venerdì 3 ottobre 2008

4 ottobre 2008: facciamogli la festa!


Comunque la vogliamo vedere, il 4 ottobre è una data importante nella nostra storia.
Ad Assisi, quella notte del 1226, non moriva solo un uomo discusso e discutibile -era un politico? un imbonitore? un mago? E infatti, contrariamente alle mode e a certi stucchevoli ritornelli parrocchiali, non è la morte di Francesco che nel piccolo borgo umbro ogni anno puntualmente si festeggia. Del resto, la Chiesa non aspettava altro che morisse -troppo radicale la sua vita, troppo ampio il suo consenso-, e se Francesco fosse ancora in vita oggi, certo c'è da scommettere che non gioirebbe affatto per quelle stimmate, che papa Gregorio IX aveva tentato con ogni mezzo di occultare.
A ben vedere, non gioirebbero più di tanto nemmeno i frati del sacro Convento, i cui antenati nel 1221 lo avevano spinto a rassegnare le dimissioni da generale della fraternitas perchè troppo inviso al papa. Per loro certo sta meglio lì, sotterrato sotto quel tumulo di roccia più simile a una campana con tanto di silenziatore, che non a un monumento alla memoria. E che dire, invece, dei fautori della pace a tutti i costi? Gente di sinistra, vero, cresciuta però con il rosario sotto la camicia rossa e una singolare idiosincrasia per gli atei; si sa, usanze del bel paese. Se studiassero un pò di più le fonti francescane, forse si accorgerebbero che il loro affezionato santo del 'dialogo' predicava a destra e a manca la crociata contro gli infedeli, e che quel tempio di pace e di concordia che è ormai diventata la Basilica di Assisi ospita ancora intatta al piano inferiore la tomba di Giovanni di Brienne, ovvero il signore della guerra che organizzò e gestì la quinta crociata, amico devoto e ricambiato del poverello.
Sarà anche uno sfregio alla storia e alla dignità tutto questo, ma poco importa. Hanno vinto loro e adesso non ci resta altro che lasciarli esultare. Hanno vinto i seguaci del Francesco del 4 ottobre, quello morto e sepolto, infagottato nella tomba, che tanto piace alle gerarchie. Inutile spiegargli che leggersi le fonti sarebbe un ottimo antidoto per non cadere ancora nel tranello; per non credere che uno stregone, che faceva magie per elemosinare consensi quando la Chiesa apertamente lo proibiva, abbia la fedina penale pulita. Ma tant'è.
Un solo dubbio ci rimane insoluto, ed è il più assurdo. Che il 4 ottobre 2008, in realtà, non si commemori un funerale -la morte di un uomo con la sua smisurata ambizione e le sue innumerevoli debolezze-, ma bensì un compleanno. Sarà un miraggio, ma a forza di guardare increduli ed esterrefatti quest'orgia colletiva di sorrisi ed esclamazioni di giubilo, ci sembra quasi d'intravvedere nel mezzo della folla una torta, una grossa torta di panna con tanto di candeline. Quante? Su per giù, direi che sono 800, signore. Sì, ha sentito bene, 800 candeline da spegnere tutte in una volta; ma non si preoccupi, il gregge intorno a quella tomba col silenziatore conta un numero sufficiente di bocche per spegnerle tutte. E li porta pure bene per essere un santino! Nemmeno una piega, è ancora lì vestito di tutto punto e stirato a raccontarci le sue 800 primavere, come se non sapessimo già che alla storia si sopravvive più agevolmente da santi che come eretici. Forse, sotto quel tumulo di roccia, gli cadrà pure qualche lacrima dal viso; non è detto, infatti, che chi ha passato una vita a giocare sulla credulità umana alla fine non si commuova un pò per tanta inopinata stupidità.
A noi non resta altro che accomodarci malinconici fuori del recinto, disturbati solo da un sibilo che echeggia di tanto in tanto alle nostre spalle. « Buon compleanno, San francesco! »

31 commenti:

ARNALDOCASALI ha detto...

A parte la "smisurata ambizione" e la predica della crociata, condivido quasi tutto!

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

lo sapevo! perchè tu sei un cattolico ragionevole- cioè abituato a usare la testa quando emette giudizi, cosa affatto rara.

Sulla predica della crociata è vero; le fonti sono piene di passi in cui Francesco incoraggia i frati a compiere il martirio. Poi, come ti ho detto anche in trasmissione, possiamo giudicarle come vogliamo -io personalmente sono dell'opinione che Francesco abbia cercato un compromesso sulle crociate con la sede papale. Oggi al telegiornale dell'Umbria, al momento di collegarsi con Assisi, il giornalista ha esclamato che Francesco perseguiva la pace tra gli esseri umani. Tra i cristiani sì; ma tra tutti gli uomini, quello è abbastanza discutibile...
Comunque grazie per essere intervenuto, Arnaldo! Le tue idee dimostrano che i devoti di Santa Romana Chiesa non sono tutti uguali.
A presto! Andrea

Sarah Degli Spiriti ha detto...

Guarda che se continui così ti becchi una bella scomunica... ;)

Sarah

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

Ma dai! non hanno scomunicato Pinochet, figurati se se la prendono con me ;) Forse per sicurezza dovrei mettermi a fare il dittatore sanguinario, ma c'è tempo per crescere...

Sarah Degli Spiriti ha detto...

Forse hai tristemente ragione...

ARNALDOCASALI ha detto...

Seconda puntata su LO STREGONE DI ASSISI online! E' andata in onda martedì mattina e torna venerdì pomeriggio.

Stavolta ci sono anche la foto e il filmato!!!

Quanto a Francesco e la crociata... Trovami queste fonti in cui Francesco incita al martirio, perché a me risulta il contrario!

L'incontro con il Sultano per me resta un grande segno di pace e dialogo. Comunque la discussione si fa sempre più intrigante...

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

ciao Arnaldo,

del desiderio di martirio manifestato da Francesco e del suo invogliare i frati a compierlo insieme a lui, si fa cenno nelle fonti in innumerevoli testimonianze. Mi limito a citarti le principali, ma è sufficiente che tu prenda in mano l'indice analitico delle fonti, per trovarti di fronte ad almeno una decina di passi analoghi. Uno di questi in particolare tu lo dovresti già conoscere, visto che lo hai citato anche all'interno dell'intervista.

« A sei anni dalla sua conversione, infiammato dal desiderio del martirio, decise di passare il mare e recarsi nelle parti della Siria (…) Ma era il frutto del martirio quello che maggiormente lo attirava; era il tesoro del morire per Cristo e di vedere se riusciva in tale maniera a conquistare la palma desiderata. » Legenda Maior, 1170-1171

« Al tempo in cui l’esercito cristiano stringeva d’assedio Damiata, era presente anche il santo con alcuni compagni: avevano attraversato il mare desiderosi del martirio. » Tommaso da Celano, 617.

« Un’altra volta, parlando dello stesso argomento, chiamò propriamente licenze quelle concesse dietro domanda, sacre obbedienze quelle imposte e non richieste. L’una e l’altra, diceva sono buone, ma la seconda è la più sicura. Però la più perfetta di tutte, in cui non ha nessuna parte la carne e il sangue, riteneva fosse l’obbedienza, per cui si va per divina ispirazione tra gli infedeli, sia per la salvezza del prossimo, sia per desiderio di martirio. Chiedere questa la giudicava cosa molto gradita a Dio. » Tommaso da Celano, 736.

« Quando furono riferiti al beato Francesco il martirio, la vita e la leggenda dei suddetti frati, sentendo che in essa si facevano le lodi di lui e vedendo che i frati si gloriavano del martirio di quelli, poiché egli era il più grande disprezzatore di se stesso e sdegnava la lode e la gloria degli uomini, rifiutò tale leggenda e ne proibì la lettura dicendo: “Ognuno si glori del PROPRIO martirio e non di quello degli altri.” » Giordano da Giano, 2330.

Sul piano storico non ci si può abbandonare a interpretazioni forzate. Francesco sbandiera i valori del martirio di cui sono portatrici le crociate (in questo caso, Siria e Damietta), e spinge i frati a immolarsi con lui.

Altra cosa è stabilire perchè lo facesse e in questo credo di essere stato abbastanza chiaro in trasmissione; il suo obbiettivo era essere benvoluto da papa Onorio per godere di alcuni privilegi, a partire dal riconoscimento ufficiale della fraternitas, che solo la Sede Apostolica poteva concedergli. Altrimenti, se davvero la prospettiva di finire allo spiedo lo aggradava tanto, non sarebbe tornato in patria immediatamente per mettere la parola fine alle divisioni sorte tra i frati.
Io non sostengo che Francesco fosse un fervente crociato -era troppo intelligente per lasciarsi abbindolare dalla propaganda-, ma che esaltasse i valori del martirio per una questione, per così dire, di 'realpolitik'.

Se non sei convinto della cosa allora torno in trasmissione, così ci riazzufiamo!!

Un saluto caloroso, Andrea

p.s. mo' guardo subito tutto, anche se tremo all'idea di essere stato ripreso in studio... ;)

ARNALDOCASALI ha detto...

Ok, lasciamoci andare ad un'altro dotto dibattito!

Il primo passaggio e il secondo da te citati non li ritengo assolutamente attendibili. Il primo è tratto addirittura dal "rovesciatore" del pensiero francescano Bonaventura, che prende fonti di seconda mano e le plagia a suo piacimento. Ma anche nel caso di Tommaso, mi pare evidente che nel passo da te citato è LUI a parlare, e non Francesco.
E che Tommaso aderisca totalmente al pensiero dei suoi contemporanei non ci sono certo dubbi, ed è lui stesso il primo a "normalizzare" Francesco nella prima biografia.

Il terzo passaggio mi pare molto equilibrato. Francesco parla in generale, non fa certo un esaltazione di martirio (così come nel passaggio degli "Eunuchi per il regno dei cieli" Gesù non esalta né la castrazione né l'omosessualità).

In Giordano da Giano, fonte che sappiamo essere molto più genuina e neutrale, Francesco utilizza una (pseudo) esaltazione del martirio in chiave polemica. Sta facendo esattamente il contrario di quanto tu sostieni! Sta scoraggiando la celebrazione dei martiri, utilizzando l'arma del sacrasmo. Qui, come tu dici, si può interpretare in modo diverso,a a mio avviso Francesco rifiuta di esaltare i martiri proprio perché rifiuta di esaltare il martirio.

Non condivido, infine, la tua lettura "politica" del rapporto tra Francesco e il matirio. Ci vedo invece, semplicemente, un'aderenza dei suoi biografi al pensiero comune.

Se si vuole arrivare all'autentico pensiero di Francesco non si possono mettere sullo stesso piano fonti partigiane e strumentali come Bonaventura e testimonianze veraci e genuine come Giordano o i Compagni (ed è significativo che tu, dei compagni non abbia citato nulla).

a presto

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

Arnaldo, qui dobbiamo deciderci se vogliamo disquisire di storiografia o fare ragionamenti di carattere letterario. Lo storico rigoroso prende le fonti, tutte, e guardo cosa dicono prescindendo, in un primo momento, dall'autorevolezza o meno del cronista. In questo caso specifico, se tutti gli agiografi riportano una versione analoga del fatto dobbiamo accettare serenamente che Francesco incentivasse i propositi di martirio nei suoi seguaci e che lo augurasse anche a se stesso. E' un dato oggettivo, non abbiamo motivi per metterlo in dubbio.
Poi si può discutere sul perchè lo facesse, certo.

Ma nota bene, questo dibattito lo ritengo storicamernte improduttivo perchè nell'epoca di cui stiamo parlando, non esistevano posizioni alternative alla Crociata se non all'interno dell'ambiente Svevo. Ergo, più ragioniamo con categorie storiche che non appartengono al MedioEvo, più ci confiniamo in un dibattito solipsistico sul nostro modo personale d'intendere la storia, la missione geo-politica in Terra Santa, la tanta propaganda sul martirio.
Non che non capisca che per un contemporaneo questa idea sia stimolante, ma i posteri ci guarderanno come dei fessi che mettevano da parte le fonti per discutere sulla morale di personaggi che non conosciamo affatto a partire da Bonaventura e da Tommaso, e che, alla prova dei documenti, non è detto siano stati più 'carogne' di Francesco.
Capisco che è difficile accettare il dettato dei testi quando questi palesemente contraddicono i principi che ci sono stati instillati fin da piccoli, a partire da quello che riguarda il Francesco costruttore di pace, ma tant'è.
Ti chiedo di proiettare la tua immaginazione oltre le sovrastrutture del tempo, e di pensare a un Arnaldo cittadino ternano del Settecento. Ora, se questo Arnaldo ascoltasse gli stucchevoli dibattiti sulle sfumature da attribuire alla parola 'martirio', penserebbe che i suoi posteri stiano vanneggiando perdendosi in improduttivi giochi di logica del periodo. Così come noi oggi troviamo semplicemente ridicolo il pruriginoso dibattito sugli Universali della tomistica medievale.
Mutatis mutandis la situazione è la stessa, non cambia di una virgola. Quindi?
Ripeto, l'episodio del martirio è di lettura elementare per un osservatore su cui non pesino i luoghi comuni della politica novecentesca, così tanto intrecciata, ahinoi!, ai cenacoli religiosi. Altrimenti rinunciamo a priori ad avere un'idea oggettiva della storia, e abbandoniamoci al principio del noumeno kantiano, che così recita:

le cose in sè sono inconoscibili, e allora che senso ha solo discuterne?

Basta scegliere, premetto però che a me Kant non è mai stato granché simpatico.

bye bye, Andrea

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

p.s. non ho citato la problematica del martirio nei Tre Compagni semplicemente perchè essi non la trattano. A questo punto, però, bramerei sapere a quale passo della Trium Sociorum fai riferimento per affermare con sicurezza che Francesco non ricercava il martirio per sè in Terra Santa nè invogliava gli altri frati a praticarlo. Trovo scorretto che tu insinui l'esistenza di un passo da me tralasciato quando il detto passo non esiste.
Certo, può darsi anche che le Fonti Francescane da me consultate omettano un aneddoto particolare dei Tre Compagni in cui si dice apertamente che non è vero che Francesco spronava se stesso e gli altri frati a praticare il martirio e allora, a te di nuovo la palla...
Ma stavolta esigo il passo citato.

Se poi mi vuoi proporre il brano in cui Francesco consigla ai frati di sopportare tutte le tribolazioni "con pazienza e umiltà" (ff 1440), ti rispondo che è esattamente di questo che si sta parlando, perchè il martirio per un predicatore non si acquista con la morte in battaglia ma è conseguenza dell'estrema sopportazione. Negli agiografi 'traditori', come tu impropriamente li chiami, cioè in Tommaso e in Bonaventura, si dicono le stesse identiche cose e non si capisce dove sia la contraddizione.
I frati andavano per convertire gli infedeli, e se non ci riuscivano il martirio che li aspettava era una gloria più che raccomandabile, come è ripetuto nella Regula non bullata del '21 nel Capitolo XVI, ai versetti 44-45, con una dotta citazione evangelica: "Beati quelli che soffrono persecuzione a causa della giustizia, perchè di essi è il Regno dei Cieli".

E se lo dice l'amministratore del condominio c'è da crederci...

ARNALDOCASALI ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con te sul fatto che non si può parlare di ciò che pensavano i medievali con le nostre categorie mentali. Quello su cui non sono d'accordo, è che il mio metodo non rispetti questi principi!

La CONTESTUALIZZAZIONE deve essere la prima regola di chi si impegna in un studio storico.
La seconda, però, è il CONFRONTO tra le fonti. Anche questa è una regola basilare della disciplina storica.

Dunque, non si possono mettere tutte le fonti sullo stesso piano. Farlo è scorretto e addirittura anti-storico.

Sarebbe scorretto farlo anche nei confronti degli studi di storia contemporanea, figuriamoci quando ci si confronta con delle AGIOGRAFIE che non hanno la pretesa di avere un valore storico. All'uomo medievale non interesa raccontare la verità letterale, ma far passare un messaggio. E noi dobbiamo e possiamo valutare la sua attendibilità storica solo sapendo con esattezza QUALE messaggio volesse far passare.

Dunque non si tratta di stabilire chi è "buono" e chi è "carogna". Si tratta di capire fino a che punto Tommaso e Bonventura abbiamo l'obiettivo di raccontare un fatto storico, e fino a che punto vogliono far passare un loro messaggio personale (o "ecclesiastico").

E' proprio lo storico rigoroso che NON PUO' prescindere dall'autorevolezza dell'autore. Ma stiamo scherzando? Dovremmo dunque mettere sullo stesso piano testimonianze provate e leggende campate in aria?

Concordo con te, invece, nel sostenere che all'epoca di Francesco non esisteva un dibattito sulla crociata, e che di conseguenza Francesco non poteva essere "contrario" alla crociata.

Il fatto che non abbia mai preso apertamente posizione contro di essa, però, non vuol dire che non ne provasse disgusto e non potesse cercare, a modo suo, di scoraggiarla.
Gli anticonformisti sono esistiti in tutte le epoche, e Francesco lo era sicuramente.

Anche negli Stati Uniti non c'è nessun politico importante che si dichiara apertamente contro la pena di morte, perché quello è un argomento tabù. Ma questo non vuol dire che non ci sono milioni di persone contrarie alla pena di morte.

Allo stesso modo, oggi in Italia nemmeno il presidente dei Vescovi si dichiara apertamente contro la legge 194, ma questo non toglie che ci siano moltissime persone contrarie all'aborto.

In un periodo in cui la crociata è un "must", quindi, io credo che anche lo stesso SILENZIO di Francesco sia una forma di dissenso. Se poi ci mettiamo quello che scrive nella Regola e la sua "missione pacifica" dal Sultano, il quadro è completo.

E perdonami, Andrea, ma qui quello che mi hanno insegnato da piccolo non c'entra proprio niente. C'entra invece quello che studio - all'università - da 14 anni.

Non nego di avere - come tutti noi - una visione di Francesco molto personale e alla quale sono affezionato. Ma conosco bene le regole della disciplina storica, e quindi credo di sapermi difendere bene dalle insidie da cui tu mi metti in guardia!

Quanto ai Tre Compagni, non mi riferivo a nessun passaggio preciso. E a dire il vero non mi riferivo nemmeno ai Trium Sociorum, ma alla Leggenda Perugina, scritta, appunto, dai tre compagni (come forse sai la Leggenda dei tre compagni non ha niente a che fare con i tre compagni!).

Ad ogni modo, sia nella Leggenda Perugina che nella Leggenda dei Tre compagni, che restano comunque - entrambe - le fonti più attendibili che abbiamo oggi a disposizione, come tu giustamente noti non c'è NESSUN passaggio riguardante la crociata e il martirio.

A te sembra un caso che i compagni più intimi del santo non parlino mai dell'argomento, mentre i biografi più ecclesiastici e istituzionali fanno citazioni molto generiche facendo aderire il pensiero (che pure sappiamo originalissimo in tutto) di Francesco alla mentalità comune della chiesa medievale?

Per concludere, non credo sia giusto confondere MARTIRIO e CROCIATA.

Sicuramente Francesco, come qualsiasi cristiano, non può essere contrario al martirio, ovvero alla testimonianza cristiana fino alla morte.

Può essere contrario, invece, anche se tacitamente, alla crociata. Cioè all'atteggiamento - totalmente antievangelico - di chi invade un altro paese con le armi e cerca di imporre la propria religione con la violenza.

E a questo punto c'è martirio e martirio: c'è il martirio di chi subisce la violenza senza reagire con la violenza (quindi certo non il guerriero crociato!) e c'è il "martirio" del soldato che "muore per Cristo" uccidendo, e poi c'è anche il martirio di quello "che se la cerca", come i cinque protomartiri francescani.

Io credo che Francesco abbia incoraggiato alcune forme di martirio e scoraggiato altre.

ARNALDOCASALI ha detto...

Ho un altro invito per te. Stavola "live".

Si tratta del Filmfestival popoli e religioni (www.cieloeterra.info). Come ogni anno ho intenzione di dedicare una giornata del festival - molto probabilmente quella di giovedì 13 novembre 2008 - alla figura di Francesco, primo santo interreligioso.

Ci sarà un film ("Francesco d'Assisi" di Michael Curtiz, in cui c'è l'incontro con il sultano), forse una performance teatrale e sicuramente un dibattito. E io vorrei che tu fossi uno dei relatori!

Che ne pensi di venire nella tana del lupo, e cioè in un festival organizzato dalla Diocesi, per presentare la tua visione, senza dubbio originale e inedita, di Francesco, con particolare riferimento alla crociata e all'islam?

fammi sapere!

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

Ciao Arnaldo,

figurati se non mi interessa dare fiato alla bocca nell'ambito di una manifestazione comunque così rilevante, eh eh... Lasciando perdere le battute, se vuoi posso dare il mio contributo in termini documentari e di opinione.
Quello che mi preme ribadire, comunque, è che vorrei evitare ci fossero dei fraintendimenti riguardo la mia posizione storica; sulla questione del martirio in Francesco, anch'io la pensò in modo non molto diverso dal tuo, e te l'ho ribadito anche in trasmissione. Francesco non poteva essere ideologicamente dalla parte dei crociati, non foss'altro perchè altrimenti non avrebbe abbandonato l'impresa di Damietta per tornare precipitosamente a Roma. Quello che io discuto è, invece, l'idea che a Francesco della Crociata effettivamente interessasse qualcosa; era in attesa per la sua fraternitas, dal papa, di un riconoscimento ufficiale, quindi trovo accettabile l'idea, espressa tra l'altro in innumerevoli passi delle fonti -non solo in Tommaso o in Bonaventura-, che di martirio in Terra Santa Francesco parlasse nelle sue 'prediche-concioni-comizi'. Ribadisco, non vedo motivi solidi per metterlo in dubbio.
Al massimo, possiamo affermare invece che Francesco rovescia le categorie di giudizio imponendo ai frati la sopportazione mite, anche fino alle estreme conseguenze.
Non è un violento, nel senso stretto del termine, ma un uomo sempre in cerca di consenso per dare una prospettiva al suo primo 'Sogno'... Sull'incontro con il sultano ci sarebbe parecchio da discutere, anche per ciò che riguarda le testimonianze in nostro possesso, ma non anticipiamo troppo i tempi ;)
A presto, Andrea

p.s. La Compilazione di Assisi (il nome glielo diede Bigaroni), anche nota come Leggenda Perugina, è di origine talmente incerta che l'unica cosa che possiamo asserire con una certa sicurezza, è che essa servì a integrare il dettato bonaventuriano dopo il 1276. Quindi fu concepita fin dall'inizio per riportare testimonianze oculari e aneddoti che Bonaventura aveva omesso, e non per negare le sue conclusioni o riportare una diversa versione dei fatti. Quindi, prudenza! Specie se riteniamo Bonaventura il principe dei falsificatori; difficile immaginare, infatti, che questa Compilazione non sia stata a sua volta manipolata...
Il fatto, comunque, che non vi si faccia cenno alle considerazioni sul martirio dimostra al massimo, come ti ho già anticipato, che per Francesco e i suoi seguaci esso non rivestiva una grande importanza, ma non che Francesco ne fosse effettivamente contrario o che non ne abbia mai parlato nei suoi discorsi pubblici per ingraziarsi i favori di qualche prelato, come di fatto molte altre fonti ci attestano. Touché!

ARNALDOCASALI ha detto...

Personalmente non mi interessa molto la Compilazione di Assisi come libro, visto che non ha nessuna unitarietà né uniformità. Non si tratta infatti di una biografia scritta da un singolo autore, ma di una raccolta di testimonianze che il compilatore si è limitato a copiare.

Al di là di quando e come sia stato compilato il volume oggi in nostro possesso, quello che mi interessa sono quelle parti della Compilazione (dette anche "Leggenda Perugina") in cui, come ha provato Raoul Manselli - che come sai è stato il più grande francescanista del XX secolo - possiamo rintracciare i ricordi di Leone, Rufino e Angelo NON manipolati da alcun autore, ma riportati così come erano stati scritti.

per il resto sono sostanzialmente d'accordo con te. Il martirio, semplicemente, per Francesco non riveste una grande importanza, così come la crociata. Ma riperto: i silenzi, a volte, possono dire molto più di tante parole.

p.s.

Dunque posso inserirti nel programma ufficiale del festival?

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

Certo, Arnaldo. Ho fatto queste precisazioni sulla Compilazione per chiarezza nei confronti degli altri lettori che ci leggono e non conoscono a fondo la questione delle fonti francescane -e del resto, neanch'io posso dire di conoscerla davvero 'a fondo' perchè non ho mai avuto tra le mani fisicamente le copie reali dei manoscritti, ma 'solo' -sig!- le trascrizioni in latino e italiano di essi.
Per quanto riguarda il festival fai pure. Solo ti chiedo di notificarmi periodo e modalità dell'intervento -quali sono gli altri relatori, quando cadrebbe la rassegna, ecc.
Per il resto, un saluto e a presto ;-)

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

p.s. Manselli è un mito! e non solo come esperto di francescanesimo, ricordo che è sua la più vasta ed esaustiva trattazione mai fatta da un medievista sulla magia e la stregoneria popolare. Malgrado Cardini in questi anni ci stia 'subissando' di studi meritevoli sull'argomento, anche se -come è ovvio- non sempre imparziali, il suo lavoro rimane a mio avviso inavvicinabile per completezza e chiarezza di esposizione. Ari-ciao

ARNALDOCASALI ha detto...

La giornata "Francescana" del festival è GIOVEDI 13 NOVEMBRE.

In programma, per ora, un incontro-dibattito, per il quale mi piacerebbe farti confrontare con Marco Bartoli e - sicuramente - la proiezione del film FRANCESCO D'ASSISI di Michael Curtiz.

Poi ci sono almeno 3 "forse": 1) un documentario sui sentieri francescani dell'Umbria (probabile)

2) La presenza di un attore che ha intepretato al cinema san Francesco, ovvero Ettore Bassi o Francesco Salvi (improbabile)

3) Una performance teatrale con musica dal vivo, dedicata ai Fioretti (totalmente in forse, perché dipende da me!!!)

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

Bene, ci sarà da ridere...

Sarò la solita mosca bianca -barra- ragazzaccio impertinente, che rompe il torpore :(

Ma di che periodo stiamo parlando?

ARNALDOCASALI ha detto...

Come di che periodo? Te l'ho detto: GIOVEDI 13 NOVEMBRE 2008!!!!!!!!

E a tal proposito volevo chiederti se hai voglia di scrivere un articolo sull'argomento (sostanzialmente una presentazione del libro e del tuo lavoro di ricerca) per il nuovo numero di ADESSO.

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

Al massimo potrei scrivere un articolo sulle tipicità nascoste di alcuni eremi francescani, le recenzioni del libro preferisco le scrivano gli altri. Per fortuna, non ho ancora raggiunto queste vette di autoreferenzialità senile.
Eventualmente comunicami le modalità: lunghezza del pezzo, stile, tempi di consegna.
Vedrò se mi posso rendere utile, bye bye

ARNALDOCASALI ha detto...

Non un auto-recensione, ma un articolo sullo stesso tema che affronti nel libro. Poi, ovviamente, una segnalazione del libro ce la metto io.
Più che sugli eremi, però, mi interesserebbe di più il discorso su martirio-crociata-sultano.

Ma sei totalmente libero! L'importante è che me lo fai avere entro questa settimana!

3500-4500 battute.

aspetto!

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

Ok, per sabato vedrò di farti avere il pezzo, ma a quale mail lo mando? bye bye

ARNALDOCASALI ha detto...

adesso@reteblu.org

ARNALDOCASALI ha detto...

Hai problemi se spostiamo l'icontro-dibattito a SABATO 8 NOVEMBRE?

Stiamo organizzando una bella serata tra dibattito, documentari, film, reading e musica, e giovedì 13 resterebe tutto molto sacrificato perché ci sono altre proiezioni importanti.

Fammi sapere! Sabato 8 novembre più o meno dalle 18.30.

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

L'importante è che mi comunichi la data esatta con una settimana di preavviso; non mi interessa che l'appuntamento slitti o meno, a te l'onore e l'onere dell'organizzazione ;)
Un'altra cosa ti chiedo ben più importante: il rimborso spese è previsto? Sarebbe gradito, almeno per il viaggio. Ciao

ARNALDOCASALI ha detto...

Credo che questa data sia ormai definitiva, anche se non si sa mai!

In realtà io preferisco farla di sabato perché siamo più liberi (non ci sono altre proiezioni) e circola più gente!

Quanto al rimborso, è previsto quello per il viaggio e l'ospitalità (in una struttura della diocesi!!!).

Non c'è compenso perché è un festival molto povero!

Però direi che possiamo approfittare per vendere un po' di libri, no?

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

Ok Arnauld! Per i libri, non so quanti portarne.. Una decina vanno bene? Venti copie? boh, fammi sapere. Per l'articolo, dovrei riuscire a mandartelo già stasera.

p.s. ma sai che è una fatica bestiale rientrare in 4500 battute? arghhhhhhhhhh......

ARNALDOCASALI ha detto...

L'articolo è ottimo. Le dimensioni vanno abbastanza bene. Il problema è che prende tutta la pagina e c'è poco spazio per parlare del tuo libro!

Quanto alle copie: vedi tu, io cerco di creare più movimento possibile!

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

Lo so, me ne rendo conto. Ma già così la trattazione la trovo molto stringata, fare ulteriori tagli rischierebbe di lasciare delle lacune che non consentano al lettore di ben documentarsi sui fatti.
Vedi che poi non sono un forzato della pubblicità a tutti i costi? ;) Scrivi quello che senti di dover comunicare del libro in relazione allo spazio rimasto, poi se hai bisogno mi trovi al solito posto... Il mio biglietto da visita è l'articolo, se lo ritieni utile alla causa magari scriverò altro in futuro. Anche sull'incontro tra Francesco e il sultano c'è tanto da dire, ma non potevo permettermi di sviluppare il tema, lo farò nei dettagli al festival. Aspetto news, bye!

p.s. per i libri porterò una ventina di copie, non si sa mai...

ARNALDOCASALI ha detto...

ho trovato il modo di fare la recensione del libro in un'altra pagina...

sapessi chi potresti avere, sabato 8, come contraddittorio...

... intanto su "Adesso" hai Marco Bartoli. Lo conoscerai, immagino; è uno dei francescanisti più importanti oggi in Italia.

Nome: Francesco di Bernardone. ha detto...

Ciao Arnaldo,

magari se tu me lo dicessi non arriverei troppo impreparato. Per ora, al massimo, mi limito a fare training autogeno... :-)
Per quanto riguarda l'appuntamento di sabato, non appena sai l'ora ti prego di comunicarmela, così la riporto nel sito.

Saluti