Gli spiriti erano (sempre) in cerca di un corpo da possedere.
« Molti credevano che le ombre di alcuni defunti potessero restare prive di un loro luogo per qualche tempo, in particolare i fantasmi di coloro che avevano conosciuto una "cattiva morte" perché improvvisa o violenta.
Spiriti di questo genere potevano continuare a vagare sulla terra come spiriti malevoli in cerca di un corpo. » [1]
Vincenzo Bo riportava queste credenze:
per evitare l'infestazione della casa quando c'era un corpo (libero) in cui gli Spiriti si potessero incarnare, era d'obbligo chiamare il prete...
« Singolare è il rito purificatorio, rilevato anche questo in Sardegna, detto "encresiari" in casa.
Consisteva in una benedizione impartita dal sacerdote a una casa nella quale era avvenuto un parto recente [...].
Tale benedizione era connessa alla credenza che in queste case si formasse, in occasione del parto, un fantasma (pantamas) che vagava poi al loro interno arrecando molestie agli abitanti finché ne fosse cacciato dalla benedizione sacerdotale. » [2]
La memoria del potere magico detenuto dai sacerdoti sopravviveva (ancora) nelle aree più isolate: come nelle isole...
« In Sardegna -secondo quanto scrive Grazia Deledda- i preti [...] hanno la potenza di far qualsiasi male a chiunque, scomunicando sul breviario ("toccare a libru") [...] i sacerdoti, per mezzo dei loro libri sacri, sono creduti quasi onnipotenti."
Un riscontro lo si trova in due sinodi di Cagliari (1695 e 1715) che vietano ai parroci di recitare pubbliche maledizioni nelle chiese contro gli autori di furti e rapine. » [2]
◉ Credenze magiche: tracce nelle miniature ---
Se è bagnato, porta fortuna: l'acqua che protegge dagli Spiriti.
Non rompere lo specchio: i Morti che proteggono dai dèmoni.
➔ Punizioni inflitte ai preti: ricorso a pratiche magiche ---
Stregoni letterati. Magia della Scrittura.
◉ Incarnazione delle Anime negli Animali ---
Stormo in lontananza: Anime dannate...
Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.
➔ Anime vaganti e parole che le evocano ---
Potere nelle parole: viaggio delle Anime.
➔ Dare sollievo ai Morti: ricorso alle parole ---
Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.
➔ Uso (abituale) della magia nella Chiesa:
Magia cristiana. Stregoni in incognito.
Preti maghi: lezioni di Superstizione...
➔ Poteri (incantatori) attribuiti ai religiosi ---
Incantare è pregare? Quando il prete diventa uno Stregone.
➔ Sfuggire agli Spiriti: come evitarli ---
Attento agli Spiriti: non andare a Sinistra.
Finzione e Inversione: tecniche magiche per ingannare gli Spiriti.
Nota all'immagine ---
_Miniatura con un pellegrino che s'imbatte in un viandante con bambino:
per proteggersi dalle insidie del viaggio, usano una serie di strumenti apotropaici: corna appuntite, uno specchio tondo ed un bastone utili a scacciare gli Spiriti.
➔ Il manoscritto è digitalizzato nel sito della Bodleian Library di Oxford.
Per segnatura, Ms Douce 300: folio 66 recto.
◉ Sugli amuleti citati, vedi pure:
La magia della conta: come annullare le streghe.
Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?
Note al testo ---
[1] Cfr. Nancy Caciola, Spiriti in cerca di corpi: morte, possessione e memoria collettiva nel medioevo in Un gallo ad Asclepio. Morte, morti e società tra antichità e prima età moderna, a cura di Anna Laura Trombetti Budriesi, CLUEB - Cooperativa Librara Universitaria Editrice Bologna, 2013, p. 569.
[2] Cfr. Vincenzo Bo, La religione sommersa, Rizzoli, Milano, 1986, pp. 51 e 161.
Diario di viaggio nell'Umbria dei maghi tra templi diroccati e santi taumaturghi
mercoledì 1 luglio 2026
mercoledì 24 giugno 2026
Banchetto delle Streghe: la Signora con la bacchetta e la rinascita degli Animali.
Nel 'banchetto' delle Streghe, temuto dagli Inquisitori, sopravviveva un mito pagano ➝ fin dall'attributo (primo) della Dèa: il pomo.
« Nel corso della tregenda si uccidevano gli animali e se ne mangiavano le carni; le ossa venivano poi riposte nella pelle e la Signora, con una bacchetta che teneva in mano assieme a un pomo, le percuoteva, facendo rinascere gli animali uccisi. » [1]
Come si svolgeva il 'convitto'?
« Questa "Signora del Gioco" ospitava i suoi adepti offrendo loro da mangiare e da bere
[...]. Vi sono tuttavia aspetti misteriosi, in questa Signora; per esempio, non possiamo sapere come convincesse gli adepti della sua capacità di resuscitare gli animali. » [1]
La resurrezione degli animali era un tema scottante: gli allevatori non si accorgevano del 'furto' (!) perché le bestie venivano uccise per il banchetto, e poi resuscitate per essere ricondotte nelle stalle...
« [...] una sorta di sabba, di banchetto collettivo in cui le streghe consumano nottetempo le carni imbandite degli animali domestici, precedentemente sottratti, con il trucco delle ossa e della pelle, alle stalle degli umani. » [2]
Il 'trucco' era frutto dell'immaginazione così come il banchetto organizzato dalle streghe?
In Età Rinascimentale, pare fosse un argomento 'caldo' (motivo, perfino, di dispute!) tra gli inquisitori...
« Però Girolamo Visconti, nel Lamiarum sive striarum opusculum (1460), negava il fenomeno degli animali cucinati e poi riportati in vita, chiarendo che le streghe "al mattino hanno così fame e sete come se non avessero mangiato ». [3]
« Il pranzo delle streghe, secondo numerosi inquisitori e giuristi, era "fittizio e immaginario", quindi, come dirà Bernardo Rategno (De strigiis 1566), consumato nell'immaginazione ». [3]
Tale era la paura di ostacolare le streghe nel loro 'furto' che i più superstiziosi lasciavano aperte le dispense (!) nelle notti in cui si pensava che le malefiche avrebbero colpito...
« A motivo di questa credenza, spiegava Guglielmo [d'Alvernia], uomini sciocchi e vecchie pazze scoperchiano le botti e spalancano le dispense nelle notti in cui pensano di ricevere la visita delle dominae nocturnae. » [1]
Nei racconti riportati dagli Inquisitori sopravvivevano miti (ben) più antichi delle streghe medievali...
« [...] queste concezioni risalgono, molto probabilmente, come si è detto, alle antiche divinità della caccia, come Sedna, Erlik o la stessa Diana, che ridavano vita alla selvaggina ogni volta che un esemplare veniva ucciso affinché il numero dei capi rimanesse costante. » [4]
◉ Magia a tavola: pratiche rituali e banchetto sacrificale ---
Animali resuscitati: gli Indovini-macellai.
Arte Sciamanica: disponi le Ossa per il sacrificio gradito agli Spiriti.
➔ Riti pagani di fertilità e conversione Mariana ---
Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.
➔ Pomo Sacro: il frutto associato alla Signora ---
Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.
◉ Dea Nutrice: il Matriarcato all'origine dei gruppi umani ---
Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.
➔ Boschi Sacri e culto femminile legato agli Alberi ---
Donna-Albero e alberi stregati.
➔ Animale, più di altri, sacro alla Dea ---
Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dèa.
◉ Pratiche magiche venatorie per propiziare la caccia ---
Amore per la bestia: il potere dell'Animale e lo Spirito dominatore del Bosco.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con scena di banchetto a cui partecipano (anche) frati domenicani → notare la 'tonsura' del frate a sinistra.
Il signore seduto al centro ha indosso un (curioso) copricapo 'orecchiuto' o cornuto...
Note al testo ---
[1] Cfr. Giordano Berti, Storia della stregoneria, Oscar Mondadori, Milano, 2010, pp. 42 e 71-72.
[2] Cfr. Giancarlo Baronti, Tra bambini e acque sporche: immersioni nella collezione di amuleti di Giuseppe Bellucci, Morlacchi, Perugia, 2008, p. 135.
[3] Cfr. Massimo Centini, Dal sacro al folklore: piccolo manuale per lo studio delle tradizioni leggendarie, I Libri del Casato, Roma, 2016, p. 159.
[4] Cfr. Emanuela Chiavarelli, Diana, Arlecchino e gli Spiriti volanti, Bulzoni Editore, Roma, 2007, p. 180.
« Nel corso della tregenda si uccidevano gli animali e se ne mangiavano le carni; le ossa venivano poi riposte nella pelle e la Signora, con una bacchetta che teneva in mano assieme a un pomo, le percuoteva, facendo rinascere gli animali uccisi. » [1]
Come si svolgeva il 'convitto'?
« Questa "Signora del Gioco" ospitava i suoi adepti offrendo loro da mangiare e da bere
[...]. Vi sono tuttavia aspetti misteriosi, in questa Signora; per esempio, non possiamo sapere come convincesse gli adepti della sua capacità di resuscitare gli animali. » [1]
La resurrezione degli animali era un tema scottante: gli allevatori non si accorgevano del 'furto' (!) perché le bestie venivano uccise per il banchetto, e poi resuscitate per essere ricondotte nelle stalle...
« [...] una sorta di sabba, di banchetto collettivo in cui le streghe consumano nottetempo le carni imbandite degli animali domestici, precedentemente sottratti, con il trucco delle ossa e della pelle, alle stalle degli umani. » [2]
Il 'trucco' era frutto dell'immaginazione così come il banchetto organizzato dalle streghe?
In Età Rinascimentale, pare fosse un argomento 'caldo' (motivo, perfino, di dispute!) tra gli inquisitori...
« Però Girolamo Visconti, nel Lamiarum sive striarum opusculum (1460), negava il fenomeno degli animali cucinati e poi riportati in vita, chiarendo che le streghe "al mattino hanno così fame e sete come se non avessero mangiato ». [3]
« Il pranzo delle streghe, secondo numerosi inquisitori e giuristi, era "fittizio e immaginario", quindi, come dirà Bernardo Rategno (De strigiis 1566), consumato nell'immaginazione ». [3]
Tale era la paura di ostacolare le streghe nel loro 'furto' che i più superstiziosi lasciavano aperte le dispense (!) nelle notti in cui si pensava che le malefiche avrebbero colpito...
« A motivo di questa credenza, spiegava Guglielmo [d'Alvernia], uomini sciocchi e vecchie pazze scoperchiano le botti e spalancano le dispense nelle notti in cui pensano di ricevere la visita delle dominae nocturnae. » [1]
Nei racconti riportati dagli Inquisitori sopravvivevano miti (ben) più antichi delle streghe medievali...
« [...] queste concezioni risalgono, molto probabilmente, come si è detto, alle antiche divinità della caccia, come Sedna, Erlik o la stessa Diana, che ridavano vita alla selvaggina ogni volta che un esemplare veniva ucciso affinché il numero dei capi rimanesse costante. » [4]
◉ Magia a tavola: pratiche rituali e banchetto sacrificale ---
Animali resuscitati: gli Indovini-macellai.
Arte Sciamanica: disponi le Ossa per il sacrificio gradito agli Spiriti.
➔ Riti pagani di fertilità e conversione Mariana ---
Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.
➔ Pomo Sacro: il frutto associato alla Signora ---
Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.
◉ Dea Nutrice: il Matriarcato all'origine dei gruppi umani ---
Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.
➔ Boschi Sacri e culto femminile legato agli Alberi ---
Donna-Albero e alberi stregati.
➔ Animale, più di altri, sacro alla Dea ---
Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dèa.
◉ Pratiche magiche venatorie per propiziare la caccia ---
Amore per la bestia: il potere dell'Animale e lo Spirito dominatore del Bosco.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con scena di banchetto a cui partecipano (anche) frati domenicani → notare la 'tonsura' del frate a sinistra.
Il signore seduto al centro ha indosso un (curioso) copricapo 'orecchiuto' o cornuto...
Note al testo ---
[1] Cfr. Giordano Berti, Storia della stregoneria, Oscar Mondadori, Milano, 2010, pp. 42 e 71-72.
[2] Cfr. Giancarlo Baronti, Tra bambini e acque sporche: immersioni nella collezione di amuleti di Giuseppe Bellucci, Morlacchi, Perugia, 2008, p. 135.
[3] Cfr. Massimo Centini, Dal sacro al folklore: piccolo manuale per lo studio delle tradizioni leggendarie, I Libri del Casato, Roma, 2016, p. 159.
[4] Cfr. Emanuela Chiavarelli, Diana, Arlecchino e gli Spiriti volanti, Bulzoni Editore, Roma, 2007, p. 180.
martedì 16 giugno 2026
Attento ai Nodi: precauzioni per il viaggio nell'Aldilà.
Giovanni Crocioni ci racconta come l'uso popolare prescrivesse di eliminare i nodi dal vestito del Morto, per non ostacolarne il viaggio nell'Aldilà...
« Il cadavere, di solito, viene rivestito di un camice, fatto con un lenzuolo, in modo che non ci siano nodi di nessun genere, ché i nodi darebbero tormento al morto:
si taglia via ogni vivagno (orvio, orlo vivo) che vi si trovi, e si cuce il camice a filza o infilza, in modo che di nodi o di incroci di filo non vi rimanga neppure una traccia. » [1]
Il nodo suscitava paure:
l'anima poteva essere trattenuta nel corpo, senza riuscire ad abbandonarlo.
Il rischio (vero) era di ritrovarsi la casa infestata da Anime che non se ne erano andate via.
Ne La stregoneria in Italia, Romanazzi scrive...
« [...] il nodo rappresentava un elemento vincolante, simbolo di costrizione e impedimento.
Tale credenza era talmente radicata in varie regioni di Italia, che perfino il defunto non poteva indossare scarpe coi lacci, altrimenti avrebbe trovato grosse difficoltà nella dipartita della sua anima.
Così, a tal fine, nelle Marche venivano confezionate scarpe senza lacci. » [2]
Il timore non era diffuso (solo) dalle nostre parti:
Pierre Saintyves narrava del terrore per i nodi (anche) presso i popoli Slavi...
« Per le donne turche e serbe, il filo è un simbolo del destino.
Di conseguenza per ogni bambino che partoriscono esse filano un filo al quale fanno dei nodi; credono che non partoriranno di nuovo finché esse non disfaranno quei nodi. » [3]
◉ Nodi per negare l'accesso ai dèmoni ---
Non sciogliere il Nodo. Un fiocco Rosso contro i dèmoni.
➔ Evocazione magica: contatto (in)desiderato coi Morti ---
Potere nelle parole: viaggio delle Anime.
◉ Nutrire il Morto: guai a dimenticarsene ---
Il "pasto di Ecate" e le tombe segrete.
➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---
Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.
➔ Morti che si celano negli Animali ---
Stormo in lontananza: Anime dannate.
◉ Animali dotati di potere profetico ---
Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.
Stalla profetica: cosa dicono gli Animali.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura dal Book of Kells: Bibbia irlandese (integralmente!) miniata e custodita alla Biblioteca del Trinity College di Dublino.
Per segnatura: folio 74 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Giovanni Crocioni, La gente marchigiana nelle sue tradizioni, Edizioni Corticelli, Milano, 1954, pp. 55-56.
[2] Cfr. Andrea Romanazzi, La stregoneria in Italia. Scongiuri, amuleti e riti della tradizione, Venexia, Roma, 2007, pp. 57-58.
[3] Cfr. Pierre Saintyves, La Bella Addormentata nel Bosco o il sonno del nuovo Anno in La Bella Addormentata e le sue Sorelle, traduzione di Michela Pazzaglia, Eleusi Edizioni, Perugia, 2013, nota 30 a p. 107.
« Il cadavere, di solito, viene rivestito di un camice, fatto con un lenzuolo, in modo che non ci siano nodi di nessun genere, ché i nodi darebbero tormento al morto:
si taglia via ogni vivagno (orvio, orlo vivo) che vi si trovi, e si cuce il camice a filza o infilza, in modo che di nodi o di incroci di filo non vi rimanga neppure una traccia. » [1]
Il nodo suscitava paure:
l'anima poteva essere trattenuta nel corpo, senza riuscire ad abbandonarlo.
Il rischio (vero) era di ritrovarsi la casa infestata da Anime che non se ne erano andate via.
Ne La stregoneria in Italia, Romanazzi scrive...
« [...] il nodo rappresentava un elemento vincolante, simbolo di costrizione e impedimento.
Tale credenza era talmente radicata in varie regioni di Italia, che perfino il defunto non poteva indossare scarpe coi lacci, altrimenti avrebbe trovato grosse difficoltà nella dipartita della sua anima.
Così, a tal fine, nelle Marche venivano confezionate scarpe senza lacci. » [2]
Il timore non era diffuso (solo) dalle nostre parti:
Pierre Saintyves narrava del terrore per i nodi (anche) presso i popoli Slavi...
« Per le donne turche e serbe, il filo è un simbolo del destino.
Di conseguenza per ogni bambino che partoriscono esse filano un filo al quale fanno dei nodi; credono che non partoriranno di nuovo finché esse non disfaranno quei nodi. » [3]
◉ Nodi per negare l'accesso ai dèmoni ---
Non sciogliere il Nodo. Un fiocco Rosso contro i dèmoni.
➔ Evocazione magica: contatto (in)desiderato coi Morti ---
Potere nelle parole: viaggio delle Anime.
◉ Nutrire il Morto: guai a dimenticarsene ---
Il "pasto di Ecate" e le tombe segrete.
➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---
Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.
➔ Morti che si celano negli Animali ---
Stormo in lontananza: Anime dannate.
◉ Animali dotati di potere profetico ---
Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.
Stalla profetica: cosa dicono gli Animali.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura dal Book of Kells: Bibbia irlandese (integralmente!) miniata e custodita alla Biblioteca del Trinity College di Dublino.
Per segnatura: folio 74 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Giovanni Crocioni, La gente marchigiana nelle sue tradizioni, Edizioni Corticelli, Milano, 1954, pp. 55-56.
[2] Cfr. Andrea Romanazzi, La stregoneria in Italia. Scongiuri, amuleti e riti della tradizione, Venexia, Roma, 2007, pp. 57-58.
[3] Cfr. Pierre Saintyves, La Bella Addormentata nel Bosco o il sonno del nuovo Anno in La Bella Addormentata e le sue Sorelle, traduzione di Michela Pazzaglia, Eleusi Edizioni, Perugia, 2013, nota 30 a p. 107.
martedì 9 giugno 2026
Mondo al contrario: Energia nel corpo. Fattura da bruciare...
Bruciare i tessuti affatturati era l'unico modo risolutivo per estinguere una Fattura:
ne "La religione sommersa", Vincenzo Bo scriveva...
« Un editto in appendice al sinodo di Benevento del 1723 riporta
[...]: "All'assalito dal mal caduco, detto volgarmente della luna o di san Donato, tagliare qualche particella delle vesti, che chiamano "piangariare" e poi bruciarla e profumare col fumo di essa il paziente. » [1]
Nei vestiti restavano impresse le Energie della persona:
la Magia popolare prescriveva d'indossarli al rovescio per evitare che una Fattura continuasse a fare effetto...
« La camicia, forse la camicia da notte, come tutti gli indumenti, è satura dell'energia della persona che l'indossa.
Agendo sugli indumenti, sempre che non siano stati lavati, si può agire sul loro proprietario nel bene e nel male. » [2]
« Il fatto di girare la camicia al rovescio, cominciando dalla manica sinistra (la sinistra è infausta, ha relazione con l'occidente e la morte), è uso comune non solo nel Friuli ma in tutta l'Europa e dall'Europa è stato esportato nelle Americhe.
Nel Perù dopo che lo sciamano guaritore ha liberato dal maleficio la vittima della fattura questa deve indossare gli indumenti al rovescio. » [2]
Rovesciare le (normali) abitudini era -fin dal mondo antico- una consuetudine per proteggersi dagli Spiriti.
Sul tema, già Alfondo Di Nola scriveva...
« Anche comportamenti al contrario qualificavano il lutto dei Greci: le donne, che solitamente portavano capelli lunghi, li radevano del tutto, mentre i maschi, contrariamente all'uso, se li lasciavano crescere. » [3]
L'uso di rovesciare una calamità -potenziale- è sopravvissuto nel linguaggio quotidiano.
Il linguista Beccaria notava...
« Anche in di buon mattino, o di buon'ora c'è traccia di interdizioni, poiché le prime ore del giorno per i romani erano momenti temibili, che determinavano gli avvenimenti della giornata a venire.
E si pensi alle ben note superstizioni connesse con il lato sinistro. » [4]
◉ Uso dell'Inversione nella pratica e nel linguaggio ---
Magia al rovescio. Maledizioni che portano fortuna.
➔ Parole per neutralizzare (o liberare) gli Spiriti ---
Potere nelle parole: viaggio delle Anime.
Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.
➔ Spiriti che aleggiano al parto:
Partorisci? Attenta: c'è il fantasma. Incarnazione nei corpi e maledizione dei sacerdoti...
➔ Potere delle Parole -e della Conta a loro associata ---
M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.
La magia della conta: come annullare le streghe.
◉ Azione dei Morti: attraverso i loro vestiti ---
Abiti magici: potere degli Antenati.
➔ Fuoco che blocca i Morti: distruggendone gli oggetti ---
Spettro: vai via! Il rogo del paglione.
➔ Dove tramonta il Sole ➔ verso il regno dei Morti ---
Attento agli Spiriti: non andare a Sinistra.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura dal manoscritto Add Ms 62925 della British Library: folio 48 recto.
➔ Mostra una scena 'al rovescio': un uomo combattere, brandendo una lancia, contro una (cossale!) lumaca.
Note al testo ---
[1] Cfr. Vincenzo Bo, La religione sommersa, Rizzoli, Milano, 1986, p. 167.
[2] Cfr. Ennio de Concini e Mario Polia, Il paradiso del diavolo, Sugarco Edizioni, Milano, 1991, p. 206.
[3] Cfr. Alfonso M. Di Nola, La morte trionfata: antropologia del lutto, Newton & Compton, Roma, 1995, p. 183.
[4] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, 2000, p. 110.
ne "La religione sommersa", Vincenzo Bo scriveva...
« Un editto in appendice al sinodo di Benevento del 1723 riporta
[...]: "All'assalito dal mal caduco, detto volgarmente della luna o di san Donato, tagliare qualche particella delle vesti, che chiamano "piangariare" e poi bruciarla e profumare col fumo di essa il paziente. » [1]
Nei vestiti restavano impresse le Energie della persona:
la Magia popolare prescriveva d'indossarli al rovescio per evitare che una Fattura continuasse a fare effetto...
« La camicia, forse la camicia da notte, come tutti gli indumenti, è satura dell'energia della persona che l'indossa.
Agendo sugli indumenti, sempre che non siano stati lavati, si può agire sul loro proprietario nel bene e nel male. » [2]
« Il fatto di girare la camicia al rovescio, cominciando dalla manica sinistra (la sinistra è infausta, ha relazione con l'occidente e la morte), è uso comune non solo nel Friuli ma in tutta l'Europa e dall'Europa è stato esportato nelle Americhe.
Nel Perù dopo che lo sciamano guaritore ha liberato dal maleficio la vittima della fattura questa deve indossare gli indumenti al rovescio. » [2]
Rovesciare le (normali) abitudini era -fin dal mondo antico- una consuetudine per proteggersi dagli Spiriti.
Sul tema, già Alfondo Di Nola scriveva...
« Anche comportamenti al contrario qualificavano il lutto dei Greci: le donne, che solitamente portavano capelli lunghi, li radevano del tutto, mentre i maschi, contrariamente all'uso, se li lasciavano crescere. » [3]
L'uso di rovesciare una calamità -potenziale- è sopravvissuto nel linguaggio quotidiano.
Il linguista Beccaria notava...
« Anche in di buon mattino, o di buon'ora c'è traccia di interdizioni, poiché le prime ore del giorno per i romani erano momenti temibili, che determinavano gli avvenimenti della giornata a venire.
E si pensi alle ben note superstizioni connesse con il lato sinistro. » [4]
◉ Uso dell'Inversione nella pratica e nel linguaggio ---
Magia al rovescio. Maledizioni che portano fortuna.
➔ Parole per neutralizzare (o liberare) gli Spiriti ---
Potere nelle parole: viaggio delle Anime.
Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.
➔ Spiriti che aleggiano al parto:
Partorisci? Attenta: c'è il fantasma. Incarnazione nei corpi e maledizione dei sacerdoti...
➔ Potere delle Parole -e della Conta a loro associata ---
M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.
La magia della conta: come annullare le streghe.
◉ Azione dei Morti: attraverso i loro vestiti ---
Abiti magici: potere degli Antenati.
➔ Fuoco che blocca i Morti: distruggendone gli oggetti ---
Spettro: vai via! Il rogo del paglione.
➔ Dove tramonta il Sole ➔ verso il regno dei Morti ---
Attento agli Spiriti: non andare a Sinistra.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura dal manoscritto Add Ms 62925 della British Library: folio 48 recto.
➔ Mostra una scena 'al rovescio': un uomo combattere, brandendo una lancia, contro una (cossale!) lumaca.
Note al testo ---
[1] Cfr. Vincenzo Bo, La religione sommersa, Rizzoli, Milano, 1986, p. 167.
[2] Cfr. Ennio de Concini e Mario Polia, Il paradiso del diavolo, Sugarco Edizioni, Milano, 1991, p. 206.
[3] Cfr. Alfonso M. Di Nola, La morte trionfata: antropologia del lutto, Newton & Compton, Roma, 1995, p. 183.
[4] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, 2000, p. 110.
mercoledì 3 giugno 2026
Lupo Mannaro: la Trasformazione che guida l'uomo agli Inferi.
Petronio, nel romanzo latino Satyricon, narra per bocca di un suo personaggio intervenuto alla cena di Trimalcione -Nicerote- la trasformazione di un uomo in lupo, tra le lapidi di un cimitero...
« mentre io canticchiavo per farmi coraggio e andavo contando le tombe [...] il soldato, una volta diventato lupo, incominciò a ululare, poi prese la fuga verso i boschi. » [1]
L'accostamento tra il lupo e le lapidi non è casuale:
il lupo è un animale guida.
➔ Gli animali, nel pensiero magico, si credevano incarnazioni di Morti e il lupo -con i suoi appettiti 'negromantici'- doveva avere con l'Oltretomba un legame stretto...
« Il lupo si nutre di cadaveri.
Questa sua abitudine, oltre al fatto che è solito vagare nella notte, lo collega al regno dei morti, e della morte il lupo è un annunciatore. » [2]
La trasformazione in lupo, quindi, consentiva all'uomo di superare il confine della Morte: incarnandosi nella 'belva' a cui, per il suo vagare solitario, più erano familiari i defunti.
Acquisire l'aspetto del lupo era (come) essere posseduti dal dio...
« [...] identificandosi con l'animale sacro, potevano entrare in comunicazione con le divinità della stessa natura lupesca. » [3]
« Tale trasformazione, analoga a quella dello sciamano o del mago presso le popolazioni primitive, comportava e comporta uno stato di trance, quale si verifica in alcune malattie, considerate perciò fin d'allora sacre, come appunto la malattia del lupo mannaro e l'epilessia ». [3]
Il mito dei mannari permase nelle leggende popolari...
« Il tema della licantropia in Italia è diffuso al centro e al sud della penisola dal lupemenare abruzzese al luparu siciiano ». [4]
La sacralità del Lupo, con la cristianizzazione, si perse in favore della Sua demonizzazione.
Il potere magico del Lupo coincise (sempre più) con quello delle streghe tanto che, nell'immaginario popolare, scacciare i primi era (come) allontanare le altre...
« La luce -si sa- fin dall'antichità è uno degli antidoti per scacciare le streghe, come anche per far ritornare in sé i lupi mannari.
C'è infatti una colleganza [...] tra la concezione delle streghe e del loro operato e la licantropia, considerata da Galleno e Marcello di Side una forma di pazzia dovuta a melancolia ». [4]
◉ Dio-Animale e Sua evocazione:
Animali Totem: il culto apotropaico di san Lupo.
➔ Pelliccia rituale ed evocazione del Lupo ---
Trasformarsi in Lupo: un residuo di paganesimo da debellare.
➔ Credenze popolari e Mito francescano ---
Da San Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.
◉ Dèa assimilata alle streghe ---
La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.
➔ Donna custode degli Inferi e contatto con l'Animale sacro:
Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---
Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.
◉ Cristianizzazione di un culto primitivo ---
L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.
➔ Fascino (diabolico) degli Animali ---
Stregoneria Animale: il gufo succhiatore che si trasforma in capro.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con un lupo che azzanna un defunto.
Per segnatura, Harley Ms 4751: folio 10.
Note al testo ---
[1] Cfr. Petronio, Satiricon, traduzione di Piero Chiara, Mondadori, Milano, 1988, p. 161.
[2] Grazia Ortoleva, Il lupo nella poesia anglo-sassone in Simbologia animale e letteratura, a cura di Dora Faraci, Vecchiarelli, Manziana (Rm), 2003, p. 38.
[3] Cfr. Giovanni Battista Bronzini, Il lupo mannaro e le streghe di Petronio in Lares. Rivista trimestrale di studi demo-etno-antropologici, Leo Olschki Editore, Anno LIV N. 2, Firenze, 1988, pp. 147-150 e p. 178.
➔ Si riferisce ai sacerdoti irpini del Monte Soratte [detti "lupi"].
[4] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 184.
« mentre io canticchiavo per farmi coraggio e andavo contando le tombe [...] il soldato, una volta diventato lupo, incominciò a ululare, poi prese la fuga verso i boschi. » [1]
L'accostamento tra il lupo e le lapidi non è casuale:
il lupo è un animale guida.
➔ Gli animali, nel pensiero magico, si credevano incarnazioni di Morti e il lupo -con i suoi appettiti 'negromantici'- doveva avere con l'Oltretomba un legame stretto...
« Il lupo si nutre di cadaveri.
Questa sua abitudine, oltre al fatto che è solito vagare nella notte, lo collega al regno dei morti, e della morte il lupo è un annunciatore. » [2]
La trasformazione in lupo, quindi, consentiva all'uomo di superare il confine della Morte: incarnandosi nella 'belva' a cui, per il suo vagare solitario, più erano familiari i defunti.
Acquisire l'aspetto del lupo era (come) essere posseduti dal dio...
« [...] identificandosi con l'animale sacro, potevano entrare in comunicazione con le divinità della stessa natura lupesca. » [3]
« Tale trasformazione, analoga a quella dello sciamano o del mago presso le popolazioni primitive, comportava e comporta uno stato di trance, quale si verifica in alcune malattie, considerate perciò fin d'allora sacre, come appunto la malattia del lupo mannaro e l'epilessia ». [3]
Il mito dei mannari permase nelle leggende popolari...
« Il tema della licantropia in Italia è diffuso al centro e al sud della penisola dal lupemenare abruzzese al luparu siciiano ». [4]
La sacralità del Lupo, con la cristianizzazione, si perse in favore della Sua demonizzazione.
Il potere magico del Lupo coincise (sempre più) con quello delle streghe tanto che, nell'immaginario popolare, scacciare i primi era (come) allontanare le altre...
« La luce -si sa- fin dall'antichità è uno degli antidoti per scacciare le streghe, come anche per far ritornare in sé i lupi mannari.
C'è infatti una colleganza [...] tra la concezione delle streghe e del loro operato e la licantropia, considerata da Galleno e Marcello di Side una forma di pazzia dovuta a melancolia ». [4]
◉ Dio-Animale e Sua evocazione:
Animali Totem: il culto apotropaico di san Lupo.
➔ Pelliccia rituale ed evocazione del Lupo ---
Trasformarsi in Lupo: un residuo di paganesimo da debellare.
➔ Credenze popolari e Mito francescano ---
Da San Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.
◉ Dèa assimilata alle streghe ---
La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.
➔ Donna custode degli Inferi e contatto con l'Animale sacro:
Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---
Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.
◉ Cristianizzazione di un culto primitivo ---
L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.
➔ Fascino (diabolico) degli Animali ---
Stregoneria Animale: il gufo succhiatore che si trasforma in capro.
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con un lupo che azzanna un defunto.
Per segnatura, Harley Ms 4751: folio 10.
Note al testo ---
[1] Cfr. Petronio, Satiricon, traduzione di Piero Chiara, Mondadori, Milano, 1988, p. 161.
[2] Grazia Ortoleva, Il lupo nella poesia anglo-sassone in Simbologia animale e letteratura, a cura di Dora Faraci, Vecchiarelli, Manziana (Rm), 2003, p. 38.
[3] Cfr. Giovanni Battista Bronzini, Il lupo mannaro e le streghe di Petronio in Lares. Rivista trimestrale di studi demo-etno-antropologici, Leo Olschki Editore, Anno LIV N. 2, Firenze, 1988, pp. 147-150 e p. 178.
➔ Si riferisce ai sacerdoti irpini del Monte Soratte [detti "lupi"].
[4] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 184.
martedì 26 maggio 2026
Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune.
Per agevolare il parto, la superstizione popolare prescriveva di passare sopra la fune di un cavallo...
« Secondo il rapporto dell'arciprete Vanni di S. Pieve della Collina (1811):
"Non dee mai una maritata passar sopra la distesa fune di besta cavallina, perché non riesca di grave pregiudizio nel parto"
"Le donne contadine, alle prime doglie del parto, siano o non passate sopra la indicata fune, devono ripassarvi, portare nel grembiale a qualche bestia cavallina la biada, e si ritengono certe di sgravarsi felicemente. » [1]
Questa credenza derivava dai poteri di fertilità attribuiti, fin dal periodo antico, ai cavalli:
Chiavarelli e Pellini, in un libro che mi fu regalato da uno degli autori, citavano (molti) esempi...
« Persino le lunari Artemide e Atena avrebbero avuto attributi equini, espressione di un culto trapelante anche dietro appellativi come Ippolita e Melanippe.
In coerenza con queste credenze, il mitico Ippolao, futuro re d'Arcadia, sarebbe stato allattato da ua cavalla. » [2]
Il cavallo Pegaso era associato al principio generatore (acquatico) femminile, tanto da averne fatto scaturire una fonte...
« [...] codesto animale viveva sul monte Elicona, e colà aveva fatto sgorgare per le Muse la fonte Ippocrene, battendo al suolo il suo zoccolo lunato. » [3]
◉ Potere Matriarcale assorbito nel culto Mariano ---
L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.
Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina».
➔ Demonizzazione del frutto associato alla Dèa ---
Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.
➔ Demonizzazione dell'Animale simbolo della Dèa ---
Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.
➔ Animali che portano alla Madre ---
Montagna Madre: il nome sacro della Marmotta.
I cervi della Dea: non spezzare il Triangolo.
Il Toro nel Labirinto: la Labrys della Dea e il sacrificio del Dio fecondatore.
Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.
◉ Fantastici (popolari o mitologici) associati al Matriarcato ---
Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.
Serpe-strega: guai a chi la uccide.
La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.
La femmina che uccide il maschio: la Mantide, simbolo del potere Matriarcale.
Note alle immagini ---
_Sopra, miniatura tratta dal Book of the Queens di Christine da Pizano, Ms Harley 4431 della British Library, con Pegaso che vola sopra la fonte delle Muse.
Per segnatura, folio 183 recto.
_In apertura, miniatura proveniente dal Bestiario Bodl. 764 della Bodleian Library di Oxford: folio 46 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Anselmo Calvetti, Riti propiziatori nelle stalle della valle Padana, in Lares, Olschki Editore, Firenze, 1974, p. 50.
[2] Cfr. Emanuela Chiavarelli - Luigi Pellini, Dee e cavalli nei riti misterici del calendario, Edizioni della Vita Nova, San Pietro in Cariano (Vr), 2019, p. 166.
[3] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1984, p. 228.
« Secondo il rapporto dell'arciprete Vanni di S. Pieve della Collina (1811):
"Non dee mai una maritata passar sopra la distesa fune di besta cavallina, perché non riesca di grave pregiudizio nel parto"
"Le donne contadine, alle prime doglie del parto, siano o non passate sopra la indicata fune, devono ripassarvi, portare nel grembiale a qualche bestia cavallina la biada, e si ritengono certe di sgravarsi felicemente. » [1]
Questa credenza derivava dai poteri di fertilità attribuiti, fin dal periodo antico, ai cavalli:
Chiavarelli e Pellini, in un libro che mi fu regalato da uno degli autori, citavano (molti) esempi...
« Persino le lunari Artemide e Atena avrebbero avuto attributi equini, espressione di un culto trapelante anche dietro appellativi come Ippolita e Melanippe.
In coerenza con queste credenze, il mitico Ippolao, futuro re d'Arcadia, sarebbe stato allattato da ua cavalla. » [2]
Il cavallo Pegaso era associato al principio generatore (acquatico) femminile, tanto da averne fatto scaturire una fonte...
« [...] codesto animale viveva sul monte Elicona, e colà aveva fatto sgorgare per le Muse la fonte Ippocrene, battendo al suolo il suo zoccolo lunato. » [3]
◉ Potere Matriarcale assorbito nel culto Mariano ---
L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.
Miele divino: dalla Madonna delle Api alla dea Cibele, detta l'«Ape Regina».
➔ Demonizzazione del frutto associato alla Dèa ---
Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.
➔ Demonizzazione dell'Animale simbolo della Dèa ---
Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.
➔ Animali che portano alla Madre ---
Montagna Madre: il nome sacro della Marmotta.
I cervi della Dea: non spezzare il Triangolo.
Il Toro nel Labirinto: la Labrys della Dea e il sacrificio del Dio fecondatore.
Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.
◉ Fantastici (popolari o mitologici) associati al Matriarcato ---
Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.
Serpe-strega: guai a chi la uccide.
La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.
La femmina che uccide il maschio: la Mantide, simbolo del potere Matriarcale.
Note alle immagini ---
_Sopra, miniatura tratta dal Book of the Queens di Christine da Pizano, Ms Harley 4431 della British Library, con Pegaso che vola sopra la fonte delle Muse.
Per segnatura, folio 183 recto.
_In apertura, miniatura proveniente dal Bestiario Bodl. 764 della Bodleian Library di Oxford: folio 46 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Anselmo Calvetti, Riti propiziatori nelle stalle della valle Padana, in Lares, Olschki Editore, Firenze, 1974, p. 50.
[2] Cfr. Emanuela Chiavarelli - Luigi Pellini, Dee e cavalli nei riti misterici del calendario, Edizioni della Vita Nova, San Pietro in Cariano (Vr), 2019, p. 166.
[3] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1984, p. 228.
mercoledì 20 maggio 2026
Suoni magici. Il flauto, "voce" dell'Aldilà.
I flauti, e gli strumenti a fiato in genere, producono suoni a partire dal soffio (datore di Vita).
Secondo le credenze magiche primitive, dal tubo usciva la voce dei Defunti che attraverso lo strumento contattavano gli uomini.
La studiosa pakistana Shahrukh Husain spiegava come alle donne, in origine, fosse affidata la comunicazione con l'Oltretomba, e il possesso stesso di questi strumenti...
« Di oggetti sacri oggi utilizzati esclusivamente da uomini -come i flauti degli Xinguano amazzonici o i digeridoo (tubi lignei che riprodurrebbero le voci di antenati e demoni degli Aborigeni australiani) si racconta, ad esempio, che erano stati affidati in custodia alle donne, fino a che non vennero loro sottratti con la forza o l'inganno. » [1]
Il flauto era così prossimo alle entità Infere che il mito ne suggeriva i poteri evocativi...
« [...] il flauto è strumento evocante la morte ». [2]
Proprio il flauto, nel mito greco, legava la Dea al mondo Infero...
« Atena inventa il primo flauto costruendolo con ossa forate di cervo e si esibisce al banchetto degli dèi
[...] si apparta in un bosco a meditare e, suonando il flauto davanti a una polla d'acqua, le avviene di specchiarsi:
allora si accorge con raccapriccio che il suono dello strumento le deforma turpemente il viso. » [2]
Alla base di questa credenza c'è l'animismo dei popoli primitivi.
La Natura, nei suoi elementi -animali, vegetali o 'fisici'- è permeata dagli Spiriti che possono essere richiamati dall'esecuzione dello Strumento stesso mediante i suoni -a fiato e vocali- che allo Spirito sono familiari...
« [...] lo spirito di un particolare Antenato viene attirato là dall'esecuzione di canzoni da esso originalmente create e custodite preziosamente sin da allora; queste canzoni sono formate da una serie di brevi strofe ognuna delle quali [...] descrive un particolare luogo associato all'Antenato Totemico. » [3]
La credenza negli Spiriti presenti negli strumenti a fiato, da cui deriva l'alito Vitale, era così forte da ritrovarsi nell'immaginario antico come nei racconti dei popoli aborigeni che tramandavano l'uso dello Strumento (il Didgeridoo, tra gli aborigeni) per attrarre l'Entità...
« L'esecuzione delle canzoni è anche accompagnata da un giovane maschio adulto che suona appunto il didgeridoo. »
« Vari spiriti di Esseri Ancestrali collegati con una data tribù rappresentano l'argomento esplicito di tali canzoni; le parole di ciascuna strofa fanno riferimento a qualche impresa o qualità degli Esseri Ancestrali. »
« Così, per esempio, un didgeridoo dal timbro acuto può essere chiamato col nome di uno spirito, perché il suo suono ricorda quello del richiamo dello spirito nella foresta. » [3]
➔ Spiriti del bosco e sciamani che lo abitano:
Lo sciamano e i selvaggi: 'folli' che abitano il bosco.
➔ Donne custodi dell'Oltretomba e dominio sulla Terra ---
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Signora che si manifesta in forma animale ---
Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.
La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.
➔ Animale di potere delle sacerdotesse e Suo regno Infero ---
Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.
Note al testo ---
[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza la sovranità della donna miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 22.
[2] Cfr. La maschera, il doppio e il ritratto, a cura di Maurizio Bettini, Laterza, Roma-Bari, 1991, pp. 38 e 69.
[3] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, pp. 14, 16 e 21.
Secondo le credenze magiche primitive, dal tubo usciva la voce dei Defunti che attraverso lo strumento contattavano gli uomini.
La studiosa pakistana Shahrukh Husain spiegava come alle donne, in origine, fosse affidata la comunicazione con l'Oltretomba, e il possesso stesso di questi strumenti...
« Di oggetti sacri oggi utilizzati esclusivamente da uomini -come i flauti degli Xinguano amazzonici o i digeridoo (tubi lignei che riprodurrebbero le voci di antenati e demoni degli Aborigeni australiani) si racconta, ad esempio, che erano stati affidati in custodia alle donne, fino a che non vennero loro sottratti con la forza o l'inganno. » [1]
Il flauto era così prossimo alle entità Infere che il mito ne suggeriva i poteri evocativi...
« [...] il flauto è strumento evocante la morte ». [2]
Proprio il flauto, nel mito greco, legava la Dea al mondo Infero...
« Atena inventa il primo flauto costruendolo con ossa forate di cervo e si esibisce al banchetto degli dèi
[...] si apparta in un bosco a meditare e, suonando il flauto davanti a una polla d'acqua, le avviene di specchiarsi:
allora si accorge con raccapriccio che il suono dello strumento le deforma turpemente il viso. » [2]
Alla base di questa credenza c'è l'animismo dei popoli primitivi.
La Natura, nei suoi elementi -animali, vegetali o 'fisici'- è permeata dagli Spiriti che possono essere richiamati dall'esecuzione dello Strumento stesso mediante i suoni -a fiato e vocali- che allo Spirito sono familiari...
« [...] lo spirito di un particolare Antenato viene attirato là dall'esecuzione di canzoni da esso originalmente create e custodite preziosamente sin da allora; queste canzoni sono formate da una serie di brevi strofe ognuna delle quali [...] descrive un particolare luogo associato all'Antenato Totemico. » [3]
La credenza negli Spiriti presenti negli strumenti a fiato, da cui deriva l'alito Vitale, era così forte da ritrovarsi nell'immaginario antico come nei racconti dei popoli aborigeni che tramandavano l'uso dello Strumento (il Didgeridoo, tra gli aborigeni) per attrarre l'Entità...
« L'esecuzione delle canzoni è anche accompagnata da un giovane maschio adulto che suona appunto il didgeridoo. »
« Vari spiriti di Esseri Ancestrali collegati con una data tribù rappresentano l'argomento esplicito di tali canzoni; le parole di ciascuna strofa fanno riferimento a qualche impresa o qualità degli Esseri Ancestrali. »
« Così, per esempio, un didgeridoo dal timbro acuto può essere chiamato col nome di uno spirito, perché il suo suono ricorda quello del richiamo dello spirito nella foresta. » [3]
➔ Spiriti del bosco e sciamani che lo abitano:
Lo sciamano e i selvaggi: 'folli' che abitano il bosco.
➔ Donne custodi dell'Oltretomba e dominio sulla Terra ---
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Signora che si manifesta in forma animale ---
Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.
La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.
➔ Animale di potere delle sacerdotesse e Suo regno Infero ---
Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.
Note al testo ---
[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza la sovranità della donna miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 22.
[2] Cfr. La maschera, il doppio e il ritratto, a cura di Maurizio Bettini, Laterza, Roma-Bari, 1991, pp. 38 e 69.
[3] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, pp. 14, 16 e 21.
giovedì 14 maggio 2026
La dea Serpente e il prepuzio delle Sacerdotesse. Tabù del sesso e potere Matriarcale.
Una cartolina del primo '900 ci mostra una devota al culto di san Domenico da Cocullo portare al collo uno dei serpenti che animano la processione del Santo.
È un'immagine più arcaica del mito medievale.
L'identificazione del Serpente con le sacerdotesse che ne officiavano il culto è (molto) lontana:
lo storico delle Religioni Mircea Eliade ci racconta che, presso alcune tribù aborigene, l'animale avesse (perfino) identità femminile...
« Nel bacino dell'Alligator a ovest della Terra di Arnhem, "la nostra madre delle origini" fa tutt'uno con il Serpente Arcobaleno femmina. » [1]
Il serpente era l'oggetto di potere delle sacerdotesse:
al punto che queste lo portavano indosso...
« Ancor più sorprendenti sono le tradizioni secondo cui all'origine gli oggetti rituali vennero scoperti e posseduti dalle donne.
In un mito Wiknatara, il primo bull-roarer venne fatto roteare da due ragazze, le quali dissero:
"È a noi donne che appartiene, in verità siamo noi ad averlo trovato!
Ma che importa: lo lasceremo agli uomini!
Saranno loro ad usarlo sempre!"
In certe tribù, il prepuzio del nuovo iniziato viene dato a sua sorella che lo fa seccare, lo tinge di ocra e lo porta al collo come pendaglio. » [1]
Il potere fecondatore del Serpente, in origine, era dominio Matriarcale (non maschile!), e come tale veniva ostentato non solo tra gli aborigeni, ma (anche) nella cultura greca arcaica.
Robert Graves, citando il mito pelasgico della Creazione opera del serpente Ofione, scrive...
« In questo complesso religioso arcaico non vi erano né dei né sacerdoti, ma soltanto una dea universale e le sue sacerdotesse; la donna infatti dominava l'uomo, sua vittima sgomenta.
[...] la successione era matrilineare e si credeva che i serpenti fossero incarnazioni dei morti. » [2]
La Grande Madre, ed il suo paredro serpentino, sono alla base del culto: senza mediazione maschile.
A ciò si deve l'archetipo delle Madri-Vergini capaci di rimanere incinte senza rapporto:
dalle dee antiche al mito della Vergine Maria...
« [...] quasi tutte le dee pregreche erano cosiderate madri generatrici e vergini allo stesso tempo, figure partenogeniche capaci di generare il cosmo e tutte le creature della Terra, inclusi gli esseri umani, dalla loro stessa essenza, senza bisogno di un compagno. » [3]
L'orrore del sesso era tale, nelle società antiche, che si sceglievano (solo) sacerdotesse avanti con gli anni, o fanciulle innocenti:
per non contaminare il rito.
Uberto Pestalozza dedicava al tema un lungo articolo, sulle Sacerdotesse impuberi...
« [...] donne non più atte alla funzione sessuale, in quanto intesa alla riproduzione della specie, poiché non più mestruate, la scelta, dico, di tali donne a funzioni sacerdotali, spiegherebbe anche la scelta, alle funzioni medesime, di fanciulle impuberi. » [4]
➔ Sul Rombo, strumento rituale detto, in inglese, "bull-roarer":
vedi la relativa pagina su Wikipedia.
◉ Culto (Matriarcale) del Serpente nella devozione cristiana:
Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.
Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.
◉ Il drago: da paredro della Dèa a nemico da abbattere ---
Il drago a difesa della Madre: la falsificazione di un mito pagano.
La Dèa nel drago: rovesciamento del Femminino.
➔ Legame del drago all'acqua e al potere femminile nella lingua parlata ---
La strega e lo sdrago delle acque. Origine magica di una parola.
➔ Epifanie Animali della Dèa e sopravvivenza nel mito cristiano:
Serpe-strega? Guai a chi la uccide.
➔ Drago associato alle acque e processioni per chiederne ---
Le processioni del Drago: un rito medievale per ottenere fertilità.
➔ Fata-drago e arcaica figura totemica Matriarcale ---
Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...
➔ Sessualità e streghe che ne hanno il potere ---
Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.
Uccelli stregati: divinare con le poppe...
◉ Spiriti reincarnati in animali ---
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.
➔ Animali vaganti: credenze (animistiche) popolari ---
Stormo in lontananza: Anime dannate...
Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.
Nota all'mmagine ---
_In apertura, litografia del pittore Basilio Cascella dalla serie di cartoline abruzzesi (1904) che si riferisce alla Festa dei serpari che seguono la processione di san Domenico folignate a Cocullo.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mircea Eliade, La creatività dello Spirito. Un'introduzione alle religioni australiane, Jaca Book, Milano, 1972, pp. 102, 110 e 112.
[2] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1983, nota 2 a p. 22.
[3] Cfr. Marguerite Rigoglioso, Partenogenesi: il culto della nascita divina nell'antica Grecia, Psiche2, Torino, 2012, p. 16.
[4] Cfr. Uberto Pestalozza, Sacerdoti e sacerdotesse impuberi nel culto di Athena e di Artemide, estratto da "Studi e materiali di Storia delle Religioni", vol. IX, Università di Roma, 1933, pp. 178-179.
È un'immagine più arcaica del mito medievale.
L'identificazione del Serpente con le sacerdotesse che ne officiavano il culto è (molto) lontana:
lo storico delle Religioni Mircea Eliade ci racconta che, presso alcune tribù aborigene, l'animale avesse (perfino) identità femminile...
« Nel bacino dell'Alligator a ovest della Terra di Arnhem, "la nostra madre delle origini" fa tutt'uno con il Serpente Arcobaleno femmina. » [1]
Il serpente era l'oggetto di potere delle sacerdotesse:
al punto che queste lo portavano indosso...
« Ancor più sorprendenti sono le tradizioni secondo cui all'origine gli oggetti rituali vennero scoperti e posseduti dalle donne.
In un mito Wiknatara, il primo bull-roarer venne fatto roteare da due ragazze, le quali dissero:
Ma che importa: lo lasceremo agli uomini!
Saranno loro ad usarlo sempre!"
In certe tribù, il prepuzio del nuovo iniziato viene dato a sua sorella che lo fa seccare, lo tinge di ocra e lo porta al collo come pendaglio. » [1]
Il potere fecondatore del Serpente, in origine, era dominio Matriarcale (non maschile!), e come tale veniva ostentato non solo tra gli aborigeni, ma (anche) nella cultura greca arcaica.
Robert Graves, citando il mito pelasgico della Creazione opera del serpente Ofione, scrive...
« In questo complesso religioso arcaico non vi erano né dei né sacerdoti, ma soltanto una dea universale e le sue sacerdotesse; la donna infatti dominava l'uomo, sua vittima sgomenta.
[...] la successione era matrilineare e si credeva che i serpenti fossero incarnazioni dei morti. » [2]
La Grande Madre, ed il suo paredro serpentino, sono alla base del culto: senza mediazione maschile.
A ciò si deve l'archetipo delle Madri-Vergini capaci di rimanere incinte senza rapporto:
dalle dee antiche al mito della Vergine Maria...
« [...] quasi tutte le dee pregreche erano cosiderate madri generatrici e vergini allo stesso tempo, figure partenogeniche capaci di generare il cosmo e tutte le creature della Terra, inclusi gli esseri umani, dalla loro stessa essenza, senza bisogno di un compagno. » [3]
L'orrore del sesso era tale, nelle società antiche, che si sceglievano (solo) sacerdotesse avanti con gli anni, o fanciulle innocenti:
per non contaminare il rito.
Uberto Pestalozza dedicava al tema un lungo articolo, sulle Sacerdotesse impuberi...
« [...] donne non più atte alla funzione sessuale, in quanto intesa alla riproduzione della specie, poiché non più mestruate, la scelta, dico, di tali donne a funzioni sacerdotali, spiegherebbe anche la scelta, alle funzioni medesime, di fanciulle impuberi. » [4]
➔ Sul Rombo, strumento rituale detto, in inglese, "bull-roarer":
vedi la relativa pagina su Wikipedia.
◉ Culto (Matriarcale) del Serpente nella devozione cristiana:
Il serpente paredro della Dea Madre: i capitelli della chiesa di San Filippo Neri a Perugia.
Serpenti Sacri: la Nutrice. Dalla dea Minoica a santa Verdiana.
◉ Il drago: da paredro della Dèa a nemico da abbattere ---
Il drago a difesa della Madre: la falsificazione di un mito pagano.
La Dèa nel drago: rovesciamento del Femminino.
➔ Legame del drago all'acqua e al potere femminile nella lingua parlata ---
La strega e lo sdrago delle acque. Origine magica di una parola.
➔ Epifanie Animali della Dèa e sopravvivenza nel mito cristiano:
Serpe-strega? Guai a chi la uccide.
➔ Drago associato alle acque e processioni per chiederne ---
Le processioni del Drago: un rito medievale per ottenere fertilità.
➔ Fata-drago e arcaica figura totemica Matriarcale ---
Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...
➔ Sessualità e streghe che ne hanno il potere ---
Conchiglia anti-Streghe: poteri di un amuleto.
Uccelli stregati: divinare con le poppe...
◉ Spiriti reincarnati in animali ---
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.
➔ Animali vaganti: credenze (animistiche) popolari ---
Stormo in lontananza: Anime dannate...
Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.
Nota all'mmagine ---
_In apertura, litografia del pittore Basilio Cascella dalla serie di cartoline abruzzesi (1904) che si riferisce alla Festa dei serpari che seguono la processione di san Domenico folignate a Cocullo.
Note al testo ---
[1] Cfr. Mircea Eliade, La creatività dello Spirito. Un'introduzione alle religioni australiane, Jaca Book, Milano, 1972, pp. 102, 110 e 112.
[2] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1983, nota 2 a p. 22.
[3] Cfr. Marguerite Rigoglioso, Partenogenesi: il culto della nascita divina nell'antica Grecia, Psiche2, Torino, 2012, p. 16.
[4] Cfr. Uberto Pestalozza, Sacerdoti e sacerdotesse impuberi nel culto di Athena e di Artemide, estratto da "Studi e materiali di Storia delle Religioni", vol. IX, Università di Roma, 1933, pp. 178-179.
venerdì 8 maggio 2026
Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.
Il sopraggiungere della luce, ai primi raggi del mattino, cancellava i dèmoni e le streghe che avevano imperversato nella notte...
« La prima luce, inoltre, libera il mondo dai mostri notturni che l'infestano: le streghe, se vengono colte dalla luce novella dell'aurora, perdono il sembiante assunto nella metamorfosi magica e restano nude e indifese; i fantasmi notturni dei morti svaniscono prima dell'alba. » [1]
Guai, però, a sbagliare le parole che dovevano tenere lontano gli Spiriti:
commettere un errore nella recitazione delle formule protettive poteva costare caro.
Tra gli aborigeni si raccontava...
« È di vitale importanza che le canzoni che devono rispedire l'anima del defunto siano eseguite correttamente; se si sbagliano le parole, se la canzone è eseguita svogliatamente o in modo impreciso, come minimo risulterà inefficace, e nel peggiore farà adirare lo spirito mokuy del defunto, che perseguiterã i parenti con malattie e sventure. » [2]
La forza (magica) delle parole serviva a confortare i Morti, evitando che si trasformassero in streghe.
Se le formule non erano efficaci, ci si doveva rivolgere a chi la Magia la praticava di professione, e conosceva (bene) quali parole usare per stornare gli Spiriti.
James Frazer scriveva...
« Il rito funebre è l'ultimo saluto, l'ultima testimonianza di affetto verso l'anima del trapassato
[...]. In seguito, ognuno cerca di tenere lontano da sé più che sia possibile lo spirito del defunto e non si fa scrupolo di ricorrere alle arti magiche per salvaguardarsi da lui. » [3]
◉ Forza evocativa (ed attrativa) delle parole ---
Potere nelle parole: viaggio delle Anime.
Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.
Stregoni letterati. Magia della Scrittura.
➔ Maschere funebri. Incarnazione dei Morti negli Animali ---
Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.
◉ Animali in cui si celano le Streghe: vite parallele ---
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Paura dei Morti: usanze per inibirli ---
Spettro, vai via! Il rogo del paglione.
Dio è colpevole: punire la divinità.
➔ Streghe o Morti? Credenze sul ritorno degli Spiriti ---
Le streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve.
Risvegliato o Revenant: zombie (e Streghe) che tornano.
Carnevale si avvicina: attenti alle Streghe che si celano sotto la Maschera.
➔ Noce mortifero: potere attrattivo della pianta ---
Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.
Nota all'immagine ---
_In apertura, allegoria "Nuda Veritas" dipinta da Gustav Klimt (1899) di cui esiste anche una versione grafica, in bianco e nero, al Belvedere di Vienna.
➔ Il disegno apparve la prima volta in Ver Sacrum, la rivista della Secessione Viennese, nel marzo 1898.
Cfr. Marina Bressan, Marino De Grassi, Nel segno di Klimt: Ver Sacrum: la rivista d'arte della secessione viennese, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli, 2007, pp. 18 e 39.
Note al testo ---
[1] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse : tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 227.
[2] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, p. 23.
[3] Cfr. James George Frazer, La paura dei morti nelle religioni primitive, Mondadori, Milano, 1985, p. 36.
« La prima luce, inoltre, libera il mondo dai mostri notturni che l'infestano: le streghe, se vengono colte dalla luce novella dell'aurora, perdono il sembiante assunto nella metamorfosi magica e restano nude e indifese; i fantasmi notturni dei morti svaniscono prima dell'alba. » [1]
Guai, però, a sbagliare le parole che dovevano tenere lontano gli Spiriti:
commettere un errore nella recitazione delle formule protettive poteva costare caro.
Tra gli aborigeni si raccontava...
« È di vitale importanza che le canzoni che devono rispedire l'anima del defunto siano eseguite correttamente; se si sbagliano le parole, se la canzone è eseguita svogliatamente o in modo impreciso, come minimo risulterà inefficace, e nel peggiore farà adirare lo spirito mokuy del defunto, che perseguiterã i parenti con malattie e sventure. » [2]
La forza (magica) delle parole serviva a confortare i Morti, evitando che si trasformassero in streghe.
Se le formule non erano efficaci, ci si doveva rivolgere a chi la Magia la praticava di professione, e conosceva (bene) quali parole usare per stornare gli Spiriti.
James Frazer scriveva...
« Il rito funebre è l'ultimo saluto, l'ultima testimonianza di affetto verso l'anima del trapassato
[...]. In seguito, ognuno cerca di tenere lontano da sé più che sia possibile lo spirito del defunto e non si fa scrupolo di ricorrere alle arti magiche per salvaguardarsi da lui. » [3]
◉ Forza evocativa (ed attrativa) delle parole ---
Potere nelle parole: viaggio delle Anime.
Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.
Stregoni letterati. Magia della Scrittura.
➔ Maschere funebri. Incarnazione dei Morti negli Animali ---
Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.
◉ Animali in cui si celano le Streghe: vite parallele ---
Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.
➔ Paura dei Morti: usanze per inibirli ---
Spettro, vai via! Il rogo del paglione.
Dio è colpevole: punire la divinità.
➔ Streghe o Morti? Credenze sul ritorno degli Spiriti ---
Le streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve.
Risvegliato o Revenant: zombie (e Streghe) che tornano.
Carnevale si avvicina: attenti alle Streghe che si celano sotto la Maschera.
➔ Noce mortifero: potere attrattivo della pianta ---
Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.
Nota all'immagine ---
_In apertura, allegoria "Nuda Veritas" dipinta da Gustav Klimt (1899) di cui esiste anche una versione grafica, in bianco e nero, al Belvedere di Vienna.
➔ Il disegno apparve la prima volta in Ver Sacrum, la rivista della Secessione Viennese, nel marzo 1898.
Cfr. Marina Bressan, Marino De Grassi, Nel segno di Klimt: Ver Sacrum: la rivista d'arte della secessione viennese, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli, 2007, pp. 18 e 39.
Note al testo ---
[1] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse : tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 227.
[2] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, p. 23.
[3] Cfr. James George Frazer, La paura dei morti nelle religioni primitive, Mondadori, Milano, 1985, p. 36.
sabato 2 maggio 2026
Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.
Nel cartoon Biancaneve la strega Grimilde confeziona una mela avvelenata che offrirà, poi, sotto mentite spoglie, alla protagonista.
La favola germanica sottende la demonizzazione di un mito classico: la Mela era, infatti, l'attributo principale della dea dell'Amore Afrodite...
« I frutti salvifici erano stati donati a Era dalla Madre Terra alla quale era sacro il melo: una delle epifanie della Grande Madre che arcaicamente offriva il dono della conoscenza e dell'immortalità.
[...] Il suo frutto, la mela cotogna, chrysòmelon ovvero "pomo d'oro", ispirò la credenza leggendaria che i pomi d'oro di Ercole fossero cotogne.
D'altronde le mele d'oro delle Esperidi raffigurate negli altorilievi del tempio di Zeus, a Olimpia, assomigliano molto alle cydoniae; e al Museo Archeologico di Napoli, nella collezione Farnese, Ercole ne stringe tre in mano [sul retro!] ». [1]
La mela, sacra ad Afrodite e alla Grande Madre, era (pure!) la mela di Eva che avrebbe dannato Adamo:
ciò che aveva forma sferica, dalla mela ai pomi, era dominio della Madre...
« La faccia della Luna che, nel corso del mese, combina oscurità e luce, è simbolo universale della dea.
Anche la mela è comunemente associata alla Grande Madre: secondo la tradizione, è il frutto che Eva (il cui nome significa forse "Madre di tutti") prese dall'albero della conoscenza, anche se la Bibbia non lo dice.
La mela è inoltre uno degli attributi di Venere e delle Grazie ». [2]
Nel mito greco, Paride sceglieva -attraverso la Mela- quale fosse la più bella tra le dèe.
La dèa dell'Amore, nell'immaginario popolare fiabesco, si mutò in strega cattiva che avvelena Biancaneve attraverso la Mela:
simbolo (antico) del potere Matriarcale così forte che Robert Graves, ne La Dea bianca, scriveva...
« È chiaro che l'antica icona delle Tre Dee, della mela [...] (che Paride assegnò alla dea dell'amore) aveva in origine un significato diverso.
Donare una mela alla dea dell'amore sarebbe stato un'impertinenza bella e buona da parte del pastore, perché alla Dea le mele appartenevano di diritto ». [3]
◉ Nutrimento magico e credenze popolari ---
Banchetto delle Streghe: la Signora con la bacchetta e la rinascita degli Animali.
◉ Demonizzazione della Dèa Madre e dell'animale a Lei sacro ---
Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.
➔ Animale che assicura fertilità: legato alla Dèa ---
Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune…
➔ Simboli (al rovescio!) dal Paganesimo al Cristianesimo ---
Castità o seduzione? La cintura: un simbolo (rovesciato) della Dea.
◉ Culti Matriarcali coperti dalla devozione mariana ---
Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.
Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.
➔ Antenati negli alberi e predicazione nella foresta ---
Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?
Donna-Albero e alberi stregati.
➔ Dèmoni della Luce passati alle tenebre ---
Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.
◉ Tracce di pratiche magiche nei Cartoon ---
Disney stregato. Magia popolare nei Cartoon.
Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...
◉ Magia e Stregoneria popolare nelle fiabe ---
Il maleficio degli arcolai: le antiche superstizioni sul filare nel racconto della Bella Addormentata.
Quando si adoravano le Fate: all'origine dei culti mariani...
La Bella Addormentata e i divieti della Stregoneria contadina.
Note al testo ---
[1] Cfr. Alfredo Cattabiani, Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Mondadori, Milano, 1998, pp. 337-338 e p. 345.
[2] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza; la sovranità della donna; miti e archetipi, EDT, Torino, 1999, p. 19.
[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca. Grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 298.
La favola germanica sottende la demonizzazione di un mito classico: la Mela era, infatti, l'attributo principale della dea dell'Amore Afrodite...
« I frutti salvifici erano stati donati a Era dalla Madre Terra alla quale era sacro il melo: una delle epifanie della Grande Madre che arcaicamente offriva il dono della conoscenza e dell'immortalità.
[...] Il suo frutto, la mela cotogna, chrysòmelon ovvero "pomo d'oro", ispirò la credenza leggendaria che i pomi d'oro di Ercole fossero cotogne.
D'altronde le mele d'oro delle Esperidi raffigurate negli altorilievi del tempio di Zeus, a Olimpia, assomigliano molto alle cydoniae; e al Museo Archeologico di Napoli, nella collezione Farnese, Ercole ne stringe tre in mano [sul retro!] ». [1]
La mela, sacra ad Afrodite e alla Grande Madre, era (pure!) la mela di Eva che avrebbe dannato Adamo:
ciò che aveva forma sferica, dalla mela ai pomi, era dominio della Madre...
« La faccia della Luna che, nel corso del mese, combina oscurità e luce, è simbolo universale della dea.
Anche la mela è comunemente associata alla Grande Madre: secondo la tradizione, è il frutto che Eva (il cui nome significa forse "Madre di tutti") prese dall'albero della conoscenza, anche se la Bibbia non lo dice.
La mela è inoltre uno degli attributi di Venere e delle Grazie ». [2]
Nel mito greco, Paride sceglieva -attraverso la Mela- quale fosse la più bella tra le dèe.
La dèa dell'Amore, nell'immaginario popolare fiabesco, si mutò in strega cattiva che avvelena Biancaneve attraverso la Mela:
simbolo (antico) del potere Matriarcale così forte che Robert Graves, ne La Dea bianca, scriveva...
« È chiaro che l'antica icona delle Tre Dee, della mela [...] (che Paride assegnò alla dea dell'amore) aveva in origine un significato diverso.
Donare una mela alla dea dell'amore sarebbe stato un'impertinenza bella e buona da parte del pastore, perché alla Dea le mele appartenevano di diritto ». [3]
◉ Nutrimento magico e credenze popolari ---
Banchetto delle Streghe: la Signora con la bacchetta e la rinascita degli Animali.
◉ Demonizzazione della Dèa Madre e dell'animale a Lei sacro ---
Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dea.
➔ Animale che assicura fertilità: legato alla Dèa ---
Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune…
➔ Simboli (al rovescio!) dal Paganesimo al Cristianesimo ---
Castità o seduzione? La cintura: un simbolo (rovesciato) della Dea.
◉ Culti Matriarcali coperti dalla devozione mariana ---
Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.
Donne protettrici: la Madonna vs. Ecate.
➔ Antenati negli alberi e predicazione nella foresta ---
Scaccia gli Spiriti dall'albero. Stregoneria cristiana?
Donna-Albero e alberi stregati.
➔ Dèmoni della Luce passati alle tenebre ---
Demoni meridiani: il Gallo che scaccia le streghe.
◉ Tracce di pratiche magiche nei Cartoon ---
Disney stregato. Magia popolare nei Cartoon.
Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...
◉ Magia e Stregoneria popolare nelle fiabe ---
Il maleficio degli arcolai: le antiche superstizioni sul filare nel racconto della Bella Addormentata.
Quando si adoravano le Fate: all'origine dei culti mariani...
La Bella Addormentata e i divieti della Stregoneria contadina.
Note al testo ---
[1] Cfr. Alfredo Cattabiani, Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Mondadori, Milano, 1998, pp. 337-338 e p. 345.
[2] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza; la sovranità della donna; miti e archetipi, EDT, Torino, 1999, p. 19.
[3] Cfr. Robert Graves, La dea bianca. Grammatica storica del mito poetico, Adelphi, Milano, 1992, p. 298.
venerdì 24 aprile 2026
Stregoni letterati. Magia della Scrittura.
I maghi, spesso, avevano da fare con i libri.
La differenza tra maghi e preti era sfuggente:
chi faceva studi in seminario poteva subire il 'fascino' delle tecniche negromantiche...
« Un chierico indovino era un potenziale negromante. »
« A Siena, alla fine del Cinquecento, l'arcivescovo e cardinale Francesco Maria Tarugi aveva intimato al parroco di San Pietro a Marciano di "butt[ar] via tutti i libri alchimistici [e] tra quindici giorni consegni libri, bocce e qualsiasi altra sorte di strumenti alchimistici". » [1]
Perfino gli alti prelati, nelle perquisizioni, venivano scoperti in possesso di libri 'proibiti'...
« Un teologo francescano, Gilles Vanalatte, fu incaricato di procurarsi dai musulmani un libro di magia.
Lo stesso Benedetto [papa francese, 1334-1342] era accusato di farsi istruire nell'arte negromantica, e di usare un famigerato libro di magia intitolato La morte dell'anima;
una volta, a quanto si racconta, fu trovato un libro di negromanzia nascosto nel suo letto. » [2]
I francescani, così abituati -in origine- alle pratiche magiche, erano (pure) i primi ad incaricarsi della loro repressione.
Bernardino da Siena promosse, tra Perugia e Assisi, diversi roghi: l'autore della Franceschina ne descriveva uno del 1425...
« Anche ve foro portati grande quantità de brevi, malìe, facture, sorte, et altre superstitione maledecte ». [3]
Se trovati in possesso di libri, la posizione degli inquisiti si aggravava.
In un interrogatorio, Giovanbattista di professione bombardiere per il granduca, a Siena nel 1587, tende prima a negare, poi a minimizzare -in modo maldestro!- l'uso dei libri incriminati...
« [...] et un altro libro de segreti scritto a mano latino credo io perché non intendo
[...] Io non l'ho mai esercitato questo libro per il corpo, perché non lo intendo. Anzi, lo intendo ma non l'ho esercitato ». [1]
➔ Nota. Bruciare i libri di Magia, e punire chi li possedeva, era già per i legislatori (cristiani) del tardo Impero abituale...
« [...] i testi in cui era depositata quest'arte antica, come i libri fatales ed i libri Vegoici, depositati nel tempio di Apollo dall'epoca di Augusto, forse vengono distrutti solo da Stilicone nel 407, assieme ai Libri Sibillini. » [4]
« Alla fine del III secolo le Sententiae Pauli lasciano intravvedere, in relazione sempre alla Lex Cornelia, un quadro repressivo molto ampio e severo nei confronti della magia:
i filtri amatori son puniti con la condanna ad metallum (a meno che non portino alla morte)
[...] addirittura il possesso di libri di magia è punito negli humiliores con la morte. » [4]
◉ Stregoni nell'ombra: la Terra che ne porta il nome ---
Umbria e Ombre. L'identità di una Terra.
◉ Condanna dei libri e dell'erudizione ---
Pentiti: sai troppo. La Cultura come colpa.
➔ Sapienza attribuita alle streghe e loro condanna:
Ne sai come una strega. La 'saga' romana e la donna sapiente.
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Uso (abituale) della magia nella Chiesa:
Magia cristiana. Stregoni in incognito.
Santi o Vampiri? Il ponte (magico) tra i due mondi.
➔ Persecuzione della magia nel Clero:
Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?
L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.
Preti maghi: lezioni di Superstizione...
➔ Sui frati che condannano maghi e indovini:
Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!
Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.
Nota all'immagine ---
_In apertura, astrologo che divina sugli astri: il diavolo, in un angolo, lo guida. Miniatura da un manoscritto della British Library:
Royal MS 6 E VI/2, folio 396 verso.
Note al testo ---
[1] Cfr. Oscar Di Simplicio, Autunno della stregoneria. Maleficio e magia nell'Italia moderna, Il Mulino, Bologna, 2005, pp. 198 e 200.
[2] Cfr. Richard Kieckhefer, La magia nel Medioevo, Laterza, Roma-Bari, 2004, p. 201.
[3] Cfr. Padre Dionisio Pacetti, La predicazione di s. Bernardino a Perugia e ad Assisi in Analecta Franciscana, Annus IX - Fasciculus IV, ottobre 1939, p. 504.
[4] Cfr. Valerio Neri, I marginali nell'Occidente tardoantico. Poveri, 'infames' e criminali nella nascente società cristiana, Edipuglia, Bari, 1998, p. 261 e pp. 263-264.
La differenza tra maghi e preti era sfuggente:
chi faceva studi in seminario poteva subire il 'fascino' delle tecniche negromantiche...
« Un chierico indovino era un potenziale negromante. »
« A Siena, alla fine del Cinquecento, l'arcivescovo e cardinale Francesco Maria Tarugi aveva intimato al parroco di San Pietro a Marciano di "butt[ar] via tutti i libri alchimistici [e] tra quindici giorni consegni libri, bocce e qualsiasi altra sorte di strumenti alchimistici". » [1]
Perfino gli alti prelati, nelle perquisizioni, venivano scoperti in possesso di libri 'proibiti'...
« Un teologo francescano, Gilles Vanalatte, fu incaricato di procurarsi dai musulmani un libro di magia.
Lo stesso Benedetto [papa francese, 1334-1342] era accusato di farsi istruire nell'arte negromantica, e di usare un famigerato libro di magia intitolato La morte dell'anima;
una volta, a quanto si racconta, fu trovato un libro di negromanzia nascosto nel suo letto. » [2]
I francescani, così abituati -in origine- alle pratiche magiche, erano (pure) i primi ad incaricarsi della loro repressione.
Bernardino da Siena promosse, tra Perugia e Assisi, diversi roghi: l'autore della Franceschina ne descriveva uno del 1425...
« Anche ve foro portati grande quantità de brevi, malìe, facture, sorte, et altre superstitione maledecte ». [3]
Se trovati in possesso di libri, la posizione degli inquisiti si aggravava.
In un interrogatorio, Giovanbattista di professione bombardiere per il granduca, a Siena nel 1587, tende prima a negare, poi a minimizzare -in modo maldestro!- l'uso dei libri incriminati...
« [...] et un altro libro de segreti scritto a mano latino credo io perché non intendo
[...] Io non l'ho mai esercitato questo libro per il corpo, perché non lo intendo. Anzi, lo intendo ma non l'ho esercitato ». [1]
➔ Nota. Bruciare i libri di Magia, e punire chi li possedeva, era già per i legislatori (cristiani) del tardo Impero abituale...
« [...] i testi in cui era depositata quest'arte antica, come i libri fatales ed i libri Vegoici, depositati nel tempio di Apollo dall'epoca di Augusto, forse vengono distrutti solo da Stilicone nel 407, assieme ai Libri Sibillini. » [4]
« Alla fine del III secolo le Sententiae Pauli lasciano intravvedere, in relazione sempre alla Lex Cornelia, un quadro repressivo molto ampio e severo nei confronti della magia:
i filtri amatori son puniti con la condanna ad metallum (a meno che non portino alla morte)
[...] addirittura il possesso di libri di magia è punito negli humiliores con la morte. » [4]
◉ Stregoni nell'ombra: la Terra che ne porta il nome ---
Umbria e Ombre. L'identità di una Terra.
◉ Condanna dei libri e dell'erudizione ---
Pentiti: sai troppo. La Cultura come colpa.
➔ Sapienza attribuita alle streghe e loro condanna:
Ne sai come una strega. La 'saga' romana e la donna sapiente.
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Uso (abituale) della magia nella Chiesa:
Magia cristiana. Stregoni in incognito.
Santi o Vampiri? Il ponte (magico) tra i due mondi.
➔ Persecuzione della magia nel Clero:
Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?
L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.
Preti maghi: lezioni di Superstizione...
➔ Sui frati che condannano maghi e indovini:
Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!
Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.
Nota all'immagine ---
_In apertura, astrologo che divina sugli astri: il diavolo, in un angolo, lo guida. Miniatura da un manoscritto della British Library:
Royal MS 6 E VI/2, folio 396 verso.
Note al testo ---
[1] Cfr. Oscar Di Simplicio, Autunno della stregoneria. Maleficio e magia nell'Italia moderna, Il Mulino, Bologna, 2005, pp. 198 e 200.
[2] Cfr. Richard Kieckhefer, La magia nel Medioevo, Laterza, Roma-Bari, 2004, p. 201.
[3] Cfr. Padre Dionisio Pacetti, La predicazione di s. Bernardino a Perugia e ad Assisi in Analecta Franciscana, Annus IX - Fasciculus IV, ottobre 1939, p. 504.
[4] Cfr. Valerio Neri, I marginali nell'Occidente tardoantico. Poveri, 'infames' e criminali nella nascente società cristiana, Edipuglia, Bari, 1998, p. 261 e pp. 263-264.
venerdì 17 aprile 2026
Potere nelle parole: viaggio delle Anime.
Alcune parole hanno potere evocativo: chiamano le Anime perché cosentono loro il viaggio verso i luoghi a cui sono associate...
« [...] sono il potere delle parole e la loro capacità di evocare immagini impressionanti a trasportare l'anima del trapassato fino al suo luogo di eterno riposo, ma per essere efficaci tali parole devono essere animate da un adeguato accompagnamento ritmico, ed è appunto qui che entra in gioco il didgeridoo. » [1]
Nelle culture arcaiche si credeva che l'anima del defunto viaggiasse.
I Vivi entravano in contatto coi Morti che (non) passavano inosservati. Dalle nostre parti, si raccontava...
« In Abruzzo certi venti vorticosi chiamati vutarilli racchiudono l'anima di un assassinato.
[...] chi è preso nel vortice di un mulinello corre il pericolo che le anime dei morti si impossessino di lui e gli provochino delle chiazze rosse per tutto il corpo.
Il fuoco di sant'Antonio era difatti ritenuto la conseguenza di un contatto con un'anima volante del purgatorio. » [2]
Il contatto coi Morti, e (peggio!) con le donne mestruate, poteva portare disgrazie.
Sui monti dell'Appennino giravano moniti cupi sul versamento del sangue. Mario Polia racconta...
« La mestruante influiva sulla lievitatura del pane, sul formaggio e sul latte, per questo doveva evitare di toccarli
[...]. Quando si accendeva il fuoco per la fornace da calce (cargara) l'incaricato della delicata operazione chiedeva alle ragazze che trattavano le fascine se qualcuna avesse il ciclo.
Se, in mezzo a mille reticenze, una di esse finiva per confessare, era allontanata altrimenti il fuoco non si sarebbe acceso, e il calore non sarebbe stato sufficiente a cuocere le pietre. » [3]
Gli animali, creduti nell'immaginario popolare incarnazioni di Morti, avevano con la donna -abituata a contattare le Anime- un rapporto privilegiato...
« Signora dei passeri, come in questo caso, o signora dei cervi, o dei serpenti, o dei cinghiali, la fata ha comunque a che fare con il mondo animale: e appunto per questo un animale conduce a lei. » [4]
◉ Donne e comunicazione con l'altro Mondo ---
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Uso dei nodi nell'Oltretomba ---
Attento ai Nodi: precauzioni per il viaggio nell'Aldilà.
➔ Suoni capaci di convocare gli Antenati:
Suoni magici. Il flauto, "voce" dell'Aldilà
➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---
Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.
➔ Uso (pericoloso) dei Nomi:
Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.
➔ Signora dominatrice della selva ---
Donna-belva: lo Spirito femminile del bosco.
Donna-Albero e alberi stregati.
La dèa Belva mutante: da Signora a strega.
◉ Morti che assumono forma Animale e travestimenti ---
Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
➔ Equivalenza streghe-Morti: periodo in cui si manifesta ---
Carnevale si avvicina: attenti alle streghe sotto la maschera.
➔ Animismo sopravvissuto nelle credenze popolari ---
Stormo in lontananza: Anime dannate...
Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.
Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.
Note al testo ----
[1] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, p. 23.
[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 197.
[3] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 259.
[4] Cfr. Carlo Donà, Per le vie dell'altro mondo. L'animale guida e i misteri del viaggio, Cooperativa Libraria Editrice, Padova, 2001, p. 431.
« [...] sono il potere delle parole e la loro capacità di evocare immagini impressionanti a trasportare l'anima del trapassato fino al suo luogo di eterno riposo, ma per essere efficaci tali parole devono essere animate da un adeguato accompagnamento ritmico, ed è appunto qui che entra in gioco il didgeridoo. » [1]
Nelle culture arcaiche si credeva che l'anima del defunto viaggiasse.
I Vivi entravano in contatto coi Morti che (non) passavano inosservati. Dalle nostre parti, si raccontava...
« In Abruzzo certi venti vorticosi chiamati vutarilli racchiudono l'anima di un assassinato.
[...] chi è preso nel vortice di un mulinello corre il pericolo che le anime dei morti si impossessino di lui e gli provochino delle chiazze rosse per tutto il corpo.
Il fuoco di sant'Antonio era difatti ritenuto la conseguenza di un contatto con un'anima volante del purgatorio. » [2]
Il contatto coi Morti, e (peggio!) con le donne mestruate, poteva portare disgrazie.
Sui monti dell'Appennino giravano moniti cupi sul versamento del sangue. Mario Polia racconta...
« La mestruante influiva sulla lievitatura del pane, sul formaggio e sul latte, per questo doveva evitare di toccarli
[...]. Quando si accendeva il fuoco per la fornace da calce (cargara) l'incaricato della delicata operazione chiedeva alle ragazze che trattavano le fascine se qualcuna avesse il ciclo.
Se, in mezzo a mille reticenze, una di esse finiva per confessare, era allontanata altrimenti il fuoco non si sarebbe acceso, e il calore non sarebbe stato sufficiente a cuocere le pietre. » [3]
Gli animali, creduti nell'immaginario popolare incarnazioni di Morti, avevano con la donna -abituata a contattare le Anime- un rapporto privilegiato...
« Signora dei passeri, come in questo caso, o signora dei cervi, o dei serpenti, o dei cinghiali, la fata ha comunque a che fare con il mondo animale: e appunto per questo un animale conduce a lei. » [4]
◉ Donne e comunicazione con l'altro Mondo ---
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
Le Streghe comunicano con i Morti? A caccia di Larve...
➔ Uso dei nodi nell'Oltretomba ---
Attento ai Nodi: precauzioni per il viaggio nell'Aldilà.
➔ Suoni capaci di convocare gli Antenati:
Suoni magici. Il flauto, "voce" dell'Aldilà
➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---
Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.
➔ Uso (pericoloso) dei Nomi:
Non dire quella parola: Nomi tabù di Dio.
➔ Signora dominatrice della selva ---
Donna-belva: lo Spirito femminile del bosco.
Donna-Albero e alberi stregati.
La dèa Belva mutante: da Signora a strega.
◉ Morti che assumono forma Animale e travestimenti ---
Maschera Animale: danzatori posseduti dai Morti.
Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?
➔ Equivalenza streghe-Morti: periodo in cui si manifesta ---
Carnevale si avvicina: attenti alle streghe sotto la maschera.
➔ Animismo sopravvissuto nelle credenze popolari ---
Stormo in lontananza: Anime dannate...
Pipistrelli inchiodati: le anime dei Morti a protezione della casa.
Topi-Anime: alle origini di Mickey Mouse.
Note al testo ----
[1] Cfr. Rowan Coughlin, Il didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Tarabooks, Termoli, 2001, p. 23.
[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 197.
[3] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 259.
[4] Cfr. Carlo Donà, Per le vie dell'altro mondo. L'animale guida e i misteri del viaggio, Cooperativa Libraria Editrice, Padova, 2001, p. 431.
mercoledì 8 aprile 2026
Sangue fecondo. La Dèa assetata delle origini.
Alla base delle società umane c'è il vincolo di sangue che lega -tra loro- le persone.
La Madre che generava era, pure, Colei che zampillava sangue dal proprio corpo:
le mestruazioni erano l'indizio che la donna, rispetto all'uomo, detenesse poteri (fecondativi) divini...
« Il sangue è il fondamento del clan, della dignità regale e del diritto di eredità.
Si è pensato che le donne godessero di grande considerazione nelle società antiche perché, con la procreazione, custodivano e trasmettevano il sangue del clan.
Un tempo il sangue mestruale era considerato benefico in molti sensi, veniva versato sui campi per fertilizzarli e usato per curare ». [1]
L'osservazione dei fenomeni naturali, nel mondo primitivo, portava alla creazione dei miti.
La donna, nel periodo mestruale, diventa collerica:
il versamento del sangue, più che all'irruenza dei cacciatori, doveva corrispodere ad una dèa irata.
Così presero forma le cacciatrici selvagge, e la Dèa greca che le comandava: Artemide...
« Quando il cacciatore Atteone la sorprese nuda nel bagno, Artemide lo trasformò in cervo e lo fece sbranare dai cani.
Burkert riferisce che era insaziabile nelle sue richieste di "sacrifici crudeli e cruenti" ». [1]
Le divinità femminili, in origine, avevano epifanie violente...
« La dea primordiale, cacciatrice di belve e assetata di sangue dovette essere resa più benevola, come seduttrice (Afrodite) o come figura materna (Demetra o Cerere).
Nella tradizione filosofica tantrica, Kalì subì un'analoga trasformazione cosmetica in signora benevola [...].
"Due delle sue mani reggono ancora la testa mozzata e la mannaia insanguinata, ma le altre due sono atteggiate nel gesto della benedizione, che cancella la paura e dispensa doni." » [2]
Nel mito greco arcaico, si conservano tracce di queste dèe sanguinarie.
Robert Graves nota, a proposito di Dafne...
« Dafne non era affatto una vergine sgomenta.
Il suo nome è una forma contratta di Daphoene "la sanguinaria", cioè la dea in preda al furore orgiastico le cui sacerdotesse, le Menadi, si inebriavano masticando foglie di alloro » [3]
Ma chi versava il sangue?
Se la Dea esigeva un sacrificio, il cacciatore -un mero esecutore materiale- lo avrebbe soddisfatto.
Lo storico delle religioni Walter Burkert spiega...
« [...] in queste dee è sempre presente il carattere del selvaggio, del pericoloso:
sono loro che ammazzano, pretendono e giustificano il sacrificio. Compito del cacciatore è garantire il sostentamento della famiglia.
La volontà della donna e della madre sta al di sopra della sua azione. » [4]
◉ Donne mestruate e poteri attribuiti al loro sangue ---
Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il Futuro.
➔ Animale che assicura fertilità: legato alla Dèa ---
Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune…
➔ Pratiche funebri attribuite alle donne ---
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
➔ Potere sulla Vita: donne accusate di provocare la Morte ---
Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.
Le streghe e gli aborti: il Noce che rende libere.
◉ Liquido taumaturgico della Madre: evoluzione cristiana ---
Le acque uterine della Dea: all'eremo di Santa Maria Giacobbe.
Erylo, il mostro invincibile, e i sette martiri della Scarzuola.
➔ Dèa feroce e rituale di trasformazione ---
La danza delle Orse di Artemide: un rito violento.
La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.
➔ Divinità presenti nella terra che dà i frutti ---
Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.
Terra Madre: violenza e Tabù.
➔ Bere il sangue del dio: sopravvivenze rituali ---
Orge Sacre: il vino di Bacco e il sangue di Osiride.
Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.
◉ Sangue che nutre i Morti: poteri terapeutici e predittivi ---
Sangue profetico: i Morti che succhiano.
Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.
Nota all'immagine ---
_In apertura, acquerello dalla collezione del Brooklyn Museum di New York stimabile al XIX secolo con la dèa Kalì: da Wikipedia.
Note al testo ---
[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 139.
[2] Cfr. Barbara Ehrenreich, Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, traduzione di Adriana Bottini, Feltrinelli, 1997, pp. 96-97.
[3] Cfr. Robert Graves, Introduzione a I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, p. 9.
[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 71.
La Madre che generava era, pure, Colei che zampillava sangue dal proprio corpo:
le mestruazioni erano l'indizio che la donna, rispetto all'uomo, detenesse poteri (fecondativi) divini...
« Il sangue è il fondamento del clan, della dignità regale e del diritto di eredità.
Si è pensato che le donne godessero di grande considerazione nelle società antiche perché, con la procreazione, custodivano e trasmettevano il sangue del clan.
Un tempo il sangue mestruale era considerato benefico in molti sensi, veniva versato sui campi per fertilizzarli e usato per curare ». [1]
L'osservazione dei fenomeni naturali, nel mondo primitivo, portava alla creazione dei miti.
La donna, nel periodo mestruale, diventa collerica:
il versamento del sangue, più che all'irruenza dei cacciatori, doveva corrispodere ad una dèa irata.
Così presero forma le cacciatrici selvagge, e la Dèa greca che le comandava: Artemide...
« Quando il cacciatore Atteone la sorprese nuda nel bagno, Artemide lo trasformò in cervo e lo fece sbranare dai cani.
Burkert riferisce che era insaziabile nelle sue richieste di "sacrifici crudeli e cruenti" ». [1]
Le divinità femminili, in origine, avevano epifanie violente...
« La dea primordiale, cacciatrice di belve e assetata di sangue dovette essere resa più benevola, come seduttrice (Afrodite) o come figura materna (Demetra o Cerere).
Nella tradizione filosofica tantrica, Kalì subì un'analoga trasformazione cosmetica in signora benevola [...].
"Due delle sue mani reggono ancora la testa mozzata e la mannaia insanguinata, ma le altre due sono atteggiate nel gesto della benedizione, che cancella la paura e dispensa doni." » [2]
Nel mito greco arcaico, si conservano tracce di queste dèe sanguinarie.
Robert Graves nota, a proposito di Dafne...
« Dafne non era affatto una vergine sgomenta.
Il suo nome è una forma contratta di Daphoene "la sanguinaria", cioè la dea in preda al furore orgiastico le cui sacerdotesse, le Menadi, si inebriavano masticando foglie di alloro » [3]
Ma chi versava il sangue?
Se la Dea esigeva un sacrificio, il cacciatore -un mero esecutore materiale- lo avrebbe soddisfatto.
Lo storico delle religioni Walter Burkert spiega...
« [...] in queste dee è sempre presente il carattere del selvaggio, del pericoloso:
sono loro che ammazzano, pretendono e giustificano il sacrificio. Compito del cacciatore è garantire il sostentamento della famiglia.
La volontà della donna e della madre sta al di sopra della sua azione. » [4]
◉ Donne mestruate e poteri attribuiti al loro sangue ---
Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il Futuro.
➔ Animale che assicura fertilità: legato alla Dèa ---
Cavalli e Grande Madre. Non sbagliare: passa (sopra) la fune…
➔ Pratiche funebri attribuite alle donne ---
Diana Infernale: il rito funerario della Donna.
➔ Potere sulla Vita: donne accusate di provocare la Morte ---
Radici mortali: l'albero velenoso delle streghe.
Le streghe e gli aborti: il Noce che rende libere.
◉ Liquido taumaturgico della Madre: evoluzione cristiana ---
Le acque uterine della Dea: all'eremo di Santa Maria Giacobbe.
Erylo, il mostro invincibile, e i sette martiri della Scarzuola.
➔ Dèa feroce e rituale di trasformazione ---
La danza delle Orse di Artemide: un rito violento.
La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.
➔ Divinità presenti nella terra che dà i frutti ---
Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.
Terra Madre: violenza e Tabù.
➔ Bere il sangue del dio: sopravvivenze rituali ---
Orge Sacre: il vino di Bacco e il sangue di Osiride.
Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.
◉ Sangue che nutre i Morti: poteri terapeutici e predittivi ---
Sangue profetico: i Morti che succhiano.
Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.
Nota all'immagine ---
_In apertura, acquerello dalla collezione del Brooklyn Museum di New York stimabile al XIX secolo con la dèa Kalì: da Wikipedia.
Note al testo ---
[1] Cfr. Shahrukh Husain, La dea: creazione, fertilità e abbondanza / la sovranità della donna / miti e archetipi, EDT, Torino, 1997, p. 139.
[2] Cfr. Barbara Ehrenreich, Riti di sangue. All'origine della passione della guerra, traduzione di Adriana Bottini, Feltrinelli, 1997, pp. 96-97.
[3] Cfr. Robert Graves, Introduzione a I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, p. 9.
[4] Cfr. Walter Burkert, Homo necans. Antropologia del sacrificio cruento nella Grecia antica, Borighieri, Torino, 1981, p. 71.
giovedì 2 aprile 2026
Mercanti Maghi: il Santo che divina.
Come fece Francesco d'Assisi ad introdursi nella chiesa di San Niccolò, sulla piazza grande -chiesa non più esistente-, per compiere sul Messale una divinazione: rito proibito dalla Chiesa?
Le Fonti narrano il rito e, in controluce, ci forniscono un indizio per decifrare l'intero episodio.
Il primo a narrarlo è Tommaso da Celano nella Vita Seconda...
« Venuto il mattino, entrano in una chiesa e, dopo aver pregato devotamente, aprono il libro del Vangelo disposti ad attuare il primo consiglio che si offra loro. » [1]
Padre Giuseppe Abate notava che il Santo avesse scelto una chiesa così centrale, e non la chiesa di san Giorgio -Sua parrocchia e primo luogo di sepoltura:
se ne deduce che la scelta era caduta su San Niccolò perché, essendo il patrono dei naviganti e (in genere) dei viaggiatori, il figlio del più ricco mercante di Assisi ne conosceva (bene) il custode...
« Quivi i mercanti avevano le loro case e i loro fondachi; qui essi avevano alzato la chiesa di San Nicolò, protettore dei mercanti. » [2]
Trarre responsi dalla (casuale!) consultazione delle Scritture, era una pratica divinatoria popolare diffusa; insieme ad altri riti pronosticatori come lo stacco dei fiori, e dei loro petali.
Il linguista Beccaria ci racconta una divinazione che si faceva con la Piantaggine...
« [...] ogni filamento sporgente raffigura un "peccato veniale o mortale" a seconda della lunghezza; si giocava a dedurre, sempre dai filamenti, i peccati commessi, le bugie dette in un giorno, la fortuna della vita, il numero dei futuri figli e dei futuri amori. » [3]
➔ Uso (abituale) della magia nella Chiesa ---
Magia cristiana. Stregoni in incognito.
◉ Sopravvivenze magiche nell'immaginario infantile ---
M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.
➔ Divinazioni nelle Fonti ---
L'Oracolo del cerchio: una divinazione ballata nei Fioretti di san Francesco.
◉ Tecniche divinatorie cristiane per conoscere il futuro ---
Magia della Croce: le Sorti dell'Anno.
➔ Voce profetica degli Uccelli ---
Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!
Lo stregone che fece paura al Papa: la predica agli Uccelli secondo il monaco Ruggero.
Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.
➔ Persecuzione della magia nel Clero ---
Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?
L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.
Preti maghi: lezioni di Superstizione...
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con un borghese che sfoglia un libro: le stesse Decretali da cui è tratta la miniatura?
Sono le Decretali Smithfield, parte del Fondo Reale della British Library, metà del XIV secolo: folio 6 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Vita Seconda di Tommaso da Celano, in Fonti Francescane, Editrici Feancescane, Padova, 2004, p. 372 -ff 601.
➔ Lo stesso aneddoto si ritrova nell'Anonimo Perugino [ff 1497] e nei Fioretti [ff 1827] che aggiungono un dettaglio:
a sfogliare il Vangelo è, infatti, un prete che rende l'episodio (meno) sospetto; la Leggenda dei Tre Compagni [ff ] attribuisce, invece, il rito divinatorio (proprio) a Francesco.
➔ Il vescovo folignate Michele Faloci Pulignani, a proposito del messale 'divinatorio', scriveva:
« Vediamo ora di indagare a quale Chiesa appartenne. Ciò è facile riconoscere dalla seguente nota, scritta in carattere rosso da quella stessa mano che scrisse il volume
[...] "quae in hac ecclesia beati Nicolai [...] fuerint celebrata".
Dunque il codice appartenne ad una Chiesa dedicata a S. Nicolò. »
Cfr. Pulignani, Il Messale consultato da S. Francesco quando si convertì in Miscellanea Francescana, Anno XV, Fascicolo II, 1914, p. 37.
[2] ➔ Abate sottolineava come la parrocchia di san Francesco fosse (proprio) quella chiesa di San Giorgio dove, poi, sarà sepolto il Santo e non San Niccolò, la chiesa teatro della divinazione...
« [...] risulta in modo certissimo che la Parrocchia della famiglia di San Francesco fu quella di S. Giorgio. »
Cfr. Giuseppe Abate, La casa natale di s. Francesco e la topografia di Assisi, presso "Miscellanea Francescana", Volume LXIII -Fascicolo I, Città di Castello, 1966, pp. 15 e 23.
[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 69.
Le Fonti narrano il rito e, in controluce, ci forniscono un indizio per decifrare l'intero episodio.
Il primo a narrarlo è Tommaso da Celano nella Vita Seconda...
« Venuto il mattino, entrano in una chiesa e, dopo aver pregato devotamente, aprono il libro del Vangelo disposti ad attuare il primo consiglio che si offra loro. » [1]
Padre Giuseppe Abate notava che il Santo avesse scelto una chiesa così centrale, e non la chiesa di san Giorgio -Sua parrocchia e primo luogo di sepoltura:
se ne deduce che la scelta era caduta su San Niccolò perché, essendo il patrono dei naviganti e (in genere) dei viaggiatori, il figlio del più ricco mercante di Assisi ne conosceva (bene) il custode...
« Quivi i mercanti avevano le loro case e i loro fondachi; qui essi avevano alzato la chiesa di San Nicolò, protettore dei mercanti. » [2]
Trarre responsi dalla (casuale!) consultazione delle Scritture, era una pratica divinatoria popolare diffusa; insieme ad altri riti pronosticatori come lo stacco dei fiori, e dei loro petali.
Il linguista Beccaria ci racconta una divinazione che si faceva con la Piantaggine...
« [...] ogni filamento sporgente raffigura un "peccato veniale o mortale" a seconda della lunghezza; si giocava a dedurre, sempre dai filamenti, i peccati commessi, le bugie dette in un giorno, la fortuna della vita, il numero dei futuri figli e dei futuri amori. » [3]
➔ Uso (abituale) della magia nella Chiesa ---
Magia cristiana. Stregoni in incognito.
◉ Sopravvivenze magiche nell'immaginario infantile ---
M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.
➔ Divinazioni nelle Fonti ---
L'Oracolo del cerchio: una divinazione ballata nei Fioretti di san Francesco.
◉ Tecniche divinatorie cristiane per conoscere il futuro ---
Magia della Croce: le Sorti dell'Anno.
➔ Voce profetica degli Uccelli ---
Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!
Lo stregone che fece paura al Papa: la predica agli Uccelli secondo il monaco Ruggero.
Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.
➔ Persecuzione della magia nel Clero ---
Carcere nel monastero: che fine fanno i preti Maghi?
L'astrolabio e i maghi che leggono il Cielo.
Preti maghi: lezioni di Superstizione...
Nota all'immagine ---
_In apertura, miniatura con un borghese che sfoglia un libro: le stesse Decretali da cui è tratta la miniatura?
Sono le Decretali Smithfield, parte del Fondo Reale della British Library, metà del XIV secolo: folio 6 recto.
Note al testo ---
[1] Cfr. Vita Seconda di Tommaso da Celano, in Fonti Francescane, Editrici Feancescane, Padova, 2004, p. 372 -ff 601.
➔ Lo stesso aneddoto si ritrova nell'Anonimo Perugino [ff 1497] e nei Fioretti [ff 1827] che aggiungono un dettaglio:
a sfogliare il Vangelo è, infatti, un prete che rende l'episodio (meno) sospetto; la Leggenda dei Tre Compagni [ff ] attribuisce, invece, il rito divinatorio (proprio) a Francesco.
➔ Il vescovo folignate Michele Faloci Pulignani, a proposito del messale 'divinatorio', scriveva:
« Vediamo ora di indagare a quale Chiesa appartenne. Ciò è facile riconoscere dalla seguente nota, scritta in carattere rosso da quella stessa mano che scrisse il volume
[...] "quae in hac ecclesia beati Nicolai [...] fuerint celebrata".
Dunque il codice appartenne ad una Chiesa dedicata a S. Nicolò. »
Cfr. Pulignani, Il Messale consultato da S. Francesco quando si convertì in Miscellanea Francescana, Anno XV, Fascicolo II, 1914, p. 37.
[2] ➔ Abate sottolineava come la parrocchia di san Francesco fosse (proprio) quella chiesa di San Giorgio dove, poi, sarà sepolto il Santo e non San Niccolò, la chiesa teatro della divinazione...
« [...] risulta in modo certissimo che la Parrocchia della famiglia di San Francesco fu quella di S. Giorgio. »
Cfr. Giuseppe Abate, La casa natale di s. Francesco e la topografia di Assisi, presso "Miscellanea Francescana", Volume LXIII -Fascicolo I, Città di Castello, 1966, pp. 15 e 23.
[3] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, p. 69.















