mercoledì 24 giugno 2026

Banchetto delle Streghe: la Signora con la bacchetta e la rinascita degli Animali.

Nel 'banchetto' delle Streghe, temuto dagli Inquisitori, sopravviveva un mito pagano ➝ fin dall'attributo (primo) della Dèa: il pomo.

« Nel corso della tregenda si uccidevano gli animali e se ne mangiavano le carni; le ossa venivano poi riposte nella pelle e la Signora, con una bacchetta che teneva in mano assieme a un pomo, le percuoteva, facendo rinascere gli animali uccisi. » [1]

Come si svolgeva il 'convitto'?

« Questa "Signora del Gioco" ospitava i suoi adepti offrendo loro da mangiare e da bere
[...]. Vi sono tuttavia aspetti misteriosi, in questa Signora; per esempio, non possiamo sapere come convincesse gli adepti della sua capacità di resuscitare gli animali. » [1]

La resurrezione degli animali era un tema scottante: gli allevatori non si accorgevano del 'furto' (!) perché le bestie venivano uccise per il banchetto, e poi resuscitate per essere ricondotte nelle stalle...

« [...] una sorta di sabba, di banchetto collettivo in cui le streghe consumano nottetempo le carni imbandite degli animali domestici, precedentemente sottratti, con il trucco delle ossa e della pelle, alle stalle degli umani. » [2]

Il 'trucco' era frutto dell'immaginazione così come il banchetto organizzato dalle streghe?

In Età Rinascimentale, pare fosse un argomento 'caldo' (motivo, perfino, di dispute!) tra gli inquisitori...

« Però Girolamo Visconti, nel Lamiarum sive striarum opusculum (1460), negava il fenomeno degli animali cucinati e poi riportati in vita, chiarendo che le streghe "al mattino hanno così fame e sete come se non avessero mangiato ». [3]

« Il pranzo delle streghe, secondo numerosi inquisitori e giuristi, era "fittizio e immaginario", quindi, come dirà Bernardo Rategno (De strigiis 1566), consumato nell'immaginazione ». [3]

Tale era la paura di ostacolare le streghe nel loro 'furto' che i più superstiziosi lasciavano aperte le dispense (!) nelle notti in cui si pensava che le malefiche avrebbero colpito...

« A motivo di questa credenza, spiegava Guglielmo [d'Alvernia], uomini sciocchi e vecchie pazze scoperchiano le botti e spalancano le dispense nelle notti in cui pensano di ricevere la visita delle dominae nocturnae. » [1]

Nei racconti riportati dagli Inquisitori sopravvivevano miti (ben) più antichi delle streghe medievali...

« [...] queste concezioni risalgono, molto probabilmente, come si è detto, alle antiche divinità della caccia, come Sedna, Erlik o la stessa Diana, che ridavano vita alla selvaggina ogni volta che un esemplare veniva ucciso affinché il numero dei capi rimanesse costante. » [4]


◉ Magia a tavola: pratiche rituali e banchetto sacrificale ---

Animali resuscitati: gli Indovini-macellai.

Arte Sciamanica: disponi le Ossa per il sacrificio gradito agli Spiriti.


➔ Riti pagani di fertilità e conversione Mariana ---

Il "giuoco di Diana" e la Signora Oriente: censure Mariane.


Pomo Sacro: il frutto associato alla Signora ---

Mela maledetta o dea dell'Amore? Demonizzazione di un Simbolo.


◉ Dea Nutrice: il Matriarcato all'origine dei gruppi umani ---

Nutrice Totemica: la Madre progenitrice.


Boschi Sacri e culto femminile legato agli Alberi ---

Donna-Albero e alberi stregati.


Animale, più di altri, sacro alla Dea ---

Maiala divina: l'animale (esecrato) della Dèa.


◉ Pratiche magiche venatorie per propiziare la caccia ---

Amore per la bestia: il potere dell'Animale e lo Spirito dominatore del Bosco.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con scena di banchetto a cui partecipano (anche) frati domenicani → notare la 'tonsura' del frate a sinistra.
Il signore seduto al centro ha indosso un (curioso) copricapo 'orecchiuto' o cornuto...


Note al testo ---

[1] Cfr. Giordano Berti, Storia della stregoneria, Oscar Mondadori, Milano, 2010, pp. 42 e 71-72.

[2] Cfr. Giancarlo Baronti, Tra bambini e acque sporche: immersioni nella collezione di amuleti di Giuseppe Bellucci, Morlacchi, Perugia, 2008, p. 135.

[3] Cfr. Massimo Centini, Dal sacro al folklore: piccolo manuale per lo studio delle tradizioni leggendarie, I Libri del Casato, Roma, 2016, p. 159.

[4] Cfr. Emanuela Chiavarelli, Diana, Arlecchino e gli Spiriti volanti, Bulzoni Editore, Roma, 2007, p. 180.

martedì 16 giugno 2026

Attento ai Nodi: precauzioni per il viaggio nell'Aldilà.

Giovanni Crocioni ci racconta come l'uso popolare prescrivesse di eliminare i nodi dal vestito del Morto, per non ostacolarne il viaggio nell'Aldilà...

« Il cadavere, di solito, viene rivestito di un camice, fatto con un lenzuolo, in modo che non ci siano nodi di nessun genere, ché i nodi darebbero tormento al morto:
si taglia via ogni vivagno (orvio, orlo vivo) che vi si trovi, e si cuce il camice a filza o infilza, in modo che di nodi o di incroci di filo non vi rimanga neppure una traccia
. » [1]

Il nodo suscitava paure:
l'anima poteva essere trattenuta nel corpo, senza riuscire ad abbandonarlo.
Il rischio (vero) era di ritrovarsi la casa infestata da Anime che non se ne erano andate via.
Ne La stregoneria in Italia, Romanazzi scrive...

« [...] il nodo rappresentava un elemento vincolante, simbolo di costrizione e impedimento.
Tale credenza era talmente radicata in varie regioni di Italia, che perfino il defunto non poteva indossare scarpe coi lacci, altrimenti avrebbe trovato grosse difficoltà nella dipartita della sua anima.

Così, a tal fine, nelle Marche venivano confezionate scarpe senza lacci. » [2]

Il timore non era diffuso (solo) dalle nostre parti:
Pierre Saintyves narrava del terrore per i nodi (anche) presso i popoli Slavi...

« Per le donne turche e serbe, il filo è un simbolo del destino.
Di conseguenza per ogni bambino che partoriscono esse filano un filo al quale fanno dei nodi; credono che non partoriranno di nuovo finché esse non disfaranno quei nodi. » [3]


◉ Nodi per negare l'accesso ai dèmoni ---

Non sciogliere il Nodo. Un fiocco Rosso contro i dèmoni.


Evocazione magica: contatto (in)desiderato coi Morti ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.


◉ Nutrire il Morto: guai a dimenticarsene ---

Il "pasto di Ecate" e le tombe segrete.


➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


Morti che si celano negli Animali ---

Stormo in lontananza: Anime dannate.


Animali dotati di potere profetico ---

Animale nume e Sua vendetta: Serpenti protettori e Gatti oracolari.

Stalla profetica: cosa dicono gli Animali.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura dal Book of Kells: Bibbia irlandese (integralmente!) miniata e custodita alla Biblioteca del Trinity College di Dublino.
Per segnatura: folio 74 recto.


Note al testo ---

[1] Cfr. Giovanni Crocioni, La gente marchigiana nelle sue tradizioni, Edizioni Corticelli, Milano, 1954, pp. 55-56.

[2] Cfr. Andrea Romanazzi, La stregoneria in Italia. Scongiuri, amuleti e riti della tradizione, Venexia, Roma, 2007, pp. 57-58.

[3] Cfr. Pierre Saintyves, La Bella Addormentata nel Bosco o il sonno del nuovo Anno in La Bella Addormentata e le sue Sorelle, traduzione di Michela Pazzaglia, Eleusi Edizioni, Perugia, 2013, nota 30 a p. 107.

martedì 9 giugno 2026

Mondo al contrario: Energia nel corpo. Fattura da bruciare...

Bruciare i tessuti affatturati era l'unico modo risolutivo per estinguere una Fattura:
ne "La religione sommersa", Vincenzo Bo scriveva...

« Un editto in appendice al sinodo di Benevento del 1723 riporta
[...]: "All'assalito dal mal caduco, detto volgarmente della luna o di san Donato, tagliare qualche particella delle vesti, che chiamano "piangariare" e poi bruciarla e profumare col fumo di essa il paziente. » [1]

Nei vestiti restavano impresse le Energie della persona:
la Magia popolare prescriveva d'indossarli al rovescio per evitare che una Fattura continuasse a fare effetto...

« La camicia, forse la camicia da notte, come tutti gli indumenti, è satura dell'energia della persona che l'indossa.

Agendo sugli indumenti, sempre che non siano stati lavati, si può agire sul loro proprietario nel bene e nel male
. » [2]

« Il fatto di girare la camicia al rovescio, cominciando dalla manica sinistra (la sinistra è infausta, ha relazione con l'occidente e la morte), è uso comune non solo nel Friuli ma in tutta l'Europa e dall'Europa è stato esportato nelle Americhe.
Nel Perù dopo che lo sciamano guaritore ha liberato dal maleficio la vittima della fattura questa deve indossare gli indumenti al rovescio
. » [2]

Rovesciare le (normali) abitudini era -fin dal mondo antico- una consuetudine per proteggersi dagli Spiriti.
Sul tema, già Alfondo Di Nola scriveva...

« Anche comportamenti al contrario qualificavano il lutto dei Greci: le donne, che solitamente portavano capelli lunghi, li radevano del tutto, mentre i maschi, contrariamente all'uso, se li lasciavano crescere. » [3]

L'uso di rovesciare una calamità -potenziale- è sopravvissuto nel linguaggio quotidiano.
Il linguista Beccaria notava...

« Anche in di buon mattino, o di buon'ora c'è traccia di interdizioni, poiché le prime ore del giorno per i romani erano momenti temibili, che determinavano gli avvenimenti della giornata a venire.
E si pensi alle ben note superstizioni connesse con il lato sinistro
. » [4]


◉ Uso dell'Inversione nella pratica e nel linguaggio ---

Magia al rovescio. Maledizioni che portano fortuna.


➔ Parole per neutralizzare (o liberare) gli Spiriti ---

Potere nelle parole: viaggio delle Anime.

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


Spiriti che aleggiano al parto:

Partorisci? Attenta: c'è il fantasma. Incarnazione nei corpi e maledizione dei sacerdoti...


➔ Potere delle Parole -e della Conta a loro associata ---

M'ama / non m'ama: una divinazione d'amore fatta con i fiori.

La magia della conta: come annullare le streghe.


◉ Azione dei Morti: attraverso i loro vestiti ---

Abiti magici: potere degli Antenati.


Fuoco che blocca i Morti: distruggendone gli oggetti ---

Spettro: vai via! Il rogo del paglione.


➔ Dove tramonta il Sole ➔ verso il regno dei Morti ---

Attento agli Spiriti: non andare a Sinistra.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura dal manoscritto Add Ms 62925 della British Library: folio 48 recto.
➔ Mostra una scena 'al rovescio': un uomo combattere, brandendo una lancia, contro una (cossale!) lumaca.


Note al testo ---

[1] Cfr. Vincenzo Bo, La religione sommersa, Rizzoli, Milano, 1986, p. 167.

[2] Cfr. Ennio de Concini e Mario Polia, Il paradiso del diavolo, Sugarco Edizioni, Milano, 1991, p. 206.

[3] Cfr. Alfonso M. Di Nola, La morte trionfata: antropologia del lutto, Newton & Compton, Roma, 1995, p. 183.

[4] Cfr. Gian Luigi Beccaria, I nomi del mondo. Santi, demoni, folletti e le parole perdute, Einaudi, 2000, p. 110.

mercoledì 3 giugno 2026

Lupo Mannaro: la Trasformazione che guida l'uomo agli Inferi.

Petronio, nel romanzo latino Satyricon, narra per bocca di un suo personaggio intervenuto alla cena di Trimalcione -Nicerote- la trasformazione di un uomo in lupo, tra le lapidi di un cimitero...

« mentre io canticchiavo per farmi coraggio e andavo contando le tombe [...] il soldato, una volta diventato lupo, incominciò a ululare, poi prese la fuga verso i boschi. » [1]

L'accostamento tra il lupo e le lapidi non è casuale:
il lupo è un animale guida.

➔ Gli animali, nel pensiero magico, si credevano incarnazioni di Morti e il lupo -con i suoi appettiti 'negromantici'- doveva avere con l'Oltretomba un legame stretto...

« Il lupo si nutre di cadaveri.
Questa sua abitudine, oltre al fatto che è solito vagare nella notte, lo collega al regno dei morti, e della morte il lupo è un annunciatore
. » [2]

La trasformazione in lupo, quindi, consentiva all'uomo di superare il confine della Morte: incarnandosi nella 'belva' a cui, per il suo vagare solitario, più erano familiari i defunti.

Acquisire l'aspetto del lupo era (come) essere posseduti dal dio...

« [...] identificandosi con l'animale sacro, potevano entrare in comunicazione con le divinità della stessa natura lupesca. » [3]

« Tale trasformazione, analoga a quella dello sciamano o del mago presso le popolazioni primitive, comportava e comporta uno stato di trance, quale si verifica in alcune malattie, considerate perciò fin d'allora sacre, come appunto la malattia del lupo mannaro e l'epilessia ». [3]

Il mito dei mannari permase nelle leggende popolari...

« Il tema della licantropia in Italia è diffuso al centro e al sud della penisola dal lupemenare abruzzese al luparu siciiano ». [4]

La sacralità del Lupo, con la cristianizzazione, si perse in favore della Sua demonizzazione.

Il potere magico del Lupo coincise (sempre più) con quello delle streghe tanto che, nell'immaginario popolare, scacciare i primi era (come) allontanare le altre...

« La luce -si sa- fin dall'antichità è uno degli antidoti per scacciare le streghe, come anche per far ritornare in sé i lupi mannari.

C'è infatti una colleganza [...] tra la concezione delle streghe e del loro operato e la licantropia, considerata da Galleno e Marcello di Side una forma di pazzia dovuta a melancolia ». [4]


◉ Dio-Animale e Sua evocazione:

Animali Totem: il culto apotropaico di san Lupo.


Pelliccia rituale ed evocazione del Lupo ---

Trasformarsi in Lupo: un residuo di paganesimo da debellare.


➔ Credenze popolari e Mito francescano ---

Da San Francesco a Cappuccetto Rosso: il culto apotropaico del Lupo.


Dèa assimilata alle streghe ---

La dèa-Belva mutante: da Signora a strega.


Donna custode degli Inferi e contatto con l'Animale sacro:

Fata o strega? Non guardare nella stanza della MammaDraga...

Diana Infernale: il rito funerario della Donna.


➔ Dare sollievo ai Morti: importanza delle parole ---

Strega nuda: le Parole che liberano gli Spiriti dalla morsa terrena.


◉ Cristianizzazione di un culto primitivo ---

L'Orsa Maggiore e la Madonna dell'orso: il mito sciamanico della Signora degli Animali.


Fascino (diabolico) degli Animali ---

Stregoneria Animale: il gufo succhiatore che si trasforma in capro.


Nota all'immagine ---

_In apertura, miniatura con un lupo che azzanna un defunto.
Per segnatura, Harley Ms 4751: folio 10.


Note al testo ---

[1] Cfr. Petronio, Satiricon, traduzione di Piero Chiara, Mondadori, Milano, 1988, p. 161.

[2] Grazia Ortoleva, Il lupo nella poesia anglo-sassone in Simbologia animale e letteratura, a cura di Dora Faraci, Vecchiarelli, Manziana (Rm), 2003, p. 38.

[3] Cfr. Giovanni Battista Bronzini, Il lupo mannaro e le streghe di Petronio in Lares. Rivista trimestrale di studi demo-etno-antropologici, Leo Olschki Editore, Anno LIV N. 2, Firenze, 1988, pp. 147-150 e p. 178.
➔ Si riferisce ai sacerdoti irpini del Monte Soratte [detti "lupi"].

[4] Cfr. Polia-Hualpa, Mio padre mi disse: tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina, Il cerchio, Rimini, 2002, p. 184.