sabato 27 settembre 2025

Orco, il Signore degli Inferi. Il mito (Matriarcale) della Morte.

La mitologia classica conserva una traccia di Matriarcato:
nel regno degli Inferi.
L'Indagine sull'Orco di Braccini, ci svela l'identità del loro Signore...

« Cos'era Orcus?
La consultazione di un qualsiasi dizionario di latino rivelerebbe immediatamente che con questa parola si potevano indicare sia gli Inferi, sia il loro Signore
. » [1]

« [...] Il senso rilevante, per noi, è quello di Orcus come divinità, che peraltro è attestato molto precocemente, fin da Plauto, nelle cui commedie compaiono espressioni come "Orco non mi volle accogliere nell'Acheronte" (Monst. 499) o "nel giorno in cui Orco libererà i morti dell'Acheronte" (Poen. 344). » [1]

Alla base del mito di Orco, c'erano le dèe (arcaiche) della Morte:
le Moire che decretavano il destino umano.
Il dio maschile si affermò, e con Lui la Morte come regno Oscuro degli Inferi, quando gli Elleni si sovrapposero alla civiltà Matriarcale precedente.
Graves scriveva...

« Persefone ed Ecate rappresentavano la speranza pre-ellenica della rigenerazione; ma Ade, che è una concezione ellenica, rappresenta l'ineluttabilità della morte. » [2]

Cosa rimase nel culto Cristiano?
Entrambe le forme: la Madonna come dèa della Morte (vedi post) e il Signore degli Inferi come san Cristoforo che faceva guadare il fiume al Bambino divino, e che eredita la funzione degli antichi dèi psicopompi...

« [...] Ma chi non vede quanto questa funzione di protettore dell'ultimo passaggio avvicini san Cristoforo agli dèi psicopompi incaricati di condurre il morto nella sua ultima dimora e di proteggerlo durante il suo viaggio nell'adilà?

E chi non sa che consisteva precisamente in questo uno dei ruoli essenziali di Ermes e di Anubi? » [3]


➔ Sulla Madre-Infera e la Sua evoluzione nel culto mariano:

Madre Luna: il simbolo della Dea nella chiesa di un cimitero.


➔ Sul culto del dio-cane Anubi confluito nel mito di san Cristoforo:

San Cristoforo successore di Anubi, di Ermes e di Ercole.


➔ Annegati divini: un dio egizio e la Sua evoluzione cristiana ---

Osiride e San Giusto: i due Annegati che regnavano sui Morti.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con decori zoomorfi che incorniciano la testa di un dèmone dal manoscritto Add ms 42130 della British Library: folio 266 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Tommaso Braccini, Indagine sull'orco. Miti e storia del divoratore di bambini, Il Mulino, Bologna, 2025, p. 23.

[2] Cfr. Robert Graves, I miti greci, Longanesi, Milano, 1985, nota 2 a p. 109 e nota 2 a p. 431.

[3] Cfr. Pierre Saintyves, Dal Santo agli Dei. San Cristoforo successore di Anubi, di Ermes e di Ercole, traduzione di Michela Pazzaglia, Eleusi Edizioni, Perugia, 2012, pp. 80-81.

lunedì 22 settembre 2025

L'equinozio d'Autunno e le Stimmate: la morte (rituale) dell'Anno.

Quando san Francesco acquisì le stimmate?

I cattolici più ortodossi vi risponderanno: in occasione della ricorrenza della Vera Croce o Invenzione della Croce:
il 14 settembre 1224.

E se Francesco avesse giocato -invece- con un'altra data, immediatamente a ridosso: più sentita dal mondo contadino?

L'equinozio d'Autunno cade (con oscillazioni!) tra il 20 e il 21 settembre:
passano tre giorni e l'Anno comincia a morire fino al 24 dicembre -notte di Natale- in cui il ciclo s'inverte.

Le ore di luce diminuiscono e il tema della Morte, caro ai religiosi, diventa stringente (anche) per il mondo agricolo.

➔ Solo nel XIV secolo le stimmate di san Francesco sono associate alla festa della Vera Croce.
La sovrapposizione tra i due eventi è tardiva:
la notte, di cui aveva scritto Ugolino da Montegiorgio negli Actus beati Francisci et sociorum eius, si trasforma in una mattina nei Fioretti:

« [...] apparve in quel monte della Verna, intorno alla festa dell'Esaltazione della santa Croce, Cristo in forma di serafino alato [...]. E apparve di notte con tanto splendore che illuminò le valli e i monti che stavano tutt'intorno, più che se ci fosse la chiarezza del sole ». [1]

« Viene il dì seguente, cioè il della santissima Croce
[...] in quella medesima mattina e' vide venire dal cielo uno Serafino con sei ali splendenti e affocate
».[2]

Notte o giorno?
Non è un dettaglio marginale.
La notte del 24 dicembre, per tradizione, celebra la rinascita di quel Sole (dies Natalis Soli invicti) che il 24 settembre moriva.

Gli agiografi, a partire da Tommaso da Celano, tradussero nell'immaginario cristiano una storia che apparteneva al mondo (pagano) dei contadini:
i quali poco sapevano di liturgia, ma (ben) conoscevano i ritmi della terra.

Un periodo (molto) caro a chi lavora la terra si trasformò in una festa del calendario Liturgico in cui si celebrava una Morte divina.


➔ Sulla sovrapposizione delle stimmate francescane al mito pagano di Laverna, e al culto dei →Morti:

Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.

Laverna, l'oscura dèa senza corpo.


➔ Culto dei Morti al santuario di Laverna e potere degli Uccelli ---

Falco o gufo? La Dea dell'ombra e le piume diaboliche.


Magia e uso della paura nella devozione francescana:

San Francesco e gli (altri) stregoni che provocano le tempeste.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura a margine di un manoscritto della British Library con san Francesco che mostra le piaghe tra gli uccelli.
Per segnatura, ms 42130: folio 60 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Atti del beato Francesco in Fonti agiografiche dell'Ordine Francescano, Editrici Francescane, Padova, 2014 ➔ versetto 1480.

[2] Cfr. Della terza considerazione delle sacre sante istimate in Fonti Francescane, Editrici Francescane, Padova, 2004 -ff 1919.

◉ Al 24 settembre come (possibile) data delle stimmate mi riferivo nel retrocopertina de Le stimmate dello sciamano.

venerdì 12 settembre 2025

Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.

La studiosa ed editrice londinese Frank Hamel parlava del 'famulo':
l'Animale-doppio della Strega. Ferendo l'uno, la violenza si trasmetteva all'altra.

Per ciò le stragi degli animali 'diabolici' erano (così) frequenti:
nell'immaginario popolare, uccidere gli animali 'posseduti' era il modo più efficace per arrestare le Streghe...

« La morte del famulo comporta automaticamente anche la morte della strega, e per liberarsi da un sortilegio non vi è nulla di meglio che uccidere il doppio dell’incantatore ». [1]

Roberto Ferraguti fa un esempio di 'famulo' dai racconti popolari dell'Appenino emiliano:
il ferimento di un gatto 'diabolico' aveva causato una ferita corrispondente sul corpo della 'strega'...

« All’improvviso lei è uscita e gli ha tirato un coltello che l’ha colpito alla zampa, gli ha fatto un taglio profondo, il gatto è scappato con un urlo tremendo da donna. Il giorno dopo la vecchia, che tutti sospettavano fosse una strega, non è uscita di casa e quello dopo ancora, quando si è fatta vedere in giro, aveva un braccio fasciato al collo e sanguinava per una ferita profonda da taglio ». [2]

Lo specchio è legato alla (stessa) magia del 'doppio':
per evitare che il maleficio si trasmettesse o, peggio, che il Morto finisse catturato nello specchio come la sua Immagine riflessa, coprire gli specchi era d'obbligo.

Alfonso di Nola citava uno studio in tedesco di Karl Haberland, visibile on-line, sui poteri dello specchio:
si credeva che lo specchio rapisse gli spettri, e per ciò era a loro associato...

« Importante è la lunga trattazione di K. Haberland del 1882 il quale, nella interpretazione insiste sul motivo dello specchio che rapisce l'anima del defunto e così diviene portatore di sfortuna per i superstiti. » [3]

Dietro questa credenza, c'è il potere 'attrattivo' di due parole con la stessa radice (spectrum-speculum): capace di creare associazioni non solo concettuali, ma perfino 'fisiche'...

« Si sostiene, per esempio, che vi sia un rapporto almeno formalmente etimologico fra spettro e specchio, spectrum e speculum in latino, ambedue derivati da specio ». [3]


Animali in cui vive l'anima dei Morti ---

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?


Signora degli animali e mito cristiano della strega ---

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Specchi (d'acqua) che imprigionano i dèmoni ---

Se è bagnato, porta fortuna: l'acqua che protegge dagli Spiriti.


Morti che predicono attraverso lo specchio:

Vuoi conoscere il futuro? Accendi il Fuoco...


Divinazione con lo Specchio e comunicazione col Morto ---

"Specchio delle mie brame..." Vuoi conoscere il Futuro? Chiedi allo specchio.

Non rompere lo specchio: i Morti che proteggono dai dèmoni.


Piuma porta pena: il Rogo delle piume affatturate ---

In nome di Ecate: i roghi alle porte e le penne degli uccelli.


Potere dei maghi sugli animali e mito francescano ---

Animali Incantati: dal mito di Orfeo all'incanto dei Santi.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con uomo che uccide un draghetto, tratta dal manoscritto Add Ms 62925: folio 102 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Frank Hamel, Animali umani: storia occulta di mutaforma, trasformazioni e licantropi, traduzione di Roberta Rambelli, Edizioni Mediterrane, Roma, 2024, p. 133.

[2] Cfr. Mario Ferraguti, La lepre e la luna: sulle tracce delle guaritrici d’Appennino, Edizioni Exorma, Roma, 2023, p. 41.

[3] Cfr. Alfonso di Nola, La morte trionfata: antropologia del lutto, Newton & Compton, Roma, 1995, p. 144 e nota 44 a p. 307.

venerdì 5 settembre 2025

Sirene a forma di uccello. Epifanie della Dea.

Un salterio inglese, il Queen Mary Psalter, ci mostra dei marinai che si avventurano in mare: nel regno delle Sirene.

Vengono storditi e sbranati. ➔ Notare il corpo dei 'mostri':
hanno coda di pesce e artigli da uccello.

Qual è la Sirena, tra i due mostri?
La donna-uccello, fin dall'antichità, era sinonimo di strega.

Il legame tra streghe, che rubano la sessualità, e uccelli si era conservato fino all'Età Moderna.
Marina Montesano cita il Malleus maleficarum...

« che cosa bisogna pensare di quelle streghe che raccolgono membri virili, talora anche in numero considerevole, anche venti o trenta, e li mettono nei nidi degli uccelli...? » [1]

La demonizzazione della Sirena dipendeva da una dea-pesce a cui erano sacri i due regni, acquario e celeste: Atargatis.

Alfredo Cattabiani, in Volario, spiega...

« [...] la dea siriana Atargatis (Atar'ateh in aramaico) i cui templi contenevano vasche di pesci.

La si rappresentava come una donna dal corpo pisciforme: era la Donna del mare, l'Afrodite Anadiomene dei Greci, simboleggiata anche dalla colomba. » [2]

Atargatis, detta in latino dea Syria per la Sua origine, riuniva nel mito pesci e colombe che ne componevano il corpo...

« Così per i Greci Atargatis/Syria è per antonomasia la dea straniera: l'orientale.
E a Roma il suo mito doveva essere molto noto, grazie anche alla teologia di Nigidio Figulo che la immaginava nata da un uovo di grandi dimensioni caduto nell'Eufrate, fatto rotolare fino alla riva dai pesci e covato da alcune colombe
. » [3]

➔ Sul regno acquatico di una Santa:

Le acque uterine della Dèa: all'Eremo di Santa Maria Giacobbe.


➔ Sulla femminilità Infera e gli uccelli in cui si manifesta:

Falco o gufo? La Dea dell'ombra e le piume diaboliche.


➔ Sulle streghe che prendono la forma di uccelli ---

Madre-uccello: donne che diventano streghe.

Al tempo in cui Mamma Oca era una strega, ovvero la Signora che possiede gli uccelli...


Note alle immagini ---

_Sopra, miniatura dal manoscritto Add Ms 42130 della British Library: folio 175 recto.

_In apertura, due miniature dal manoscritto Royal Ms 2B, anche detto Queen Mary Psalter: folii 96 verso e 97 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Marina Montesano, Andare per i luoghi della stregoneria, Il Mulino, Bologna, 2024, p. 72.

[2] Cfr. Alfredo Cattabiani, Volario. Simboli, miti e misteri degli esseri alati: uccelli, insetti, creature fantastiche, Mondadori, Milano, 2000, p. 316.

[3] Cfr. Elisabetta Moro, L'enigma delle sirene. Due corpi, un nome, L'àncora, Napoli-Roma, 2008, p. 83.

venerdì 29 agosto 2025

Sciamani e sacrificio: sangue di foca, violenza rituale e corpo di Cristo.

Le pratiche magiche si basano sul 'sacro imbroglio'.

Il mago o lo sciamano, nella loro cerimonia, usano un 'trucco' per incantare i partecipanti al rito, e coinvolgerli empaticamente.

Alejandro Jodorowsky descriveva le pratiche incantatorie di una guaritrice da lui frequentata: Pachita...

« Trance, allucinazioni collettive, geniali giochi di prestigio?
Comunque sia, se imbroglio c'era, era un imbroglio sacro.
Intendo dire che i suoi atti magici erano efficaci.
Pachita portava effettivamente sollievo alla maggior parte della gente che chiedeva il suo aiuto
. » [1]

L'esploratore danese Knud Rasmussen, ai primi del '900, spiegava come gli sciamani eschimesi si macchiassero con del sangue di foca per raccontare la loro lotta contro gli Spiriti.

L'« imbroglio sacro » era efficace, e i poteri dello sciamano non si mettevano in discussione...

« Tutti ammutolirono, fissandolo con la massima venerazione, e a nessuno passò per la testa di dubitare quando, poco dopo, tornò in sé e raccontò che il bambino piangeva perché era stato aggredito da uno spirito malviagio che ora lui, dopo una dura lotta, aveva sconfitto.

Nessuno pensò alla possibilità che, percorrendo il cunicolo per uscire dall'igloo, avesse raccolto un grumo di sangue di foca che era stato appena messo lì a congelare, così come si eludeva che si fosse strappato da solo i vestiti.

Si considerava un dato di fatto che avesse lottato con uno spirito, salvando così la vita di un bambino
. » [2]

La finzione rituale è una pratica ancestrale che non si usava (solo) per difendersi dalle Entità, ma pure per evocarle: di essa qualche traccia è sopravvissuta, perfino, nel rito cristiano.

Il sacerdote che officia sull'altare è un esempio di finzione magica:
nel rito eucaristico in cui trasforma, con l'imposizione delle mani, pane e vino in corpo e sangue di Cristo...

« È vera incarnazione o rimane attiva la coscienza di recitare?
[...] in ogni caso è esperienza comune che talvolta l'attore, che sa di recitare venga preso dal vortice della messa in scena.

Il presidente d'assemblea liturgica in qualche modo vive un'esperienza analoga perché, mentre interpreta un ruolo, viene spossessato dalla sua personalità e agisce in persona Christi
. » [3]


➔ Per giustificare la messa in scena che derivava dal rito antico di mangiare il Dio, in forma di messi, fu elaborato, con un impianto Teologico, il dogma della Transustanziazione.


Sangue usato dai Morti nelle predizioni:

Sangue di Vergine: i Morti lo preferiscono per predire il Futuro.

Sangue profetico: i Morti che succhiano.


Potere degli sciamani che cambiano sesso:

Sciamani Transessuali a colloquio coi Morti. Potere dell'uomo che si trasforma in donna...


➔ La 'resurrezione' vegetale, dal culto egizio a quello cristiano:

Il dio Verde: da Osiride a Cristo. Il mito (agricolo) della Rinascita.


➔ Ferimento rituale e miracolo delle Stimmate:

Il Serafino sanguinario: una sopravvivenza Sciamanica.

Il potere del Sangue nelle società primitive da san Francesco a Jodorowsky.


➔ Bere il 'sangue' del dio:

Orge Sacre: il vino di Bacco e il sangue di Osiride.


➔ Sulla pratica del mangiare il Dio:

Cristo 'infornato': mangiare gli Dèi.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un prete che invoca Dio dall'altare prima di essere trafitto.
Immagine tratta dal manoscritto Add MS 62925 della British Library: folio 55v.


Note al testo ---

[1] Cfr. Alejandro Jodorowsky, Psicomagia. Una terapia panica, Feltrinelli, Milano, 2006, p. 103.

[2] Cfr. Knud Rasmussen, Aua, Adelphi, Milano, 2018, p. 114.

[3] Cfr. Roberto Tagliaferri, Introduzione in Competenza rituale. La "messa in scena" della fede come ars celebrandi, Edizioni Liturgiche, Roma, 2020, pp. 134-135.

venerdì 22 agosto 2025

Incarnazioni animali. Animismo magico o Cristianesimo popolare?

Gli animali che comunicano con gli uomini sono anime, reincarnate, di Morti: credenza arcaica e radicata, nel pensiero magico popolare, fino al secolo scorso.
L'editrice inglese Frank Hamel raccontava, in un libro sugli Animali "mutaforma", leggende popolari diffuse ancora ai suoi tempi...

« L'uomo primitivo non riesce ad accettare l'idea della morte definitiva: crede che l'uomo defunto sia ancora in grado di comunicare con i vivi [...].

Talvolta vola sulle ali del vento notturno, talvolta si presenta sotto forma di cane, come messaggero di morte, e abbaia sotto le finestre di un malato per annunciargli che la fine è prossima. » [1]

Il linguista Gian Luigi Beccaria, ne I nomi del mondo, faceva alcuni esempi...

« Ogni farfallina che girasse per le stanze a Chieti era anima o anima santa del Purgatorio.

In Calabria le farfalline che entrano in casa si crede rappresentino le anime "inquiete", anime del purgatorio che tornano alle loro antiche case. » [2]

Questa credenza era così profonda da aver originato 'nomi' magici che il linguista Mario Alinei riportava...

« Solo nei dialetti italiani fata può essere, fra gli altri, il nome della cavalletta, della mantide, della serpe, strega della farfalla, del bruco, del gufo, della libellula; masciara ('strega') della libellula, mazzamorello ('folletto') di un insetto acquatico, astrologo della strologa.

E il greco mantis ('profeta, indovino') non era solo il nome della 'mantide' ma anche della rana. » [3]

Gli animali della stalla e nelle arnie, più a stretto contatto con l'uomo per il loro (prezioso) lavoro, non andavano trascurati ma, anzi, avvertiti degli eventi come fossero dei familiari.
Alfonso di Nola scriveva...

« Con le api bisogna parlare e con esse, in effetti, si parla quando si pulisce l'arnia o si raccoglie il miele, ma anche in occasione degli avvenimenti importanti della vita familiare.
Soprattutto ci si preoccupa di annunciare loro la morte del padrone.

Quando colui che si occupava delle api decedeva, bisognava battere sull'arnia per risvegliare gli insetti, altrimenti sarebbero morti con il padrone
. » [4]


Predizioni e voce rivelatrice degli Animali:

Stalla profetica: cosa dicono gli Animali?

Animali parlanti: gli Antenati che tornano.


➔ Entità e comunicazione medianica ---

Medium e potere delle Voci. Chi sta parlando in Prima persona?


Animali 'posseduti' in cui si celano le streghe ---

Attenti alla strega: c'è una mosca nell'aria...

Magia del doppio. Uccidi il famulo: Spettri nello specchio.


Rospi profetici o "indovini", tracce nella linguistica:

La voce degli Antenati: i Rospi indovini.


➔ Sul potere profetico delle ossa degli animali:

Animali resuscitati: gli Indovini-macellai.


Nota all'immagine ---

In apertura, miniatura con animali dal volto umano tratta dal manoscritto Add Ms 49622: folio 92 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Frank Hamel, Animali Umani. Storia occulta di mutaforma, trasformazioni e licantropi, Edizioni Mediterranee, Roma, 2024, pp. 29-31.

[2] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, pp. 234-235.

[3] Cfr. Mario Alinei, Rospo aruspice, rospo antenato, Estratto dai Quaderni di semantica, Il Mulino, dicembre 1987, Bologna, p. 265.

[4] Cfr. Alfonso di Nola, La morte trionfata. Antropologia del lutto, Newton & Compton Editori, Roma, 1995, p. 58.

sabato 16 agosto 2025

Uccello, che dici? Umbria magica & superstiziosa.

Nella commedia Asinaria di Plauto, il servo Libano consulta gli uccelli prima di rubare l'argento della padrona...

« Auspici, àuguri:
tutto fatto; gli uccelli sono favorevoli a qualsiasi iniziativa
.

Picchio e cornacchia a sinistra, corvo e upupa a destra m'incoraggiano.
Per Ercole! Son deciso a seguire il vostro parere
!
Ma che succede? Il picchio da' di becco nell'olmo?
Non è un avvenimento casuale
. » [1]

Gli antichi lo sapevano:
gli uccelli conoscono il Volere del dio.

Alcuni maghi sapevano interpretarne movimenti e voce:
sono quegli indovini, giunti dall'Umbria, di cui Cicerone parla con disprezzo...

« già al tempo di Cicerone -che li condanna duramente- dovevano circolare numerosi àuguri, del tutto estranei al collegio ufficiale, che trasformavano la disciplina in una "superstizione" attinta da popoli estranei alla tradizione romana. » [2]

Tra questi popoli incolti, i più vicini ai Romani erano gli Umbri che inquinavano l'Urbe con le peggiori superstizioni...

« Il ricorso a tale pratica caratterizza, a detta dell'augure Cicerone, l'intera Umbria:

"I Frigi, i Pisidii, i Cilici e gli Arabi obbediscono scrupolosamente ai segni profetici dati dagli uccelli, e sappiamo che lo stesso è avvenuto per lungo tempo in Umbria
". » [3]

Comunicare con gli uccelli era (come) detenere un potere divino.
Sapere popolare diffuso: a Trieste si diceva...

« Chi nasce di domenica,
capisce il linguaggio
degli uccelli e vede gli spiriti. » [4]
Gli uccelli nidificavano sul tetto?
In Umbria, e non solo!, era un cattivo segno:
bisognava tenerli lontano dalla casa...

« L'unica soluzione praticabile sembra quella di vigilare attentamente e di intervenire prontamente, per evitare che gli uccelli nidifichino nei dintorni della propria abitazione e quindi siano in grado di recapitare prontamente il messaggio funesto ». [5]

Come insegna la superstizione, e ricorda qualche vecchio...

« Le penne portano le pene
[....] si sognave le penne eron pene ». [5]


➔ Un post e un libro sugli uccelli 'affatturati' ---

Il maleficio delle Tre Civette.


➔ L'Umbria e gli uccelli nelle Fonti Francescane ---

L'Umbria e gli uccelli: un legame antico.

Lo stregone che fece paura al Papa: la predica agli Uccelli secondo il monaco Ruggero.

Gli uccelli e l'indovino: prima lo imito, poi lo condanno!

Uccelli maledetti: il culto clandestino della Natura nel Medioevo.


Umbria: la terra oscura dell'Ombra ---

Umbria e Ombre. L'identità di una Terra.


Note alle immagini ---

_Sopra, miniature (ironiche) tratte dal manoscritto AD ms 49622 detto anche Gorleston Psalter della British Library:
folii 13 recto e 49 verso.


Note al testo ---

[1] Cfr. Tito Maccio Plauto, Asinaria, introduzione e traduzione di Mario Scàndola, Bur Rizzoli, Milano, 1994, Atto Secondo,
vv. 259-262, p. 121.

[2] Cfr. Marina Montesano, "Supra acqua et supra ad vento" : superstizioni, maleficia e incantamenta nei predicatori francescani Osservanti, Istituto Storico per il Medio Evo, Roma, 1999, pp. 22-23.

[3] Cfr. Simone Sisani, Umbrorum gens antiquissima Italiae. Studi sulla società e le istituzioni dell'Umbria preromana, Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, Perugia, 2009, p. 93.

→ L'autore si riferisce a Cicerone, De divinatione, Libro I,
paragrafi 92 e 94.

[4] Cfr. Superstizioni triestine. Credenze popolari ottocentesche, a cura di Sergio degli Ivanissevich, Luglio Editore, 2015, p. 81.

[5] Cfr. Giancarlo Baronti, Margini di sicurezza: l'ideologia folclorica della morte in Umbria, Tomo I, Morlacchi, Perugia, 2016, pp. 103 e 145.