Una maschera messicana in terracotta ci parla degli antichi poteri (demoniaci) attribuiti al Gatto:
→ notare il dèmone che lo possiede sotto la testa.
Il gatto indemoniato è un mito universale.
L'antropologo Alfonso Di Nola scriveva...
« Chi ha ucciso un gatto viene posseduto da una delle sette anime che escono dal felino. » [1]
Guai a far del male a un gatto:
« In Sicilia si dice che chi uccide un gatto subirà sventure per sette anni. » [2]
Quando il gatto parlava, dietro la Sua voce si celava un'entità che risiedeva negli Inferi...
« Il legame tra il gatto e il mondo dei morti risiede anche nella credenza popolare secondo la quale l'animale è spesso ambasciatore di messaggi da parte di defunti o è addirittura spirito-fantasma. » [3]
Il gatto, specie in età medievale, faceva paura.
Il predicatore domenicano Stefano di Bourbon raccontava un prodigio operato da san Domenico in una chiesa contro → un diavolo in forma di gatto.
Lo storico francese Jean-Claude Schmitt riportava il racconto...
« [...] avendo il santo predicato a Fanjeaux contro gli eretici, mentre pregava in chiesa, nove matrone vennero a gettarglisi ai piedi
[...] E a queste parole, balzò in mezzo a loro un gatto spaventoso delle dimensioni di un grosso cane, con gli occhi grandi e infuocati, la lingua larga e lunga, e sanguinolenta che arrivava sino all'ombelico ». [4]
Una miniatura, da un manoscritto della Bnf, illustra la scena:
mentre il Santo tiene un concione, il gatto diabolico si arrampica sulla corda (!) terrorizzando le donne...
I predicatori condannavano i poteri numinosi del gatto.
Il « Gatto con gli stivali » serba, nella sua struttura narrativa, (evidenti) tracce magiche della superstizione popolare:
➔ il gatto parla
➔ lotta contro un Signore degli Inferi: l'Orco
➔ rende ricco il Suo padrone
Il gatto, dotato di preveggenza, andava ascoltato:
guai a ignorarlo. La saggezza popolare insegnava...
« Cattivi segni il miagolio di un gatto (segno interpretato come fatale se si hanno parenti in viaggio). » [5]
Nelle leggende popolari c'è, spesso, un dèmone in forma di gatto che tormenta gli uomini.
In Friuli, addirittura, la gata mora rapiva i bambini...
« a Trieste l’incubo è anche chiamato gata mora, e in Friuli a produrre l’incubo era la giate [gatta] maràngule, una gatta strega che porta con sé un sacco per rubare i bambini. » [6]
In Umbria, il gatto demoniaco era conosciuto con vari nomi:
« È interessante che capogatto nel contado perugino fosse uno dei nomi del demonio. » [6]
« [...] prendeva la forma di un grosso gatto che saliva sullo stomaco e con zampe anteriori stringeva la gola.
Era il broncolo » [7]
« Altra figura documentata nell'Alta Valle del Tevere
[...] è quella dello smiàgolo, dalle sembianze di grosso gatto » [7]
L'editore ed etnografo Pierre Saintyves dedicò uno studio, nei primi del '900, ai poteri numinosi del Gatto sopravvissuti nella fiaba del Gatto con gli Stivali di Perrault.
Ho deciso di pubblicare una traduzione del capitolo sugli animali esotici: Antenati remoti del Gatto dèmone.
Copertina dedicata alla (famosa) maschera messicana di Gatto dèmone: da cui la ricerca ha avuto inizio...
➔ Animale alla base del Clan che ne è il simbolo ---
Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.
◉ Sul gatto diabolico ---
Le streghe che si trasformano in gatte.
Come nasce un demone: i gatti che leccano...
◉ Per tenere lontane le gatte-streghe ---
Teschio di cane: un'arma contro i malefici delle 'gatte'.
➔ Divinizzazione del Cane e Sua evoluzione cristiana ---
San Cristoforo successore di Anubi, di Ermes e di Ercole.
◉ Protezione magica della soglia ---
Cani fantasma: guardiani oltre il Velo.
◉ Sul carattere Infero (e Matriarcale) dell'Orco, contro cui il Gatto combatte ---
Orco, il Signore degli Inferi. Il mito (Matriarcale) della Morte.
Note alle immagini ---
_L'immagine sopra è un'incisione tratta dalla prima edizione francese (1697) de Le Maistre Chat ou le Chat botté:
vedi la relativa pagina su Wikipedia.
_ In apertura, testa di gatto 'indemoniato': proviene dal Messico.
L'ho trovata presso un antiquario americano.
_La seconda immagine è una mummia di gatto conservata al British Museum di Londra.
⮩ Vedi la pagina dedicata su Wikipedia.
_La terza immagine, con il gatto-diavolo che si arrampica su una corda che pende sulla navata di una chiesa, è una miniatura da Le Miroir Historial, Vincenzo di Beauvais, traduzione francese di Jean de Vignay, Parigi, 1400-1410.
Den Haag, Koninklijke Bibliotheek (Biblioteca Reale dei Paesi Bassi).
pPer segnatura, 72 A 24, folio 313v.
_La quarta immagine del post, con il gatto dagli occhi diabolici appollaiato su un albero, è il dettaglio da un'illustrazione del disegnatore John Tenniel per Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll: digitalizzata in Archive.org.
Note al testo ---
[1] Cfr. Alfonso di Nola, La nera signora. Antropologia della morte, Newton Compton Editori, Roma, 1973, p. 158.
[2] Cfr. Alfredo Cattabiani, Zoario. Storie di gatti, aironi e altri animali misteriosi, Mondadori, Milano, 2001, p. 200.
[3] Cfr. Andrea Romanazzi, La stregoneria in Italia: scongiuri, amuleti e riti della tradizione, Venexia, Roma, 2007, p. 111.
[4] Cfr. Jean-Claude Schmitt, La parola addomesticata. San Domenico, il gatto e le donne di Fanjeaux in Religioni delle classi popolari, Quaderni Storici [41], Ancona, 1979, p. 417.
[5] Cfr. Giuseppe Pitré, Usi e costumi del popolo siciliano. Esseri soprannaturali e maravigliosi, vol. IV, Palermo, 1889, p. 20.
→ Visibile, scansionato, in Google Libri.
→ Citato anche da Giancarlo Baronti ne La morte in piazza, Argo, Lecce, 2000, p. 349.
[6] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, Torino, 2000, pp. 220-221.
[7] Cfr. Giancarlo Baronti, Margini di sicurezza: l'ideologia folclorica della morte in Umbria, Morlacchi, Perugia, 2016, p. 1068 e nota 521.
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