alle piante e si credeva che gli spiriti arborei avessero dei poteri benefici straordinari, come, ad esempio, procurare la pioggia, far crescere il raccolto, moltiplicare il bestiame » [3]
➔ Campane (e botti) che scacciano i dèmoni ---
Campane apotropaiche: amuleti per combattere i demoni.
Botti di Capodanno: un rito d'inizio Anno per spaventare gli Spiriti maligni.
◉ Mascheroni scolpiti sulle chiese per spaventare i dèmoni ---
Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.
◉ Una pratica (erbaria) magica per allontanare i demoni:
Ghirlande appese: l'esorcismo di Natale.
➔ Alberi che conducono agli Antenati:
Le porte di Ade: il sacro Bosco inviolabile.
Funghi Matti: la danza estatica nel Bosco degli Antenati.
➔ Il culto arboreo nella devozione francescana:
Nella selva oscura: gli uomini del Bosco.
Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.
➔ Predicazione cristiana e figure vegetali:
Il dio Verde: da Osiride a Cristo. Il mito (agricolo) della Rinascita.
Natura mutante: trucchi per inculcare la parola del Signore.
➔ Spiriti arborei femminili demonizzati:
Donna-Albero e alberi stregati.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con pianta antropomorfa tratta dal manoscritto 62925, noto come Salterio di Rutland, della British Library: folio 38 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Isabella Dignatici e Luciana Nora, La condizione contadina e l'esperienza del sacro. Forme e aspetti della religiosità popolare,
[2] Cfr. Silvestro Nessi - Emore Paoli, San Fortunato di Montefalco. Un evagelizzatore umbro del IV secolo, Edizioni Porziuncola, Santa Maria degli Angeli - Assisi (Pg), p. 33.
[3] Cfr. Paolo Toschi, Tradizioni popolari italiane, Edizioni ERI-Rai Radiotelevisione Italiana, Torino, 1959, p. 199.
Nel giorno successivo, a Santo Stefano, si organizzava nelle campagne una battuta di 'caccia' per stanarli.
Su questo rito violento, Luciana Nora e Isabella Dignatici in un catalogo scrivevano...
« Nel giorno di Santo Stefano o nel giorno dell'Epifania, detta popolarmente "Pasquetta", era uso comune per i contadini bastonare con ramoscelli gli alberi da frutto.
[...] L'azione della bastonatura era accompagnata da tiritere somiglianti a formule magiche ». [1]
Gli dèi, come gli Antenati, risiedevano negli alberi:
fertilità anti-stregonica radicata, nella devozione popolare, tanto che se ne trovano (chiari) indizi pure nel culto dei santi umbri primitivi che i frati assimilarono.
Nella Vita di San Fortunato dal Lezionario del duomo di Spoleto (secoli XII-XIII), si legge...
« La sua verga, con la quale quando viveva era solito stimolare i buoi durante il lavoro, (come affermano gli abitanti del luogo lì intorno) fu da lui piantata e subito, mettendo radici, crebbe così maestosa, che per amore del padre beatissimo ne è da tutti venerata la straordinaria bellezza.
[...] A gara il popolo cristiano non cessa di conservare nelle proprie case, e con viva devozione, pezzetti di quest'albero, staccati e portati via a protezione e difesa contro le arti demoniache » [2]
Nell'immaginario magico popolare le Entità, che regnavano nell'oscurità, non potevano sopportare la luce diurna.
Gli Spiriti si rifugiavano nel Bosco: la loro (più) antica dimora.
L'evangelizzazione nella foresta era insidiosa:
il bosco era per i predicatori cristiani, specie se francescani, il terreno di conquista più importante.
Il folklorista romagnolo Paolo Toschi spiegava...
« I primi templi erano costituiti da boschi sacri.
La mentalità primitiva attribuiva un'anima anche alle piante e si credeva che gli spiriti arborei avessero dei poteri benefici straordinari, come, ad esempio, procurare la pioggia, far crescere il raccolto, moltiplicare il bestiame » [3]
➔ Campane (e botti) che scacciano i dèmoni ---
Campane apotropaiche: amuleti per combattere i demoni.
Botti di Capodanno: un rito d'inizio Anno per spaventare gli Spiriti maligni.
◉ Mascheroni scolpiti sulle chiese per spaventare i dèmoni ---
Mostri Santi dell'Umbria: luoghi del Sacro Orrore.
◉ Una pratica (erbaria) magica per allontanare i demoni:
Ghirlande appese: l'esorcismo di Natale.
➔ Alberi che conducono agli Antenati:
Le porte di Ade: il sacro Bosco inviolabile.
Funghi Matti: la danza estatica nel Bosco degli Antenati.
➔ Il culto arboreo nella devozione francescana:
Nella selva oscura: gli uomini del Bosco.
Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.
➔ Predicazione cristiana e figure vegetali:
Il dio Verde: da Osiride a Cristo. Il mito (agricolo) della Rinascita.
Natura mutante: trucchi per inculcare la parola del Signore.
➔ Spiriti arborei femminili demonizzati:
Donna-Albero e alberi stregati.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con pianta antropomorfa tratta dal manoscritto 62925, noto come Salterio di Rutland, della British Library: folio 38 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Isabella Dignatici e Luciana Nora, La condizione contadina e l'esperienza del sacro. Forme e aspetti della religiosità popolare,
[2] Cfr. Silvestro Nessi - Emore Paoli, San Fortunato di Montefalco. Un evagelizzatore umbro del IV secolo, Edizioni Porziuncola, Santa Maria degli Angeli - Assisi (Pg), p. 33.
[3] Cfr. Paolo Toschi, Tradizioni popolari italiane, Edizioni ERI-Rai Radiotelevisione Italiana, Torino, 1959, p. 199.
domenica 14 dicembre 2025
Madonna o Dea Cumina? Il folletto che insidia le culle...
Fin dal mondo antico, era credenza che i bambini, specie se nelle culle, necessitassero di una (speciale) protezione...
« Sant'Agostino scrive che i padri romani, nel timore che i loro pargoli, specie nei primi giorni o mesi di vita, fossero vittima della perniciosa fascinazione, solevano porli sotto la protezione di una dea [...] che dalla culla (cuna) derivava il proprio nome: Cunina, quasi a dire "la custode della culla"
(De civitate Dei, 4 11). » [1]
La protezione di Cumina, sostituita dalla Madonna in Età Cristiana, era rafforzata da amuleti Apotropaici indosso al bambino...
« Quando un neonato piangeva molto, si credeva che era stato attaccato dalle streghe o dai 'folletti', in quel caso si usava tracciare sulla sua fronte segni di croce utilizzando acqua santa attinta da tre chiese diverse mescolata assieme. » [2]
« L''abitino' veniva appuntato con uno spillo sulla camicia del neonato con un duplice scopo, religioso e magico allo stesso tempo:
porre il bambino sotto la protezione divina ed allontanare da lui l'effetto letale del malocchio, dell'invidia e le streghe che s'aggiravano nottempo attorno alle culle. » [2]
La notte di Natale era un momento propizio alle sortite delle streghe:
si doveva tenere le culle sotto (stretto) controllo...
« Si temeva soprattutto che le streghe attaccassero in quella notte, i bambini restati soli nelle culle per succhiare loro il sangue, o per fare dispetti. » [2]
Il corallo, dal colore rosso apotropaico, era considerato un (ottimo) antidoto contro le streghe.
Il collezionista di amuleti Giuseppe Bellucci, riferendosi a dipinti in cui il Bambino figura con la collanina, scriveva...
« [...] i pittori restarono fedeli alla tradizione popolare, sia che copiassero modelli, a cui le madri amorose avevano di già collocato, per timore del malocchio, il corallo protettore
[...] con tanta maggior fiducia e fervore lo stesso mezzo di difesa doveva e deve esser applicato ed applicarsi alla generalità dei bambini, ritenuti dalle loro madri, come ancor oggi si verifica, continuamente insidiati dalla perfidia delle streghe e dagli influssi maligni del malocchio. » [3]
➔ Incanti paralleli: l'Animale-doppio della Strega:
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Culto Solare al femminile:
La Santa con il Terzo Occhio. Il culto della Luce in una pittura medievale.
➔ Donne (o Streghe) che vengono dagli Inferi ---
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Potere scaramantico del colore rosso ---
Non sciogliere il nodo. Un fiocco Rosso contro i dèmoni.
➔ Gallo anti-streghe: amuleti che proteggono dai dèmoni ---
Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.
➔ Come scagliare un Maleficio:
Invidia degli Dèi: l'occhio magico che getta il 'Malocchio'.
➔ Amuleti protettivi contro le streghe ---
La magia della conta: come annullare le streghe.
Campane apotropaiche: amuleti per combattere i demoni.
Il pelo malefico: un esercito di Ricci per combattere le streghe.
Note alle immagini ---
_Sopra: Madonna di Senigallia di Piero della Francesca dalla Galleria Nazionale delle Marche (Urbino).
_In apertura: Francisco Goya, Streghe (Brujas, in spagnolo).
Olio su tela dal Museo Lázaro Galdiano di Madrid, fine '700.
Vedi la pagina relativa al dipinto su Wikipedia.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero magico e religioso in Tra cielo e terra. Religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, Volume Secondo, Edicit, Foligno, 2010, p. 541.
[2] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chavez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, pp. 143 e 284-285.
[3] Cfr. Giuseppe Bellucci, Un capitolo di psicologia popolare. Gli amuleti, Unione tipografica cooperativa, Perugia, 1908, pp. 30-31.
« Sant'Agostino scrive che i padri romani, nel timore che i loro pargoli, specie nei primi giorni o mesi di vita, fossero vittima della perniciosa fascinazione, solevano porli sotto la protezione di una dea [...] che dalla culla (cuna) derivava il proprio nome: Cunina, quasi a dire "la custode della culla"
(De civitate Dei, 4 11). » [1]
La protezione di Cumina, sostituita dalla Madonna in Età Cristiana, era rafforzata da amuleti Apotropaici indosso al bambino...
« Quando un neonato piangeva molto, si credeva che era stato attaccato dalle streghe o dai 'folletti', in quel caso si usava tracciare sulla sua fronte segni di croce utilizzando acqua santa attinta da tre chiese diverse mescolata assieme. » [2]
« L''abitino' veniva appuntato con uno spillo sulla camicia del neonato con un duplice scopo, religioso e magico allo stesso tempo:
porre il bambino sotto la protezione divina ed allontanare da lui l'effetto letale del malocchio, dell'invidia e le streghe che s'aggiravano nottempo attorno alle culle. » [2]
La notte di Natale era un momento propizio alle sortite delle streghe:
si doveva tenere le culle sotto (stretto) controllo...
« Si temeva soprattutto che le streghe attaccassero in quella notte, i bambini restati soli nelle culle per succhiare loro il sangue, o per fare dispetti. » [2]
Il corallo, dal colore rosso apotropaico, era considerato un (ottimo) antidoto contro le streghe.
Il collezionista di amuleti Giuseppe Bellucci, riferendosi a dipinti in cui il Bambino figura con la collanina, scriveva...
« [...] i pittori restarono fedeli alla tradizione popolare, sia che copiassero modelli, a cui le madri amorose avevano di già collocato, per timore del malocchio, il corallo protettore
[...] con tanta maggior fiducia e fervore lo stesso mezzo di difesa doveva e deve esser applicato ed applicarsi alla generalità dei bambini, ritenuti dalle loro madri, come ancor oggi si verifica, continuamente insidiati dalla perfidia delle streghe e dagli influssi maligni del malocchio. » [3]
➔ Incanti paralleli: l'Animale-doppio della Strega:
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Culto Solare al femminile:
La Santa con il Terzo Occhio. Il culto della Luce in una pittura medievale.
➔ Donne (o Streghe) che vengono dagli Inferi ---
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Potere scaramantico del colore rosso ---
Non sciogliere il nodo. Un fiocco Rosso contro i dèmoni.
➔ Gallo anti-streghe: amuleti che proteggono dai dèmoni ---
Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.
➔ Come scagliare un Maleficio:
Invidia degli Dèi: l'occhio magico che getta il 'Malocchio'.
➔ Amuleti protettivi contro le streghe ---
La magia della conta: come annullare le streghe.
Campane apotropaiche: amuleti per combattere i demoni.
Il pelo malefico: un esercito di Ricci per combattere le streghe.
Note alle immagini ---
_Sopra: Madonna di Senigallia di Piero della Francesca dalla Galleria Nazionale delle Marche (Urbino).
_In apertura: Francisco Goya, Streghe (Brujas, in spagnolo).
Olio su tela dal Museo Lázaro Galdiano di Madrid, fine '700.
Vedi la pagina relativa al dipinto su Wikipedia.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero magico e religioso in Tra cielo e terra. Religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, Volume Secondo, Edicit, Foligno, 2010, p. 541.
[2] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chavez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, pp. 143 e 284-285.
[3] Cfr. Giuseppe Bellucci, Un capitolo di psicologia popolare. Gli amuleti, Unione tipografica cooperativa, Perugia, 1908, pp. 30-31.
lunedì 8 dicembre 2025
Attenti alla strega: c'è una mosca nell'aria...
Guai a non battezzare i bimbi appena nati.
Le streghe non perdonavano, e potevano introdursi nella camera della culla trasformate in gatte o (peggio!) -senza destare sospetti- in mosche.
“[…] la sùrbile usa trasformarsi in una specie di mosca, oppure in gatto. Nel primo caso s’introduce nella stanza del bimbo dormiente attraverso il buco della serratura che, per precauzione, viene chiuso con cera d’api. Lo scopo della visita della sùrbile è quello di succhiare il sangue ai neonati non battezzati.” [1]
Domenico Mammoli, riassumendo il Processo alla strega Matteuccia di Todi [1428], riporta l'accusa principale mossa alla donna a cui si contestava (proprio) di aver assunto la forma di una mosca (!) per recarsi al sabba.
« musipula / mosca, animale nel quale si trasforma la Matteuccia di Francesco per effettuare i suoi viaggi al noce di Benevento in groppa al demonio trasformato in capro. » [2]
Il verbale del Processo era chiaro...
« [...] essa stessa, trasformatasi in mosca va alla detta noce cavalcando sopra lo stesso capro andando sempre per fossati sibilando come folgore » [3]
➔ Sulla trasformazione delle streghe in mosca:
Mosca o gatta? Le trasformazioni della strega Matteuccia.
➔ Sulla trasformazione 'felina' (più famosa) vedi:
Le streghe che si trasformano in gatte.
Nota all'immagine ---
_In apertura, inatura da un Libro d'Ore dalla Morgan Library di New York visibile nel sito dell'Istituto.
Per segnatura, Ms M. 1170: folio 22 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chàvez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 212.
[2] Cfr. Domenico Mammoli, Indici in Processo alla strega Matteuccia di Francesco, Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Spoleto, 2013, p. 48.
[3] Cfr. Mammoli, Processo alla strega Matteuccia..., Res Tudertinae, Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Todi, 1977.
➔ Il passo citato del Processo riporta e traduce il folio 23 recto e si trova alle pp. 32-33.
Le streghe non perdonavano, e potevano introdursi nella camera della culla trasformate in gatte o (peggio!) -senza destare sospetti- in mosche.
“[…] la sùrbile usa trasformarsi in una specie di mosca, oppure in gatto. Nel primo caso s’introduce nella stanza del bimbo dormiente attraverso il buco della serratura che, per precauzione, viene chiuso con cera d’api. Lo scopo della visita della sùrbile è quello di succhiare il sangue ai neonati non battezzati.” [1]
Domenico Mammoli, riassumendo il Processo alla strega Matteuccia di Todi [1428], riporta l'accusa principale mossa alla donna a cui si contestava (proprio) di aver assunto la forma di una mosca (!) per recarsi al sabba.
« musipula / mosca, animale nel quale si trasforma la Matteuccia di Francesco per effettuare i suoi viaggi al noce di Benevento in groppa al demonio trasformato in capro. » [2]
Il verbale del Processo era chiaro...
« [...] essa stessa, trasformatasi in mosca va alla detta noce cavalcando sopra lo stesso capro andando sempre per fossati sibilando come folgore » [3]
➔ Sulla trasformazione delle streghe in mosca:
Mosca o gatta? Le trasformazioni della strega Matteuccia.
➔ Sulla trasformazione 'felina' (più famosa) vedi:
Le streghe che si trasformano in gatte.
Nota all'immagine ---
_In apertura, inatura da un Libro d'Ore dalla Morgan Library di New York visibile nel sito dell'Istituto.
Per segnatura, Ms M. 1170: folio 22 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chàvez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 212.
[2] Cfr. Domenico Mammoli, Indici in Processo alla strega Matteuccia di Francesco, Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Spoleto, 2013, p. 48.
[3] Cfr. Mammoli, Processo alla strega Matteuccia..., Res Tudertinae, Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Todi, 1977.
➔ Il passo citato del Processo riporta e traduce il folio 23 recto e si trova alle pp. 32-33.
martedì 2 dicembre 2025
Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...
Il lungometraggio Biancaneve (1937) ci mostra una scena conosciuta fin dal mondo antico:
la consultazione del Morto attraverso lo Specchio.
La strega Grimilde si rivolge al defunto che profeta:
➔ notarne il volto senza gli Occhi.
La cecità era, nella cultura classica, attributo di Onniveggenza:
il volto affiora da una vampa di fuoco.
Nelle fiamme risiedevano, fin dall'antichità, gli Antenati che conoscevano la Verità e potevano svelarla se convocati.
« Gli antenati vivono come Lari nel focolare.
Il focolare è dunque il simbolo del culto dei morti, che riposano presso il focolare stesso. » [1]
Il potere predittivo del fuoco era (ancora) riconosciuto, fino ai primi del secolo scorso: il Morto che predice attraverso le fiamme era una figura temuta...
« Esistono sparsi residui di un'antica arte divinatoria per mezzo del fuoco
[...]. Credenze simili furono documentate in Abruzzo da Gennaro Finamore nell'ultimo quarto del XIX secolo:
"Se la fiamma brontola, ovvero se i tizzi soffiano o cigolano, qualcuno sta parlando male di te." » [2]
Il fuoco era un (vero) medium a cui si rivolgevano offerte...
« [...] il ceppo, e il fuoco che l'avvolge, sono destinatari di offerte tradizionali o, meglio, ricevono le offerte e trasmettono i desiderata che le accompagnano ai veri destinatari che, un tempo, erano gli spiriti degli antenati del 'ceppo', o del lignaggio: i Lari e i Penati domestici. » [3]
Il crepitìo delle fiamme era indizio che gli Antenati stavano rivelando il futuro: l'interpretazione delle scintille era cruciale...
« Quando, d'inverno, il fuoco scoppietta (scrocchia) annuncia la neve.
Quando la fiamma s'alza all'improvviso, o si alzano dalla legna che arde nugoli di scintille, è segno che il tempo peggiora. » [3]
➔ Incanti paralleli: l'Animale-doppio della Strega:
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Comunicazione coi Morti attraverso lo Specchio:
Non rompere lo specchio: i Morti che proteggono dai dèmoni.
"Specchio delle mie brame..." Vuoi conoscere il Futuro? Chiedi allo specchio.
◉ Fuoco Sacro e contatto degli Avi:
Offerte al Fuoco: la porta di contatto con gli Antenati.
◉ Sangue profetico versato per nutrire i defunti:
Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il futuro.
◉ Tracce di credenze Magiche nei Cartoon:
Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.
Disney stregato: Magia popolare nei Cartoon.
Funghi Matti: la danza estatica nel Bosco degli Antenati.
Nota all'immagine ---
_In apertura, fotogramma dalle prime sequenze del cartoon Biancaneve:
La strega Grimilde si rivolge all'Oracolo nello specchio.
Note al testo ---
[1] Cfr. Arnaldo Momigliano, La città antica di Fustel de Colanges in Rivista Storica Italiana, Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1970, p. 90.
[2] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chavez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il Cerchio, Rimini, 2002, p. 163.
[3] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero religioso e magico in Tra cielo e terra. Religione e mangia nel mndo rurale della Valnerina, Vol. II, Edicit, Foligno, 2009, pp. 491 e 496.
la consultazione del Morto attraverso lo Specchio.
La strega Grimilde si rivolge al defunto che profeta:
➔ notarne il volto senza gli Occhi.
La cecità era, nella cultura classica, attributo di Onniveggenza:
il volto affiora da una vampa di fuoco.
Nelle fiamme risiedevano, fin dall'antichità, gli Antenati che conoscevano la Verità e potevano svelarla se convocati.
« Gli antenati vivono come Lari nel focolare.
Il focolare è dunque il simbolo del culto dei morti, che riposano presso il focolare stesso. » [1]
Il potere predittivo del fuoco era (ancora) riconosciuto, fino ai primi del secolo scorso: il Morto che predice attraverso le fiamme era una figura temuta...
« Esistono sparsi residui di un'antica arte divinatoria per mezzo del fuoco
[...]. Credenze simili furono documentate in Abruzzo da Gennaro Finamore nell'ultimo quarto del XIX secolo:
"Se la fiamma brontola, ovvero se i tizzi soffiano o cigolano, qualcuno sta parlando male di te." » [2]
Il fuoco era un (vero) medium a cui si rivolgevano offerte...
« [...] il ceppo, e il fuoco che l'avvolge, sono destinatari di offerte tradizionali o, meglio, ricevono le offerte e trasmettono i desiderata che le accompagnano ai veri destinatari che, un tempo, erano gli spiriti degli antenati del 'ceppo', o del lignaggio: i Lari e i Penati domestici. » [3]
Il crepitìo delle fiamme era indizio che gli Antenati stavano rivelando il futuro: l'interpretazione delle scintille era cruciale...
« Quando, d'inverno, il fuoco scoppietta (scrocchia) annuncia la neve.
Quando la fiamma s'alza all'improvviso, o si alzano dalla legna che arde nugoli di scintille, è segno che il tempo peggiora. » [3]
➔ Incanti paralleli: l'Animale-doppio della Strega:
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Comunicazione coi Morti attraverso lo Specchio:
Non rompere lo specchio: i Morti che proteggono dai dèmoni.
"Specchio delle mie brame..." Vuoi conoscere il Futuro? Chiedi allo specchio.
◉ Fuoco Sacro e contatto degli Avi:
Offerte al Fuoco: la porta di contatto con gli Antenati.
◉ Sangue profetico versato per nutrire i defunti:
Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il futuro.
◉ Tracce di credenze Magiche nei Cartoon:
Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.
Disney stregato: Magia popolare nei Cartoon.
Funghi Matti: la danza estatica nel Bosco degli Antenati.
Nota all'immagine ---
_In apertura, fotogramma dalle prime sequenze del cartoon Biancaneve:
La strega Grimilde si rivolge all'Oracolo nello specchio.
Note al testo ---
[1] Cfr. Arnaldo Momigliano, La città antica di Fustel de Colanges in Rivista Storica Italiana, Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1970, p. 90.
[2] Cfr. Mario Polia e Fabiola Chavez Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il Cerchio, Rimini, 2002, p. 163.
[3] Cfr. Mario Polia, Tematiche del pensiero religioso e magico in Tra cielo e terra. Religione e mangia nel mndo rurale della Valnerina, Vol. II, Edicit, Foligno, 2009, pp. 491 e 496.
martedì 25 novembre 2025
Donna-Albero e alberi stregati.
Una miniatura da un manoscritto del Decretum Gratiani, tratta dalla Causa XXVI sullla repressione della Magia nel Clero, ci mostra un sacerdote consacrare un albero.
La divinizzazione della Natura era una pratica che persisteva nel MedioEvo:
(combattuta e) associata nelle agiografie ad alcuni Santi, fino a 'sradicare' il vizio...
« La Vita di San Valerio (scritta all'inizio del VII secolo) racconta come gli abitanti della valle della Bresle, presso Eu, in Normandia, benché probabilmente già battezzati, venerassero un enorme tronco d'albero che il santo fece abbattere con pericolo della propria vita. » [1]
Nell'immaginario cristiano era sopravvissuta la venerazione antica per gli alberi: dimora degli Dèi.
Uberto Pestalozza, già negli anni '30 del '900, spiegava come al culto della Dèa arborea si fossero sovrapposte le divinità dei colonizzatori (ellenici) che ne presero il posto...
« Tutti i miti di metamorfosi femminili arboree, nelle redazioni contraffatte in cui li leggiamo, sono le deformazioni patriarcali di miti originariamente matriarcali, in cui la Potnia arborea regnava sovrana. » [2]
Robert Graves forniva un esempio classico:
il culto di Apollo che insegue Dafne, la quale -per sfuggirgli- si tramuta in una pianta di alloro:
indizio di un culto arboreo Matriarcale soppresso dagli Elleni devoti al dio Solare...
« La vicenda di Apollo che insegue Dafne, Ninfa dei monti, figlia del fiume Peneo e sacerdotessa della Madre Terra, si riferisce evidentemente alla conquista ellenica di Tempe dove la dea Dafene ("la sanguinaria") era venerata da un collegio di Menadi orgiastiche masticatrici di foglie di alloro. » [3]
« Dopo aver soppresso il collegio delle Menadi
[...], Apollo divenne il patrono dell'alloro e in seguito soltanto la Pizia poté masticarne le foglie. » [3]
◉ Sacerdotesse dell'Albero, poi consacrato a Zeus ---
Nicandra: la profetessa "vittoriosa sugli uomini". Quercia e potere oracolare Matriarcale.
➔ Pianta magica scatena tempeste ---
Mandragora: la 'bambolina' da onorare.
➔ Culto della Natura: repressione e mito francescano ---
Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?
Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.
Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.
◉ Repressione della Magia: tra monaci e frati ---
Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?
➔ Avi che risiedono nel Bosco e accesso agli Inferi ---
Le porte di Ade: il sacro Bosco inviolabile.
➔ Evocazione della Natura contro le streghe ---
Ghirlande appese: l'esorcismo di Natale.
➔ Cristo dendromorfo e Osiride 'vegetante' ---
Il dio Verde: da Osiride a Cristo. Il mito (agricolo) della Rinascita.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura da un manoscritto tedesco del Decretum.
Ho tratto l'immagine da Anthony Melnikas, The corpus of the miniatures in the manuscripts of Decretum Gratiani, Studia Gratiana, Rome, 1975
➔ vedi il riferimento in Opac Nazionale.
Note al testo ---
[1] Cfr. Jean-Claude Schmitt, Medioevo superstizioso, Laterza, Roma-Bari, 2004, p. 31.
[2] Cfr. Uberto Pestalozza, Eterno femminino mediterraneo, Neri Pozza, Vicenza, 1996, p. 50.
◉ Alla donna che ha identità vegetale, Pestalozza dedicava uno studio a sè:
I miti della donna-giardino: da Iside alla Sulamita, Medusa, Milano, 2001 ➔ Vedi il riferimento in Opac Nazionale.
[3] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, nota 6 a p. 70.
La divinizzazione della Natura era una pratica che persisteva nel MedioEvo:
(combattuta e) associata nelle agiografie ad alcuni Santi, fino a 'sradicare' il vizio...
« La Vita di San Valerio (scritta all'inizio del VII secolo) racconta come gli abitanti della valle della Bresle, presso Eu, in Normandia, benché probabilmente già battezzati, venerassero un enorme tronco d'albero che il santo fece abbattere con pericolo della propria vita. » [1]
Nell'immaginario cristiano era sopravvissuta la venerazione antica per gli alberi: dimora degli Dèi.
Uberto Pestalozza, già negli anni '30 del '900, spiegava come al culto della Dèa arborea si fossero sovrapposte le divinità dei colonizzatori (ellenici) che ne presero il posto...
« Tutti i miti di metamorfosi femminili arboree, nelle redazioni contraffatte in cui li leggiamo, sono le deformazioni patriarcali di miti originariamente matriarcali, in cui la Potnia arborea regnava sovrana. » [2]
Robert Graves forniva un esempio classico:
il culto di Apollo che insegue Dafne, la quale -per sfuggirgli- si tramuta in una pianta di alloro:
indizio di un culto arboreo Matriarcale soppresso dagli Elleni devoti al dio Solare...
« La vicenda di Apollo che insegue Dafne, Ninfa dei monti, figlia del fiume Peneo e sacerdotessa della Madre Terra, si riferisce evidentemente alla conquista ellenica di Tempe dove la dea Dafene ("la sanguinaria") era venerata da un collegio di Menadi orgiastiche masticatrici di foglie di alloro. » [3]
« Dopo aver soppresso il collegio delle Menadi
[...], Apollo divenne il patrono dell'alloro e in seguito soltanto la Pizia poté masticarne le foglie. » [3]
◉ Sacerdotesse dell'Albero, poi consacrato a Zeus ---
Nicandra: la profetessa "vittoriosa sugli uomini". Quercia e potere oracolare Matriarcale.
➔ Pianta magica scatena tempeste ---
Mandragora: la 'bambolina' da onorare.
➔ Culto della Natura: repressione e mito francescano ---
Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?
Dov'è finita la mano? Indizi per un culto degli alberi alla Basilica di San Francesco.
Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.
◉ Repressione della Magia: tra monaci e frati ---
Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?
➔ Avi che risiedono nel Bosco e accesso agli Inferi ---
Le porte di Ade: il sacro Bosco inviolabile.
➔ Evocazione della Natura contro le streghe ---
Ghirlande appese: l'esorcismo di Natale.
➔ Cristo dendromorfo e Osiride 'vegetante' ---
Il dio Verde: da Osiride a Cristo. Il mito (agricolo) della Rinascita.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura da un manoscritto tedesco del Decretum.
Ho tratto l'immagine da Anthony Melnikas, The corpus of the miniatures in the manuscripts of Decretum Gratiani, Studia Gratiana, Rome, 1975
➔ vedi il riferimento in Opac Nazionale.
Note al testo ---
[1] Cfr. Jean-Claude Schmitt, Medioevo superstizioso, Laterza, Roma-Bari, 2004, p. 31.
[2] Cfr. Uberto Pestalozza, Eterno femminino mediterraneo, Neri Pozza, Vicenza, 1996, p. 50.
◉ Alla donna che ha identità vegetale, Pestalozza dedicava uno studio a sè:
I miti della donna-giardino: da Iside alla Sulamita, Medusa, Milano, 2001 ➔ Vedi il riferimento in Opac Nazionale.
[3] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, nota 6 a p. 70.
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