giovedì 19 dicembre 2013

Il santuario del Bagno a Deruta e la Madonna 'quercificata'...


Di santuari mariani, in Umbria, c'è l'imbarazzo della scelta.

Ma nessuno credo sia più utile della Madonna del Bagno a Deruta per indagare un culto tutto contadino.


Il culto nasce nel Seicento, narra la leggenda, quando la moglie di un devoto, tal Christoforo Merciaro di Casalina, tornò in vita dopo che il marito -disperato- chiese la grazia ad una tazzina con la devota immagine della Madonna con il bambino che lui stesso aveva fissato qualche tempo prima al ramo di una "cerqua". Racconta la Historia del Santuario conservata all'abbazia perugina di San Pietro che...

l'anno 1657 Christofano di Francesco, merciaio di Casalina, mosso da zelo di pietà à trovar modo consistente per la fermezza nel primiero luogo alla Sacrata effigie, raccoltala da terra, risolse di portarla seco, come fece, alla propria casa, donde prese due chiodi, la riportò, e fermò con essi trà i due rami biforcati della quercia, dove fu situata primieramente dal sudetto Padre Francescano [un certo Pietro Bruni, minore perugino, n.d.a.]. Compiacendosi la Vergine Sacrosanta di sì religiosa attione, ha voluto compensarla benignamente, facendo il primo detto Merciaio à riceverne gratioso benefitio in persona della sua moglie, ridotta all' estremo della vita, e restituita quasi subito in Sanità.

Da quel momento si moltiplicarono i prodigi tanto che chi fa visita oggi al santuario, abbarbicato su un colle detto del Bagno, lo troverà tappezzato di ex-voto in ceramica. Ex-voto che ripropongono tutti la stessa immagine: una Madonna con bambino incorniciati nel vischio. La formella più antica è incastonata entro un'edicola lignea dorata [vedi sotto].


Chi ha letto Il culto proibito della Dèa, sa che questa Madonna 'quercificata' non è affatto un caso eccezionale.

I santuari mariani che associano ai poteri della Madonna questo o quell'albero si sprecano, e dimostrano il sincretismo tra il culto mariano di matrice cristiana e il paganesimo latente nelle campagne ancora nel Seicento. Questo sincretismo solo agli osservatori più ingenui sembra un retaggio remoto del passato.

In realtà la Chiesa ancora oggi incentiva, specie nel contado, certe forme di devozione fitomorfica. Lo provano le innumerevoli Madonne del faggio o dell'olmo sparse qua e là sul territorio. Lo provano a Deruta le decine e decine di ceramiche più recenti e un santuario gestito direttamente dalla Diocesi a cui i devoti accorrono a frotte.

Cosa importa poi fare astruse dietrologie storiche sul culto pagano degli alberi?

A noi illuministi sapientoni non ci resta che raccogliere i cocci rotti di Voltaire!

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