lunedì 8 novembre 2010

Le stimmate dello Sciamano a UmbriaLibri [via mazzini]



Informo tutti gli internauti che domenica 14 novembre alle ore 18.30 presenterò presso i locali della ex-Borsa Merci di via Mazzini a Perugia il volume:

Le stimmate dello Sciamano
- il mito di san Francesco tra sangue e magia


Introdurrà il prof. Valerio Bruschini.

Anche se è scontato e banale, partecipate numerosi ;)

mercoledì 1 settembre 2010

Le stimmate dello Sciamano a palazzo Gazzoli [Terni]



A tutti gli apprendisti stregoni: udite, udite!

Venerdì 17 settembre alle ore 17:30 presso i locali di Palazzo Gazzoli a Terni presenterò il nuovo libro Le stimmate dello Sciamano: il mito di san Francesco tra sangue e magia.

Dopo una digressione sul culto della dea romana dei morti Laverna spiegherò come su questa credenza si sia innestata quella della Passione di Cristo e quale relazione ci sia tra le stimmate di Francesco e i ferimenti rituali delle iniziazioni sciamaniche...

giovedì 11 marzo 2010

Uno stregone tra gli atei...


A tutti gli apprendisti stregoni:

Giovedì 8 aprile alle ore 18:00 sarò a Roma in via Ostiense 89 (fermata METRO Piramide) presso la sede nazionale dell'UAAR (l'Unione Atei e Agnostici Razionalisti che vanta tra i suoi presidenti onorari pensatori del calibro di Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi).

Durante l'incontro presenterò le mie ricerche storiche sulla figura magica e politica di Francesco d'Assisi. Tutti coloro che volessero prender parte all'incontro sono i benvenuti; il sottoscritto non è in possesso di poteri magici, ma certe verità non hanno certo bisogno di effetti speciali per stupire il pubblico...

sabato 20 febbraio 2010

Le stimmate dello Sciamano: il mito di san Francesco tra sangue e magia


[Antefatto] Il 24 settembre 1224 Francesco d'Assisiricevette le stimmate da un angelo Serafino apparso sul monte della Verna.

Ma la Verna all'epoca non era affatto disabitata, lì sorgeva infatti il veneratissimo tempio della dea romana dei morti Laverna.

Francesco salì l'erta pronto a tutto pur di evangelizzare i suoi devoti, anche a compiere un gesto estremo.

.....

Otto articoli di storia francescana per rovesciare i luoghi comuni sulla vita 'immacolata' di san Francesco: la rivalità con Chiara, gli omicidi politici, la lotta contro il paganesimo.
Dopo il suo primo saggio, Lo stregone di Assisi, Andrea Armati condensa in un unico libro il risultato di anni di ricerca sulle fonti francescane. [dalla quarta di copertina]

Per ordinare il libro on-line

giovedì 28 gennaio 2010

Presentazione del nuovo libro "Le stimmate dello Sciamano"



A tutti gli apprendisti stregoni!

In occasione della "Settimana del Libero Pensiero", giovedì 18 febbraio sarò a Terni alla Sala Laura, in via Carrara 6, per presentare alle 21.00 il nuovo titolo "Le Stimmate dello Sciamano - il mito di san Francesco tra sangue e magia".
Se potrete venire sarà una bella occasione per parlare 'liberamente' di stregoneria tribale e smembramento rituale.

L'evento è organizzato dall'Associazione Culturale Civiltà Laica.

lunedì 21 dicembre 2009

La Madonna Tricefala ai raggi X.
Analisi comparata di un affresco ambiguo...




Per venire incontro a delle domande che mi sono state poste dai lettori, interrompiamo la nostra digressione e cerchiamo di mettere meglio a fuoco lo strano caso di questa Madonna a tre teste affrescata nel chiostro dell'abbazia perugina di San Pietro.

In primis, com’è possibile affermare con assoluta certezza che quella dipinta nell’affresco sia una Dea e non un Dio?

In effetti, le guide turistico-religiose del comprensorio perugino parlano con scioltezza del dipinto di San Pietro come della raffigurazione di una classica Trinità trifronte.

Che non sia affatto così lo possiamo capire solo confrontando altri casi ‘analoghi’ di vultus trifrons tramandati dalla tradizione iconografica. Diamo un’occhiata ad un affresco del XIV secolo [in alto] posto nella chiesetta dei santi Severo e Agata, lungo la medievale via dei Priori.

A parte il giochetto simmetrico dei due occhi che insistono su tre volti, il carattere che distingue nettamente l’affresco di San Pietro da questo, la cui datazione è tra l’altro quasi la stessa, è la presenza di una barba fluente. Barba che nelle raffigurazioni stilizzate dei volti permette di stabilire [oltre alla presenza meno appariscente di lineamenti più dolci e di un viso più ovalizzato] se l’artista in questione si riferisca ad una figura di sesso maschile o femminile.

Queste coordinate le ritroviamo più marcatamente in tutte le raffigurazione della Trinità a Tre Teste che il medioevo ci ha tramandato, tra le quali voglio citare per la vicinanza stilistica con l’affresco perugino a sant’Agata, una pittura absidale presente nella chiesa ticinese di San Nicolao ascrivibile alla seconda metà del XV secolo [sotto].


Qualcuno potrebbe sempre dirmi che il sottoscritto si stia sbagliando, perché una leggerissima peluria si distingue anche nel nostro affresco del chiostro di San Pietro, nella figura di sinistra [in basso]. E invece questo dettaglio, più che smentire l’eccezionalità dell’affresco di Perugia, ne conferma anzi le tante incongruenze.

Infatti l’affrescatore che realizzò il lavoro, di probabile scuola giottesca, avendo in mente gli svariati casi di vultus trifrons che venivano commissionati ai suoi colleghi ebbe un’evidente esitazione nel dipingere questa Trinità.

Cominciò a tratteggiare una leggera peluria lungo il mento della prima figura a sinistra, poi qualcosa lo fermò. Lo fermò al punto che ancora oggi questa pittura è talmente ambigua da farci sospettare che davvero qui a San Pietro si sia verificato un caso eccezionale di sincretismo con qualche vecchio culto pagano tributato ad una dèa più antica della Madonna.
Ma cosa fermò la mano del nostro affrescatore?


È probabile che fosse un’indicazione degli stessi monaci benedettini, i committenti della chiesa.
Ad un mistero già fitto se ne aggiunge così un altro. Perché in questa chiesa extra moenia immersa nel bosco che fu, è bene ricordarlo, la prima chiesa cattedrale di Perugia, venne commissionato nel Trecento un affresco tanto strano per la storia iconografica del medioevo? Strano al punto da indurre all’errore il suo stesso autore, che interruppe bruscamente il tratteggio della barba sulla Trinità a Tre Teste, lasciandoci così alla vista una dea al posto di un dio?